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martedì 14 luglio 2015

Carta di soggiorno revocata a chi perde il lavoro. Il giudice ferma le Questure



(Da www.stranieriinitalia.it)




Il permesso a tempo indeterminato può essere tolto solo a chi è pericoloso, la mancanza di reddito non conta”. Un immigrato e l’Anolf vincono ricorso al Tar di Milano

Roma – 6 luglio 2015 – Per anni hanno lavorato duro rinnovando di volta in volta i loro permessi di soggiorno. Poi si sono finalmente messi in tasca la carta di soggiorno (permesso Ue per lungosoggiornati), il  documento “a tempo indeterminato”  a cui aspirano tutti gli immigrati.

Quando però, complice la crisi economica, hanno perso il lavoro, la Questura ha revocato loro la carta di soggiorno. Sostenendo che, senza un regolare contratto di lavoro, non possono essere considerate “persone per bene”, degne di rimanere in Italia. Come se a decidere di non lavorare, o di lavorare in nero, fossero i lavoratori.

È successo,  soprattutto a Milano, a cittadini stranieri che avevano chiesto un duplicato o un aggiornamento della loro carta di soggiorno. La Questura ha preteso che dimostrassero di nuovo i requisiti di reddito previsti per il primo rilascio e, in mancanza di assunzioni regolari, contributi versati  ecc, è arrivato il diniego. Potenzialmente una strage, in tempi di crisi economica.

Ora a fermare questa prassi è finalmente arrivata la legge, fatta valere qualche giorno fa dal Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia. Il giudice ha dato ragione a un cittadino srilankese, che dopo aver lavorato a lungo come custode non era riuscito a trovare una nuova occupazione, e ha dato torto alla Questura, che gli aveva revocato la carta di soggiorno perché non aveva un reddito regolare.

La mossa della Questura, ha spiegato il giudice, è illegittima. Sia le norme europee (art. 8 della Direttiva 2003/109/CE), sia il Testo Unico sull’immigrazione che le ha recepite (art. 9 del d.lgs. n. 286/98), prevedono infatti che lo “status di soggiornante di lungo periodo è permanente” e può essere revocato solo “ qualora lo straniero sia pericoloso per l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato, e non invece a fronte della mera mancanza di redditi”.

L’immigrato srilankese può festeggiare, riavrà la carta di soggiorno che si era conquistato sin dal 2005. E lo stesso potranno pretendere quanti sono incappati in una simile ingiustizia. Soddisfatta anche l’Anolf Cisl, che aveva sollevato il caso chiedendo anche l’intervento della commissione europea e che ha affiancato il lavoratore nel ricorso al Tar insieme all’avvocato Silvia Balestro.

La crisi ha colpito duro, soprattutto in determinati settori e soprattutto i lavoratori stranieri.  Togliere loro la carta di soggiorno solo perché hanno perso il lavoro vuol dire far fare un enorme passo indietro al processo di integrazione, per una situazione della quale non hanno colpa. Come si può presupporre che chi non ha un lavoro regolare abbia scelto scientemente di lavorare in nero o di evadere le tasse?” dice a Stranieriinitalia.it, Maurizio Bove, presidente di Anolf Milano e responsabile immigrazione della Cisl meneghinare.

La prassi della Questura di Milano, nota il sindacalista, estremizzava il legame tra lavoro e permesso di soggiorno già previsto dalla legge, andando oltre la stessa legge con una discrezionalità eccessiva e perdendo di vista l’importanza dell’integrazione di chi vive da tanti anni in Italia. Del resto, una sentenza simile a questa aveva già bocciato la Questura, che a quanto pare ultimamente ha iniziato a valutare con più attenzione le singole situazioni.

Ora ci aspettiamo che la legge venga applicata correttamente a Milano e nel resto d’Italia. Deve essere chiaro che chi perde il lavoro non può perdere, per quel motivo, anche la carta di soggiorno” conclude Bove. Se poi il ministero dell’Interno, aggiungiamo noi, volesse chiarire il concetto a tutte le Questure, sarebbe un ulteriore passo avanti.


domenica 29 marzo 2015

Il messaggio di Alexis Tsipras per i partecipanti al World Social Forum





Dear friends and comrades,

Fourteen years ago, at the beginning of the new millennium, the World Social Forum came to the fore as the response of the people to the globalization of the markets. It was deliberately meant as versatile meeting of movements, trade unions and associations from around the world, looking for progressive solutions to global problems: poverty, social inequality, lack of democracy, racism, environmental destruction, and absence of economic and social justice. By using dialogue among equals, as well as horizontal processes, it provided proof that social forces from different parts of the world, which may be militant against different problems, can still converge around common goals and so formulate an alternative vision and blueprint for the planet. With values like these, condensed in such slogans as "people before profits" and "another world is possible", the World Social Forum was the space in which ideas and modes of action were born and grew which would eventually question the global neoliberal supremacy.

Our common responsibility to build a different prospect for the world is much greater these days, at a time that blind fanaticism, violence and social regression appear as alternative perspectives before the menacing force of the markets. Such were the motives behind those who, just the other day, spread death and fear in Tunis. The movements ought to block decisively the way to them by winning the hearts and minds of the poor and the oppressed. Neither the combination of fanaticism and intolerance, nor that of fascism and racism can open any new way for the future. The world will move ahead only thanks to democracy, respect for rights, solidarity and common struggles.

Dear friends,

As you know, Greece has for some time now been on a collision course with the tenets of neo-liberalism. Faced with the disastrous policy of austerity and extortion by the markets, our people is determined to defend democracy, the welfare state, public goods and the right to an adequately paying job. We offer a fight for life, dignity and social justice, all within a struggle to orient the economy towards the needs of society, instead of society towards the needs of the economy and sheer financial profit.

Our horizons are not limited by the boundaries of our own country. They extend across all of Europe. We know that on our footsteps other people are following too, determined to use the power provided by democracy to make the world more just and the future more bright. The front that will clash with the current balance of power in Europe is already being formed and it becomes stronger every day.

We know that these developments will be discussed this year during the proceedings of the World Social Forum in Tunis. We know that a key consideration is the all-round support to Greece, but also to all the people fighting for a historic change in Europe and throughout the world. This is why Greece is sending today to those who participate in this year's Forum, a greeting of optimism, strength and determination. Using solidarity as their weapon, the people will win!

Alexis Tsipras

Cari amici e compagni,
quattordici anni fa, all'inizio del nuovo millennio, il Forum Sociale Mondiale è venuto alla ribalta come la risposta del popolo alla globalizzazione dei mercati. E 'stato volutamente inteso come incontro versatile di movimenti, sindacati e associazioni di tutto il mondo, alla ricerca di soluzioni innovative a problemi globali: la povertà, la disuguaglianza sociale, la mancanza di democrazia, il razzismo, la distruzione ambientale, e l'assenza di giustizia economica e sociale. Utilizzando il dialogo tra uguali, così come i processi orizzontali, ha fornito la prova che le forze sociali provenienti da diverse parti del mondo - che possono combattere i diversi problemi - possono ancora convergere intorno ad obiettivi comuni e quindi formulare una visione alternativa e un progetto per il pianeta . Con valori come questi, condensati in slogan come "le persone prima dei profitti" e "un altro mondo è possibile", il Forum Sociale Mondiale è lo spazio in cui le idee e le modalità di azione sono nate e cresciute, lo spazio dove mettere in discussione la supremazia globale neoliberista.
La nostra responsabilità comune per costruire una prospettiva diversa per il mondo è molto più grande in questi giorni, in un momento in cui il fanatismo cieco, la violenza e la regressione sociale appaiono come punti di vista alternativi alla forza minacciosa dei mercati. Queste erano le motivazioni che stavano dietro coloro che, proprio l'altro giorno, hanno diffuso la morte e la paura a Tunisi. I movimenti dovrebbero bloccare decisamente la loro strada, vincendo i cuori e le menti dei poveri e degli oppressi. Né la combinazione di fanatismo e intolleranza, né quella del fascismo e del razzismo sono in grado di aprire qualsiasi nuova strada per il futuro. Il mondo si muoverà avanti solo grazie alla democrazia, al rispetto dei diritti, della solidarietà e con le lotte comuni.


Cari amici,
Come sapete, la Grecia è da tempo ormai in rotta di collisione con i principi del neo-liberismo. Di fronte alla disastrosa politica di austerità e di estorsione da parte dei mercati, il nostro popolo è determinato a difendere la democrazia, lo stato sociale, i beni pubblici e il diritto a un lavoro adeguatamente pagato. Offriamo una lotta per la vita, la dignità e la giustizia sociale, il tutto in una lotta per orientare l'economia verso le esigenze della società, invece della società verso i bisogni dell'economia e il puro profitto finanziario.
I nostri orizzonti non sono limitati dai confini del nostro paese. Si estendono in tutta Europa. Sappiamo che sui nostri passi altre persone ci stanno seguendo, decise a usare il potere fornito dalla democrazia per rendere il mondo più giusto e un futuro più luminoso. Il fronte con cui si scontrerà l'attuale equilibrio del potere in Europa è già in forma e diventa ogni giorno più forte.
Sappiamo che questi sviluppi saranno discussi quest'anno durante i lavori del Forum Sociale Mondiale a Tunisi. Sappiamo che una considerazione chiave è il supporto a tutto tondo per la Grecia, ma anche a tutte le persone che lottano per un cambiamento storico in Europa e in tutto il mondo. Questo è il motivo per cui la Grecia sta inviando oggi, a coloro che partecipano quest' anno al Forum, un saluto di ottimismo, forza e determinazione. Utilizzando la solidarietà come arma, il popolo vincerà!


Alexis Tsipras