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lunedì 13 aprile 2015

Edda Pando: dal World Social Forum il sito web per i desaparecidos nel Mediterraneo




L'Associazione per i Diritti Umani ha chiesto anche a Edda Pando, di Arci Todo Cambia, di raccontarci le notizie e gli approfondimenti che sono emersi dai workshop da lei seguiti al Forum sociale mondiale di Tunisi.



Ringraziamo molto Edda Pando per questo suo report.



Ho seguito i workshop che riguardavano le reti dei parenti dispersi: erano presenti i collettivi dei parenti che provenivano da Algeria, Tunisia, Eritrea e anche dal Messico. In quest'ultimo caso c'era una rappresentante del “Movimiento migrante mesoamericano”. Marta Sanchez, un movimento costituito da organizzazioni che da dieci anni organizzano la “Carovana centroamericana della ricerca dei figli dispersi”; la carovana si muove lungo il percorso che porta negli Stati Uniti e in questi anni sono stati trovati 200 figli.

Era la prima volta che i parenti dei migranti dispersi si riunivano ed è stato un momento importante di presa di coscienza perchè si è potuto favorire il fatto che le persone si rendessero conto che la loro tragedia non è una questione individuale, ma è collettiva. E' stata importante, per esempio, la presenza di un ragazzo eritreo, del “Coordinamento Idea democratica”, perchè lui ha potuto parlare del percorso che i migranti fanno prima di arrivare in Europa, con tutte le violazioni dei diritti umani che subiscono.

Questo incontro nasceva dopo che abbiamo fatto un primo tentativo a Sabir - nell'ottobre dell'anno scorso, in occasione del naufragio - ed è un lavoro che si sta portando avant sin dal 2012, da quando ci fu il primo contatto con le mamme tunisine che cominciavano ad organizzarsi in gruppi e non semplicemente come singoli parenti.

Al workshop di Tunisi hanno partecipato moltissime organizzazioni europee, ad esempio GISTI, SMA, SOLIDAR che sta collaborando con una confederazione di sindacati autorganizzati senegalesi per costituire una rete mediterranea per dare sostegno ai migranti lungo tutto il tragitto che porta verso la Libia, dall'Africa subsahariana. Dopo aver ascoltato i parenti dei migranti dispersi, il giorno successivo - il 28 marzo - è stata organizzata una riunione di lavoro comune in cui si è deciso di costruire formalmente la rete dei migranti dispersi del Merditerraneo, una rete che si occuperà del crimine che presuppone la morte dei migranti.

Si è stabilito di creare due gruppi: uno si occuperà di tutto quello che riguarda le partenze (dal punto di vista legale) e di come le partenze possano trasformarsi in azione politica; e l'altro gruppo, più di sensibilizzazione, si occuperà di continuare a mappare i gruppi dei parenti dispersi e di costruire una pagine web in cui inserire storie e fotografie per cercare di dare un'identità o un viso alle persone morte, affinchè non rimangano solo dei numeri: teniamo presente che un conto è il dolore di chi ha perso qualcuno e sa che il parente è deceduto, ma un altro è il dolore di coloro che ancora non ne ha certezza e non sa dove sia, cosa sia successo.

Quest'anno ripeteremo l'esperienza di Sabir, a Lampedusa, e vedremo come riusciremo a rapportarci a questi parenti perchè la situazione è complicata anche dal punto di vista psicologico.

giovedì 9 aprile 2015

Libertà di espressione e molto altro: Cecilia Dalla Negra ci parla del World Social Forum



Cecilia Dalla Negra, di Osservatorio Iraq, ci ha parlato del Forum Sociale mondiale che si è tenuto a Tunisi e, in particolare dei settori da lei seguiti : libertà di espressione in Iraq e in altri Paesi, di democrazia e del popolo tunisino dopo l'attentato al museo del Bardo.



Ringraziamo la giornalista per questo intervento.



Come sempre ho partecipato al Forum di Tunisi come Osservatorio Iraq, insieme alla delegazione organizzata da “Un ponte per”: con noi c'era una vastissima rappresentanza della società civile irachena, con cui lavoriamo da tanti anni, che ha portato al Forum il suo punto di vista sulla situazione del Paese oltre a illustrare le tante campagne che porta avanti da anni per la protezione dell'ambiente, del patrimonio culturale, per la libertà di espressione e per i diritti delle donne. In particolare, ho seguito i lavori che riguardano la libertà di stampa e di espressione e anche le inziative della società civile davanti all'avanzata del terrorismo che è stato un tema molto presente nel Forum, anche perchè da pochi giorni Tunisi era stata colpita dall'attentato.

Ci sarebbe dovuta essere un'assemblea di convergenza per redigere la Carta dei movimenti sociali contro il terrorismo, ma su questo non si è trovato un vasto consenso: la presa di posizione dei movimenti sociali che si sono riuniti a Tunisi ha avuto, come momento di denuncia di quanto è accaduto, la manifestazione di apertura del 24 marzo che come slogan aveva: “ Popoli del mondo uniti contro il terrorismo”. Quel corteo ha espresso anche molti altri contenuti perchè c'era la volontà, da parte del popolo tunisino, di ribadire il proprio percorso per la costruzione della democrazia e, quindi, la volontà di non far diventare questo attacco terroristico uno strumento nelle mani del governo per restringere gli spazi di democrazia per gli attivisti; molti attivisti lo temono perchè il governo tunisino sta discutendo l'approvazione della nuova legge antiterrorismo.

Per quanto riguarda il Forum c'è stata una vastissima partecipazione: si parla di circa 50.000 persone e oltre 4.000 organizzazioni internazionali da tutto il mondo che non hanno fatto un passo indietro rispetto al timore di nuovi attacchi. Il clima era molto sereno e non c'è stata la militarizzazione che ci aspettavamo. Moltissimo spazio, quest'anno, è stato dato ai temi del “climate change” e, quindi, alla protezione dell'ambiente e lo slogan era: “Cambiare il sistema, non cambiare il clima”, un tema declinato a seconda di quelle che sono le priorità dell'area del Medioriente e del Nord Africa.

Si è parlato tantissimo di libertà civili, diritti e autodeterminazione e non sono mancate alcune contraddizioni, nel senso che la classica apertura a tutti i movimenti del Forum sociale ha portato frizioni, ad esempio per quanto riguarda l'attuale assetto della crisi siriana, tra giovani rivoluzionari e sostenitori del regime, così come non sono mancati accesi dibattiti tra islamisti e forze laiche.

Il Forum si conferma, ancora una volta, un laboratorio sociale importantissimo e un'occasione di incontro preziosissima: è stato estremamente interessante vedere seduti attorno a un tavolo attivisti iracheni, egiziani, tunisini che si confrontavano, dal loro punto di vista, su come contrastare il fenomeno del terrorismo di matrice islamica e l'avanzata di Daesh, non con risposte militari, ma attraverso proposte di dialogo e di convivenza. Pur sostenendo e condividendo la lotta della popolazione curda di di Kobane e comprendendo il suo diritto a chiedere l'aiuto militare, la società civile irachena vorrebbe affrontare alla radice le cause dell'adesione all'estremismo islamico e, cioè: la mancanza di un sistema di welfare, la scarsità di sistemi di educazione, il problema dello stato sociale. La proposta è quella di lavorare sul lungo periodo, sulla cultura, sull'accessibilità alle risorse, costruendo piccoli tasselli di convivenza. In particolare, la società civile chiede di smettere di credere alle rappresentazioni mediatiche, soprattutto occidentali, che dipingono quello iracheno come un conflitto settario o confessionale perchè l'Iraq è sempre stato un mosaico di civilità, di religioni e di culture che hanno convissuto in pace: le divisioni settarie, in realtà, sono state importate dall'Occidente.

Ritornando alla manifestazione del 24 marzo. La partecipazione internazionale è stata molto in secondo piano, invece mi ha colpito come la piazza fosse assolutamente tunisina e ci fosse un popolo molto determinato nel tenere la testa alta e dire: “Noi non abbiamo paura”. Si sfilava fino al Museo del Bardo, sotto una pioggia battente, ma la gente diceva che non aveva paura perchè aveva abbattuto il muro della paura nel 2011, facendo cadere la dittatura.

domenica 29 marzo 2015

Il messaggio di Alexis Tsipras per i partecipanti al World Social Forum





Dear friends and comrades,

Fourteen years ago, at the beginning of the new millennium, the World Social Forum came to the fore as the response of the people to the globalization of the markets. It was deliberately meant as versatile meeting of movements, trade unions and associations from around the world, looking for progressive solutions to global problems: poverty, social inequality, lack of democracy, racism, environmental destruction, and absence of economic and social justice. By using dialogue among equals, as well as horizontal processes, it provided proof that social forces from different parts of the world, which may be militant against different problems, can still converge around common goals and so formulate an alternative vision and blueprint for the planet. With values like these, condensed in such slogans as "people before profits" and "another world is possible", the World Social Forum was the space in which ideas and modes of action were born and grew which would eventually question the global neoliberal supremacy.

Our common responsibility to build a different prospect for the world is much greater these days, at a time that blind fanaticism, violence and social regression appear as alternative perspectives before the menacing force of the markets. Such were the motives behind those who, just the other day, spread death and fear in Tunis. The movements ought to block decisively the way to them by winning the hearts and minds of the poor and the oppressed. Neither the combination of fanaticism and intolerance, nor that of fascism and racism can open any new way for the future. The world will move ahead only thanks to democracy, respect for rights, solidarity and common struggles.

Dear friends,

As you know, Greece has for some time now been on a collision course with the tenets of neo-liberalism. Faced with the disastrous policy of austerity and extortion by the markets, our people is determined to defend democracy, the welfare state, public goods and the right to an adequately paying job. We offer a fight for life, dignity and social justice, all within a struggle to orient the economy towards the needs of society, instead of society towards the needs of the economy and sheer financial profit.

Our horizons are not limited by the boundaries of our own country. They extend across all of Europe. We know that on our footsteps other people are following too, determined to use the power provided by democracy to make the world more just and the future more bright. The front that will clash with the current balance of power in Europe is already being formed and it becomes stronger every day.

We know that these developments will be discussed this year during the proceedings of the World Social Forum in Tunis. We know that a key consideration is the all-round support to Greece, but also to all the people fighting for a historic change in Europe and throughout the world. This is why Greece is sending today to those who participate in this year's Forum, a greeting of optimism, strength and determination. Using solidarity as their weapon, the people will win!

Alexis Tsipras

Cari amici e compagni,
quattordici anni fa, all'inizio del nuovo millennio, il Forum Sociale Mondiale è venuto alla ribalta come la risposta del popolo alla globalizzazione dei mercati. E 'stato volutamente inteso come incontro versatile di movimenti, sindacati e associazioni di tutto il mondo, alla ricerca di soluzioni innovative a problemi globali: la povertà, la disuguaglianza sociale, la mancanza di democrazia, il razzismo, la distruzione ambientale, e l'assenza di giustizia economica e sociale. Utilizzando il dialogo tra uguali, così come i processi orizzontali, ha fornito la prova che le forze sociali provenienti da diverse parti del mondo - che possono combattere i diversi problemi - possono ancora convergere intorno ad obiettivi comuni e quindi formulare una visione alternativa e un progetto per il pianeta . Con valori come questi, condensati in slogan come "le persone prima dei profitti" e "un altro mondo è possibile", il Forum Sociale Mondiale è lo spazio in cui le idee e le modalità di azione sono nate e cresciute, lo spazio dove mettere in discussione la supremazia globale neoliberista.
La nostra responsabilità comune per costruire una prospettiva diversa per il mondo è molto più grande in questi giorni, in un momento in cui il fanatismo cieco, la violenza e la regressione sociale appaiono come punti di vista alternativi alla forza minacciosa dei mercati. Queste erano le motivazioni che stavano dietro coloro che, proprio l'altro giorno, hanno diffuso la morte e la paura a Tunisi. I movimenti dovrebbero bloccare decisamente la loro strada, vincendo i cuori e le menti dei poveri e degli oppressi. Né la combinazione di fanatismo e intolleranza, né quella del fascismo e del razzismo sono in grado di aprire qualsiasi nuova strada per il futuro. Il mondo si muoverà avanti solo grazie alla democrazia, al rispetto dei diritti, della solidarietà e con le lotte comuni.


Cari amici,
Come sapete, la Grecia è da tempo ormai in rotta di collisione con i principi del neo-liberismo. Di fronte alla disastrosa politica di austerità e di estorsione da parte dei mercati, il nostro popolo è determinato a difendere la democrazia, lo stato sociale, i beni pubblici e il diritto a un lavoro adeguatamente pagato. Offriamo una lotta per la vita, la dignità e la giustizia sociale, il tutto in una lotta per orientare l'economia verso le esigenze della società, invece della società verso i bisogni dell'economia e il puro profitto finanziario.
I nostri orizzonti non sono limitati dai confini del nostro paese. Si estendono in tutta Europa. Sappiamo che sui nostri passi altre persone ci stanno seguendo, decise a usare il potere fornito dalla democrazia per rendere il mondo più giusto e un futuro più luminoso. Il fronte con cui si scontrerà l'attuale equilibrio del potere in Europa è già in forma e diventa ogni giorno più forte.
Sappiamo che questi sviluppi saranno discussi quest'anno durante i lavori del Forum Sociale Mondiale a Tunisi. Sappiamo che una considerazione chiave è il supporto a tutto tondo per la Grecia, ma anche a tutte le persone che lottano per un cambiamento storico in Europa e in tutto il mondo. Questo è il motivo per cui la Grecia sta inviando oggi, a coloro che partecipano quest' anno al Forum, un saluto di ottimismo, forza e determinazione. Utilizzando la solidarietà come arma, il popolo vincerà!


Alexis Tsipras

venerdì 12 dicembre 2014

Secondo forum mondiale sui diritti umani: a Marrakech







Dal 27 al 30 novembre 2014 si è tenuto in Marocco, a Marrakech, il secondo Forum mondiale dei diritti umani, dopo la prima edizione brasiliana.
Diritti, democrazia e pluralismo al centro dei numerosi tavoli organizzati, ufficiali e ufficiosi che hanno proposto diversi approfondimenti tematici: la giustizia, l'immigrazione, le religioni, lo sviluppo, per citarne solo alcuni.
Hanno partecipato al Forum giornalisti, esponenti delle istituzioni, esponenti dell'associazionismo e molte personalità, tra cui Ban Ki Moon, Kofi Annan, Muhamad Yunus, Romano Prodi.
Il prossimo appuntamento, per la terza edizione, si svolgerà in Argentina e ricordiamo che il 10 dicembre è la Giornata Mondiale dei Diritti Umani.


L'Associazione per i Diritti Umani ha chiesto un commento sul Forum a Cecilia Dalla Negra, di OsservatorioIraq e la ringrazia per questo suo intervento.



Come è stato organizzato il Forum?

 

Il Forum era veramente imponente. Organizzato come un social-forum sui diritti umani declinati da tantissimi punti di vista; c'erano oltre 30 sottoforum tematici che spaziavano dall'ecologia ai diritti delle donne, ad esempio.

Io ero con la delegazione organizzata da Un ponte per e seguivo la cosa come OsservatorioIraq e ho partecipato alla parte dedicata all'informazione e alla libertà di espressione che era un evento autogestito da una coalizione di associazioni della società civile marocchina.



Cos'è emerso da questo focus sull'informazione?



E' stata l'occasione per mettere a confronto esperienza molto diverse, sia sulla sponda sud sia sulla sponda nord, di giornalismo dal basso, partecipativo e per declinare secondo i diversi aspetti regionali quello che è il diritto alla comunicazione che è stato riconosciuto essere una delle tante facce della lotta per i diritti umani: l'accesso, quindi, ad un'informazione che sia libera, imparziale e orizzontale.

Sulla sponda nord e su quella sud del Mediterraneo, in fondo, si condividono le stesse battaglie e si conferma un grandissimo attivismo da parte della società civile della sponda sud anche su questo tema.



In particolare, ha notizie sul forum dedicato alle donne?


Non molte perchè il Forum presentava grosse criticità anche perchè organizzato in un Paese dove i diritti umani non sono sempre garantiti.Ci sono state, però, delle voci contrastanti e alcune associazioni hanno anche deciso di boicottarlo.

Molte altre associazioni, invece, hanno colto l'occasione per prendere la parola ed esprimere il proprio punto di vista per cui, secondo me, è stato un importante passo avanti perchè le critiche anche al governo marocchino non sono mancate.






giovedì 4 aprile 2013

Forum Sociale Mondiale: l'anno di Tunisi

Si è appena conclusa, con una grande marcia per la libertà e i diritti, l'ultima edizione del Forum Sociale Mondiale che - a due anni da Porto Alegre, nel sud del Brasile - ha visto la Tunisia come Paese ospitante.
Cinque giorni, dal 26 al 30 marzo, di intense attività in cui si sono riuniti associazioni, movimenti altermondialisti, società civili: per la prima volta in un Paese arabo, per la prima volta sulla sponda del Mediterraneo. La scelta del capoluogo tunisino non è stata casuale, ma è seguita all'assassinio del leader dell'opposizione Chokri Belaid, avvenuto nel mese di febbraio.
Raffaella Bonini, coordinatrice italiana e mondiale dell'appuntamento, ha dichiarato: “Non siamo più una novità, un fenomeno di moda, la faccia buona della contestazione no-global che i governi locali e nazionali e le più ricche Ong mondiali facevano a gara a sponsorizzare. Proprio in questi ultimi anni, mentre la crisi ha popolarizzato le tematiche e le intuizioni dei movimenti rappresentati nel Forum Sociale Mondiale, abbiamo perso sostegno e finanziamenti. Questo appuntamento di Tunisi è stato costruito con l'impegno volontario, al quale ha poi fatto seguito un appoggio da parte delle istituzioni tunisine”. 
Proprio centinaia di giovani tunisini, spesso militanti nell'associazionismo, hanno lavorato alacremente per organizzare gli incontri, le manifestazioni culturali, i seminari, gli appuntamenti musicali che hanno arricchito il programma del Forum, il quale si è tenuto, in buona parte, all'interno del campus universitario di El Manar. Si tratta di quei giovani che, da due anni, hanno dato vita alla rivoluzione democratica araba, che sono scesi nelle piazze delle principali città del Nord Africa per ribaltare regimi autoritari e violenti.
Adesso è il momento della ricostruzione, della creazione di nuove basi su cui ricominciare. E i temi, per avviare il cambiamento e discussi all'interno del Forum, sono stati, oltre alla crisi politica: una giustizia economica internazionale, il problema del cambiamento climatico nelle zone aride del Maghreb-Mashreq e le conseguenze sulle popolazioni, la piaga del land-grabbing, le istanze di uguaglianza e di libertà per tutti. A questo proposito è bene ricordare che, nei giorni che hanno preceduto l'inaugurazione del Forum, si è tenuto anche il Terzo Incontro Globale dei Media Indipendenti durante il quale, gli attivisti e i giornalisti hanno chiesto un riconoscimento formale del loro operato e la possibilità di lavorare liberamente, partendo dal presupposto che non ci può essere pluralismo politico senza pluralismo dell'informazione. 





 


martedì 8 gennaio 2013

Secondo forum delle politiche sociali

"La politica sociale è una questione di diritti": queste le parole dell'assessore ai Servizi sociali del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino, nel presentare il Secondo Forum delle Politiche Sociali che si terrà nel capoluogo lombardo dall' 11 al 19 gennaio.
Un ricco programma di incontri e di appuntamenti per riaffermare le "buone pratiche" quali, ad esempio: le scelte corrette per garantire la salute, sconfiggere la precarietà, combattere la solitudine, favorire le pari opportunità. 
Il forum, come lo scorso anno, prevede la partecipazione attiva della cittadinanza, delle istituzioni pubbliche, delle imprese, dei sindacati, delle fondazioni bancarie, delle asscoiazioni sociali e del volontariato.

Può essere un'occasione di confronto e di costruzione, per una migliore qualità della vita.
Per il programma completo delle iniziative del forum , potete consultare il sito del Comune di Milano http://www.comune.milano.it