
"...Non si potrà avere un globo pulito se gli uomini sporchi restano impuniti. E' un ideale che agli scettici potrà sembrare utopico, ma è su ideali come questo che la civiltà umana ha finora progredito (per quello che poteva). Morte le ideologie che hanno funestato il Novecento, la realizzazione di una giustizia più giusta distribuita agli abitanti di questa Terra è un sogno al quale vale la pena dedicare il nostro stato di veglia".
Visualizzazione post con etichetta norme. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta norme. Mostra tutti i post
giovedì 27 agosto 2015
Il Papa fermi le stragi in mare e apra dei canali umanitari
Lettera al Papa
Di fronte all’immobilismo dei governi dell’Unione Europea, il Pontefice potrebbe sostenere un’alternativa umana alla mafia dei trafficanti ponendosi al centro dell’azione diplomatica.
Le nunziature apostoliche, cioè le missioni diplomatiche che rappresentano la Santa Sede nel mondo, potrebbero fare ciò che le Ambasciate degli Stati europei negano: rilasciare visti di ingresso perché le famiglie, i bambini, le donne, gli uomini che fuggono da guerre e persecuzioni possano raggiungere Paesi Sicuri su mezzi di trasporto legali, invece di essere costretti a pagare gli scafisti e morire a migliaia sui barconi.
Un corridoio umanitario garantito dai governi permetterebbe a quanti vogliono fare richiesta di asilo di presentarsi direttamente nelle ambasciate dei Paesi europei (nello stesso Stato dal quale intendono fuggire o nei Paesi confinanti con quello da cui fuggono), senza dover intraprendere un viaggio terribile e spesso mortale.
Tutto ciò potrebbe essere possibile semplicemente applicando le norme vigenti.
Le nunziature apostoliche svolgono infatti anche la funzione di rappresentanza diplomatica e dunque chi scappa da persecuzioni e guerre potrebbe chiedere un visto di ingresso ai Nunzi Apostolici. Gli accordi già in vigore con i Paesi Ue permetterebbero ai profughi di raggiungere la Santa Sede via nave, via terra o attraverso l’aeroporto di Fiumicino o Ciampino, viaggio per canali legali che non potrebbero intraprendere in assenza di visto di ingresso.
Chiediamo a Papa Francesco di:
1) permettere alle persone in fuga da guerre e persecuzioni di chiedere asilo alla Santa Sede (che ha aderito alla Convenzione di Ginevra del 1951) rivolgendosi direttamente ai nunzi apostolici presenti presso i Paesi di fuga o di transito e dimostrare così all’Europa che si può e si deve realizzare un corridoio umanitario per impedire che le persone soffrano e muoiano per affermare il loro diritto all’asilo e alla sopravvivenza.
2) permettere a queste persone, una volta arrivate fisicamente in Vaticano, con un visto temporaneo, di presentare richiesta d’asilo in altri Paesi, rivolgendosi ad una delle 178 ambasciate che hanno sede in Vaticano. In tal modo si neutralizzerebbe anche la Convenzione di Dublino che limita la libertà delle persone di scegliere in quale paese rifugiarsi e vivere.
Alessandra Ballerini; Leonardo Cavaliere; Carmelo Gatani; Paola La Rosa
Per firmare la petizione su Change.org:
https://www.change.org/p/il-papa-fermi-le-stragi-in-mare-e-apra-dei-canali-umanitari?recruiter=59920555&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=fb_
send_dialog
Etichette:
asilo,
associazione,
avvocati,
canali umanitari,
chiesa,
convenzione,
diplomazia,
diritti,
Dublino,
giornalisti,
immigrazione,
informazione,
legalità,
legge,
migranti,
norme,
Papa,
politica,
UE,
viaggio
martedì 28 maggio 2013
La Uefa: stop al razzismo
Dal
prossimo 1° giugno entreranno in vigore le nuove norme contro casi
di razzismo.
Nei
giorni scorsi si è riunito, a Londra, il congresso delle 53
federazioni nazionali il cui Comitato Esecutivo ha deciso che le
norme riguarderanno le gare internazionali organizzate dall'UEFA e,
per quanto riguarda l'Italia, il presidente della Figc, Abete, ha
affermato che verranno inserite nel codice di giustizia sportiva,
affermando: “ Porterò le indicazioni Uefa in Consiglio federale e
il nostro codice di giustizia cambierà di conseguenza”.
In caso
di cori, striscioni, slogan a sfondo razzista e di comportamenti
discriminatori sugli spalti, l'Esecutivo ha deciso che, per la
partita successiva all'accaduto, verrà chiuso il settore dello
stadio coinvolto; per la recidiva è prevista la chiusura
dell'impianto con una multa di 50mila euro. Un cambiamento di rotta,
quindi, se si considera che, secondo il nostro codice attuale, è
prevista un'ammenda nel primo caso, un'ammenda con diffida per la
recidiva e, solo alla terza occasione, la chiusura dello stadio.
Inasprite
anche le norme che vedono coinvolti i tesserati, compresi i dirigenti
e i calciatori; se a compierli dovessero essere ufficiali di gara e
incaricati della giustizia sportiva (che, nel nostro Paese, sono gli
uomini della procura federale), la sanzione sarà di 10 turni di
squalifica.
La Fifa,
inoltre, fisserà regole generali contro il razzismo e i
provvedimenti di cui già si parla sono: l'inserimento della figura
di un commissario incaricata di individuare gli atti di razzismo
presenti nello stadio; l' attribuzione di un'ammonizione o di una
multa per la prima infrazione lieve e, a seguire, la decisione di
giocare la partita a porte chiuse; per la recidiva sono previsti
punti di penalizzazione, retrocessione e l'esclusione dalla
competizione.
Politica
di tolleranza zero, quindi, da parte della Uefa e di tutto il mondo
del calcio, come era anche emerso attraverso la risoluzione adottata
dal Consiglio Strategico per il Calcio Professionistico, del 27 marzo
2013, a Sofia tanto che, per approfondire l'operazione di “pulizia”
del settore, agli organi disciplinari Uefa, inoltre, è stata
accordata piena libertà di agire nel caso in cui fossero accertate
di azioni di combine, di corruzione e di doping.
Infine,
il Comune di Milano ha lanciato la proposta di un fondo nazionale
antirazzismo: una proposta per prendere posizione contro i recenti
fatti che hanno visto i calciatori, Mario Balotelli e Kevin Prince
Boateng, vittime di insulti e cori offensivi. L'assessore allo Sport,
Chiara Bisconti, ha sottolineato che il fondo potrebbe essere
utilizzato: “per iniziative di sensibilizzazione e di educazione
così che le ammende possano diventare utili risorse per il
territorio, per finanziare attivitità di prevenzione”. Il fondo
nazionale antirazzismo, infatti, verrebbe finanziato con le migliaia
di euro che, ogni anno, le società calcistiche devono pagare per
colpa di cori o comportamenti discriminatori.
Iscriviti a:
Post (Atom)