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sabato 27 aprile 2013

21-27 aprile 2013: una settimana all'insegna dell' “Educazione per tutti"


In tutte le sedi mondiali dell' UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l' Educazione, la Scienza e la Cultura), dal 21 al 27 aprile 2013, vengono organizzati eventi - seminari, conferenze, mostre, dibattiti - per sensibilizzare tutte le società civili e i governi sul tema dell'educazione e dell'istruzione: la settimana è promossa dalla Campagna globale per l'educazione (GCE) e lo slogan, scelto per questa edizione, è: “Ogni bambino ha bisogno di un insegnante”.
La GCE è un network di organizzazioni non-governative, associazioni di attivisti e di insegnanti, nata nel 1999 che, già in occasione del Forum Mondiale sull'Educazione - tenutosi a Dakar, in Senegal, nel 2000 - aveva proposto i sei obiettivi che vanno a formare la campagna intitolata “Education for all”, campagna prevista fino al 2015 e che si pone l'obiettivo di garantire il diritto all'istruzione e la qualità didattica a tutti i bambini della terra.
Le sfide a lungo termine sono: la garanzia dell'istruzione primaria e la riduzione massiccia dell'analfabetismo.
All'interno della manifestazione, si segnala, in particolare, la giornata del 23 aprile, chiamata “ La più grande lezione del mondo” durante la quale le scuole hanno avuto l'occasione di invitare un esponente della politica e inviare, anche tramite gli organi di stampa, messaggi sul tema dell'istruzione ai membri delle istituzioni.
Gli organizzatori della settimana dedicata all'educazione si rivolgono, soprattutto, alle persone più povere e svantaggiate: ai bambini e ai giovani che vivono in zone rurali o che appartengono a minoranze etniche e linguistiche; e si vogliono occupare, ovviamente, anche di tutti coloro che sono colpiti da disastri naturali, da conflitti e da malattie psico-fisiche nella difesa di una cultura di pace, della diversità e dei diritti umani.

venerdì 15 marzo 2013

Una settimana per dire “NO AL RAZZISMO e alle DISCRIMINAZIONI”



E' il 21 marzo del 1960 quando, a Sharpeville, in Sudafrica, 69 manifestanti neri muoiono sotto i colpi di fucile di poliziotti bianchi: è stata la giornata più sanguinosa della lotta all'apartheid. Da allora le Nazioni Unite hanno dichiarato il 21 marzo la “Giornata mondiale per l'eliminazione delle discriminazioni razziali”
In questi giorni, e fino a giovedì prossimo, l'UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) del Dipartimento per le Pari Opportunità promuove, come tutti gli anni, la Settimana di azione contro il razzismo. Molte le iniziative organizzate in Italia (e non solo), tutte consultabili sul sito www.unar.it
Tra queste, ad esempio, segnaliamo le rassegne cinematografiche proposte dalla Rete Near, Rete giovanile Nazionale contro le discriminazioni e lo spettacolo teatrale “Basta razzismo per una nuova cittadinanza” al teatro Ambra Jovinelli di Roma.
Dal 18 al 23 marzo verrà proposto un progetto dal titolo “Diversità e lavoro” sul tema delle discriminazioni nel mondo del lavoro che prevede dibattiti, seminari e incontri di approfondimento.
Nei quartieri a forte vocazione etnica di tante città (Bologna, Verona, Milano, Cosenza, Bari, Palermo ad esempio), in collaborazione con Amnesty International, verranno allestiti gazebo informativi come punti di incontro tra persone italiane e comunità straniere.


La riflessione, inoltre, entrerà nelle scuole grazie all'evento “Questa è l'Italia”, con l'invito rivolto agli studenti ad approfondire i temi del cambiamento demografico del loro territorio, della nuova cittadinanza, dell'inclusione. Questa iniziativa è supportata da un altro progetto didattico intitolato “Look around. Per non restare indifferenti” promosso in collaborazione con l'associazione Il razzismo è una brutta storia e con le librerie Feltrinelli: si tratta di un kit contenente due cortometraggi sul tema del razzismo, dell'antirazzismo e dell'educazione alla cittadinanza e da una study guide rivolta agli insegnanti con indicazioni di attività da svolgere in classe, spunti e suggerimenti bibliografici. Un ricco materiale per sensibilizzare gli adulti e, soprattutto, educare i bambini e i ragazzi dai 6 ai 16 anni, quei giovani che saranno i cittadini di domani.