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lunedì 10 novembre 2014

Immigrati tra lavoro e discriminazione: il nuovo rapporto UNAR




Lo scorso 29 ottobre è stato presentato a Roma il Dossier Statistico Immigrazione 2014, curato dal Centro Studi e Ricerche IDOS per conto dell'UNAR. Il sottotilo del dossier recita: “ Dalle discriminazioni ai diritti” e, infatti, i dati che emergono mettono in evidenza le discriminazioni a cui sono soggetti i migranti nel mondo del lavoro e i loro figli nel contesto scolastico.                             
 
 
 
 

L'Associazione per i Diritti Umani ha rivolto alcune domande, per voi, alla giornalista Zita Dazzi che si è occupata del rapporto UNAR e di questi argomenti su La Repubblica. Ringraziamo Zita Dazzi per questo suo contributo.





Milano e la Lombardia offrono occasioni di lavoro agli immigrati, ma che tipo di mestieri si tratta?



Si tratta di lavori di bassa manovalanza, spesso malpagati, precari come forma di contratto e che gli italiani non vogliono più svolgere. Ho letto nel rapporto che ci sono stati 20.000 posti di lavoro in meno nell'arco dell'ultimo anno, ma il 60% degli immigrati ha trovato qualche forma di occupazione, nonostante molti se ne siano andati perchè i soldi non bastavano per mantenere le famiglie.



Quali ostacoli incontrano, gli immigrati, nella ricerca di un lavoro?



Le donne si occupano della cura alle persone e delle pulizie domestiche. Gli uomini - in provincia di Milano più che nelle altre province lombarde - sono impiegati nei servizi; poi reggono ancora i settori manifatturiero, dell'industria pesante e dei lavori stagionali, soprattutto al sud nella stagione estiva.

Donne e uomini subiscono la concorrenza degli altri lavoratori perchè il mercato è abbastanza saturo: anche molte donne italiane, ad esempio, sono tornate a fare lavori di cura nelle famiglie perchè non hanno altre opportunità. Molti, inoltre, devono sottostare a orari pesanti e tutti devono avere i documenti in regola.



I ragazzi, figli di immigrati, sognano un futuro in Italia?



I figli degli immigrati hanno qualche difficoltà. Quelli che sono nati in Italia si sentono italiani a tutti gli effetti e, pur non avendo la cittadinanza fino ai 18 anni, si sentono cittadini italiani e molti di loro pensano di restare qua, ma quando vanno nei Paesi dei genitori, si sentono un po' fuori posto, pur non disconoscendo la cultura d'origine. Diverso è per i ragazzi ricongiunti (e penso, in particolare, ai sudamericani) che arrivano a qualche anno di distanza dai genitori e vengono in Italia pieni di aspettative per poi, invece, rendersi conto di non avere le stesse possibilità dei loro coetanei ed è facile il rischio devianza e che si sentano esclusi dalla società italiana.



Qual è il dato del dossier che l'ha colpita di più?



Quest'anno il fenomeno è quello dei profughi e delle persone che transitano per l'Italia, ma non si fermano perchè l'Italia non viene considerato più un Paese dove conviene fermarsi perchè non c'è lavoro ed è difficile integrarsi. A Milano, ad esempio, abbiamo avuto circa 50.000 siriani in un anno, ma sono stati in città solo pochi giorni per poi cercare di andare in nord Europa, in Svezia e in Germania.



Per leggere il rapporto UNAR: www.dossierimmigrazione.it



UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri)













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sabato 5 aprile 2014

Iniziativa a Roma: antidiscriminazione verso Rom e Sinti





Unar, Arci Solidarietà e Campagna Romaidentity per la 43° Giornata mondiale dei Rom e dei Sinti a Roma



Lezioni, incontri e concerti contro le discriminazioni



8 Aprile 2014



14.30 - Teatro della Scuola IC Messina – Via Giuseppe Messina, 49 (Metro Cinecittà)

16.30 - Campidoglio presso la Sala della Piccola Protomoteca

20.30 - CAE - Città dell’AltraEconomia - Largo Dino Frisullo (Testaccio)




La giornata di sensibilizzazione è organizzata in collaborazione a: Romaonlus, Coop Ermes, Federarte Rom



Lezioni, incontri e concerti contro le discriminazioni: Sono le attività organizzate da Unar in collaborazione con la Campagna "Romaidentity - Il mio nome e' Rom", Arci Solidarietà e le associazioni Romaonlus, Coop. Ermes e Federarte Rom, per la 43° Giornata mondiale dei Rom e dei Sinti a Roma.

L'8 aprile si celebra in tutto il mondo la giornata internazionale dei Rom e dei Sinti, istituita in ricordo dell'8 aprile del 1971, quando a Londra si riunì il primo Congresso internazionale del popolo Rom e si costituì la Romani Union, la prima associazione mondiale dei Rom riconosciuta dall'ONU nel 1979. L'Ufficio Nazionale Anti- discriminazioni Razziali del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Unar) in collaborazione con il mondo dell'associazionismo e con i Rom stessi, vuole commemorare questa data promuovendo una maggiore conoscenza della cultura rom e sinta in Italia e delle problematiche di esclusione e discriminazione che limitano la loro integrazione. Varie iniziative si svolgeranno nell'arco della giornata all'interno della città di Roma per favorire la conoscenza e il confronto tra Rom e non Rom.



Lezioni nelle scuole - Si parte alle ore 14.30 presso il Teatro della Scuola IC Messina – Via Giuseppe Messina, 49 (Metro Cinecittà). Il Dirigente Scolastico, insieme alle associazioni Romà Onlus e FederArteRom, racconta i successi raggiunti in questi ultimi anni a favore dell'integrazione e della scolarizzazione di giovani studenti rom.



Incontri - Si prosegue alle ore 16.30 con la celebrazione ufficiale della Giornata in Campidoglio presso la Sala della Piccola Protomoteca. Alla presenza di esponenti e consiglieri della Giunta Regionale e Comunale, con l'apertura dei lavori da parte dell'Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roma Rita Cutini e del Direttore Generale dell'UNAR Marco De Giorgi, sono previsti gli interventi di Santino Spinelli (FederArte Rom), Valerio Tursi (presidente Arci solidarietà onlus), Natascia Palmieri (Campagna “Conflicts, Mass media and Rights”), Salvo Di Maggio (ERMES Cooperativa Sociale Onlus), Mirko Grga (insediamento Rom di via Salviati), Ion Bambalau (rappresentante comunità Rom Via Candoni), Graziano Halilovic (Ass. Romà onlus). Durante la tavola rotonda l'artista e cantautore Alexian Santino Spinelli eseguirà alcuni brani del repertorio Rom. E' prevista la partecipazione di numerose associazioni impegnate nell'integrazione delle comunità Rom in Europa. Modera l'incontro Pietro Vulpiani (Unar).



Concerti- I festeggiamenti si protrarranno alle ore 20.30, presso gli spazi del CAE - Città dell'AltraEconomia - Largo Dino Frisullo, - con uno concerto/spettacolo di musica e parola che rievoca le vicende del popolo Rom fino a giungere al Congresso Mondiale del 1971 e ai giorni d'oggi. Sul palco si alterneranno l'Alexian Santino Spinelli Group, Gypsyliana - Officina Nomade, Marian Serban, Albert Florian Mihai, Ion Stanescu, Isak Tanasache, Marius e Antonio Honciu, Adriano Bono e Reggae Circus



Ufficio Stampa

Ludovica Jonal.jona@ongrc.org – 338 8786870

Rossella Barrucci - rossellabarrucci@gmail.com

342 0777138



www.romaidentity.org

https://www.facebook.com/ILMIONOMEEROM?ref=hl

venerdì 21 marzo 2014

La X settimana contro il razzismo




Pubblichiamo per voi il lancio della X SETTIMANA CONTRO IL RAZZISMO, indetta dall'UNAR.


Come ogni anno, in occasione della Giornata mondiale per l’eliminazione delle discriminazioni razziali, che si celebra in tutto il mondo il 21 marzo, l’UNAR l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento per le Pari Opportunità ha organizzato la Settimana di azione contro il razzismo, campagna di sensibilizzazione giunta ormai alla sua decima edizione, in programma dal 17 al 23 marzo 2014.

L’iniziativa prevede il lancio di una campagna di sensibilizzazione e di informazione con I’obiettivo di promuovere i valori del dialogo interculturale nell’opinione pubblica e, in particolare, fra i giovani. Durante la Settimana sono previste iniziative nel mondo della scuola, delle università, dello sport, della cultura e delle associazioni al fine di coinvolgere Ia cittadinanza sui temi della diversità e promuovere la ricchezza derivante da una società multietnica e multiculturale.

A tal proposito, in occasione del decennale, I’UNAR con la collaborazione dell’ANCI e del MIUR ha chiesto a tutti i Comuni, alle scuole, ai cittadini, un semplice gesto da compiere durante il 21 marzo, che testimoni I’adesione alla campagna, ovvero colorare di arancione la “propria città, la propria scuola” o realizzare momenti di incontro e di riflessione sui temi della prevenzione della discriminazione razziale e della tutela dei diritti umani.

Numerosissime le adesioni fino ad oggi, che porteranno oltre 150 comuni ed enti locali, e tantissime scuole ed associazioni a compiere iniziative simboliche all’insegna dell’arancione, scelto come colore distintivo della lotta al razzismo in Italia.

Ufficialmente la settimana prenderà il via lunedì 17 marzo alle ore 10, presso la facoltà di Economia dell’Università Sapienza di Roma con il convegno “I costi economici della discriminazione” con l’apertura dei lavori da parte di Giuseppe Ciccarone, Preside della Facoltà di Economia e di Marco De Giorgi, Direttore generale dell’UNAR. Il convegno sarà moderato da Barbara De Micheli della Fondazione Giacomo Brodolini.

Nel pomeriggio, sempre a Roma presso la Camera dei Deputati – Sala delle Colonne, Palazzo Marini è in programma il dibattito “Raccontare l’Italia che cambia con le migrazioni”, coordinato dall’on. Khalid Chaouki.

Il 18 marzo presso la camera di commercio di Napoli, CGIL CISL UIL della Campania, presentano i risultati dell’indagine conoscitiva sui fenomeni di discriminazione razziale “I nostri diritti sono anche i tuoi”. Il progetto, sostenuto dall’UNAR, vuole evidenziare le criticità avvertite e vissute dai cittadini immigrati presenti in Campania ed offrire uno strumento alle forze politiche, istituzionali e sociali, per avviare una discussione costruttiva su questi temi.

Nel corso della Settimana le amministrazioni comunali di Torino e Napoli hanno annunciato che illumineranno simbolicamente di arancione, rispettivamente, la Mole Antonelliana ed il Maschio Angioino. Stessa iniziativa a Piacenza e a Monserrato, mentre tantissimi edifici, piazze, biblioteche di comuni, grandi e piccoli, esporranno striscioni, bandiere o drappi arancioni, da Nord a Sud, da Treviso a Monteroni di Lecce.

La partecipazione delle amministrazioni comunali, testimonia quest’anno, tra le tantissime iniziative descritte nel programma, un segnale di forte volontà di integrazione, ad esempio con cerimonie di conferimento della cittadinanza onoraria ai giovani stranieri nati in Italia, organizzate, tra gli altri, dal comune di Torre Pellice (TO) e di Mandello del Lario (LC).

Anche lo SPRAR, il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, racconterà attraverso foto, video e parole le esperienze di convivenza tra rifugiati e cittadini italiani.

Dal mondo del calcio al mondo del lavoro, alla scuola, alla cultura e all’intrattenimento, tante le opportunità per riflettere su stereotipi, pregiudizi e discriminazione.

Il 20 Marzo alle ore 12, presso la Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, si svolgerà la conferenza stampa di lancio dell’Asta “Espelli il Razzismo dal Calcio” con le magliette di calciatori famosi. L’iniziativa realizzata grazie al supporto dell’Associazione Italiana Calciatori e Lega Calcio, si svolgerà alla presenza del Vicepresidente dell’Aic Simone Perrotta ed il ricavato sarà destinato a progetti di integrazione di bambini stranieri attraverso lo sport.

Nella Giornata mondiale contro il razzismo, il 21 marzo ci sarà una grande iniziativa pubblica a Torino, presso il Palazzo dei Senatori del Comune, con il convegno “Il razzismo in Europa e in Italia” organizzato da CIE in collaborazione con UNAR, in occasione della presentazione dello Shadow Report 2013 dell’ENAR. Al dibattito saranno presenti il Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, l’ex Ministra Cécile Kyenge Kashetu e il Direttore de La Stampa Mario Calabresi.

Sempre nella stessa giornata, a Torino, ci sarà la proiezione speciale per le scuole del Film “La mia Classe” di Daniele Gaglianone, mentre dall’altra parte della Penisola, nelle scuole di Marsala e di Agrigento, il comico di Zelig Salvatore Marino presenterà lo spettacolo “Abbronzato più o meno Integrato”.

La settimana inoltre vedrà un forte impegno dei giovani e delle seconde generazioni che, coordinati dalla Rete Near, improvviseranno eventi e flash mob in molti comuni di Italia.

La campagna di quest’anno all’insegna del colore “arancione” potrà essere testimoniata anche da singoli cittadini invitati ad indossare per un giorno un capo di abbigliamento di colore arancione, a utilizzare sui socialnetwork i tag #unar #noalrazzismo #coloradiarancione, ed a partecipare al concorso fotografico Istagram italia “Colora di arancione il tuo istagram”.

Per ulteriori informazioni sulle varie iniziative organizzate in tutta Italia, potete consultare il sito www.unar.it

mercoledì 31 luglio 2013

Università estiva 21-25 agosto 2013 a Firenze


Razzismo, antirazzismo, multiculturalità, immigrazione: questi sono temi molto dibattituti negli ultimi vent'anni, in Italia e nel mondo. Ma gli immigrati, i richiedenti asilo, i profughi, gli stranieri sono spesso solamente oggetto di studio e di indagine e quasi mai protagonisti delle riflessioni: eppure sono loro ad aver vissuto situazioni complicate in prima persona e sull propria pelle.
La neonata associazione “Prendiamo la parola” - costituita da persone immigrate e di orgine straniera - organizza, con il sostegno di vari enti pubblici e privati e in collaborazione con l'UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale), l'Università estiva sul razzismo e la lotta contro la discriminazione, un laboratorio di formazione antirazzista che si terrà dal 21 al 25 agosto, presso la Facoltà Avventista di Teologia, Villa Aurora, a Firenze.
L'università estiva si propone come un luogo di formazione per supportare azioni sociali, politiche, culturali per contrastare le forme di razzismo - xenofobia - discriminazione, più o meno esplicite, presenti nella nostra società.
Il programma è ricco e gli interventi interessanti. Ne segnaliamo alcuni: “Le categorie dell'esclusione nella storia” a cura di Adel Jabbar, sociologo dei processi migratori, comunicazione e relazioni transculturali; “Stereotipi, pregiudizi, raazzismo, discriminazione. Come interagiscono? Cosa producono?” di Udo Enwereuzor, coordnatore del Punto Focale Nazionale per il FRANET e EIGE, svolge attività di ricerca, formazione e consulenza sui temi della lotta al razzismo e alle discriminazioni; Edda Pando Juarez, attivista antirazzista e del movimento degli e delle immigrati/e terrà una cnferenza su “ Autorganizzazione. Quale capitale politico”. Agli approfondimenti sono collegati laboratori di decostruzione dei processi e dei meccanismi che portano a pratiche e a comportamenti razzisti e discriminatori.
Il titolo dell'iniziativa di quest'anno, infatti, è: “Ma che razza di discorsi! Immigrzione, dal Discorso sulla razza ai meccanismi di discriminazione: strumenti per la decostruzione”. La proposta formativa è rivolta a partecipanti di ogni età, nazionalità, provenienza, livello di istruzione e, in particolar modo, agli insegnati, agli operatori sociali, ai giornalisti, agli educatori, ai referenti dei centri iinterculturali e ai funzionari degli uffici pubblici che si occupano di migrazioni.

Per iscrizioni e informazioni, si può consulatre il sito dell'Associazione Prendiamo la Parola: www.prendiamolaparola.org



giovedì 21 marzo 2013

UN'INIZIATIVA IN PIU' per la giornata CONTRO IL RAZZISMO E LE DISCRIMINAZIONI


Tra le tante iniziative organizzate in tutta Italia, dal 15 al 21 marzo, in occasione della “Giornata antirazzismo e antidiscriminazioni”, promossa dalle Nazioni Unite, segnaliamo la seguente:

L’Osservatorio di prevenzione e contrasto delle discriminazioni della Provincia Regionale di Messina, appartenente alla rete nazionale antidiscriminazioni dell’UNAR, in continuità con il percorso di sensibilizzazione territoriale intrapreso lo scorso anno, partecipa attivamente alla campagna contro il razzismo con una iniziativa di animazione, organizzata per giovedì 21 marzo.
Dalle ore 9:00 alle ore 13:30 presso il Monte di Pietà, il Circolo Arci Thomas Sankara, antenna territoriale dell’Osservatorio, animerà l’iniziativa “NEI MIEI PANNI”, un percorso interattivo di autoformazione sui fenomeni discriminatori in Italia.
Il visitatore percorrerà un itinerario didascalico incentrato su alcune tematiche: cittadinanza, lavoro, pregiudizi, sport, famiglia.
L’iniziativa intende contribuire all’azione di disvelamento della condizione reale dei migranti, richiedenti asilo, rifugiati, un viaggio di conoscenza dell’altro da noi, corredato da gigantografie, videoclip, giochi di ruolo.
Il percorso prevede vari livelli di interazione, tra i quali un particolare gioco, nel corso del quale il partecipante potrà scegliere di indossare i panni di uno straniero, la cui storia reale sarà il bagaglio di esperienza necessario per giungere al traguardo.
"Nei miei panni” prende spunto dall’omonimo progetto realizzato da UNAR in collaborazione con Caterpillar, la popolare trasmissione radiofonica della RAI, infatti, al termine del gioco di ruolo, i partecipanti si sfideranno sulla piattaforma del game fornita direttamente da UNAR per l’evento.
Questa insolita esperienza verrà raccontata su murales da realizzare collettivamente con post it, disegni, collages, etc.
Sarà, inoltre, possibile segnalare episodi di discriminazione e razzismo al nostro corner informativo ed essere seguiti nell'eventuale denuncia del caso.
Ai partecipanti sarà offerta una colazione antirazzista organizzata insieme all'Associazione rom BAKTALO DROM.
Partecipa l'Associazione Centro Buddista Messina, fondata a maggio 2012 da srilankesi, che ha aperto il primo tempio buddista della città.

venerdì 15 marzo 2013

Una settimana per dire “NO AL RAZZISMO e alle DISCRIMINAZIONI”



E' il 21 marzo del 1960 quando, a Sharpeville, in Sudafrica, 69 manifestanti neri muoiono sotto i colpi di fucile di poliziotti bianchi: è stata la giornata più sanguinosa della lotta all'apartheid. Da allora le Nazioni Unite hanno dichiarato il 21 marzo la “Giornata mondiale per l'eliminazione delle discriminazioni razziali”
In questi giorni, e fino a giovedì prossimo, l'UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) del Dipartimento per le Pari Opportunità promuove, come tutti gli anni, la Settimana di azione contro il razzismo. Molte le iniziative organizzate in Italia (e non solo), tutte consultabili sul sito www.unar.it
Tra queste, ad esempio, segnaliamo le rassegne cinematografiche proposte dalla Rete Near, Rete giovanile Nazionale contro le discriminazioni e lo spettacolo teatrale “Basta razzismo per una nuova cittadinanza” al teatro Ambra Jovinelli di Roma.
Dal 18 al 23 marzo verrà proposto un progetto dal titolo “Diversità e lavoro” sul tema delle discriminazioni nel mondo del lavoro che prevede dibattiti, seminari e incontri di approfondimento.
Nei quartieri a forte vocazione etnica di tante città (Bologna, Verona, Milano, Cosenza, Bari, Palermo ad esempio), in collaborazione con Amnesty International, verranno allestiti gazebo informativi come punti di incontro tra persone italiane e comunità straniere.


La riflessione, inoltre, entrerà nelle scuole grazie all'evento “Questa è l'Italia”, con l'invito rivolto agli studenti ad approfondire i temi del cambiamento demografico del loro territorio, della nuova cittadinanza, dell'inclusione. Questa iniziativa è supportata da un altro progetto didattico intitolato “Look around. Per non restare indifferenti” promosso in collaborazione con l'associazione Il razzismo è una brutta storia e con le librerie Feltrinelli: si tratta di un kit contenente due cortometraggi sul tema del razzismo, dell'antirazzismo e dell'educazione alla cittadinanza e da una study guide rivolta agli insegnanti con indicazioni di attività da svolgere in classe, spunti e suggerimenti bibliografici. Un ricco materiale per sensibilizzare gli adulti e, soprattutto, educare i bambini e i ragazzi dai 6 ai 16 anni, quei giovani che saranno i cittadini di domani.  

giovedì 21 febbraio 2013

Ragazzina di colore vittima di aggressione e razzismo


Ragazzi “perbene”, con I-Pad, cellulari di ultima generazione e computer hanno aggredito, ieri, una coetanea a Grosseto.
La ragazzina è stata colpita e picchiata da altre ragazze, mentre i maschi le incitavano e riprendevano le scena che poi è stata pubblicata in un video su youtube. La vittima, durante l'aggressione, è stata più volte apostrofata con l'epiteto di “zoccola” mentre molti di loro gridavano la frase “la negra ce le busca”.
Sull'accaduto è intervenuto l'attuale Ministro per l'Integrazione, Andrea Riccardi, il quale ha dichiarato: “E' un caso che non può essere derubricato come una semplice ragazzata. Per questo ho dato mandato all'Unar di far piena luce sulla vicenda. Alla ragazza aggredita e alla sua famiglia va la solidarietà e la vicinanza di tutto il governo. Occorre fare una riflessione più generale sulla condizione dei nostri giovani: il bullismo, in questo caso a sfondo razzista, amplifica le sofferenze e le umiliazioni inflitte alla vittima con l'esposizione alla gogna di internet. Istituzioni, mondo della scuola e della società civile sono chiamate a un'azione preventiva ed educativa più accorta”.
Gli adolescenti sono, infatti, lo specchio della società; ma la “società” è composta da individui e, tra questi, siamo noi più grandi, gli adulti, a dover educare i giovani, a dover indicare la direzione giusta e a dare l'esempio.
In un bellissimo saggio di qualche anno fa, intitolato L'Epoca delle passioni tristi, due psichiatri e sociologi - Miguel Benasayag e Gérard Schmit – scrivono che: “Viviamo in un'epoca dominata da quelle che Spinoza chiamava “le passioni tristi”: un senso pervasivo di impotenza e incertezza che ci porta a rinchiuderci in noi stessi, a vivere il mondo come una minaccia, alla quale bisogna rispondere “armando” i nostri figli. I problemi dei più giovani sono il segno visibile della crisi della cultura moderna...Si continua a educarli come se questa crisi non esistesse, ma la fede nel progresso è stata ormai sostituita dal futuro cupo, dalla brutalità che identifica la libertà con il dominio di sé, del proprio ambiente, degli altri”.
Questo tipo di società è incapace di educare e di guidare lo sviluppo del giovane, è incapace di insegnare il senso di responsabilità e il rispetto reciproco tra le persone. Solo l'educazione e l'accesso alla cultura possono arginare la barbarie: e noi, per cominciare a ristabilire i confini e il valore della dignità, decidiamo di non pubblicare la fotografia della ragazzina aggredita - per proteggerla, anche se in maniera tardiva – e di non mostrare il video, proprio per non alimentare ulteriormente forme di “voyerismo” e per non dare visibilità gratuita a quel gruppo di ragazzi e ragazze che hanno esercitato la violenza su una sola persona, secondo loro più debole.

venerdì 8 febbraio 2013

L' UNAR e l'istruttoria per la scritta omofoba: Basta con il bullismo e le discriminazioni


L'altro ieri uno studente del Liceo classico Tacito di Roma è stato vittima di una scritta omofoba. Continuano gli episodi di discriminazione e di bullismo che, purtroppo, hanno indotto alcuni ragazzi a togliersi la vita.
Lo studente del liceo romano era stato eletto, dai suoi compagni, come rappresentante di istituto, lo scorso novembre e ora, sul muro di entrata della scuola, è comparsa la scritta :”Frocio dimettiti”, con a fianco il disegno di una croce celtica. Perchè? Perchè il ragazzo è gay dichiarato e, nell'intervista rilasciata a Il Messaggero, dice: “ Non fatemi passare per una vittima, perchè io sono un ragazzo forte. Sono uno tosto che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno. Evidentemente chi ha fatto questa scritta non ha avuto il coraggio di insultarmi di persona e ha preferito sfogarsi vigliaccamente sui muri della scuola, pensando che nessuno potesse vederlo” e continua: “ Sono solo degli stupidi che pensano che in un liceo non possa esserci un rappresentante gay. Io poi non ho mai avuto problemi a parlare della mia omosessualità e , se devo essere onesto, questo gesto non mi ha fatto né soffrire né intimorire. All'inizio avevo deciso di fregarmene, poi però ho capito che era importante parlarne, per far capire a altri ragazzi, magari vittime di bullismo, che non bisogna avere paura. Perchè ci sono miei coetanei che per gli insulti di qualche deficiente ci hanno rimesso la vita”.
L'UNAR - Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali – ha già avviato un'istruttoria: il Direttore, Marco De Giorgi, ha proposto al Preside dell'istituto scolastico l'attivazione di percorsi – rivolti ai ragazzi, alle famiglie e ai docenti – informativi e di sensibilizzazione finalizzati al contrasto dell'omofobia. E ha aggiunto, inoltre che sarà presentata la Strategia Nazionale contro le discriminazioni della comunità LGBT che l'UNAR ha predisposto nell'ambito del progetto del Consiglio d'Europa, un progetto che pone al centro l'educazione e l'istruzione che sono prioritarie nella prevenzione e nello sviluppo di un cambiamento socio-culturale del nostro Paese.