
"...Non si potrà avere un globo pulito se gli uomini sporchi restano impuniti. E' un ideale che agli scettici potrà sembrare utopico, ma è su ideali come questo che la civiltà umana ha finora progredito (per quello che poteva). Morte le ideologie che hanno funestato il Novecento, la realizzazione di una giustizia più giusta distribuita agli abitanti di questa Terra è un sogno al quale vale la pena dedicare il nostro stato di veglia".
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venerdì 16 ottobre 2015
Book City: il potere della letteratura e i diritti umani
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venerdì 19 luglio 2013
Lampedusa in Festival
Un'altra
manifestazione interessante vivacizza culturalmente l'estate
italiana.
Si
tratta del LampedusainFestival che, quest'anno, è giunta alla quinta
edizione.
Dal 19 al 23 luglio l'isola si anima delle opere di
filmmakers che raccontano storie, incontri, flussi migratori e
culture che appartengono al bacino del Mediterraneo.
Con il
patrocinio del Comune di Lampedusa e di Linosa, il festival è stato
selezionato, nel 2012, dall'UNAR (Ufficio Nazionale
Antidiscriminazioni Razziali) come buona pratica contro il razzismo
ed è stato insignito, per due anni consecutivi, della Medaglia
d'Onore da parte del Presidente della Repubblica.
La
promozione dei valori dell'accoglienza e dell'incontro, della
diversità e del dialogo sono gli argomenti principali approfonditi
durante i momenti culturali che vanno ad arricchire il programma,
oltre ad un'analisi delle cause che spingono migliaia di persone a
lasciare la propria terra.
Il
concorso cinematografico, infatti, per l'edizione di apertura
dell'estate 2013, presenta un focus dal titolo: “Migrare: le
ragioni di una scelta”. La domanda di partenza é: “Quali sono le
percezioni, diffuse in Occidente, delle condizioni di vita, delle
culture e delle situazioni politiche all'interno dei Paesi di
provenienza delle persone che migrano? L'obiettivo è quello di
tematizzare lo scarto tra le società che ricevono queste persone e
le società da cui esse provengono nell'ottica del superamento dei
pregiudizi, degli stereotipi e della retorica e per favorire lo
scambio della ricchezza culturale e la proposta di soluzioni ai
numerosi problemi di ordine pratico che i migranti si trovano a dover
affrontare una volta arrivati nei Paesi occidentali.
La
Settima arte, da sempre - attraverso immagini, musiche e parole -
parla un linguaggio universale, comprensibile a tutti e può, quindi,
essere uno strumento valido per osservare la realtà in maniera
critica e costruttiva; uno strumento capace di registrare tensioni e
disagi, ma anche speranze e aperture. Undici le pellicole passate
alla fase finale del concorso tra cui: “Il limite” di Rossella
Schillaci, “Vol spècial” di Fernand Melgar, “Mohamed il
pescatore” di Marco Leopardi e “ Timbro rosso” di Laura Di
Pietro (Artigiani digitali).
Il
Festival propone, inoltre, molti appuntamenti con mostre, musica,
teatro e dibattiti. Segnaliamo, tra i tanti: la tavola rotonda “Buone
pratiche – Beni comuni: l'importanza di fare rete” a cui
parteciperanno, il 20 luglio, alcuni amministratori della Rete dei
Comuni Solidali e dell'Associazione Comuni Virtuosi; la presentazione
del libro “Le nostre braccia” di Andrea Staid; lo spettacolo
teatrale, previsto per il 22, “Bilal - Pensi di saper distinguere
il Paradiso dall'Inferno?” tratto dal romanzo-inchiesta di Fabrizio
Gatti e a cura di ConsorzioScenico; l'incontro “Amnesty
International e Lampedusa: una storia di diritti umani”; la
proiezione del film “La primavera siamo noi”. Le donne in Tunisia
dopo la rivoluzione: l'autrice, Cristina Mastrandrea, intervista
Amina Tyler, attivista del movimento FEMEN TUNISIA.
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