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martedì 15 dicembre 2015

Il carnevale dei truffati: il caso di Giuseppe Pinelli si riapre



In occasione dell'anniversario della strage di Piazza Fontana e dell'omicidio di Giuseppe Pinelli, l'Associazione per i Diritti umani vi segnala il seguente spettacolo, in scena presso il Teatro della Cooperativa di Milano, fino al 20 dicembre.
 
 
 
 
 
 
 
di Piero Colaprico | con Renato Sarti e Bebo Storti e in video Paolo Rossi
regia Renato Sarti
Dopo il grande successo della scorsa stagione torna il testo scritto da Piero Colaprico, Il carnevale dei truffati, regia Renato Sarti.
Un dio ironico e anticonvenzionale (Paolo Rossi, in video) decide di rispedire il commissario Luigi Calabresi e l’anarchico Giuseppe Pinelli (Bebo Storti e Renato Sarti) sulla terra, ai giorni nostri, a Milano. Il risultato? Un confronto surreale e grottesco su "chi eravamo" e su come sia stato possibile cadere così in basso.


Biglietti a 10 euro...

martedì 6 ottobre 2015

Milano non dimentica la giornalista Anna Politkoskaja








Dibattiti, letture, proiezione di documentari e il memorandum teatrale Donna non rieducabile, di Stefano Massini. Sono tante le iniziative organizzate a Milano da AnnaViva per onorare la memoria di Anna Politkovskaja, uccisa 9 anni fa, il 7 ottobre 2006, quando 5 pallottole la raggiunsero  davanti all’ascensore di casa mentre reggeva le buste della spesa. Venite a ricordare con noi, vi aspettiamo.

Ecco il calendario degli appuntamenti:

2 ottobre ore 18.30, Libreria Popolare, via Tadino, 18  - Dibattito dal titolo “Perché Anna oggi?”. Ingresso libero. Intervengono: Elena Arvigo (interprete del memorandum teatrale “Donna non rieducabile” in scena al Teatro Out Off dal 7 al 25 ottobre, Rosario Tedesco (regista dello spettacolo), Luca Bertoni e  Pamela Foti dell’associazione Annaviva.

7 ottobre, ore 20.45, Teatro Out Off  prima di Donna non rieducabile(ingresso libero solo su prenotazione 0234532140;  info@teatrooutoff.it).

8 ottobre, ore 18.00, Teatro Out Off – proiezione del documentario  “A Bitter Taste of Freedom" un film di Marina Goldovskaya - ingresso libero 

10 ottobre, ore 17.00, giardini Anna Politkovskaja - Per non dimenticare: letture da testi e articoli di Anna P. letti da Elena Arvigo, Cinzia Spanò, Rosario Tedesco

15 ottobre, ore 18.00, Teatro Out Off - proiezione del documentario “Letter to Anna: The Story of Journalist Politkovskaya's Death” di Eric Bergkraut - – ingresso libero 

22 ottobre ore 18.00, Teatro Out Off – proiezione del documentario “211: Anna” di Paolo Serbandini, Giovanna Massimetti - ingresso libero 



domenica 4 ottobre 2015

Proposte di incontri per le scuole MEDIE


L'ASSOCIAZIONE PER I DIRITTI UMANI





INCONTRI CON GLI AUTORI:

proposte per le classi seconde e terze medie




IL ROMANZO: “In piedi nella neve” di Nicoletta Bortolotti, edito da Einaudi



IL LIBRO:






Sasha ha quasi tredici anni e una passione bruciante: il calcio. Come potrebbe essere altrimenti? Suo padre è Nikolai Trusevyc, portiere della squadra più forte del Paese: la Dynamo Kiev. Ma in Ucraina, nel 1942, il pallone non è cosa per ragazze. E dopo l'invasione da parte del Reich non è cosa nemmeno per i campioni della Dynamo: accusati dai nazisti di collaborare con i sovietici e ridotti per questo alla fame e all'inattività, i giocatori hanno perso la voglia di vivere. Quando, a sorpresa, i tedeschi organizzano un campionato cittadino, non lo fanno certo per perdere; Sasha, d'altra parte, sa che suo padre e i compagni giocano sempre per vincere... Stavolta, però, vincere significherebbe morire. E qual è la vera vittoria? Lottare fino all'ultima azione, come chiede il pallone, o sabotare la partita, come le ha intimato un misterioso spettro, nel buio di un sottopasso? Mentre il fiume Dnepr, gelido, si porta via l'infanzia di Sasha, la Storia segue il proprio corso: il match avrà un esito cosi incredibile che nessuno, per lungo tempo, potrà raccontarlo.




IL ROMANZO: “Sulle onde della libertà” di Nicoletta Bortolotti , edito da Mondadori

Il LIBRO:

"Mi chiamo Mahmud e abito in un posto che dicono terra di tutti e di nessuno.
O anche prigione a cielo aperto. Ma il suo vero nome è Gaza City. Ho un'unica passione, un unico sogno, un'unica fissa: il surf."
Mahmud vive a Gaza City, una città colpita ogni giorno dai bombardamenti, e adora il surf. Anche Samir adora il surf. Ma il primo è palestinese e l'altro israeliano. Ma che differenza fa? Hanno tutti e due gli stessi sogni e aspettano tutti e due la stessa onda da cavalcare. E non importa se quell'onda sarà israeliana o palestinese...

Nicoletta Bortolotti, nata in Svizzera, vive in provincia di Milano. Lavora come redattrice e ghost writer nell’editoria per ragazzi, e ha firmato diversi libri di successo per adulti, tra i quali E qualcosa rimane (Sperling&Kupfer). Mamma di due bambini trova il tempo di scrivere in treno, che è la sua “casa viaggiante”.



RACCOLTA DI RACCONTI: “CHIAMARLO AMORE NON SI PUO'. La violenza di genere”, di 23 autrici, edito da MAMMEONLINE



IL LIBRO:

Cari ragazzi e care ragazze che vi affacciate al mondo dei grandi, questo libro è per voi. Perché impariate dai nostri errori, impariate che amore vuol dire rispetto e non sopraffazione, che amare vuol dire permettere all'altro/a di essere se stessi. Insomma l'amore non può essere egoista, altrimenti non lo si può chiamare amore.
23 scrittrici per ragazzi vi offrono questi racconti per aiutarvi a riflettere e a dialogare, perché non rimaniate in silenzio di fronte ai tremendi fatti di cronaca. Ma anche perchè sappiate reagire a ciò che può succedere intorno a voi, non solo quando si tratta di violenza fisica, ma anche di gesti e comportamenti che comunque feriscono profondamente.
Non è facile crescere, né diventare uomini né diventare donne, e noi adulti non vi stiamo offrendo dei grandi modelli. I messaggi proposti dai nostri media spesso denigrano il corpo e il ruolo di voi ragazze e così facendo offendono e confondono anche voi ragazzi. E tutto diventa più difficile se ai modelli dei media si sovrappongono quelli familiari, poi quelli educativi e ancora quelli delle diverse culture che vanno mescolandosi nella nostra società sempre più multiculturale ma ancora non interculturale.
Per tutti questi motivi contiamo sull'enorme importanza dell'educazione affettiva e sentimentale. E nell'educazione al genere, di cui tutti ci dobbiamo fare carico, come famiglia, come scuola, come società.
Ed è per questo motivo che il nostro libro è per tutti.


Romanzo/Diario: Il diario di Edo. Un adolescente in tempesta, di Fabiana Sarcuno, La spina Edizioni

Il LIBRO:

La storia parla di un ragazzo di nome Edo, il quale sta attraversando un periodo difficile ma molto importante per il resto della sua vita.
Reduce dalla separazione dei suoi genitori, il protagonista deve affrontare un altro faticoso anno scolastico nel quale ci saranno molti cambiamenti: l’arrivo del Prof Verano e il cambio di scuola di un suo compagno.
Il nuovo anno è difficile anche per Aurora, una grande amica e anche “l’amore” del protagonista, la quale ha scoperto di avere una malattia grave.
Tra mille avventure i ragazzi (il protagonista ed i suoi amici), tra le quali il viaggio a Praga, alla fine dell’anno si vedono molto diversi da i ragazzi che erano il settembre dell’anno precedente; queste esperienze infatti hanno aiutato loro a crescere.


Fabiana Sarcuno, Contestualmente al lavoro scolastico, svolgo l'attività di autrice, rivolgendomi soprattutto al pubblico degli adolescenti e dei preadolescenti. Inoltre, sempre nell'ambito della narrativa per ragazzi, eseguo curatele di classici, curandone la redazione e l'apparato didattico.

DOCUMENTARIO: “LEVARSI LA CISPA DAGLI OCCHI”, di Carlo Concina e Cristina Maurelli

IL FILM/DOC: dalla presentazione di Vito Mancuso

La realtà del progetto "leggere libera-mente" la sto seguendo da qualche mese ma dopo essere stato all'interno delle mura di Opera mi sono reso conto che quest'idea meravigliosa sarebbe potuta diventare patrimonio di molte persone attraverso l'invito del film.
"Levatevi la cispa dagli occhi" viene rivolto in primo luogo a chi è fuori dalle mura: liberatevi dall'idea comune che avete dal carcere perchè ad Opera sta succedendo qualcosa che può diventare modello per altri sistemi carcerari.
I detenuti che si vedono in questo film sono persone libere nello spirito, hanno ritrovato un nuova libertà, un motivo di vita all'interno del carcere attraverso i percorsi di lettura e scrittura creativa. In secondo luogo l'invito è rivolto a chi è dentro e non vuole vedere l'opportunità che gli è davanti agli occhi.
L'immagine che più mi ha colpito della giornata all'interno del carcere è quella dopo la proiezione: i protagonisti del film sono saliti su palco e si sono rivolti a tutti gli altri detenuti che probabilmente non credono all'importanza del progetto. E allora l'invito più forte è rivolto a loro con le parole di Dino: "Leggere e scrivere all'interno del carcere è importantissimo per non essere fagocitati da questa realtà".
Mi auguro che questo film possa far conoscere questo progetto a più persone possibili, a partire dai giovani, che sono la nuova generazione, all'interno della quale deve formarsi l'idea che il carcere non deve solo essere "punitivo" ma anche "costruttivo".





INFORMAZIONI

Coordina gli incontri: Alessandra Montesanto, Vicepresidente dell'Associazione per i Diritti Umani



Gli alunni possono realizzare un loro lavoro sulle tematiche proposte: un video, un reportage fotografico, un contributo scritto che:



sarà pubblicato su www.peridirittiumani.com

sarà presentato durante l'incontro con gli autori



COSTI:



Contributo di 4 euro per alunno partecipante



Eventuali spese di viaggio per i relatori



Gli incontri potranno svolgersi al mattino oppure al pomeriggio, in base alle esigenze scolastiche. Si terranno direttamente nelle scuole, anche a classi accorpate.



Per ulteriori informazioni e prenotazioni, scrivere a: peridirittiumani@gmail.com

Programma manifestazione "D(I)RITTI AL CENTRO!"

 


mercoledì 2 settembre 2015

Proposte di incontri con gli autori per le scuole (e altro)

Carissimi docenti,
speriamo che abbiate trascorso delle buone vacanze e che siate pronti, come noi, a ricominciare!
Oggi pubblichiamo le proposte dell'Associazione per i Diritti Umani rivolte agli alunni delle scuole MEDIE.

Nei prossimi giorni pubblicheremo anche le proposte per le scuole SUPERIORI, le UNIVERSITA' e il PROGRAMMA degli incontri pubblici che si terranno a Milano, ma che potrebbero essere organizzati anche in altri luoghi.

Per qualsiasi informazione, potete scriverci all'indirizzo mail: peridirittiumani@gmail.com

A presto e buona lettura!




INCONTRI CON GLI AUTORI:

proposte per le classi seconde e terze medie




IL ROMANZO: “In piedi nella neve” di Nicoletta Bortolotti, edito da Einaudi



IL LIBRO:


Sasha ha quasi tredici anni e una passione bruciante: il calcio. Come potrebbe

essere altrimenti? Suo padre è Nikolai Trusevyc, portiere della squadra più forte del Paese: la Dynamo Kiev. Ma in Ucraina, nel 1942, il pallone non è cosa per ragazze.

E dopo l'invasione da parte del Reich non è cosa nemmeno per i campioni della Dynamo: accusati dai nazisti di collaborare con i sovietici e ridotti per questo alla fame e all'inattività, i giocatori hanno perso la voglia di vivere. Quando, a sorpresa, i tedeschi organizzano

un campionato cittadino, non lo fanno certo per perdere; Sasha, d'altra parte, sa che suo padre e i compagni giocano sempre per vincere... Stavolta, però, vincere significherebbe morire. E qual è la vera vittoria? Lottare fino all'ultima azione, come chiede il pallone,

o sabotare la partita, come le ha intimato un misterioso spettro, nel buio di un sottopasso? Mentre il fiume Dnepr, gelido, si porta via l'infanzia di Sasha, la Storia segue il proprio corso: il match avrà un esito cosi incredibile che nessuno, per lungo tempo, potrà raccontarlo. 





IL ROMANZO: “Sulle onde della libertà” di Nicoletta Bortolotti , edito da Mondadori

Il LIBRO:

"Mi chiamo Mahmud e abito in un posto che dicono terra di tutti e di nessuno.
O anche prigione a cielo aperto. Ma il suo vero nome è Gaza City. Ho un'unica passione, un unico sogno, un'unica fissa: il surf."
Mahmud vive a Gaza City, una città colpita ogni giorno dai bombardamenti, e adora il surf. Anche Samir adora il surf. Ma il primo è palestinese e l'altro israeliano. Ma che differenza fa? Hanno tutti e due gli stessi sogni e aspettano tutti e due la stessa onda da cavalcare. E non importa se quell'onda sarà israeliana o palestinese...

Nicoletta Bortolotti, nata in Svizzera, vive in provincia di Milano. Lavora come redattrice e ghost writer nell’editoria per ragazzi, e ha firmato diversi libri di successo per adulti, tra i quali E qualcosa rimane (Sperling&Kupfer). Mamma di due bambini trova il tempo di scrivere in treno, che è la sua “casa viaggiante”.



RACCOLTA DI RACCONTI: “CHIAMARLO AMORE NON SI PUO'. La violenza di genere”, di 23 autrici, edito da MAMMEONLINE



IL LIBRO:

Cari ragazzi e care ragazze che vi affacciate al mondo dei grandi, questo libro è per voi. Perché impariate dai nostri errori, impariate che amore vuol dire rispetto e non sopraffazione, che amare vuol dire permettere all'altro/a di essere se stessi. Insomma l'amore non può essere egoista, altrimenti non lo si può chiamare amore.
23 scrittrici per ragazzi vi offrono questi racconti per aiutarvi a riflettere e a dialogare, perché non rimaniate in silenzio di fronte ai tremendi fatti di cronaca. Ma anche perchè sappiate reagire a ciò che può succedere intorno a voi, non solo quando si tratta di violenza fisica, ma anche di gesti e comportamenti che comunque feriscono profondamente.
Non è facile crescere, né diventare uomini né diventare donne, e noi adulti non vi stiamo offrendo dei grandi modelli. I messaggi proposti dai nostri media spesso denigrano il corpo e il ruolo di voi ragazze e così facendo offendono e confondono anche voi ragazzi. E tutto diventa più difficile se ai modelli dei media si sovrappongono quelli familiari, poi quelli educativi e ancora quelli delle diverse culture che vanno mescolandosi nella nostra società sempre più multiculturale ma ancora non interculturale.
Per tutti questi motivi contiamo sull'enorme importanza dell'educazione affettiva e sentimentale. E nell'educazione al genere, di cui tutti ci dobbiamo fare carico, come famiglia, come scuola, come società.
Ed è per questo motivo che il nostro libro è per tutti.


Romanzo/Diario: Il diario di Edo. Un adolescente in tempesta, di Fabiana Sarcuno, La spina Edizioni

Il LIBRO:

La storia parla di un ragazzo di nome Edo, il quale sta attraversando un periodo difficile ma molto importante per il resto della sua vita.
Reduce dalla separazione dei suoi genitori, il protagonista deve affrontare un altro faticoso anno scolastico nel quale ci saranno molti cambiamenti: l’arrivo del Prof Verano e il cambio di scuola di un suo compagno.
Il nuovo anno è difficile anche per Aurora, una grande amica e anche “l’amore” del protagonista, la quale ha scoperto di avere una malattia grave.
Tra mille avventure i ragazzi (il protagonista ed i suoi amici), tra le quali il viaggio a Praga, alla fine dell’anno si vedono molto diversi da i ragazzi che erano il settembre dell’anno precedente; queste esperienze infatti hanno aiutato loro a crescere.


Fabiana Sarcuno, Contestualmente al lavoro scolastico, svolgo l'attività di autrice, rivolgendomi soprattutto al pubblico degli adolescenti e dei preadolescenti. Inoltre, sempre nell'ambito della narrativa per ragazzi, eseguo curatele di classici, curandone la redazione e l'apparato didattico.

DOCUMENTARIO: “LEVARSI LA CISPA DAGLI OCCHI”, di Carlo Concina e Cristina Maurelli

IL FILM/DOC: dalla presentazione di Vito Mancuso

La realtà del progetto "leggere libera-mente" la sto seguendo da qualche mese ma dopo essere stato all'interno delle mura di Opera mi sono reso conto che quest'idea meravigliosa sarebbe potuta diventare patrimonio di molte persone attraverso l'invito del film.
"Levatevi la cispa dagli occhi" viene rivolto in primo luogo a chi è fuori dalle mura: liberatevi dall'idea comune che avete dal carcere perchè ad Opera sta succedendo qualcosa che può diventare modello per altri sistemi carcerari.
I detenuti che si vedono in questo film sono persone libere nello spirito, hanno ritrovato un nuova libertà, un motivo di vita all'interno del carcere attraverso i percorsi di lettura e scrittura creativa. In secondo luogo l'invito è rivolto a chi è dentro e non vuole vedere l'opportunità che gli è davanti agli occhi.
L'immagine che più mi ha colpito della giornata all'interno del carcere è quella dopo la proiezione: i protagonisti del film sono saliti su palco e si sono rivolti a tutti gli altri detenuti che probabilmente non credono all'importanza del progetto. E allora l'invito più forte è rivolto a loro con le parole di Dino: "Leggere e scrivere all'interno del carcere è importantissimo per non essere fagocitati da questa realtà".
Mi auguro che questo film possa far conoscere questo progetto a più persone possibili, a partire dai giovani, che sono la nuova generazione, all'interno della quale deve formarsi l'idea che il carcere non deve solo essere "punitivo" ma anche "costruttivo".





INFORMAZIONI

Coordina gli incontri: Alessandra Montesanto, Vicepresidente dell'Associazione per i Diritti Umani



Gli alunni possono realizzare un loro lavoro sulle tematiche proposte: un video, un reportage fotografico, un contributo scritto che:



sarà pubblicato su www.peridirittiumani.com

sarà presentato durante l'incontro con gli autori



COSTI:



Contributo di 4 euro per alunno partecipante



Eventuali spese di viaggio per i relatori



Gli incontri potranno svolgersi al mattino oppure al pomeriggio, in base alle esigenze scolastiche. Si terranno direttamente nelle scuole, anche a classi accorpate.



Per ulteriori informazioni e prenotazioni, scrivere a: peridirittiumani@gmail.com

sabato 22 agosto 2015

La ricostruzione dei mausolei in Mali




di Veronica Tedeschi




Il 19 luglio è stata completata la ricostruzione di otto mausolei di Timbuctù (in Mali) andati distrutti nel 2012. Il progetto di restauro è stato coordinato dall’Unesco (l’Agenzia Onu per l’educazione, la scienza e la cultura) e nella sua totalità costerà 11 milioni di dollari, donati in parte dall’Unione Europea e in parte dalla Svizzera; seguirà a questi primi otto, la ristrutturazione di altri 6 mausolei che sarà completata entro fine anno.   
 
 

Soprannominata «La città dei 33 santi», Timbuctu fiorì tra il XV e il XVI secolo come centro carovaniero e di propagazione dell’Islam in Africa. Tipici sono i suoi monumenti come le tre moschee storiche Djingareiber, Sidi Yahiya e Sankoré, gli antichi portali, le case dei primi esploratori, il pozzo costruito nel punto in cui, mille anni fa, una donna tuareg – narra la leggenda – trovò l’acqua che ha dato ricchezza e potenza alla città del deserto. Ma è anche l’atmosfera che si respira. «Sembra deserta – osserva una guida turistica in un’intervista all’agenzia Ansa -, poi ogni tanto qualcuno fa “capolino” e, piano piano, cominci ad avvertire uno sguardo da dietro le tipiche finestrelle antiche a grata che impediscono di vedere l’interno, ma dalle quali si può osservare perfettamente l’esterno.” Durante il periodo di occupazione della città i combattenti jihadisti hanno vandalizzato e distrutto moschee e mausolei considerati non rispondenti all’ortodossia islamica e hanno bruciato alcuni manoscritti.

Grazie all’ intervento francese che ha respinto a Nord gli Jihadisti, oggi in città si respira un’aria diversa e, molto lentamente, anche il turismo sta riprendendo. La ricostruzione dei mausolei rappresenta chiaramente la volontà della popolazione di non voler perdere la propria cultura e di non arrendersi alla volontà dell’Islam estremista.

Il vostro lavoro è una lezione di tolleranza, dialogo e pace. Si tratta di una risposta agli estremisti e la sua eco può essere udita ben oltre i confini del Mali”, ha affermato Irina Bokova, direttrice generale dell’Unesco, annunciando che l’Unesco ha fatto ricorso alla Corte Penale Internazionale contro i distruttori dei mausolei.
 
 
 


martedì 14 luglio 2015

Consigli di lettura per l'estate (e non solo)


Cari lettori,

siamo contenti di comunicarvi che abbiamo una piccola “libreria” per voi. Di seguito trovate un elenco di libri che potete acquistare direttamente dal sito www.peridirittiumani.com con Paypall (carta di credito o bonifico). Una volta effettuato il pagamento, inviateci una mail a: peridirittiumani@gmail.com con il vostro indirizzo e vi sarà recapitata subito per posta.




Eccovi i libri:



Mosaikoun - Voci e immagini per i Diritti Umani a cura di Alessandra Montesanto Euro 12,50
 


Il silenzio e il tumulto, di Nihad Sirees Euro 15,00



L'autunno, qui, è magico e immenso, di Golan Haji Euro 10,00


Ferite di parole – le donne rabe in rivoluzione, di Leila Ben Salah e Ivana Trevisani Euro 16,00



La vita ti sia lieve – Storie di migranti e di altri esclusi, di Alessandra Ballerini Euro 15,00



Milano, come Lampedusa? Dossier sull'emergenza siriana, Pierfrancesco Majorino e Caterina Sarfatti Euro 5,00
 
 

lunedì 22 giugno 2015

La mobilitazione degli artisti israeliani contro le politiche culturali del governo




di Monica Macchi




L’organo di rappresentanza delle istituzioni culturali israeliane ha chiesto a tutti gli artisti, scrittori, sindacati e istituzioni ed organizzazioni culturali, di riunirsi e decidere come mobilitarsi contro le politiche culturali del nuovo governo israeliano e in particolare contro il ritiro dei finanziamenti e le minacce di sanzioni nei confronti di due storici teatri arabo-israeliani.

Ha iniziato la Ministra della Cultura e dello Sport, Miri Regev, che ha minacciato di togliere i finanziamenti a un teatro di Jafa se il suo direttore arabo-israeliano, continuerà a rifiutarsi di partecipare a produzioni al di là della Green Line, e ha continuato il ministro dell'Istruzione Naftali Bennett che ha ritirato il finanziamento a “Tempo Parallelo”, uno spettacolo teatrale ispirato alla vicenda di Walid Daka. Il 6 agosto 1984, alla vigilia del digiuno di Tisha B'Av, il soldato Moshe Tamam viene rapito vicino a Netanya e ritrovato morto pochi giorni dopo. Per questo omicidio sono condannati all'ergastolo (pena poi ridotta a 37 anni dal presidente Shimon Peres nel 2012) quattro arabi israeliani, affiliati al FPLP (Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina) tra cui appunto Daka che nel frattempo, si è laureato in legge, ha pubblicato un libro su “Ridefinire la tortura”, scrive editoriali per diversi giornali e nel 1999, è stato il primo prigioniero palestinese che ha avuto il permesso di sposarsi in carcere e ha fatto una lunga battaglia legale per ottenere il permesso sponsale. E proprio da questo punto (e spunto) parte lo spettacolo teatrale che attraverso i tentativi dei suoi compagni di cella di contrabbandare materiali per costruirgli un oud come regalo di nozze, vuole raccontare la vita quotidiana dei detenuti palestinesi nelle carceri israeliane. Lo spettacolo nasce da esperienze di laboratori teatrali del regista Bashar Murkus che ha raccolto interviste e scritti di vari prigionieri quindi sia il regista che Adnan Tarabash, il direttore del teatro, hanno rivendicato la libertà artistica sottolineando che il pezzo è un adattamento e hanno minacciato azioni legali perché “dire che Walid Daka ha dettato la sceneggiatura è pura diffamazione”. Inoltre il direttore del teatro ha denunciato che la famiglia Tamam, alcune associazioni e politici locali stanno strumentalizzando e fomentando dolore e lutti per mettere a tacere Al-Midan un teatro “scomodo” che attraverso la voce araba solleva questioni fondamentali per la società israeliana. E non solo Adnan ha provocatoriamente chiesto se “Siamo forse in un regime totalitario?” ma anche Zahava Gal, leader del partito di sinistra Meretz, ha sostenuto che “la cultura in Israele è in pericolo perché la volontà di imbavagliare chi non si allinea col regime è un chiaro segno di una deriva fascista dello Stato”. Da parte sua la ministra Regev ha ammonito che “è giunto il momento di porre fine ai filmati sulla Nakba e sul diritto al ritorno, bisogna smettere di finanziare organizzazioni che sostengono il terrorismo e il tradimento, fissando linee guida chiare in materia di istruzione, cultura e sport”.

Ma non è solo il teatro ad essere nel mirino del governo: è di pochi giorni fa la notizia che verrà istituita una commissione per valutare se “Beyond the Fear”, una co-produzione israelo-lettone-russa ha i requisiti per partecipare al Jerusalem Film Festival festival. Il regista è Herz Frank, figura fondamentale del documentario poetico della scuola di Riga che ha costruito questo suo lavoro su Ygal Amir, l’assassino di Itzak Rabin, attraverso interviste con la moglie Larissa Trimbobler.

venerdì 17 aprile 2015

Perchè sostenerci





Cari amici,

L'Associazione per i Diritti Umani è un'associazione piccola e giovane, nata un anno e mezzo fa e già attiva a Milano e in Provincia con incontri pubblici di presentazioni di saggi, romanzi, documentari, tavole rotonde su alcuni temi inerenti ai diritti umani e civili.

E' in corso la nuova manifestazione che si intitola “D(i)RITTI al CENTRO!” di cui trovate il programma completo sul sito www.peridirittiumani.com.

Il sito è aggiornato TUTTI i GIORNI con articoli, approfondimenti, interviste e comunicazioni...

Vi chiediamo, quindi, se siete interessati e se apprezzate il nostro lavoro, di sostenerci con un piccolo contributo anche di 2 euro. A destra in alto, sulla homepage del sito, trovate la dicitura “Sostienici”: il contributo può essere dato con Paypal (facile e sicurissimo) oppure con bonifico.

I vostri contributi per noi sarebbero molto importanti per:



  • migliorare il sito
  • tradurre i post in inglese e francese
  • poter invitare relatori da altre parti di Italia e dall'estero
  • poter chiedere contributi scritti ad altri collaboratori
  • andare nelle scuole gratuitamente e coinvolgere gli studenti





Vi ringraziamo sempre per il vostro interesse !







domenica 15 marzo 2015

Gli ORIZZONTI dei migranti




Esce tra pochissimo, per la casa editrice Carthusia, la versione cartacea del progetto Orizzonti di Paola Formica, legato anche ad una mostra bellissima. Il lavoro verrà presentato alla prossima fiera del libro per ragazzi di Bologna.
Vi riproponiamo l'intervista che abbiamo fatto all'autrice, ringraziandola.







Perchè la scelta di questo soggetto?


Era appena avvenuto il drammatico naufragio del barcone proveniente dalla Libia, stracolmo di profughi provenienti da diversi stati africani, dove hanno perso la vita più di 300 persone.

Mi ha davvero sconvolto. Si è scritto e raccontato molto a proposito. Ho pensato che il Silent Book Contest fosse l’opportunità giusta per raccontare la storia di chi è costretto a lasciare alle spalle una parte di sè, raccontarla una volta in più, senza le parole stavolta, per toccare con le sole immagini altre corde.





Come si è sviluppato il progetto grafico? Per realizzarlo, si è ispirata anche alle immagini che scorrono sullo schermo televisivo?


Il progetto l’ho subito avuto chiaro in testa; l’ho poi buttato giù di getto, uno storyboard veloce a matita e le tavole definitive tutte in digitale. Mi hanno suggerito alcuni spunti, per esempio, la scena della barca in mare di notte o il film Terraferma; altre immagini, i volti delle persone, l’espressione dei loro occhi, i mezzi di trasporto stracolmi, viste più e più volte attraverso i media, li ho fissi in mente, indelebili … Il lavoro completo è durato circa due mesi.


Tavole colorate e disegni dal tratto netto: come si può raccontare una storia emozionante senza le parole?


E’ una sfida che si può affrontare essendo emozionati di raccontare qualcosa che può emozionare. “Sentendo” davvero quello che si sta per visualizzare. Forse è così che si riesce a dare alle sole immagini la forza che di solito hanno le parole.


E' un lavoro che si rivolge agli adulti e anche ai più giovani: qual è il messaggio che ha voluto mandare con questo suo lavoro?

E’ un messaggio di apertura, un invito ad ampliare lo sguardo, ad andare oltre al proprio orizzonte e guardare verso l’orizzonte degli altri, visto da altri punti di vista: come limite, punto d’arrivo, miraggio, incognita, incanto di colori, speranza.




martedì 3 marzo 2015

Una promozione per i nostri lettori: Teatro della Cooperativa. Una biografia della fame




Il Teatro della Cooperativa



è lieto di riservare ai lettori del sito dell'Associazione per i Diritti Umani una speciale promozione:



Biglietti a 10€ (anziché 18€)

dal 2 all'8 marzo 2015 - PRIMA NAZIONALE


produzione
Le Brugole e Anfiteatro SudPER UNA BIOGRAFIA DELLA FAME
Liberamente ispirato al romanzo “Biografia della fame” di Amélie Nothomb
di e con
Annagaia Marchioro
collaborazione alla drammaturgia
Chiara Boscaro
disegno animato dal vivo
Anna Resmini


regia
Alessia Gennari



Liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Amélie Nothomb, “Per una biografia della fame” è il racconto ironico, lieve e al tempo stesso drammatico, di un’esistenza famelica. Una donna ci racconta il suo rapporto con la fame: fin da bambina il cibo è la sua gioia, la sua divinità, la sua salvezza, la sua ossessione. La sua fame è una superfame: di zucchero, di cioccolato, di biscotti, ma soprattutto di amore e di vita, di storie e di riconoscimento. La protagonista di questa drammaturgia per attrice sola ci racconta la sua storia, una storia in cui la famiglia, la scuola, la scoperta dell’amore e dei dolori dell’adolescenza sono riletti sotto la grande lente d’ingrandimento dell’appetito. Un appetito sconfinato che serve a colmare i vuoti. Un appetito che lei stessa cerca di uccidere, scegliendo di imporre al suo corpo, diventato estraneo e nemico, l’anoressia, di cui si ammala a quattordici anni, e dalla quale si salva, dopo due anni di sofferenza fisica e mentale, anche grazie al desiderio di cercare altrove, nella scrittura e nella passione, nell’amore e, più in generale, nella semplicità della vita stessa, un nuovo sfogo alla sua fame.

Per una biografia della fame” non è solo una storia di cibo, di vuoti da trasformare in pieni: è la storia dell’amore più difficile, quello che ognuno deve a se stesso, un amore così difficile da imparare e comunicare.



Per prenotare con la riduzione occorre mandare una mail a promozione@teatrodellacooperativa.it con oggetto BIOGRAFIA promo 10, nome, cognome, numero dei biglietti e data della replica scelta.

Presentarsi in biglietteria 30 minuti prima dell’inizio dello spettacolo con la stampa della presente mail.



Teatro della Cooperativa

Via privata Hermada, 8

20162 Milano

tel. 02 6420761


mercoledì 14 gennaio 2015

Mahmud Darwish e il suo "Stato d'assedio"


Milano 19 gennaio 2015 ore 20.30 Teatro Verdi Lettura in concerto di Stato d’Assedio di Mahmud Darwish







Milano, lunedì 19 gennaio 2015 ore 20.30

presso il Teatro Verdi, gentilmente concesso

in via Pastrengo 16 – ingresso libero

Prima parte

Lettura integrale in concerto del poema:





STATO D’ASSEDIO di Mahmud Darwish





con Anna Delfina Arcostanzo e Marco Gobetti

musica dal vivo Beppe Turletti

Seconda parte

Intervento di Wasim Dahmash, Mahmud Darwish e la poesia araba

traduttore e curatore del poema

docente di Lingua e Letteratura Araba all’Università di Cagliari

modera Alfredo Tradardi (Ism-Italia)







Qui, sui pendii delle colline, dinanzi al crepuscolo e alla legge del tempo
Vicino ai giardini dalle ombre spezzate,
Facciamo come fanno i prigionieri,
Facciamo come fanno i disoccupati:
Coltiviamo la speranza.
Un paese che si prepara all’alba. Diventiamo meno intelligenti
Perché spiamo l’ora della vittoria:
Non c’è notte nella nostra notte illuminata
Da una pioggia di bombe.
I nostri nemici vegliano,
I nostri nemici accendono per noi la luce
Nell’oscurità dei sotterranei.
Qui, nessun “io”.
Qui, Adamo si ricorda che la sua argilla
È fatto di polvere.
In punto di morte, dice:
Non posso più smarrire il sentiero:
Libero sono a un passo dalla mia libertà.
Il mio futuro è nella mia mano.
Ben presto penetrerò nella mia vita,
Nascerò libero, senza madre né padre,
E mi sceglierò un nome di lettere d’azzurro…
Qui, fra spirali di fumo, sui gradini di casa,
Non c’è tempo per il tempo.
Come chi s’innalza verso Dio,
Dimentichiamo il dolore.
Nulla qui riecheggia Omero.
I miti bussano alla nostra porta, se vogliono.
Nulla riecheggia Omero. Qui, un generale
Scava alla ricerca di uno stato addormentato
Sotto le rovine di una Troia che verrà.
Voi, ritti in piedi sulla soglia, entrate,
Bevete con noi il caffè arabo.
Sentirete che siete uomini come noi.
Voi, ritti in piedi sulla soglia delle case,
Uscite dalla nostra alba.
Ci sentiremo sicuri di essere
Uomini come voi!
Quando gli aerei scompaiono, spiccano il volo le colombe
Bianchissime, lavano la gota del cielo
Con ali libere, riprendono il bagliore e il possesso
Dell’etere e del gioco. In alto, ancora più in alto volano via
Le colombe bianchissime. Ah, se il cielo
Fosse vero… (mi ha detto un uomo correndo fra due bombe).
I cipressi, dietro i soldati, minareti che s’innalzano
Per non far crollare il cielo. Dietro la siepe di ferro
Pisciano i soldati – al riparo di un tank –
E la giornata autunnale conclude la sua traiettoria dorata
In una strada vasta come una chiesa dopo la messa domenicale…
(A un assassino) Se avessi contemplato il volto della vittima
E riflettuto, ti saresti ricordato di tua madre nella camera
A gas, avresti buttato via le ragioni del fucile
E avresti cambiato idea: non è così che si ritrova un’identità.
L’assedio è attesa,
Attesa su una scala inclinata
Dove più infuria l’uragano.
Soli, siamo soli a bere l’amaro calice,
Se non fosse per le visite dell’arcobaleno.
Abbiamo dei fratelli dietro quella spianata,
Fratelli buoni, che ci amano. Ci guardano e piangono.
Poi si dicono in segreto:
“Ah! Se quest’assedio venisse dichiarato…”
Lasciano la frase incompiuta:
“Non lasciateci soli, non abbandonateci”.
Le nostre perdite: da due a otto martiri, giorno dopo giorno.
E dieci feriti.
E venti case.
E cinquanta ulivi…
Aggiungeteci la perdita intrinseca
Che sarà il poema, l’opera teatrale, la tela incompiuta.
Una donna ha detto alla nube: copri il mio amato
Perché ho le vesti grondanti del suo sangue.
Se non sei pioggia, amor mio
Sii albero
Colmo di fertilità, sii albero
Se non sei albero, amor mio
Sii pietra
Satura d’umidità, sii pietra
Se non sei pietra, amor mio
Sii luna
Nel sogno dell’amata, sii luna
(Così una donna che dava sepoltura al figlio)
O ronde della notte! Non siete stanche
Di spiare la luce nel nostro sale
E l’incandescenza della rosa nella nostra ferita,
Non siete stanche, ronde della notte?
Un lembo di questo infinito assoluto azzurro
Basterebbe
Ad alleviare il fardello di questo tempo
E a spazzare via la melma di questo luogo.
Che l’anima scenda dalla sua cavalcatura
E cammini con passi di seta
Al mio fianco, mano nella mano, come due amici
Di vecchia data che condividono il pane secco
E un bicchiere di vino della vecchia vigna,
Per poter attraversare insieme questa strada.
Poi i nostri giorni seguiranno sentieri diversi:
Io al di là della natura, e lei,
Lei preferirà inerpicarsi su un’altra vetta.
Siamo lontani dal nostro destino come gli uccelli
Che fanno il nido negli anfratti delle statue,
O nella cappa del camino, o nelle tende
Dove riposava il principe andando a caccia.
Sulle mie macerie spunta verde l’ombra,
E il lupo sonnecchia sulla pelle della mia capra.
Sogna come me, come l’angelo,
Che la vita sia qui… non laggiù.
Quando si è assediati, il tempo diventa spazio
Pietrificato nella sua eternità
Quando si è assediati, lo spazio diventa tempo
Che ha fallito il suo ieri e il suo domani.
Questo martire mi assedia ogni volta che vedo spuntare un nuovo giorno
E mi chiede: Dov’eri? Annota sui dizionari
Tutte le parole che mi hai offerto
E libera i dormienti dal ronzio dell’eco.
Il martire mi spiega: Non ho cercato al di là della spianata
Le vergini dell’immortalità, perché amo la vita
Sulla terra, fra i pini e gli alberi di fico,
Ma era inaccessibile, così ho preso la mira
Con l’ultima cosa che mi appartiene: il sangue
Nel corpo dell’azzurro.
Il martire mi avverte: Non credere alle loro storie
Credi a me, padre, quando osservi la mia foto e chiedi piangendo:
Come hai potuto scambiare le nostre vite, figlio mio,
Perché mi hai preceduto? C’ero io, c’ero prima io!
Il martire non mi da tregua: mi sono solo spostato
Con i miei mobili consunti.
Ho posato una gazzella sul mio letto,
E una falce di luna sul mio dito,
Per alleviare la mia pena.
L’assedio continuerà, per convincerci a scegliere
Una schiavitù che non fa male,
In piena libertà!
Resistere significa: accertarsi della forza
Del cuore e dei testicoli, e del tuo male tenace:
Il male della speranza.
In quel che resta dell’alba, cammino verso il mio involucro esterno
In quel che resta della notte, ascolto il rumore dei passi rimbombare al mio interno
Saluto chi come me insegue
L’ebbrezza della luce, lo splendore della farfalla,
Nell’oscurità di questo tunnel.
Saluto chi beve con me dal mio bicchiere
Nelle tenebre di una notte che entrambi ci avvolge:
Saluto il mio spettro.
Per me i miei amici preparano sempre una festa
Da Dio, una sepoltura serena all’ombra delle querce
Un epitaffio inciso nel marmo del tempo
E sempre ai funerali li precedo correndo:
Chi è morto… chi?
La scrittura, un cucciolo che morde il nulla
La scrittura ferisce senza lasciar tracce di sangue.
Le nostre tazze di caffè. Gli uccelli, gli alberi verdi
Nell’ombra azzurrina, il sole che scivola di muro
In muro con balzi di gazzella
L’acqua delle nubi dalla forma illimitata – tutto quel che ci resta.
Il cielo. E altre cose dai ricordi sospesi
Rivelano che questo mattino è potente splendore,
E che noi siamo i convitati dell’eternità.



(Da Le monde Diplomatique 2002)

sabato 3 gennaio 2015

Reati multiculturali: leggi italiane e tradizioni

 
 
 
 
 
 

Un uomo, originario del Panjab, passeggia per le vie di Cremona portando, alla cintura, il kirpan, un oggetto che, nella tradizione sikh, simboleggia l'onore, la libertà di spirito e la non violenza, anche se si tratta di un pugnale. La polizia italiana lo ferma e lo fa condannare per porto abusivo di arma da taglio. I Rom, invece, fanno chiedere l'elemosina ai minori e questa pratica, nella loro cultura si chiama mangel.

I casi sopra riportati sono raccontati e analizzati nel saggio intitolato Culture alla sbarra. Una riflessione sui reati multiculturali, degli avvocati penalisti Fulvio Gianaria e Alberto Mittone, edito da Einaudi. La domanda centrale è: “ La cultura d'origine di una persona migrante può essere considerata attenuante o aggravante di un reato?” e, quindi, i due giuristi torinesi si pongono anche la questione di come conciliare le tradizioni, gli usi e i costumi con la legge italiana.

Ricordiamo, così come nel libro, un fatto di cronaca nera che sconvolse l'opinione pubbblica ma che, purtroppo, non fu l'unico: l'uccisione di Hina Saleem, ammazzata dal padre e da uno zio, nel 2006 a Brescia, perchè accusata di aver tradito i valori della famiglia e della cultura pakistana con atteggiamenti troppo occidentalizzati: indossava abiti considerati succinti, beveva alcol, amava un ragazzo italiano. La vicenda di Hina è diventata oggetto di studio proprio perchè, in primo grado, il tribunale considerò quell'assassinio come un “reato culturalmente motivato”, anche se , per fortuna, le sentenze successive non considerarono il valore culturale e attribuirono all'indole aggressiva e violenta del padre la responsabiloità del crimine.

Gli autori del saggio di cui vi stiamo parlando sostengono che, nel valutare la relazione tra cultura d'origine e delitto, bisognerebbe valutare anche alcune variabili, quali ad esempio: la durata del periodo di immigrazione, le opportunità di cambiamento offerte dal Paese di accoglienza, la qualità dei percorsi di inclusione. Gianaria e Mittone, inoltre, dichiarano che sarebbe meglio non mettere mano alle norme italiane, ma affidarsi, di volta in volta, alla giurisprudenza e al buon senso dei magistrati nell'analisi dei singoli casi.

Un saggio utile per riflettere sul tema della Giustizia in società multiculturali, soprattutto in Italia dove la questione è ancora spinosa, a differenza di altri Paesi in cui è garantità una certa neutralità laica a tutti i cittadini (Francia) oppure, come in Canada, dove è stato adottato il sentencing circle, ovvero sono state istituite camere di consiglio allargate al gruppo etnico dell'imputato che interagiscono con i giudici locali.