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martedì 5 gennaio 2016

Il nuovo sito per voi !

Carissime, carissimi

stiamo risolvendo i piccoli problemi tecnici che sopraggiungono sempre e che non dipendono da noi...quando si tratta di tecnologia...

Tra poche ore sarà possibile per TUTTI VOI consultare il nuovo sito www.peridirittiumani.com dal pc, tablet e cellulari !!!


Abbiate un po' di pazienza e troverete il regalo!!!

Grazie, dall'Associazione per i Diritti umani


 

venerdì 1 gennaio 2016

Arash Azizi parla di suo padre, detenuto a Teheran

Milano, BookCity 2015. L' Associazione per i Diritti Umani e Novel Rights hanno avuto il piacere di ospitare Arash Azizi, figlio di Mostafa Azizi, scrittore e produttore cinematografico, detenuto nella prigione di Evin a Teheran.
L'incontro presentato a BookCity dalle due associazioni si intitola "Il potere della letteratura e i diritti umani", ringraziamo tutti i nostri ospiti e pubblicheremo, per voi,  altre clip importanti sulla tavola rotonda.
Ringraziamo anche la nostra interprete, Silvia Bolzoni.



mercoledì 21 ottobre 2015

Promozione per lo spettacolo: "Gorla, fermata Gorla" di Renato Sarti










PER GLI AMICI DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE PER I DIRITTI UMANI!





LO SPETTACOLO “GORLA FERMATA GORLA” AL TEATRO ELFO PUCCINI IN PROMOZIONE SPECIALE PER VOI:




BIGLIETTI RIDOTTI a 16,50 EURO cad. (anziché 30,50 euro) per le repliche da lunedì 23 a domenica 29 novembre (fino esaurimento posti disponibili).




Prenotazioni: scrivere una mail a promozione@elfo.org indicando cognome, nome, numero di telefono, data e numero di posti e specificando nell'oggetto PROMO GORLA.




SALA SHAKESPEARE | 23 – 29 NOVEMBRE 2015 | LUN-SAB: 20:30 / DOM: 16:00


GORLA FERMATA GORLA

di Renato Sarti


regia Renato Sarti


con Giulia Lazzarini, Federica Fabiani, Matthieu Pastore


produzione Teatro della Cooperativa



Dopo il successo personale per la sua interpretazione della Madre nel film di Nanni Moretti, Giulia Lazzarini torna all’Elfo con un piccolo spettacolo dalla grande anima che merita di essere condiviso con quanti più spettatori possibile.




Il mattino del 20 ottobre del 1944, alcuni aerei della Air Force, dopo aver bombardato l’area nord di Milano, scaricarono le bombe residue colpendo, per una tragica combinazione, la Scuola Francesco Crispi di Gorla, dove erano rifugiati gli alunni, uccidendone 184. Fu uno degli episodi più terribili di tutta la Seconda Guerra Mondiale, ma rischia di svanire dalla memoria della città: oggi, per i più, Gorla è solo una fermata della metropolitana.




Il drammaturgo e regista Renato Sarti ha rievocato, con linguaggio teatrale, quel terribile evento, basando il suo lavoro sulle pubblicazioni, i documenti militari, i libri, gli articoli e, soprattutto, sulle testimonianze.




Due giovani attori, Federica Fabiani e Matthieu Pastore, danno voce ai bambini che quel giorno persero la vita, mentre a Giulia Lazzarini, attrice di grande sensibilità, che al tempo viveva proprio vicino al quartiere di Gorla e ricorda perfettamente quei momenti drammatici, è affidata la testimonianza dei sopravvissuti. «Credo nel valore della memoria», afferma l'attrice. «Ricordare quella strage, simile a tante altre all'ordine del giorno anche oggi in molti posti del mondo, è importante».




_____________




TEATRO ELFO PUCCINI - CORSO BUENOS AIRES 33, MILANO - www.elfo.org

lunedì 19 ottobre 2015

Modulo per il nostro incontro a BOOK CITY







Se volete partecipare al nostro incontro a Book City intitolato:
 
 
 "IL POTERE DELLA LETTERATURA E I DIRITTI UMANI"
 
di DOMENICA, 25 OTTOBRE
 
alle ore 19.00
 
Presso
 
CAMERA DEL LAVORO
MILANO
 
 
Per favore, compilate il modulo, inserito in questo link. GRAZIE!
 
 
 
 
 


Vi aspettiamo numerosi!!

sabato 17 ottobre 2015

Book City: il potere della letteratura e i diritti umani





Milano, 25 ottobre 2015

Novel Rights, "Il Potere della Letteratura e i Diritti Umani", in collaborazione con “Associazione per i Diritti Umani” e con “Amnesty International” Sezione Italiana, presenta in Italia una serie di eventi con un gruppo di esperti, che discutono attorno al problema dei Rifugiati, e alla crisi globale che ne deriva.

DOMENICA 25 OTTOBRE 2015, dalle 19:00 alle 21:00 presso la CAMERA DEL LAVORO (Corso di Porta Vittoria 43) Milano

Argomenti di discussione: di cosa necessita un autore /cosa dovrebbe fare per aiutare a risolvere la crisi del rifugiato? Può la letteratura avere un ruolo in qualche modo influente o contribuire ad offrire una soluzione? Che ruolo può avere un autore nel mondo attuale in continuo cambiamento? Possono gli autori dare un significato diverso alla parola rifugiato?

L'evento che chiuderà Bookcity sarà la presentazione di un'opera che fa parte di una mostra – già allestita in occasione di Expo 2015 – dell'artista Ivana Olimpia Belloni . L'opera offre ai visitatori un'esperienza unica di attivismo che coinvolge arte, letteratura e diritti umani



I relatori

Roma Tearne, autrice britannica di origini singalesi

Il suo ultimo romanzo, "L'ultimo molo" (Nova, 2015) è basato sulla storia vera di una nave passeggeri britannica, la SS Arandora Star, che durante la II Guerra Mondiale, mentre compiva la traversata per trasportare 800 internati italiani e tedeschi da Liverpool al Canada, è stata silurata da un sottomarino tedesco. La storia ci racconta che, nell’agosto del 1940, sulla costa irlandese, il mare restituì 213 corpi.

I membri di alcune famiglie italiane coinvolte nel disastro ci onoreranno della loro presenza durante l'evento.



Il nuovo romanzo di Roma, sempre in forma di ebook, dal titolo “Non spaventate i bambini” e ispirato ad Aylan Kurdi, verrà ufficialmente presentato durante l’evento.



Ava Homa, scrittrice, giornalista e docente universitaria curdo-canadese. È una delle poche scrittrici curde al mondo

Molto apprezzata dalla critica, Ava Homa ci parlerà dell’ immaginazione, antidoto all'apatia

Il breve racconto digitale di Ava "Ninnananna" (Novel Rights, 2012) tradotto in italiano


specificamente per questa occasione, sarà disponibile per l’acquisto al termine dell’evento

così come il romanzo digitale di Roma Tearne



Altri relatori

 

Vered Cohen Barzilay è fondatrice e direttore di Novel Rights, un movimento letterario globale, a favore dei diritti umani. Da più di un decennio, Vered analizza l'impatto della letteratura sull'attivismo riguardante i diritti umani ed ha sviluppato il concetto di “letteratura dei diritti umani”, decidendo di fondare Novel Rights con l'obiettivo di esplorare l'impatto della letteratura sull'attivismo dei diritti umani. Novel Rights pubblica storie in formato digitale che parlano di diritti umani e promuove eventi globali a favore del legame tra letteratura e diritti umani



Alessandra Montesanto: Vicepresidente dell'”Associazione per i Diritti Umani” di Milano, un'associazione culturale che organizza incontri di approfondimento, presentazioni di libri e film, sulle tematiche legate ai diritti umani, e propone spunti di riflessione attraverso il sito www.peridirittiumani.com.

Riccardo Noury: Portavoce di Amnesty International Italia, blogger per Il Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano e Articolo 21

Ruggero Gabbai: regista, fotografo e Presidente della Commissione Consigliare EXPO 2015


L'evento inizierà con un minuto di silenzio in memoria dei rifugiati che hanno perso la vita nel tentativo di trovare un posto più sicuro dove vivere, e la cui storia non è stata mai raccontata e si concluderà con uno straordinario incontro con il figlio di Mostafa Azizi. Mostafa Azizi, scrittore e regista iraniano, è rinchiuso nella prigione Evin di Teheran dall’inizio di febbraio di quest’anno. Suo figlio, insieme ad altri autori, sta conducendo una vasta campagna per liberarlo.


L'artista italo-francese, Ivana Olimpia Belloni darà un contributo all’evento con uno dei suoi dipinti, creato appositamente per quest’occasione. Accanto al suo lavoro, in occasione della sua mostraper Expo2015, ha scritto: Vered mi ha dato l'opportunità e l'onore di rappresentare il senso della pace nel mondo che noi adulti possiamo e dobbiamo dare ai deboli ed agli indifesi proprio attraverso il rispetto dei diritti umani. Le impronte mie della mia nipotina, Giulia, stanno a significare proprio questo.







sabato 1 agosto 2015

Consigli di letture per l'estate (e non solo!)


Cari lettori,

siamo contenti di comunicarvi che abbiamo una piccola “libreria” per voi. Di seguito trovate un elenco di libri che potete acquistare direttamente dal sito www.peridirittiumani.com con Paypall (carta di credito o bonifico). Una volta effettuato il pagamento, inviateci una mail a: peridirittiumani@gmail.com con il vostro indirizzo e vi sarà recapitata subito per posta.




Eccovi i libri:



Mosaikoun - Voci e immagini per i Diritti Umani a cura di Alessandra Montesanto Euro 12,50
 



Il silenzio e il tumulto, di Nihad Sirees Euro 15,00



L'autunno, qui, è magico e immenso, di Golan Haji Euro 10,00

 
Ferite di parole – le donne rabe in rivoluzione, di Leila Ben Salah e Ivana Trevisani Euro 16,00



La vita ti sia lieve – Storie di migranti e di altri esclusi, di Alessandra Ballerini Euro 15,00

 
 
 
Pierfrancesco Majorino e Caterina Sarfatti

Milano, come Lampedusa? Dossier sull'emergenza siriana,
  Euro 5,00
 
 

martedì 14 luglio 2015

Consigli di lettura per l'estate (e non solo)


Cari lettori,

siamo contenti di comunicarvi che abbiamo una piccola “libreria” per voi. Di seguito trovate un elenco di libri che potete acquistare direttamente dal sito www.peridirittiumani.com con Paypall (carta di credito o bonifico). Una volta effettuato il pagamento, inviateci una mail a: peridirittiumani@gmail.com con il vostro indirizzo e vi sarà recapitata subito per posta.




Eccovi i libri:



Mosaikoun - Voci e immagini per i Diritti Umani a cura di Alessandra Montesanto Euro 12,50
 


Il silenzio e il tumulto, di Nihad Sirees Euro 15,00



L'autunno, qui, è magico e immenso, di Golan Haji Euro 10,00


Ferite di parole – le donne rabe in rivoluzione, di Leila Ben Salah e Ivana Trevisani Euro 16,00



La vita ti sia lieve – Storie di migranti e di altri esclusi, di Alessandra Ballerini Euro 15,00



Milano, come Lampedusa? Dossier sull'emergenza siriana, Pierfrancesco Majorino e Caterina Sarfatti Euro 5,00
 
 

venerdì 17 aprile 2015

Perchè sostenerci





Cari amici,

L'Associazione per i Diritti Umani è un'associazione piccola e giovane, nata un anno e mezzo fa e già attiva a Milano e in Provincia con incontri pubblici di presentazioni di saggi, romanzi, documentari, tavole rotonde su alcuni temi inerenti ai diritti umani e civili.

E' in corso la nuova manifestazione che si intitola “D(i)RITTI al CENTRO!” di cui trovate il programma completo sul sito www.peridirittiumani.com.

Il sito è aggiornato TUTTI i GIORNI con articoli, approfondimenti, interviste e comunicazioni...

Vi chiediamo, quindi, se siete interessati e se apprezzate il nostro lavoro, di sostenerci con un piccolo contributo anche di 2 euro. A destra in alto, sulla homepage del sito, trovate la dicitura “Sostienici”: il contributo può essere dato con Paypal (facile e sicurissimo) oppure con bonifico.

I vostri contributi per noi sarebbero molto importanti per:



  • migliorare il sito
  • tradurre i post in inglese e francese
  • poter invitare relatori da altre parti di Italia e dall'estero
  • poter chiedere contributi scritti ad altri collaboratori
  • andare nelle scuole gratuitamente e coinvolgere gli studenti





Vi ringraziamo sempre per il vostro interesse !







venerdì 27 marzo 2015

Rogo di libri? E' inaccettabile !



Domani 28 marzo alle 15 Forza Nuova intende allestire un banchetto in Piazza Oberdan, a Milano, sul quale distribuirà una lista di libri che a loro giudizio diffondono la cosiddetta "ideologia gender" tra i bambini, con esplicito invito ai genitori di bruciarli.
Si tratta di un gesto gravissimo che ricorda fin troppo da vicino le azioni dei nazisti:
gli antifascisti e antirazzisti milanesi non possono tollerare che nella nostra città vengano organizzati o suggeriti roghi di libri. Invitiamo, quindi, tutte e tutti a mobilitarsi con la presenza domani in Porta Venezia e dando la massima diffusione alla notizia attraverso tutti i canali disponibili (mailing list, facebook e twitter, contatto diretto).

Portate e dite di portare un libro dedicato ai temi della lotta al fascismo, al razzismo, all'omotransfobia.
In allegato l'articolo del "Giorno" sul banchetto di domani.



giovedì 26 marzo 2015

Un mondo virtuale anti-terrorismo grazie alla letteratura




A pochi giorni dalle elezioni di Israele, che hanno riconfermato al potere Benyamin Netanyahu, vi proponiamo un testo di una collega israeliana che si occupa di diritti umani.
Il testo seguente è stato scritto subito dopo l’attentato a Charlie Hebdo, ma può essere interessante - e suscitare riflessioni - anche alla luce degli atti di terrorismo accaduti in Tunisia.





di Vered Cohen Barzilay (Novel Rights – Human Rights Literature)




I recenti attacchi terroristici in Europa sono un altro segno della erosione della morale del mondo.


Oltre al male assoluto di togliere la vita a civili innocenti, abbiamo visto che nei recenti attentati di Parigi il terrore porta con sé il vento del fondamentalismo religioso: la disumanizzazione delle minoranze; il divieto di istruzione, in particolare per le donne; la considerazione della democrazia come qualcosa di dannoso; e la negazione dei diritti umani. Di solito, il vento del fondamentalismo viene prima e poi gli omicidi. 


The Guardian ha recentemente riferito che, secondo un rapporto di Watchdog Freedom House, la democrazia nel mondo è a rischio, più di quanto non sia stato in qualsiasi momento negli ultimi 25 anni. Le persone in quasi ogni parte del mondo sono in pericolo per le gravi minacce alla loro libertà e che il livello di brutalità sotto i regimi autoritari è il più alto di tutti i tempi.


Il terrore non ha confini, geografici o morali, e non è esclusiva di nessuna religione, non dell’Islam o di qualsiasi altra religione al mondo. Il terrore arriva nei nostri quartieri, uffici, strade, anche nelle nostre case.
Internet, insieme con il processo di globalizzazione, ha unito i popoli del mondo e ha offuscato i confini geografici. Viviamo ancora in Paesi, ma creiamo diverse definizioni per i nostri confini e comunità. Viviamo in Europa, per esempio, ma facciamo parte di una comunità globale di terrore organizzato.


Questo perché su Internet il terrorismo diventa un Paese con sostenitori virtuali sparsi in tutto il mondo. Uno dei metodi del terrorismo è quello di instillare la paura e l'orrore. Ci costringe a sentirci protetti. Fa un uso intelligente delle reti di commercializzazione e sociali per comunicare con i suoi sostenitori e fa piovere la paura sul mondo attraverso attacchi terroristici strategici o attraverso YouTube, come visto di recente nella pubblicazione, da parte dell’ ISIS, di video orribili raffiguranti le decapitazioni delle sue vittime. Gli ultimi rapporti dalla Francia indicano che Amedie Coulibaly ha utilizzato una telecamera GoPro per documentare l'attacco terroristico al supermercato Kosher a Parigi. Il prossimo obiettivo, gli esperti avvertono, è di trasmettere in diretta dall'arena del terrore.


I civili di questo "Paese del terrorismo virtuale" sono diversi. Possono essere la ragazza di scuola o il rapper vicino a casa. Possono essere trascinati nel terrorismo attraverso i social network, dove erano in cerca di avventura, di vendetta, o addirittura per un motivo sentimentale. Il terrorismo invade i luoghi dove la speranza ha cessato di esistere e influenza le persone che sono diventate invisibili al resto della società, coloro che non sono riusciti a essere trattati da pari a pari, perchè la parità di diritti è stata tenuta rinchiusa nelle nostre comunità. I terroristi promettono che (queste persone) saranno ascoltate - insieme con l'erosione della moralità - e attraverseranno tutte le linee rosse per prendere vite innocenti al fine di ridare dignità ai loro nomi, alle famiglie o anche alla loro religione.
Queste persone sono spesso reclutate per un singolo attacco suicida strategico di terrorismo o per gli attacchi più grandi, operando in piccoli gruppi. Questi attacchi non sono solitamente mai fermati, come sostengono gli esperti. 


Perché questi attacchi terroristici in Francia hanno avuto un impatto così forte (soprattutto considerando che, in confronto, con gli attacchi dell'11 settembre negli Stati Uniti hanno perso la vita tremila persone e sono stati utilizzati almeno 10 miliardi di dollari in beni e danni alle infrastrutture)?


La Francia è una repubblica di fama mondiale fondata sulla democrazia e sulla libertà, un simbolo mondiale di accettazione e integrazione delle minoranze, rifugiati e migranti lavoratori. E 'un simbolo del socialismo e di politiche di welfare progressiste. I terroristi non solo hanno ucciso giornalisti innocenteie dei civili, hanno ucciso anche il concetto che la Francia è immune all’orrore del Paese terrorismo virtuale. L'attacco terroristico è stato per lo più strategico, attaccando deliberatamente il fondamento della libertà, della libertà di parola.
I terroristi avevano due obiettivi:


Il primo: inviare un messaggio di orrore a coloro che credono nella libertà di parola e restringere i confini globali della conversazione. Sì, la solidarietà dimostrata da tutti i leader del mondo è molto impressionante e stimolante, ma allo stesso tempo, molti mezzi di comunicazione in tutto il mondo hanno iniziato a censurare le caricature di Charlie Hebdo a partire dagli attacchi terroristici. Un nuovo decreto, entrato in vigore di recente, permette al governo francese di bloccare i siti web accusati di terrorismo, senza un ordine del tribunale. I regolamenti sono stati presi in esame dal 2011, ma hanno guadagnato un nuovo slancio dopo gli attacchi terroristici a Charlie Hebdo.


Il secondo obiettivo era quello di inviare un messaggio di coraggio e forza ai loro sostenitori virtuali, diffondendo un orrore così forte da far convocare tutti i leader di Francia. Per le persone che non vengono ascoltate o viste nei propri Paesi, questo tipo di attacco sarà più impressionante e contribuirà a reclutare più sostenitori nel Paese del terrorismo virtuale. Sarà inoltre più facile arrivare ad attacchi terroristici simili in altri posti in Europa o nel resto del mondo.
 

L'unico modo per sovrastare il Paese virtuale del terrorismo è di creare un "Paese virtuale anti-terrorismo."

Eserciti forti e armi sofisticate non sono sufficienti. Sì, sono molto importanti nella lotta contro il terrorismo, ma così non si ferma il vento del terrore. Gli eserciti useranno i mezzi violenti della guerra per combattere i violenti. Ma essi non servono a ricostruire la nostra democrazia o accendere la nostra solidarietà. Per questi, è necessario il potere della penna.
Dobbiamo creare un forte movimento globale per diffondere la speranza invece dell’ orrore; le nostre armi non saranno pistole o bombe, ma il potere delle parole, della letteratura. Il nostro esercito sarà composto da autori e sostenitori della letteratura, e noi diffonderemo i nostri valori attraverso i social media e Internet. Lavoreremo in solidarietà, per accettare tutti gli uomini e le donne come uguali, non importa la loro etnia, sesso o religione. Adotteremo la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (DUDU) come nostra "Costituzione" per ricacciare indietro il vento del terrorismo.


Perché la letteratura?


Non è un caso che i diritti umani siano entrati in vigore come il primo vocabolario morale universale del mondo e che, allo stesso tempo, il romanzo di formazione sia diventato una forma letteraria in cui si privilegia l’autonomia dell’individuo. Mentre la DUDU è spesso criticata per questo, la letteratura fornisce una forma di espressione che può rappresentare l'esperienza umana (e dei diritti) e raccontare storie altrui liberamente e senza pregiudizi. La capacità della letteratura di penetrare la coscienza di un altro individuo è il punto in cui si collega con i diritti umani: la letteratura crea e salva la nostra moralità. Dall'inizio dell'umanità, le persone hanno sfruttato il ruolo morale della letteratura, la diffusione della morale e dei valori attraverso storie, prima verbalmente e poi per iscritto. Oggi, la letteratura ha perso molta della sua popolarità tra il pubblico (in particolare il pubblico giovane). I lettori non considerano più la letteratura come necessaria per la loro vita.


Secondo l'Istituto Nazionale di Statistica in Italia nel 2013, il 57% della popolazione un libro se non per motivi professionali o di studio, anzi circa il 10% delle famiglie italiane non possiede alcun libro. Secondo il rapporto dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), quasi il 70% del Paese non è in grado di "capire e rispondere in modo appropriato ai testi densi o lunghi." Un altro sondaggio pubblicato nel 2013 ha rivelato che nel Regno Unito quasi 4 milioni di adulti non legge libri per piacere e il 25% degli americani di età superiore ai 16 anni non aveva letto neanche un libro all’anno. 


C'è un forte legame tra il deterioramento della popolarità della letteratura soprattutto tra i giovani e la crescita di empatia verso il terrorismo nel mondo.


La letteratura può contribuire a salvare le nostre fondamenta morali . Essa ci aiuta ad analizzare ed esprimere sentimenti profondi e a comunicare meglio. Ci incoraggia a sollevare e risolvere i problemi e a esprimere il nostro dolore, la nostra storia o la nostra rabbia.
Il progetto “Novel Rights” riporta la letteratura di nuovo alla popolarità. I giovani potenziali sostenitori del terrorismo virtuale si riappropriamo della morale attraverso la letteratura. Si apre nuova comunicazione con loro e la letteratura offre loro un modo per essere ascoltati.
Il filosofo francese Jean-Paul Sartre (1905-1980), che ha vissuto le due guerre più traumatiche dell'umanità, sviluppò la teoria della "letteratura impegnata" come parte del suo impegno nella resistenza francese durante la seconda guerra mondiale. Ha pubblicato sulla sua rivista, Les Temps Modernes (Modern Times) e successivamente nel 1947 nel suo libro Che cosa è la letteratura, (queste parole), parole che riflettono il nostro intento:


"Se lo scrittore è intriso, come lo sono io, dell’urgenza di questi problemi, si può essere sicuri che offrirà soluzioni con il proprio lavoro creativo cioè con un movimento di libera creazione. Non vi è alcuna garanzia che la letteratura sia immortale. La sua chance oggi, la sua unica possibilità, la possibilità dell’ Europa del socialismo, della democrazia e della pace. Dobbiamo giocare. Se noi scrittori perderemo, sarà un male per noi, ma soprattutto per la società…Se dovesse scadere nella pura propaganda o nel puro intrattenimento, la società sguazzerebbe nell'immediatezza di una vita senza memoria, come quella degli di imenotteri e dei gasteropodi. Naturalmente, tutto questo non è molto importante. Il mondo può benissimo fare a meno della letteratura. Ma può fare a meno dell’uomo, ancor di più".


Vered Cohen Barzilay è il fondatore di “Novel Rights”, un movimento globale, che utilizza la potenza della letteratura per guidare il cambiamento. Ha tenuto conferenze in università come Oxford e LSE e fiere internazionali del libro. 





The Anti-Terror Virtual Country

Vered Cohen Barzilay

The recent terror attacks in Europe are another sign of the wearing away of the world's morality.

Besides the absolute evil of taking innocent civilian lives—as we saw in the recent Paris attacks—terror brings with it the wind of religious fundamentalism: dehumanizing the treatment of minorities; preventing education, particularly for women; damaging democracy; and preventing human rights. Usually, the wind of fundamentalism comes first, followed by murder.

The Guardian recently reported that, according to a landmark report by independent watchdog Freedom House, our democracy is at greater risk than it has been at any time in the past 25 years. People in nearly every part of the world are in danger of significant threats to their freedom, and the level of brutality under authoritarian regimes is at an all-time high.

Terror has no borders—geographical or moral—and it is not exclusive to any religion, not Islam or any other religion in the world. Terror reaches into our neighborhoods, offices, streets, even our houses.

The Internet, together with the globalization process, has united the people of the world and blurred our geographical borders. We still live in countries, but we create different definitions for our borders and communities. We may live in Europe, for example, but still be part of a global community of organized terror.

This is how terror becomes a virtual country—with supporters spread all over the world. One of the methods of terror is to instill fear and horror. It forces us to feel unprotected. It makes clever use of marketing and social networks to communicate with its supporters, and rains terror upon the world through strategic terror attacks or through YouTube, as recently seen in ISIS’s release of horrific videos depicting the beheadings of its victims. Last reports from France suggest that Amedie Coulibaly used a GoPro camera to document the terror attack at the Jewish Kosher supermarket in Paris. The next goal, experts warn, is to broadcast live from the terror arena.

The civilians of this "virtual terror country" are diverse. They can be the girl from school or the rapper down your street. They can be dragged to terror through social networks, where they were looking for adventure, or revenge, or even a romantic cause. Terror invades places where hope has ceased to exist, and influences people who have become invisible to the rest of society—those people we have failed to treat as equals, holding equal rights, in our communities. Terror promises that they will be heard, together with the erosion in morality—they will cross all red lines and take innocent lives in order to restore dignity to their names, families, or even religion.

These people are often recruited for a single strategic suicide terror attack, or for larger attacks operating in small groups. These attacks are usually never stopped, claim experts.

Why have these terror attacks in France had such a strong impact (especially considering that, by comparison, the September 11 attacks in the US took the lives of three thousand people and caused at least $10 billion US Dollars in property and infrastructure damage)?

France is a world-renowned republic of democracy and liberty, a world symbol of accepting and integrating minorities, refugees, and working migrants. It is a symbol of socialism and progressive welfare policies. The terrorists not only murdered an innocent journalist and civilians, they also killed the concept that France is immune to the horror of the virtual terror country. The terror attack was mostly strategic, deliberately attacking the foundation of liberty—the freedom of speech.

The terrorists had two goals with their attack.

One: To send a message of horror to those who believe in freedom of speech and to narrow the global boundaries of the conversation. Yes, the solidarity shown by all world leaders is very impressive and inspiring; but at the same time, many in communications media worldwide have since the attacks censored Charlie Hebdo's caricatures. A new decree that went into effect recently allows the French government to block websites accused of promoting terrorism, without seeking a court order. The regulations have been under consideration since 2011, but gained new momentum following Charlie Hebdo terrorist attacks.

The second goal was to send a message of bravery and sophistication to their virtual supporters by spreading the horror so strongly that it summoned all leaders to France. For people who feel that they aren’t heard or seen in their countries or by their leaders, this kind of attack will be most impressive, and it will help recruit more supporters to the virtual terror country. It will also most likely lead to similar terror attacks in other places in Europe or the rest of the world.

The only way to overpower the terror virtual country is to create an “anti-terror virtual country.”

Strong armies and sophisticated weapons are not enough. Yes, they are very important in fighting terror, but they will not stop the winds of terror from blowing. Armies will use the violent means of war to fight the violent people who choose the means of war. But they will not rebuild our democracy or ignite our solidarity. For these, we need the power of the pen.

We must create a strong global movement that will spread hope instead of horror; our weapon will not be guns or bombs, but the power of words, of literature. Our army will be authors and literature supporters, and we will spread our values through social media and the Internet. We will work in solidarity and accept all men and women as equal, no matter their race, gender or religion. We will adopt the Universal Declaration of Human Rights (UDHR) as our "constitution" and turn back the winds of terror.

Why literature?

It is no coincidence that human rights came into vogue as the world’s first universal moral vocabulary at the same time that the Bildungsroman became a popular literary form—both of them equally privileging the individual autonomous being. While the UDHR is often criticized for this, literature can both conform to and subvert this conceptualization, providing a form of expression that can represent human experience (and rights) and narrate others’ stories freely and without prejudice. Literature’s ability to penetrate the consciousness of another individual is where it excels—and where it stands in solidarity with human rights.

Literature creates and saves our morality. Since the beginning of humanity, people have exploited literature’s moral role, spreading morals and values through stories, first verbally and then in writing. Today, literature has lost much of its popularity among the public (in particular its young audience). Readers no longer consider literature as relevant or necessary to their lives.

According to Italy’s National Institute of Statistics in 2013, 57% of the population of that country had never read a book for nonacademic or nonprofessional reasons—indeed, some 10% of Italian households reported not owning a single book. According to the 2013 Survey of Adult Skills by the Organization for Economic Cooperation and Development (OECD), nearly 70% of the country is unable to “understand and respond appropriately to dense or lengthy texts.” Another survey published in 2013 revealed that in the UK almost 4 million adults never read books for pleasure, and 25% of Americans over the age of 16 had not read a book that year.

There is a strong connection between the deterioration of the popularity of literature especially among young people and the growth of empathy, toward terror in the world.

Literature can help save our moral global foundations. It helps us analyze and express deep feelings and communicate better. It encourages us to raise and solve problems, and to express our grief, history, or anger.

The Novel Rights movement brings literature back into popularity. It re-engages the young potential supporters of the virtual terror country with morality through literature. It opens up new communication with them and offers them a way to be heard.

French philosopher Jean-Paul Sartre (1905-1980), who lived through the two most traumatic wars of humanity, developed the theory of “engaged literature” as part of his leadership in the French resistance during the second world war. He published it first in his magazine Les Temps modernes (Modern Times) and later in 1947 in his book What Is Literature?! His words reflect our resolve and we must use them in order to overpower the growth of the virtual terror country:

"If the writer is imbued, as I am, with the urgency of these problems, one can be sure that he will offer solutions to them in the creative unity of his work, that is, in the indistinctness of a movement of free creation. There is no guarantee that literature is immortal. Its chance today, its only chance, is the chance of Europe, of socialism, of democracy, and of peace. We must play it. If we writers lose it, too bad for us. But also, too bad for society. ...If it were to turn into pure propaganda or pure entertainment, society would wallow in the immediate, that is, in the life without memory of hymenoptera and gasteropods. Of course, all of this is not very important. The world can very well do without literature. But it can do without man still better.”

Vered Cohen Barzilay is the founder of Novel Rights, a global movement, utilizing the power of literature to drive change. She lectured in Universities such Oxford and LSE and international book fairs. Her publications, translated and distributed in many countries, include her personal experience as a war reporter in Israel covering couple of dozens of suicide terror attacks.









sabato 14 marzo 2015

Vent'anni di Marea: la rivista che dà voce alle donne


VENTI

Vent’anni di MAREA

rivista femminista dal 1994

18-28 marzo 2015 Palazzo Ducale Genova – LA MOSTRA E GLI EVENTI



La rivista Marea compie 20 anni.

Nata nel 1994 come trimestrale con una redazione genovese, senza remore nel dichiararsi apertamente femminista, nel tempo si è trasformata con lo sviluppo delle tecnologie informatiche, seguendo il corso della storia delle donne nel nostro paese e nel mondo.



Una rivista "per dire lo stare al mondo delle donne", scegliendo per ogni numero una parola chiave sulla quale impostare un percorso tematico di riflessione, ma con una rubrica dedicata a firma di autori maschi, che ha previlegiato la forma saggistica dedicando però per 9 anni l’ultimo numero a un concorso letterario, e dal 2009, ad una agenda da usare tutto l’anno.



Marea ha promosso e organizzato iniziative ed eventi che hanno portato a Genova e in Italia donne e uomini di cultura, scrittrici, scienziate, attiviste nei movimenti ecologisti, anti - liberisti, anti - fondamentalisti, per la laicità e i diritti delle donne nel mondo; nel 2001 ha organizzato il primo evento femminista sulla globalizzazione, PuntoG-Genova, genere, globalizzazione, a cui è seguito il decennale. In questi anni sono state coinvolte reti nazionali e internazionali quali le Donne in nero, la Marcia mondiale delle donne, One law for all, Secularism is a women issue, Women living under muslim laws.



Marea ha vissuto 20 anni nei quali ha provato a cogliere ciò che era nell'aria, muoveva le coscienze e le menti in sintonia e/o in contrasto con le trasformazioni sociali e politiche che ci hanno attraversate.



Marea celebra questo compleanno con una mostra di 10 giorni, a Palazzo Ducale a Genova dal 18 al 28 marzo 2015: saranno esposti i numeri della rivista, i prodotti editoriali, audio e video pubblicati, i manifesti e locandine a testimoniare le iniziative promosse e alle quali Marea ha partecipato, la radio web www.radiodelledonne.org con le interviste e le registrazioni degli eventi più significativi, oltre all’attività di formazione seminariale effettuata ad Altradimora, il centro di formazione e di incontri attivo dal 2008 www.altradimora.it



Nei 10 giorni di festa, di mostra e di incontri inviteremo, nello stile che ci contraddistingue, testimonials e protagoniste del mondo della cultura, della politica e della società perché siamo interessate a guardare avanti, pur con i piedi ben radicati nel nostro passato, per stimolare curiosità, attenzione, informazione e riflessioni su temi decisamente attuali.





MAGGIORI APPROFONDIMENTI AL SITO www.mareaonline.it

martedì 10 marzo 2015

Proposte di interventi culturali rivolte alle scuole/università




Il diritto di avere diritti



“Il diritto di avere diritti” è un progetto culturale rivolto agli insegnanti e agli studenti delle terze medie e delle scuole superiori e agi studenti universitari.

L'Associazione per i Diritti Umani propone una serie di incontri che prevedono la presentazione e l'analisi guidata di film, documentari e la presentazione di libri con registi, autori, esperti di settore sui temi relativi ai Diritti Umani. Alcuni argomenti trattati sono:

le migrazioni (i diritti – e i doveri – dei migranti/rifugiati/profughi)

la lotta alla violenza sulle donne

l'educazione alla legalità

Cosa succede in Medioriente? Dalle rivoluzioni, alle guerre, ai cambiamenti geopolitici

e altro ancora...



MODALITA' di INTERVENTO

Ogni incontro può essere organizzato all'interno della scuola, in Aula Magna, accorpando le classi interessate.



Ogni incontro prevede l'intervento di un ospite: un rappresentante dell'associazione e/o di un esperto, regista, autore, etc.

Nel caso di un film: è prevista una presentazione dello stesso e, a seguire, un commento e un dibattito con gli studenti sulle tematiche e un'analisi anche tecnica dell'opera.



Nel caso della presentazione di libri: è prevista un'intervista agli autori (da parte della vicepresidente dell'associazione) e un dibattito con gli studenti.



Per la proiezione del materiale audiovisivo è necessario un proiettore (con pc o lettore dvd)



Si concorda con i dirigenti e gli insegnanti se organizzare l'incontro di mattina o di pomeriggio.



ALCUNE PROPOSTE (Questi sono solo alcuni esempi):



Presentazione di film/documentari, con approfondimenti:





La curt de l'America, alla presenza del regista Lemnaouer Ahmine



Non ci sto dentro, alla presenza del regista Antonio Bocola



Per non perdere il filo, alla presenza della regista e autrice Ivana Trevisani



Il giardino di limoni, con il commento di Monica Macchi, esperta di mondo arabo



Vado a scuola, con il commento di Alessandra Montesanto, critico cinematografico e vicepresidente dell'associazione.



Presentazione di libri/saggi con approfondiomenti:

Chiamarlo amore non si può = una raccolta di racconti sulla vilenza contro le donne, alla presenza di alcune autrici



Ferite di parole = donne arabe in rivoluzione, alla presenza dell'autrice Ivana Trevisani e di Monica Macchi



La felicità araba = un incontro con lo scrittore Shady Hamadi sul suo saggio che illustra cosa sia successo in Siria e cosa sta accadendo ancora oggi



Viaggio nel continente africano = incontro con lo scrittore e musicista Pègas Ekamba Bessa (con possibilità di un intermezzo musicale)



Il Tempo dalla mia parte = incontro con l'attore e scrittore Mohamed Ba, per parlare di Senegal, di migrazioni, di teatro e di tanto altro ancora



Pallidi segni di quiete = alla presenza di Monica Macchi, traduttrice del libro di Adania Shibli ed esperta di mondo arabo



Rivolte in atto . Dai movimenti artistici arabi a una pedagogia rivoluzionaria. = alla presenza dell'autrice Paola Gandolfi



COSTI

Ogni incontro prevede un gettone di 100 euro netti per i relatori e 2 euro per ogni partecipante (a sostegno dell'associazione).

Come detto, di solito, le scuole accorpano le classi interessate e dividono la cifra per il numero di studenti partecipanti.



PER PRENOTAZIONI e ACCORDI sulle DATE: peridirittiumani@gmail.com




(Per conoscerci meglio e per capire come lavoriamo, potete visionare anche i nostri video degli incontri con gli autori sul canale Youtube dell'Associazione per i Diritti Umani). Grazie!