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mercoledì 18 marzo 2015


L'Associazione per i Diritti Umani

in collaborazione con il Centro Asteria

PRESENTA



DIRITTI AL CENTRO:
TERRA DEI FUOCHI: LEGALITA' e DIRITTO ALLA VITA





Presentazione del documentario “OGNI SINGOLO GIORNO”

Alla presenza di del regista THOMAS TUROLO



DOMENICA 22 MARZO



ORE 16.30

presso



CENTRO ASTERIA

Piazza Carrara 17.1, ang. Via G. Da Cermenate (MM Romolo, Famagosta)



L’Associazione per i Diritti Umani presenta il secondo appuntamento della serie di incontri dal titolo “DiRITTI AL CENTRO”, che affronta, attraverso incontri con autori, registi ed esperti, temi che spaziano dal lavoro, diritti delle donne in Italia e all’estero, minori, carceri, immigrazione...

In ogni incontro l’Associazione per i Diritti Umani attraverso la sua vice presidente Alessandra Montesanto, saggista e formatrice, vuole dar voce ad uno o più esperti della tematica trattata e, attraverso uno scambio, anche con il pubblico, vuole dare degli spunti di riflessione sull’attualità e più in generale sui grandi temi dei giorni nostri.



In questo incontro dal titolo “Terra dei fuochi: legalità e diritto alla vita” si parlerà degli sversamenti di rifiuti tossici in Campania e in altre regioni italiane; della collusione Stato-mafia; della lotta dei cittadini per il diritto alla salute e alla vita e molto altro.



IL DOCUMENTARIO:

La vita nella “Terra dei fuochi” continua ogni giorno; più di un milione di persone vive nelle province tra Napoli e Caserta, zone ora conosciute per il problema dello sversamento dei rifiuti tossici. Il medico Antonio Marfella e il parroco di Caivano Maurizio Patriciello, simboli della lotta contro l'inquinamento illecito del territorio, narrano la loro esperienza di vita in questa terra martoriata; alle loro voci famose si affiancano quelle di altre persone: un'attivista, un fotoreporter, un agricoltore, una madre, un ragazzo con il proprio padre, infine una giovane donna, che hanno visto le loro esistenze intrecciarsi con i problemi conseguenti l’intombamento dei rifiuti tossici. “Ogni singolo giorno” inverte il punto di vista che fino ad ora i media hanno adottato: il protagonista vero è l'uomo non il rifiuto e il suo carico di morte. Il cittadino campano, la sua voglia di reazione ai problemi e la necessità di rimpossessarsi di un territorio martoriato, queste le linee guida del documentario.



L' AUTORE:




Thomas Wild Turolo è nato a Udine alla fine del 1980, attualmente vive in Italia ma molti suoi lavori filmici sono stati realizzati all'estero.
Dopo il diploma Scientifico viene ammesso alla Facoltà di Medicina e Chirurgia di Trieste dove frequenta per due anni i corsi, poi decide, spinto da ragioni personali; dopo due anni muta orientamento e si forma presso gli ambienti delle Arti Drammatiche e del Teatro. Il suo percorso professionale si avvia con l'impegno come attore drammatico dopo un percorso di ricerca, metodo e formazione. Nel 2005 si iscrive all'Università degli Studi di Udine, Facoltà di Lettere, corso di Discipline dell'Arte della Musica e dello Spettacolo, curriculum Cinema. Si laurea negli anni previsti dal corso di laurea e avvia la carriera di regista. Inizia come regista di cortometraggi e pubblicità, sperimenta nella video arte ed infine apre una lunga parentesi documentaristica: realizza tra il 2009 e il 2014 cinque documentari “Ali di sale” (lavoro e società 2009, Italia), Mafi rabia' (etnografico 2010, realizzato clandestinamente nel deserto siriano), Il villaggio e il pianeta (sociale/rifugiati politici 2011, Italia), Sri Lanka – Una nuova alba (umanitario 2013, Sri Lanka prodotto da @uxilia ONG), Ogni singolo giorno (sociale 2014; Italia, prodotto da ROGIOSI Editore). Attualmente ha intrapreso la stesura di due sceneggiature per lungometraggi.

mercoledì 29 gennaio 2014

Il Presidente e le madri-coraggio



Le mamme della Terra dei fuochi sono state ricevute, nei giorni, scorsi dal Presidente Giorgio Napolitano che porta nel suo cognome le proprie radici e l'appartenenza a quella stessa terra.

Accompagnate dal parroco di Caivano, Don Maurizio Petricello, che si è unito a loro per combattere l'ecomafia e lo scempio di una regione bellissima, quelle madri-coraggio hanno chiesto al capo dello Stato e alle istituzioni di non essere abbandonate.

Abbiamo altri bambini che vogliamo far crescere”, ha detto Anna Magri, una delle donne che ha perso il figlio per un tumore insorto a causa degli sversamenti tossici sul territorio.

Chiare le parole di Don Petricello: “ Il decreto è una buona cosa, ma è nato piccino piccino. E anche noi, come comitato, abbiamo messo insieme una quindicina di emendamenti...La Sanità è la parte che manca nel decreto”. “ Per esempio dopo due anni l'esercito se ne va e i 50 milioni per la sanità sono un tantum: dopo lo screening che le cura le persone? Non si può chiedere ad una famiglia se curare la madre o la figlia”. E ancora: “ Dobbiamo smetterla con questa barzelletta degli stili di vita. I roghi non sono finiti e non potranno mai finire; e se sono finiti, si stanno spostando. Ma il vero problema è che cosa brucia e chi brucia...Bruciano i rifiuti industriali di imprese in regime di evasione fiscale. E' tutto il sistema che non funziona più: noi non vogliamo liberare la Terra dei fuochi a danno di altri, che sia la Puglia o la Basilicata o l'Europa dell'Est”.

Intanto l'Aula della Camera ha ripreso l'esame del decreto sull'emergenza ambientale: un emendamento approvato prevede che, oltre all'esercito, vengano utilizzate tutte le vetture presenti nei depositi della Protezione Civile e del Corpo dei Vigili del Fuoco della Campania e anche piante bonificanti quali, ad esempio, il vetiver. Ma, notizia ancora più importante, con il decreto viene introdotto nell'ordinamento italiano il reato di combustione rifiuti che ha portato a due arresti. Su twitter il Ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, ha scritto: “ Approvato il decreto Terra dei fuochi che afferma un principio fondamentale: la tutela dell'ambiente è tutt'uno con la lotta alla criminalità organizzata”.

Durante i racconti delle mamme, il Presidente Napolitano si è commosso e ha promesso l'avvio di una vera e propria operazione di risanamento ambientale, ma anche giustizia per quello che è successo. Vero è che, purtroppo, l'impegno arriva troppo tardi e molti bambini hanno pagato, con le loro giovani vite, il prezzo dell'indifferenza.


giovedì 16 gennaio 2014

Le madri della terra dei fuochi: un grido d'aiuto e di dolore






Come Associazione per i Diritti Umani ci occupiamo anche di educazione alla legalità perchè senza il rispetto per le leggi, in una società civile, non ci può essere nemmeno rispetto per se stessi e per gli altri. Il rispetto deve essere alla base di ogni gruppo umano, di ogni famiglia, di ogni comunità.

Per questo motivo ci sentiamo in dovere, anche noi, di parlare della terra dei fuochi, di quell'area della regione Campania in cui, negli anni, sono state sepolte tonnellate di rifiuti e sversate sostanze tossiche, nel silenzio e nell'indifferenza colpevole di tutti.

Ma adesso c'è qualcuno che ha deciso, giustamente, di lanciare un segnale di aiuto e un grido di dolore: sono le mamme dei bambini che si sono ammalati di tumore o che hanno perso la vita. Sono le donne che hanno deciso di scendere nelle piazze, di andare in televisione (grande piazza virtuale) per chiedere che le istituzioni puniscano chi ha ucciso per guadagno e che pongano fine a questo dramma che colpisce le persone, la terra, l'ambiente.

Mi sono sentita offesa” ha detto Marzia, una delle donne che ha perso il proprio figlio piccolo “quando Schiavone ha accusato la gente della mia terra di non essersi mai ribellata alla camorra, di non aver visto le file di camion che attraversavano le nostre terre per sversare rifiuti tossici. Quasi come se noi, le vittime, la gente onesta, dovessimo chiedergli scusa, chiedere scusa alla camorra che ci ha avvelenato”. “L'inquinamento ha causato la malattia di mia figlia? Io non lo posso dire con certezza, ma certo qui da noi stanno succedendo cose terribili. Non possiamo continuare a stare zitti e qualcuno ci deve una risposta” queste, invece, le parole di Pina, mamma di Tonia una bambina di sei anni e mezzo stroncata da un medullo blastoma.

Le chiamano “le piramidi” quei cumuli di spazzatura imballata che stazionano a Giuliano e nelle campagne di Napoli e dintorni; ma tutta l'area del casertano è inquinata anche dagli effluvi che provengono dagli inceneritori con cui si vuole smaltire la “monnezza” accumulata però di tutto questo - e delle conseguenze terribili - se ne parla solo da qualche settimana: le trasmissioni Servizio pubblico, Le iene e poche altre, alcune testate di carta stampata hanno deciso di dar voce a queste madri-coraggio che, con dignità e fierezza, si rivolgono ai politici e parlano dei mafiosi, senza paura perchè, probabilmente, hanno già affrontato la paura più grande: quella di perdere i propri figli. E lottano, queste donne, per il futuro dei figli delle altre, per il futuro delle nuove generazioni. Per questo hanno chiesto udienza al Presidente Giorgio Napolitano che le riceverà il prossimo 22 gennaio.

Tonia, Mesia, Luca, Francesco: troppi i nomi di troppe creature che non hanno avuto la possibilità di crescere e di vivere perchè adulti senza scrupoli hanno tolto loro il diritto alla vita e alla salute e hanno tolto, ai genitori, il diritto alla pace.