Di Anna Giuffrida (www.annagiuffrida. Wordpress.com)

"...Non si potrà avere un globo pulito se gli uomini sporchi restano impuniti. E' un ideale che agli scettici potrà sembrare utopico, ma è su ideali come questo che la civiltà umana ha finora progredito (per quello che poteva). Morte le ideologie che hanno funestato il Novecento, la realizzazione di una giustizia più giusta distribuita agli abitanti di questa Terra è un sogno al quale vale la pena dedicare il nostro stato di veglia".
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venerdì 26 dicembre 2014
Fata morgana e le mafie (S)disonorate
Di Anna Giuffrida (www.annagiuffrida. Wordpress.com)
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mercoledì 5 novembre 2014
Si torna a parlare di caporalato
Abbiamo ricevuto, cari lettori, questa comunicazione e questo invito che vi giriamo.
Si
torna a parlare di caporalato e sfruttamento dei lavoratori migranti,
in prevalenza indiani sikh, nelle campagne pontine in provincia di
Latina. Dopo la visita dello scorso 14 giugno quando, insieme ad
altri colleghi parlamentari, mi recai a Sabaudia e d’intorni per
incontrare i braccianti, dopo l’interrogazione parlamentare che ne
seguì ( e che trovate qui di seguito), venerdì
7 novembre
affronteremo la questione in un convegno organizzato dalla Caritas
diocesana di Latina.
Lavoro
nero: tra sfruttamento e caporalato nelle campagne pontine
Latina
-
Venerdì
7 Novembre 2014 ore 17,00
Curia
Vescovile,
Piazza Paolo VI, via Sezze 16
Convegno
organizzato dalla Caritas Diocesana di Latina - Terracina - Sezze –
Priverno e dall’associazione Progetto Diritti
Intervento
di apertura
Mariano
Crociata
Vescovo
di Latina - Terracina - Sezze – Priverno
Proiezione
tratta dal documentario "Padrone
bravo"
prodotto dalla Cooperativa Parsec, sulla condizione di sfruttamento
dei migranti nell'Agro pontino
Introduce
la tavola rotonda Elio
Zappone,
Sportello legale Immigrati della Caritas Diocesana di Latina -
Terracina - Sezze - Priverno, gestito in collaborazione con Progetto
Diritti
Modera
Arturo
Salerni:
Comitato Singh Mohinder per la tutela dei lavoratori stranieri
vittime di infortuni sul lavoro
Partecipano:
Khalid
Chaouki:
Commissione
Esteri della Camera dei Deputati
Rita
Visini: Assessore
della Regione Lazio alle Politiche Sociali
Daria
Monsurrò:
Sostituto
Procuratore della Repubblica di Latina
Mario
Angelelli:
Presidente
di Progetto Diritti
Eugenio
Siracusa:
Segretario
organizzativo Flai Latina
Saverio
Viola:
Direttore
Provinciale Coldiretti Latina
Marco
Omizzolo:
Direttore
editoriale di ISTISSS - Responsabile scientifico dell'associazione
“In Migrazione”
È
stato invitato Filippo
Bubbico
Vice Ministro dell’Interno
Sono
stati invitati il Prefetto di Latina, il Questore di Latina, il
Presidente della Provincia di Latina, i Sindaci dei Comuni della
Provincia, il Dirigente dello Sportello
Unico Immigrazione.
mercoledì 17 luglio 2013
Festival della libera circolazione e un appello importante
16-17
luglio ad Altamura; 19-20 luglio a Matera. Queste le date per la nuova
edizione del Festival della libera circolazione che, insieme a La
carovana dello ius migrandi, si propone di affermare un cambiamento
autentico per ridare slancio, unità e visibilità al movimento
antirazzista e ai diritti dei migranti.
Promosso
da Rete Primo marzo, dal settimanale on-line Corriere immigrazione, con l'apporto dell'Osservatorio Migranti Basilicata, il Festival
prende in considerazione molte questioni urgenti, tra le quali: la
cittadinanza, l'asilo, il permesso di soggiorno, i diritti politici,
il lavoro e lo studio dei cittadini stranieri, i luoghi di detenzione
per i migranti, le politiche di controllo delle frontiere, il ruolo
dei media, il razzismo e il caporalato. Gli argomenti verranno
approfonditi attraverso incontri, workshop, proiezioni e dibattiti.
Per il programma completo della manifestazione, si può consultare il
sito: www.liberacircolazione.it
In
particolare, per venerdì 19 luglio dalle 17.30 alle 19.30, è
previsto un incontro con i movimenti antirazzisti e per i diritti dei
migranti del Sud Italia, a Matera. Il tema è stato anticipato
durante un'assemblea che si è svolta un paio di settimane fa a
Firenze, organizzata dall'associazione Prendiamo la parola: l'intento
è stato quello di costruire una manifestazione nazionale, che si
svolgerà il prossimo autunno, per l'affermazione dei diritti di
tutti e di tutte.
Riportiamo l'appello proposto dalle associazioni che hanno preso parte all'assemblea di Firenze che, anche noi, riteniamo utile e importante
APPELLO
PER LA COSTRUZIONE DI UN PERCORSO
PER UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO IL RAZZISMO
PER UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO IL RAZZISMO
E
PER I DIRITTI DEI E DELLE MIGRANTI
Negli
ultimi anni l'aggravarsi di una crisi economica di cui non si
intravede la fine ha fatto crescere le contraddizioni e il disagio
sociale. Le discriminazioni e la mancanza di diritti sono sempre più
evidenti e contestualmente sono aumentate le manifestazioni di
razzismo, sia a livello istituzionale che nella società.
Per
questo, il 6 luglio associazioni, esponenti di partiti,
organizzazioni sindacali e singole persone si sono riuniti in
un’assemblea per discutere ed elaborare una proposta di piattaforma
in grado di tenere conto e di valorizzare le numerose esperienze di
lotta e di vertenzialità maturate in questi anni nei territori.
L’obiettivo – ambizioso ma necessario – è di coinvolgere tutte
le soggettività democratiche e tutti i cittadini e le cittadine
nella costruzione di un percorso comune di mobilitazione per la
convocazione di una manifestazione nazionale – contro il razzismo e
per i diritti dei e delle migranti - che possa stimolare,
favorire e sostenere lo sviluppo della coscienza civile e di difesa
dei diritti per tutti/e sul territorio.
La
proposta che facciamo è una proposta aperta, non intende e non può
essere esaustiva ma vuole essere uno stimolo per favorire percorsi di
convergenza, perché crediamo sia necessario unire le forze per dare
una prospettiva alla difesa dei diritti dei e delle migranti e
contrastare ogni forma di razzismo e discriminazione.
Non
si tratta solo di diritti dei e delle migranti, ma di una prospettiva
di diritti per tutta la società, da costruire insieme a partire
dalle seguenti parole chiave, qui sviluppate solo parzialmente e in
forma sintetica come base di discussione:
Razzismo
Denunciamo e
combattiamo il razzismo istituzionale e diffuso e ogni
forma di discriminazione verso tutte le minoranze.
L’esasperazione indotta dalla crisi sta pericolosamente
riproponendo e fomentando sentimenti xenofobi e razzisti.
Diritti
Chiediamo l’immediato
riconoscimento della cittadinanza italiana per i bambini e le
bambine nati/e o cresciuti/e in Italia e, una modifica
complessiva della legge che faciliti l’ottenimento della
cittadinanza, semplificando l’iter burocratico e superando le
restrizioni esistenti. Chiediamo il diritto di voto attivo
e passivo nelle elezioni amministrative per i e le migranti residenti
in Italia. Chiediamo il diritto alla casa e l’abolizione delle
restrizioni nei requisiti per l’abitabilità, che va riconosciuta a
pieno titolo in tutte le strutture. Chiediamo il pieno diritto alla
salute come diritto soggettivo e di eguale fruibilità.
Lavoro
Rivendichiamo
il diritto al lavoro previsto dalla costituzione e parità di diritti
nei posti di lavoro, superando le discriminazioni, valorizzando le
competenze e il know-how dei migranti, a partire dal riconoscimento
dei titoli di studio. Chiediamo la regolarizzazione di tutti e tutte
coloro che vivono e lavorano in questo paese. Chiediamo
l’abolizione del contratto di soggiorno che altro non è che uno
strumento di ricatto e di maggiore precarietà per i/le migranti. Va
combattuto lo sfruttamento tramite il lavoro nero e le tante forme di
precarietà legali e semi-legali diffuse in particolare nel lavoro
agricolo, nel settore della logistica, nell’edilizia, nel turismo e
nel lavoro domestico, dando risposte concrete alle tante lotte che si
sono susseguite negli ultimi anni, a partire da quelle in seguito
alle sanatorie, che hanno generato solo truffe, ingiustizie e
soprusi.
Asilo
Serve
una legge che garantisca un vero sistema di accoglienza con
strutture, risorse e strumenti adeguati e che rimuova gli ostacoli e
i limiti nella procedura per l’ottenimento dell’asilo attraverso
l’introduzione di una legge che prenda spunto dalla legislazione
avanzata esistente in altri paesi europei in materia di protezione
internazionale. Per il superamento dei vincoli imposti dalla
Convenzione di Dublino e per l’introduzione dell’asilo
europeo.
Libertà
di circolazione e Politica di ingresso
Chiediamo
l’abrogazione della legge Bossi-Fini, del cosiddetto “pacchetto
sicurezza” e di tutte le norme punitive dei e delle
migranti contenute in quel decreto e l’introduzione di norme
che consentano l’ingresso legale in questo paese, superando la
logica dei flussi, nella quale si stanno invece introducendo
ulteriori restrizioni. Contro la politica dei respingimenti e gli
accordi bilaterali in materia.
Luoghi
di reclusione
I
CIE, nei quali le condizioni di detenzione sono ulteriormente
peggiorate, vanno chiusi. Denunciamo anche la situazione nei tanti
altri luoghi in cui i e le migranti vengono reclusi. Pensiamo ad
esempio agli aeroporti, ai posti di frontiera, ecc.
Memoria
e identità
Affinché
le identità non si cristallizzino in forme escludenti ma si
arricchiscano delle identità plurali, multiformi e meticce che oggi
popolano l'Italia. Affinché la memoria delle ingiustizie originate
dal razzismo, da politiche discriminatorie e dalla negazione
dell’identità di interi popoli non venga cancellata, ma sia
la base per uno sguardo non indulgente sul passato e per la
costruzione di un futuro basato sul rispetto reciproco, la parità di
diritti e la giustizia sociale.
Proponiamo
di avviare da subito una discussione che consenta di organizzare
delle assemblee o iniziative a livello cittadino nella seconda
settimana di settembre. In queste sedi locali si potranno sviluppare
ed articolare meglio i temi proposti in vista di un nuovo
appuntamento nazionale per sabato 21 settembre a Firenze, con
l’obiettivo di convocare una manifestazione nazionale entrò la
prima quindicina di novembre.
Dalla
discussione è emerso che le importanti iniziative già convocate,
come la manifestazione del 28 settembre a Brescia e la manifestazione
nazionale per il diritto all’abitare del 19 ottobre, vanno
valorizzate come appuntamenti importanti su cui convergere
nell’ambito di un percorso complessivo di mobilitazione e di
lotta da costruire insieme.
sabato 9 febbraio 2013
Re della terra selvaggia: un film sull'esclusione e sull'identità
Louisiana del Sud, ma potremmo anche essere in Brasile, a New Orleans, ad Haiti...Hushpuppy ha sei anni, la mamma se n'è andata e lei vive, con suo padre, Wink, e gli altri membri della comunità “bathoub” nella Grande Vasca, il delta di un lungo fiume. Qui le baracche sono fatiscenti, mancano quei servizi che rendono la vita facile, ci si ciba di ciò che viene offerto dalla natura. Ma c'è tanta solidarietà fra le persone e ci sono determinazione e coraggio per continuare a vivere in un'area del mondo sempre a rischio di calamità, una zona povera e tenuta separata dalle grandi città, protette da infrastrutture e tecnologie efficienti, quelle città considerate “civilizzate”.
Sulla piccola Huspuppy incombe la paura
della fine perchè la sua maestra parla in continuazione del
riscaldamento globale, dello scioglimento dei ghiacciai e dell'arrivo
dei terribili Aurochs, quelle bestie giganti e terribili che
porteranno a termine l'Apocalisse. Ma un'altra fine, più vicina e
certa, colpirà la bambina, quella del padre, ammalato di cuore.
Wink, per questo, educa la figlia a non mollare mai, a non piangere e a non temere niente e nessuno perchè lei, un giorno, dovrà diventare il “re della terra selvaggia”, ma Hushpuppy coltiva, dentro di sé, il sogno di ricongiungersi a quella madre talmente bella e dolce che, quando camminava, sapeva accendere il fuoco con il suo corpo.
Wink, per questo, educa la figlia a non mollare mai, a non piangere e a non temere niente e nessuno perchè lei, un giorno, dovrà diventare il “re della terra selvaggia”, ma Hushpuppy coltiva, dentro di sé, il sogno di ricongiungersi a quella madre talmente bella e dolce che, quando camminava, sapeva accendere il fuoco con il suo corpo.
Dopo la terribile alluvione e
all'esplosione della grande diga per svuotare il villaggio da tutta
l'acqua accumulatasi, la bimba fugge , con altre coetanee, su una
nave mercantile verso un locale in cui vengono accolte da un gruppo
di ragazze alla deriva: qui lavora anche una giovane donna, proprio
bella e dolce come sua mamma...uno sguardo, un lungo e forte
abbraccio ridanno alla piccola la sensazione di sicurezza e di pace.
Ma lei sa di non poter abbandonare il padre in punto di morte.
Ritorna alla Grande Vasca e, al capezzale del genitore, finalmente ,
i due piangono insieme.
Re della terra selvaggia , in
questo periodo nelle sale italiane, è il primo film di Benh Zeitlin,
di produzione indipendente, vincitore di numerosi premi e tratto
dalla pièce intitolata “Juicy and the delicoius” di Lucy Alibar.
In entrambi i testi si affronta il tema della dicotomia tra Natura e
Cultura, ma il film mette in evidenza anche il percorso di formazione
di una bambina che diventa adulta in condizioni di difficoltà
pratiche e psicologiche, ma che recupera gli affetti, anche grazie
alla figura paterna, dura e severa sì, ma allo stesso tempo
profondamente umana.
Con un uso sapiente del mezzo
cinematografico, il regista – grazie a una sceneggiatura che spazia
dall'epica alla poesia – restituisce agli spettatori un'opera di
grande respiro, un'atmosfera magica (sottolineata anche dalla
colonna sonora ) che parla di fierezza e dignità, della difesa di
una propria identità culturale e del rispetto per sé e per quelli
considerati “Altri”. Senza dubbi e senza rassegnazione.
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