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venerdì 20 novembre 2015

PARIGI: CHAOUKI-MANCONI, PIENO SOSTEGNO A MANIFESTAZIONE MUSULMANI A ROMA.

Pieno apprezzamento e sostegno alla manifestazione nazionale promossa dalle comunità islamiche italiane che hanno deciso di scendere in piazza in solidarietà con le vittime di Parigi e contro il terrorismo di Daesh sabato 21 alle ore 15. La manifestazione nazionale, che si terrà a Roma, vedrà un largo coinvolgimento delle musulmane e musulmani d’Italia, riuniti per ribadire il loro “Not In My Name”. Sarà importante che tutti i cittadini italiani insieme alle associazioni religiose e laiche siano in piazza insieme ai musulmani italiani per ribadire la nostra piena solidarietà alle vittime del terrorismo di Daesh e per affermare i valori condivisi della nostra società. Le musulmane e i musulmani d’Italia in questo difficile momento storico sono dunque nostri preziosi alleati in questa sfida al terrore, una sfida che vinceremo tutti uniti e animati dai comuni valori del rispetto della sacralità della vita e dalla netta condanna di qualsiasi forma di radicalismo. Lo affermano Khalid Chaouki, deputato Pd e coordinatore dell'Intergruppo parlamentare immigrazione e Luigi Manconi, senatore e Presidente della Commissione per i diritti umani.

mercoledì 4 novembre 2015

Convivere oltre la paura: nuovi cittadini di un'Italia plurale

 
 
lunedì 16 novembre ore 17:00 -- Sala del Mappamondo - Camera dei Deputati
 
 
Vivere una sola vita,  in una sola città, in un solo Paese, in un solo universo
vivere in un solo mondo, è prigione.
Conoscere una sola lingua, un solo lavoro, un solo costume, una sola civiltà;
conoscere una sola logica è prigione.[Ndjock Ngana poeta camerunense, vive a Roma, dove lavora come operatore interculturale]
 
Cari amici,
sono lieto di invitarvi all’incontro “Convivere oltre la paura: nuovi cittadini per un’Italia plurale” in occasione del quale sarà presentato il libro «Multiculturalismo. Una piccola introduzione» di Domenico Melidoro (Center for Ethics and Global Politics, LUISS).
 
L’incontro si terrà lunedì 16 novembre alle ore 17:00 presso la Sala del Mappamondo della Camera dei Deputati, con ingresso in Piazza Montecitorio 1.
Interverranno, oltre a me e all’autore, anche Sebastiano Maffettone (professore ordinario di Filosofia Politica presso la LUISS Guido Carli, dove dirige il Center for Ethics and Global Politics) e Gabriella Sanna (responsabile del Servizio Intercultura delle Biblioteche di Roma). 
 
Ci interrogheremo sulla possibilità di realizzare la convivenza pacifica di culture differenti all'interno della stessa comunità.
In che modo le istituzioni devono rapportarsi alla diversità culturale e religiosa? L’immigrazione è solo un problema di ordine pubblico oppure una questione ineludibile con la quale fare i conti? E inoltre, eventi drammatici come l’attentato contro il periodico Charlie Hebdo devono indurci a ripensare le politiche di integrazione delle minoranze?
Sono temi sui quali si gioca il futuro del nostro Paese,  un’Italia che, dopo la recente approvazione alla Camera della nuova legge sulla cittadinanza, si riconosce finalmente plurale e multiculturale.
 
Vi preghiamo di confermare la Vostra presenza entro venerdì 13 novembre a: silvia.demarchi@camera.it
Entrata da Piazza Montecitorio 1, sarà necessario esibire il documento di identità. Per gli uomini è obbligatorio l’uso della giacca.

sabato 22 novembre 2014





Riceviamo questa comunicazione che riteniamo interessante, per chi è a Roma



Espulsi trattenuti. Gli esiti estremi dell’immigrazione in Italia
 

Presentazione del libro:

Crimini contro l’ospitalità. Vita e violenza nei centri per stranieri

24 Novembre, ore 17 – Sala della Mercede, Via della Mercede 55




Un libro di denuncia politica e un reportage filosofico.

Un viaggio nei CIE, quei Centri di Identificazione ed Espulsione dove vengono trattenuti gli immigrati irregolari in attesa del ripatrio. Un limbo invisibile e nascosto, spesso collocato ai margini delle città, dove vengono relegate le vittime della Fortezza Europa. Nei CIE vengono private della libertà personale donne e uomini che non hanno commesso alcun reato. Esso è descritto come “campo”, e i detenuti sono chiamati "ospiti". Eppure troppo spesso siamo in presenza di un luogo del non diritto, dove la legge è emanazione diretta di chi ha responsabilità di controllo in quell'istante.

Ne parleranno con l’autrice del libro Donatella Di Cesare




On. Khalid Chaouki, deputato del PD, Coordinatore intergruppo immigrazione

On. Gennaro Migliore, deputato PD, Presidente Commissione d’inchiesta Centri di accoglienza

Roberto Zaccaria, Costituzionalista, ex presidente Rai, Presidente del Cir (Consiglio Italiano per i Rifugiati)

Simone Regazzoni, docente universitario, filosofo e scrittore

Gabriella Guido, coordinatrice della campagna “LasciateCIEntrare”

Modera: Iman Sabbah, giornalista di RaiNews

Donatella Di Cesare è professore ordinario di Filosofia Teoretica all’Università La Sapienza di Roma.

Per accreditarsi all’evento segnalare il proprio nominativo a Silvia De Marchi silvia.demarchi@camera.it





mercoledì 5 novembre 2014

Si torna a parlare di caporalato





Abbiamo ricevuto, cari lettori, questa comunicazione e questo invito che vi giriamo.




Si torna a parlare di caporalato e sfruttamento dei lavoratori migranti, in prevalenza indiani sikh, nelle campagne pontine in provincia di Latina. Dopo la visita dello scorso 14 giugno quando, insieme ad altri colleghi parlamentari, mi recai a Sabaudia e d’intorni per incontrare i braccianti, dopo l’interrogazione parlamentare che ne seguì ( e che trovate qui di seguito), venerdì 7 novembre affronteremo la questione in un convegno organizzato dalla Caritas diocesana di Latina.

Khalid Chaouki
 
 
Lavoro nero: tra sfruttamento e caporalato nelle campagne pontine
Latina - Venerdì 7 Novembre 2014 ore 17,00
Curia Vescovile, Piazza Paolo VI, via Sezze 16
Convegno organizzato dalla Caritas Diocesana di Latina - Terracina - Sezze – Priverno e dall’associazione Progetto Diritti
Intervento di apertura
Mariano Crociata Vescovo di Latina - Terracina - Sezze – Priverno
Proiezione tratta dal documentario "Padrone bravo" prodotto dalla Cooperativa Parsec, sulla condizione di sfruttamento dei migranti nell'Agro pontino
Introduce la tavola rotonda Elio Zappone, Sportello legale Immigrati della Caritas Diocesana di Latina - Terracina - Sezze - Priverno, gestito in collaborazione con Progetto Diritti
Modera Arturo Salerni: Comitato Singh Mohinder per la tutela dei lavoratori stranieri vittime di infortuni sul lavoro
Partecipano:
Khalid Chaouki: Commissione Esteri della Camera dei Deputati
Rita Visini: Assessore della Regione Lazio alle Politiche Sociali
Daria Monsurrò: Sostituto Procuratore della Repubblica di Latina
Mario Angelelli: Presidente di Progetto Diritti
Eugenio Siracusa: Segretario organizzativo Flai Latina
Saverio Viola: Direttore Provinciale Coldiretti Latina
Marco Omizzolo: Direttore editoriale di ISTISSS - Responsabile scientifico dell'associazione “In Migrazione”
È stato invitato Filippo Bubbico Vice Ministro dell’Interno
Sono stati invitati il Prefetto di Latina, il Questore di Latina, il Presidente della Provincia di Latina, i Sindaci dei Comuni della Provincia, il Dirigente dello Sportello Unico Immigrazione.


 
 

mercoledì 15 ottobre 2014

Un ricettario "atipico"



Riceviamo questa comunicazione su Roma e la condividiamo.




Cum Panis.
Storie di fuga, identità e memorie, in quattro ricette

a seguire proiezione del video documentario Mix-Up







Venerdì 17 ottobre - Ore 17.30







Biblioteca Goffredo Mameli, Via del Pigneto 22, Roma






Il volume Cum Panis non è un semplice ricettario o lo è in maniera “atipica”.



Le ricette presentate sono solo un gustoso pretesto per raccontare le storie di vita di quattro donne rifugiate, provenienti da Somalia, Eritrea, Siria e Palestina, raccolte dagli autori e rielaborate nel video Mix-Up di Alessandro Gordano.



Hamdi, Yurdanos, Julieta e Maisam, cercano di riannodare, dietro i fornelli delle loro nuove case, i fili di un recente passato bruscamente interrotto dalla guerra, per condividere cibo e speranze con chiunque voglia accostarsi alle loro tavole.




Saluti:



Gabriella Sanna, Responsabile Servizio Intercultura - Biblioteche di Roma





Interverranno:




Khalid Chaouki, Deputato PD, coordinatore intergruppo immigrazione



Enza Papa, attivista Associazione “La Kasbah”



Francesco Mollo, giornalista Quotidiano della Calabria



Alessandro Gordano regista di Mix-Up



Cristina Passacantando, Servizio Centrale per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar).





Seguirà un rinfresco di specialità mediorientali offerto dalla Cooperativa Auxilium.

lunedì 14 aprile 2014

La clandestinità non è più reato



Clandestino”, un aggettivo usato spesso in modo improprio sugli organi di stampa: un aggettivo che ricorda una situazione losca e pericolosa. Affibbiato, poi, a una persona è ancora peggio. Meglio dire “irregolare” quando si parla di persone migranti o immigrate che non hanno ancora ottenuto il permesso di soggiorno, anche perchè la trafila burocratica per riuscire ad ottenerlo è contorta. 

All'inizio del mese di aprile, come già ricordato nei nostri articoli precedenti, la Camera dei Deputati ha dato il sì definitivo al ddl sulle pene alternative al carcere. Il decreto diventato legge prevede anche la depenalizzazione del reato di clandestinità.   


Durante la discussione in Aula non era presente il Ministro dell'Interno, Angelino Alfano, e questo ha scatenato la reazione di alcuni esponenti della Lega, tra cui Massimiliano Fedriga che si è diretto verso i banchi del governo, si è seduto al posto del Ministro, mostrando un cartello con la scritta: “ Ministro Alfano, clandestino è reato”.

Il reato è, invece, stato cancellato ma resta penalmente sanzionabile il reingresso in violazione di un provvedimento di espulsione.

L'Associazione per i Diritti Umani ha chiesto un commento alla notizia della cancellazione del reato di clandestinità all'On. Khalid Chaouki, deputato PD, coordinatore intergruppo immigrazione e cittadinanza, che così ci ha risposto: “Finalmente è stata eliminata una delle più odiose bandierine leghiste, il 2 aprile è stato abrogato il reato di immigrazione clandestina, un reato inutile e lesivo dei diritti che non puniva un’azione ma uno status.

Questa legislatura, con tutte le sue difficoltà si sta dimostrando, passo dopo passo, concreta nel chiudere un capitolo vergognoso della nostra storia in materia di immigrazione, recuperando così credibilità rispetto alle istituzioni europee che più di una volta hanno accusato l’Italia di non rispettare i diritti della persona. Ora dobbiamo con fermezza procedere ad una seria riforma della legge sulla cittadinanza per non tradire le aspettative dei ragazzi, nuovi italiani di fatto, ma ancora stranieri a causa di leggi miopi e discriminatorie”.



sabato 13 luglio 2013

Un convegno a Montecitorio dal titolo “La verità necessaria - I processi di riconciliazione dei Paesi delle Primavere arabe”


La pace e la riconciliazione dei popoli dilaniati dalle guerre passano per la verità, particolarmente sulla drammatica questione delle violenze sessuali come strumento bellico o nelle situazioni post-conflitto contro donne, ma anche bambini e uomini...Ricordare è un esercizio molto doloroso. Non tutte le vittime ce la fanno...Ma i racconti possono contribuire a incamminarsi verso il futuro, per gli individui, ma anche per le comunità e le società. Solo raccontando la verità possono tornare pace e riconciliazione”: così la Presidente della Camera, Laura Boldrini, ha aperto il convegno intitolato “La verità necessaria - I processi di riconciliazione dei Paesi delle Primavere arabe”, che si è tenuto martedì 2 luglio presso la sala Mappamondo di Palazzo Montecitorio. Un'iniziativa voluta dalla Camera dei deputati, che si è avvalsa del patrocinio del Ministero degli Affari Esteri ed è stata organizzata in collaborazione con la Ong Ara Pacis Initiative e con l'associazione libica Observatory for Gender in Crisis. La prima testimonianza è stata, infatti, quella intensa e drammatica di un padre che è riuscito a portare via il proprio figlio da una prigione libica dov'era stato brutalmente torturato. Ma la testomonianza, se possibile, ancora più forte è stata quella di una donna con il volto e il corpo coperti dal niqab, l'abito islamico che lascia scoperti solo gli occhi, indossato, in questa occasione, per mantenere l'anonimato. Con voce tremante la donna racconta di stupri, sevizie e scosse elettriche che le hanno fatto prima perdere il bimbo che aspettava, poi l'hanno resa sterile. E' stata arrestata dopo che lei ed alcune amiche erano state riprese da Al Jazeera mentre invitavano le altre studentesse a scendere in piazza contro Gheddafi: ''Mi hanno arrestata, e tenuta nuda per tutto il tempo. Gli stupri erano continui, poi le scariche elettriche. Chiedevo che chiudessero la porta almeno quando dormivo. Le mie amiche, non le ho piu' viste. E la mia famiglia che mi dice, se non ti fossi messa a fare i proclami oggi non ti sarebbe successo nulla''.
Al convegno sono intervenuti: Souhayr BELHASSEN, Presidente onoraria della Fédération
Internationale des Droits de l’Homme (FIDH), Ayman AL SAYYAD, Direttore del mensile egiziano Weghat Nazar ed ex Consigliere del Presidente Morsi, Burhan GHALIOUN, Professore di sociologia politica alla Sorbonne, ex Presidente e oggi membro dell’organo esecutivo del Consiglio nazionale siriano, Hajer EL GAID, Parlamentare e membro della Commissione per i Diritti umani del Congresso generale nazionale della Libia, Maria Nicoletta GAIDA, Presidente dell’Ara Pacis Initiative, Annick COJEAN, giornalista de Le Monde ed autrice de
Le prede: nell’harem di Gheddafi, Lina TIBI, poetessa e attivista per i diritti delle donne siriane e Marta DASSÙ, Viceministro degli Affari esteri a cui sono state affidate le conclusioni dei lavori.
La giornalista Laura Goracci ha moderato l'incontro e lo ha presentato dicendo: “In alcuni dei Paesi delle Primavere arabe sono in atto – pur tra difficoltà e battute d’arresto – importanti processi di riconciliazione, che si inseriscono in una fase di profonda trasformazione di tutta la regione mediterranea. In tali contesti, alla pacificazione interna ed alla giustizia transizionale si affianca la necessità di dare voce alle vittime dei conflitti, premessa indispensabile per la costruzione di società democratiche e libere. L’iniziativa intende promuovere una maggiore sensibilizzazione sul tema della verità e della riconciliazione nei Paesi delle Primavere arabe, nonché contribuire a fornire alcuni esempi di buone prassi che potrebbero essere applicate laddove le violenze non sono ancora cessate”. Tra le proposte vi è quella, in discussione in Libia, per equiparare le vittime di violenze sessuali durante il regime di Gheddafi alle vittime di guerra, con diritto a compensazioni e ad assistenza.



 Riportiamo anche una riflessione dell' 'On. Khalid Chaouki , pubblicato dall' Huffington Post il 6 luglio 2013 e intitolato:

Primavere arabe nonostante tutto. La sofferenza delle donne

C'è un libro forte e coraggioso, un libro scritto da Annick Cojean, giornalista di Le Monde che squarcia il velo sull'harem di Gheddafi. Si chiama "Le prede" e racconta un personaggio che ha fatto dello stupro un'arma 'politica' per rafforzare la sua dittatura. Lo fa prendendo le parti delle vittime.
Una tematica delicata quella degli stupri negli scenari di guerra e post-conflitto, un dramma perdurante, una ferita che ancora fa male. Questo il tema del convegno che ho avuto l'onore di aprire insieme alla Presidente della Camera Laura Boldrini alla Camera dei Deputati; un incontro forte, importante, che ha toccato le corde più profonde dei presenti.
Le vittime e i loro liberatori sono intervenuti per raccontare le violenze e i soprusi subiti dai regimi dei paesi delle primavere arabe. Hanno rotto il silenzio sull'harem di Gheddafi che ha violentato e umiliato molte donne e giovanissime ragazze. Un tiranno che ha banchettato con tanti, uomini di Stato e personalità illustri e che, non tanti anni fa, ha piantato le tende sul suolo italiano, accolto dall'allora presidente del consiglio Berlusconi con tutti gli onori.
Ecco, quel che è emerso chiaramente nella giornata di oggi è che non è possibile un processo di riconciliazione senza la verità, e che la verità reclama giustizia, e la reclama a gran voce.
La mia speranza è che nei paesi della sponda sud del mediterraneo, in particolare in Siria ed Egitto, si riprenda lo spirito delle Primavere arabe. Io voglio continuare a chiamarle così, e continuare a sognare un futuro di libertà e democrazia per questi Paesi che hanno fatto già diversi passi in avanti.

Per questo c'è bisogno di un'Europa unita e di un'Italia più attiva su questo fronte, per recuperare il dialogo con questi paesi e costruire un linguaggio nuovo con i popoli della sponda sud, un linguaggio intessuto di verità di responsabilità reciproca, un dialogo che preveda una sana autocritica, necessaria per migliorare.