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lunedì 23 dicembre 2013

Le novità del decreto carceri



Martedì 17 dicembre, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della Giustizia, Mariagrazia Cancellieri, ha approvato il decreto legge riguardante le carceri e il disegno di legge sul processo civile.
Il Presidente, Giorgio Napolitano, la Corte costituzionale e la Corte europea dei diritti dell'Uomo avevano più volte sollecitato il governo italiano a rafforzare misure, anche alternative al carcere, per risolvere il problema del sovraffollamento negli istituti penitenziari, nel rispetto della sicurezza sociale.  
Mauro Scrobogna La Presse
Il decreto sulle carceri, innanzitutto, prevede la nascita del “Garante nazionale dei diritti dei detenuti”, senza alcun onere per la finanza pubblica.
Viene, poi, incentivata la scarcerazione anticipata. In questo caso, ha affermato il Ministro Cancellieri, resta ferma e fondamentale la decisione del giudice: non si tratta di una scarcerazione “di massa” e automatica, ma viene spalmata nel tempo e comunque è sottoposta alla valutazione del giudice che deve verificare il corretto comportamento dei detenuti. La Cancellieri ha, inoltre, voluto sottolineare che non si parla di “indulti o indultini perchè non c'è nulla di automatico e tutto viene affidato al giudice il quale prevede, se lo ritiene, l'uscita agevolata”. La riforma della custodia cautelare è, invece, al vaglio del Parlamento.
Nasce il reato di spaccio lieve e viene inserita un'altra nuova misura: l'uso del braccialetto elettronico per i piccoli spacciatori di sostanze stupefacenti. I soggetti tossicodipendenti potranno essere affidati a comunità di recupero e agli organismi di assistenza sociale per ottenere le cure di cui necessitano. L'uso del braccialetto elettronico riguarda i casi di detenzione domiciliare e garantisce, secondo le parole dei ministri, “ il mantenimento di adeguati standard di controllo istituzionale sui detenuti”. 


In tema di detenzione ed espulsione degli stranieri il Guardiasigilli ha dichiarato: “Sarà più facile l'espulsione dei detenuti stranieri”: il ddl prevede , infatti, l'anticipazione delle procedure di identificazione al momento dell'arresto. Tale anticipazione dovrebbe avvenire grazie ad un'amministrazioone congiunta tra Ministero dell'Interno, Ministero di Giustizia e consolati e questo eviterebbe il transito degli stranieri verso i CIE. Una volta espiata la pena, i detenuti stranieri dovrebbero essere espulsi anche se le espulsioni saranno disposte in base alle risorse disponibili e secondo la decisione di un magistrato di sorveglianza.
Per quanto riguarda, infine, la giustizia civile, le procedure saranno più veloci. In caso di cause semplici, il giudice potrà passare a una riduzione del processo da tre a un anno, avvalendosi anche delle consulenze tecniche: questo può risultare utile, ad esempio, nei contenziosi per gli incidenti stradali.
Il Premier Letta, al termine della lettura del testo, ha voluto ribadire che dalle misure sulle carceri “non ci sono in nessun modo elementi di pericolosità per i cittadini”.



mercoledì 6 novembre 2013

Il Consiglio europeo e il tema dell'immigrazione




Alla fine del mese di ottobre si è tenuto un vertice europeo che ha visto la seconda giornata dei lavori impegnata sul tema dell'immigrazione: otto Paesi del Sud Europa - in testa l'Italia, affiancata da Spagna e Francia - hanno approvato un testo comune in cui si parla di solidarietà e di distribuzione delle responsabilità.
Il Premier italiano, Enrico Letta, ha così commentato il summit: “ L'Unione Europea affronta, finalmente, dopo tanti anni e tanta disattenzione, il dramma del Mediterraneo...Le conclusioni del vertice Ue sono sufficienti rispetto alle aspettative che avevamo”.
Tra i provvedimenti discussi, vi è la proposta di migliorare Frontex, l'agenzia europea per il pattugliamento delle frontiere, anche se, dal punto di vista operativo, le conclusioni verranno confermate con il Consiglio europeo che si terrà il 28 dicembre: ma, sempre a proposito di Frontex, ci sono delle anticipazioni: l'Olanda si è già impegnata a destinare nuovi mezzi aerei, la Francia fornirà maggiori risorse e la Germania parla di “misure necessarie a corto termine”.
Sul tema dell'asilo politico, la discussione prevede tempi più lunghi: l'argomento verrà approfondito nel prossimo mese di giugno quando verranno affrontati i temi giuridici e, per quanto riguarda la posizione del nostro Paese, sempre Letta ha affermato che si sta lavorando ad un testo unico e, ritornando al tema principale del vertice, quello dell'immigrazione, ha aggiunto: “E' importante che sia stato incorporato il concetto di solidarietà, che non era scontato. Per noi è fondamentale il fatto che si sia raggiunto il risultato di considerare il tema come europeo, non solo maltese, italiano o dei Paesi del Mediterraneo. La tragedia di Lampedusa chiama in causa l'intera Unione Europea e le conseguenze dovranno essere assunte a livello europeo”.

martedì 23 luglio 2013

Calderoli - Kyenge: tra scuse e dimissioni



Fa ancora discutere il fattaccio accaduto qualche giorno fa quando, il vicepresidente del Senato - mentre era impegnato in un comizio - dal palco ha dichiarato che quando vede il Ministro per l'Integrazione non può non pensare ad un orango. E sappiamo che il vicepresidente del Senato è Roberto Calderoli e il Ministro per l'Integrazione è Cècile Kyenge.
Ancora una volta una vicenda di razzismo e di vergogna, almeno per la parte civile dell'Italia, un'Italia che continua a collezionare brutte figure. “Faccio appello a Maroni, leader della Lega, perchè chiuda questa pagina rapidissimamente altrimenti si entra in una logica di scontro totale che non serve a lui, non serve a nessuno, non serve al Paese. E' una pagina veramente insostenibile”, queste le dichiarazioni del premier Enrico Letta che ha messo in discussione anche l'appoggio alla Regione Lombardia per Expo 2015, mentre Maroni ribatte che la Lega non è razzista, ma “combatte le idee sbagliate sull'immigrazione come lo ius soli”.
In Italia, una petizione online ha raccolto migliaia di firme per chiedere le dimissioni di Calderoli, così come sui social network, e lo ha fatto formalmente anche il Partito Democratico con una nota. All'estero molte testate giornalistiche e capi di Stato hanno criticato duramente il comportamento di Calderoli e anche un portavoce dell'ONU ha sottolineato che l'affermazione di Calderoli “è assolutamente scioccante per chiunque la faccia, ma ancor di più se a formularla è una persona che è stata ministro del governo in passato e che ha un ruolo importante. Non è la prima volta che politici italiani fanno questo tipo di dichiarazioni. Il fatto che ora vi sia un grande dibattito e forti condanne pubblliche è positivo, ma non nasconde il fatto che sia assolutamente inaccettabile”.
Intanto il lavoro del ministro Kyenge è ancora intralciato anche dal punto di vista politico: nei giorni scorsi, infatti, si è recato a Pescara per un dibattito sul tema della cittadinanza e, nella notte, alcuni esponenti di Forza Nuova hanno affisso dei cappi simbolici con, alle estremità, manifesti e scritte contro l'immigrazione.
Cècile Kyenge, ancora una volta, ha dovuto ribadire la propria posizione: “ Dobbiamo far passare dei messaggi che non istigano a odio e violenza. Sicuramente non sarà il mio compito di rispondere alla violenza con la violenza. Il mio compito è quello di dare una guida ai nostri giovani, all'Italia perchè l'Italia non è razzista e chi vuole soffocare questa parte dell'Italia non razzista farà fatica a farlo”.
Per fortuna l'Italia non è del tutto un Paese razzista, ma resta l'amarezza di dover constatare quanto nel nostro Paese sia difficile operare nella direzione del bene comune non solo a causa di problemi oggettivi - quali, ad esempio, la corruzione o la sete di potere - ma anche per una mentalità troppo spesso ancora gretta ed ottusa e che appartiene a coloro che dovrebbero dare il buon esempio e non false scuse in ritardo.