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giovedì 28 maggio 2015

Diritti dei minori sempre più negati



Un bambino non sorride, non parla, non cerca di socializzare: sono segnali importanti da prendere subito in considerazione. Spesso non si tratta di malattie neurologiche, ma sintomi di maltrattamento. E il maltrattamento non passa solo sul corpo, ma anche sulla psiche e nell'anima.

Il Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza, Vincenzo spadafora, ha deciso di realizzare un'indagine, in tutta Italia, per capire dove, come e in che misura le bambine e i bambini vengano maltrattati.

La ricerca è stata curata da “Terres des hommes” e “Cismai” e risultano censiti 91 mila minori.

Purtroppo i dati dicono che gli abusi avvengono più frequentemente al Sud e che le vittime più numerose sono le femmine e gli stranieri.

Ma cosa si intende per maltrattamento? Il termine si riferisce, ovviamente, alle percosse (e nella ricerca si parla - oltre che di schiaffi e pugni - anche di frustate), ma a seguire - e non meno grave - la violenza psicologica. Nel rapporto dell'Authority si leggono altre due forme inquietanti di violenza: la trascuratezza materiale e affettiva e la patologia delle cure. Il primo caso, come ha sostenuto Spadafora: “ E' una forma non evidente di maltrattamento, abusi che non si vedono, ma se ripetuti nel tempo possono creare danni gravissimi” e riguarda quei bambini che non sono amati, tanto trascurati e spesso malnutriti; il secondo caso riguarda quell'atteggiamento secondo il quale gli adulti o trascurano, sottovalutandola, la malattia del minore oppure somministrano a quest'ultimo troppe medicine.

Infine, balza agli occhi il dato che riguarda gli abusi sessuali: sui 91 mila bambini registrati nell'indagine, 3.800 li hanno subìti.

La cura dei più piccoli e degli indifesi dà sempre la misura della civilità di un popolo; continuiamo a monitorare, insieme, l'entità del fenomeno dei maltrattamenti e, quando è possibile, cerchiamo di intervenire. Lo chiediamo a tutti e, in particolare, a chi ha a che fare ogni giorno con i bambini e con i ragazzi, italiani e stranieri: genitori, nonni, parenti, insegnanti, allenatori. Ma, ripetiamo, tutti dobbiamo dare il nsotro contributo per proteggere le future generazioni.

 

Per ulteriori informazioni sull'”Indagine nazionale del maltrattamento dei bambini e degli adolescenti in Italia:






giovedì 20 novembre 2014

Guida psicosociale per operatori che si occupano di Minori Stranieri non Accompagnati


In occasione della Giornata mondiale dell'infanzia e dell'adolescenza l'Associazione per i Diritti Umani propone una settimana di proiezioni cinematografiche presso il cinema Beltrade di Milano, in collaborazione con il C.O.E. (Centro Orientamento Educativo) che ringrazia.



E, di seguito, un articolo sulla Prima guida psicosociale per Operatori impegnati nell'accoglienza dei Minori Stranieri Non Accompagnati.

Minori non accompagnati (MSNA): l'importanza dell'ascolto



Dobbiamo iniziare da alcuni dati statistici: il 23,1% dei minori stranieri non accompagnati registrati risulta irreperibile; dei 9.337 minori segnalati, 693 sono ragazze e bambine; di queste, 176 sono scomparse. In generale, circa un quinto dei migranti che arrivano in Italia è costituito proprio da individui al di sotto della maggiore età.
Arrivano spesso da soli - o affidati a persone estranee - e senza un adeguato accompagnamento pratico e psicologico, come afferma Federica Giannotta, Responsabile Advocay e Programmi Italia di Terres des Hommes: “Nelle strutture deputate alla primissima accoglienza di questi ragazzi non sono previsti servizi di adeguata assistenza psicologica e psicosociale in grado di ascoltare i bisogni più profondi di questi minori estremamente vulnerabili...Ansia, paura, depressione, rabbia, confusione, persino paranoia, accompagnano questi giovani che hanno come unico obiettivo iniziare prima possibile il progetto di vita per il quale hanno lasciato tutto. Se non si sentono ascoltati, compresi o supportati o riscontrano una carenza d'informazioni sui propri diritti, sono spinti alla fuga”. Da qui nasce la Prima Guida psicosociale per Operatori impegnati nell'accoglienza dei Minori Stranieri Non Accompagnati, realizzata proprio da Terres des Hommes grazie al finanziamento della Fondazione Prosolidar e scaricabile sul sito www.terresdeshommes.it

Come ha recentemente ricordato il Garante per l'infanzia e l'adolescenza, Vincenzo Spadafora: “ Sappiamo tutti in che situazioni emergenziali lavorimo spesso gli operatori impegnati con i minorenni stranieri non accompagnati. Sappiamo quanto pesino la mancanza di un sistema di accoglienza basato sull'interesse dei minorenni in viaggio e la scarsità di fondi. Questa Guida è uno stimolo per tutti noi a fare meglio”. Curatori della Guida sono Giancarlo Rigon, psichiatra e neuropsichiatra infantile, e Federica Giannotta; hanno collaborato anche Alessandra Ballerini, avvocato esperta in Diritto dell'Immigrazione, Lilian Pizzi, psicologa e psicoterapeuta, coordinatrice del progetto Faro a Siracusa e Zouhaira Ben Abdelkader, mediatrice culturale.

L'obiettivo del progetto Faro è quello di “offrire una protezione afficace ai ragazzi e alle ragazze che fuggono da conflitti, violenza, povertà e sfruttamento”, come afferma Vittoria Ardino, Presidente Società Italiana per lo Studio e lo Stress Traumatico, “ Vogliamo evitare che corrano rischi anche nel nostro Paese, per esempio allontanandosi dai centri di accoglienza sentendosi non compresi o trascurati”. La Dott.ssa Ardino, nella prefazione della Guida, infine, ribadisce: “ L'approccio psicosociale, trattandosi di minori in una situazione di emergenza complessa, permette di mettere il bambino in sicurezza mitigando, attraverso un'accoglienza che cura, la riattivazione di sintomi post-traumatici”.

Bambini e ragazzi a rischio, dunque, che vanno sostenuti e aiutati nel loro percorso di adattamento ad una situazione completamente nuova, ma che devono anche elaborare tutto il male che hanno visto e vissuto, pur essendo così giovani.


giovedì 16 ottobre 2014

L'infanzia più povera




Oltre un milione e 400mila minori in stato di povertà assoluta in Italia: più marcata nelle regioni del Mezzogiorno (Calabria e Sicilia) dove la percentuale raggiunge quasi il 40%, un po' meno nelle regioni del Nord dove la percentuale è vicina al 15%. Questi sono i dati raccolti da una recente indagine effettuata da Save the children che si rivolge alle istituzioni con un appello con il quale si chiedono misure a sostegno del reddito a supporto delle famiglie, a partire dal potenziamento del sostegno di inclusione attiva. Valerio Neri, Direttore generale di Save the children Italia, ha infatti spiegato: “ Se gli ultimi dati sull'incidenza dei minori in povertà assoluta e relativa in Italia sono allarmanti, lo è forse ancor di più dover constatare che il nostro Paese si è caratterizzato negli ultimi anni per una profonda inefficacia degli interventi governativi che sulla carta avrebbero dovuto contrastare questo fenomeno. Non si tratta, quindi, solo di un problema di quantità di risorse messe a disposizione per interventi e politiche per la riduzione della povertà - risorse che sono andate diminuendo drasticamente e che solo nell'ultimo anno hanno registrato un'inversione di tendenza - ma soprattutto di come queste risorse vengono spese e di quanto siano efficaci nel riuscire a far emergere dal rischio di povertà i minori del nostro Paese”.

Il tema della povertà minorile è approfondito anche in un report, sempre a cura dell'organizzazione, dal titolo L'Atlante dell'infanzia – L'Italia sottosopra. I bambini e la crisi: si tratta di uno strumento e di un'agenda programmatica per raccogliere dati specifici sulla condizione dei bambini e degli adolescenti, in particolare nelle aree a rischio. Tutti giù per terra: la crisi dei consumi e dei servizi; Pimpirulin piangeva: la povertà minorile; Regina reginella: emergenza abitativa in Italia; Ambarabà ciccì coccò: la salute dei bambini ai tempi della crisi; Le belle statuine: la crisi dell'educazione in Italia; Oh che bel castello: come ripartire dall'infanzia: questi sono i titoli dei capitoli dello studio i cui temi principali riguardano, appunto, il default del welfare, l'immobilità sociale, le diseguaglianze in tema di sanità e di istruzione e tanto altro ancora, ma sempre in difesa dei diritti dei più indifesi.



Per scaricare il report: www.atlante.savethechildren.it

giovedì 5 dicembre 2013

Il Garante per l'infanzia dà voce ai ragazzi


Sono trascorsi cinquant'anni dal celebre discorso di Martin Luther King in cui si ripeteva spesso la frase: “I have a dream”: in occasione di questo anniversario il Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza, Vincenzo Spadafora, ha indetto una campagna dal titolo proprio “I have a dream” per sensibilizzare i cittadini sul tema delle varie forme di razzismo, dirette o subdole, che ancora albergano nelle parole, nei fatti, nella mentalità di alcuni. Spadafora ha suggerito di sostituire, nel discorso di King, la parola “nero” con, ad esempio, povero o immigrato per capire chi siano oggi le persone discriminate. E i motivi di discriminazione, purtroppo sono ancora molti, troppi: per condizione sociale, per etnia, per orientamento sessuale.
Dallo scorso agosto, tutti i giovani - della fascia di età compresa tra i 13 e i 18 anni - possono inviare all'Authority l'idea che hanno riguardo al proprio futuro, le loro aspettative e potranno farlo, dando sfogo alla loro creatività: attraverso video, fotografie, scritti e disegni. In questi mesi la campagna è proseguita con successo e Spadafora ha potuto, così, affermare che il diritto di sognare “ è essenziale perchè racchiude in sé tutti i diritti fondamentali sanciti dalla Convenzione ONU.” E ha aggiunto che: “La campagna si rivolge da una lato agli adolescenti, promuovendo e incoraggiando la loro capacità di sognare; dall'altro, al mondo degli adulti, dalle istituzioni alle famiglie, ovvero a tutti coloro che oggi hanno la responsabilità di creare condizioni adeguate affinché i diritti fondamentali dei ragazzi siano realmente esigibili”.
Interessante lo spot di lancio della campagna: un primo ragazzo esce da un furgoncino che si ferma in un campo ai margini di una grande città. La sua voce, mentre chiede il diritto al suo sogno personale, si intreccia a quella di altre e di altri. I ragazzi si moltiplicano, così come le loro parole e i loro sogni e poi lo slogan, semplice ed efficace:
I nostri sogni sono i nostri diritti, ascoltaci”. Ma quali sono i sogni da ascoltare e da far realizzare? Sono anch'essi semplici, come i ragazzi stessi: studiare, trovare lavoro - quando gli adolescenti saranno diventati grandi - e formare una famiglia oppure, per alcuni di loro, poter rimanere nelle proprie città d'origine. Ma forse il sogno più importante (e la richiesta più urgente) è quello di essere ascoltati.



mercoledì 20 novembre 2013

Geronimo Stilton e i diritti per l'infanzia e l'adolescenza

  




Dal 30 novembre 2011, giorno del suo insediamento, l'Autorità Garante monitora il rispetto dei diritti dei bambini e degli adolescenti. Vincenzo Spadafora gira l'Italia e sollecita il governo, indicando e proponendo interventi migliorativi per la tutela dei diritti dei minori e, per questo, ha avuto l'idea di spiegare, ai cittadini di domani, quali siano i loro diritti attraverso un libro che illustri le attività dell'Autority.
Ma non si tratta di un libro qualunque: chi spiega,ai ragazzi, in maniera semplice e chiara, la Convenzione sui Diritti dell'infanzia e dell'Adolescenza? Un loro beniamino: Geronimo Stilton, il famoso amico roditore.
Il libro si intitola “ Che avventura stratopica, Stilton! Alla scoperta dei diritti dei ragazzi” ed è pubblicato da Piemme: un progetto di grande valenza etica ed educativa: “Sentivo l'esigenza di rendere più accessibile una materia per tanti versi ingarbugliata, fredda, mentre i diritti dei bambini e degli adolescenti sono materia calda, perchè ogni giorno ci si misura con il disinteresse se non la violazione. Il libro verrà dato ai più giovani, li aiuterà a credere in certi valori a cominciare dalla dignità individuale e dal rispetto dovuto agli altri e richiesto per se stessi” ha, infatti, dichiarato il Garante e il “topo” ha aggiunto: “ Quando il Garante italiano mi ha chiesto il suo aiuto mi frullavano i baffi dall'emozione! Così sono volato a Roma, per seguirlo nel suo importantissimo lavoro. Alla fine abbiamo scritto insieme questo libro, per spiegare quello che è stato fatto e quello che c'è ancora da fare per permettere ai ragazzi di vivere e crescere in modo sano e consapevole. Perchè un mondo migliore, dove i diritti sono garantiti, è possibile solo se facciamo squadra e ci impegnamo tutti insieme!”.

Chi fosse interessato a ricevere una copia gratuitamente del libro, può rivolgersi all'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza, Via di Villa Ruffo, 6 – 00196 Roma, scrivere all'indirizzo segreteria@garanteinfanzia.org, oppure contattare il Garante sul suo profilo Facebook www.facebook.com/spadafora.vincenzo.


Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (Convention on the Rigths of the Child), approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989.

Costruita armonizzando differenti esperienze culturali e giuridiche, la Convenzione enuncia per la prima volta, in forma coerente, i diritti fondamentali che devono essere riconosciuti e garantiti a tutti i bambini e a tutte le bambine del mondo.


Essa prevede anche un meccanismo di controllo sull’operato degli Stati, che devono presentare a un Comitato indipendente un rapporto periodico sull’attuazione dei diritti dei bambini sul proprio territorio.

La Convenzione è rapidamente divenuta il trattato in materia di diritti umani con il maggior numero di ratifiche da parte degli Stati. Ad oggi sono ben 193 gli Stati parti della Convenzione.

La Convenzione è composta da 54 articoli e da due Protocolli opzionali sui bambini in guerra e sullo sfruttamento sessuale).


Sono quattro i suoi principi fondamentali:
 
 
a) Non discriminazione (art. 2): i diritti sanciti dalla Convenzione devono essere garantiti a tutti i minori, senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione, opinione del bambino/adolescente o dei genitori.


b) Superiore interesse (art. 3): in ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e in ogni situazione problematica, l'interesse del bambino/adolescente deve avere la priorità.

c) Diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino (art. 6): gli Stati decono impegnare il massimo delle risorse disponibili per tutelare la vita e il sano sviluppo dei bambini, anche tramite la cooperazione tra Stati.

d) Ascolto delle opinioni del minore (art. 12): prevede il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardano, e il corrispondente dovere, per gli adulti, di tenerne in adeguata considerazione le opinioni.

L’Italia ha ratificato la Convenzione con Legge n. 176 del 27 maggio 1991 e ha fino ad oggi presentato al Comitato sui Diritti dell'Infanzia quattro Rapporti.

Costruita armonizzando differenti esperienze culturali e giuridiche, la Convenzione enuncia per la prima volta, in forma coerente, i diritti fondamentali che devono essere riconosciuti e garantiti a tutti i bambini e a tutte le bambine del mondo.

Essa prevede anche un meccanismo di controllo sull’operato degli Stati, che devono presentare a un Comitato indipendente un rapporto periodico sull’attuazione dei diritti dei bambini sul proprio territorio.

La Convenzione è rapidamente divenuta il trattato in materia di diritti umani con il maggior numero di ratifiche da parte degli Stati. Ad oggi sono ben 193 gli Stati parti della Convenzione.

La Convenzione è composta da 54 articoli e da due Protocolli opzionali sui bambini in guerra e sullo sfruttamento sessuale).


Sono quattro i suoi principi fondamentali:
a) Non discriminazione (art. 2): i diritti sanciti dalla Convenzione devono essere garantiti a tutti i minori, senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione, opinione del bambino/adolescente o dei genitori.
b) Superiore interesse (art. 3): in ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e in ogni situazione problematica, l'interesse del bambino/adolescente deve avere la priorità.

c) Diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino (art. 6): gli Stati decono impegnare il massimo delle risorse disponibili per tutelare la vita e il sano sviluppo dei bambini, anche tramite la cooperazione tra Stati.

d) Ascolto delle opinioni del minore (art. 12): prevede il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardano, e il corrispondente dovere, per gli adulti, di tenerne in adeguata considerazione le opinioni.

L’Italia ha ratificato la Convenzione con Legge n. 176 del 27 maggio 1991 e ha fino ad oggi presentato al Comitato sui Diritti dell'Infanzia quattro Rapporti.