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domenica 6 ottobre 2013

Una manifestazione e un appello dopo la tragedia di Lampedusa

Sottoscriviamo l'appello della Rete Scuole Senza Permesso e saremo presenti alla manifestazione indetta per domani, lunedì 7 ottobre, in Piazza Duomo a Milano alle ore 18.00 per chiedere nuove politiche sul tema dell'immigrazione. 
Partecipiamo numerosi ! E' importante, grazie.



Ci corre l'obbligo di manifestare la grande sofferenza per quello che non esitiamo chiamare "la strage di Lampedusa", avvenuta ancora una volta nel nostro mare.

Negli ultimi 20 anni i morti "contati" sono ormai 20.000, un massacro di migranti a cui norme prive di umanità e razziste impediscono la libera circolazione degli esseri umani, se non  incarcerati per reato di clandestinità.

Un dramma al quale nessuno può rimanere indifferente, soprattutto alla stupidità di personaggi della politica che irridono su quei cadaveri quasi fossero carne da macello.

·         Sono morti nostri, perché in fuga da guerre in cui l'Italia è presente;
·         Sono morti nostri, perché resi poveri per le ricchezze che abbiamo sottratto loro;
·         Sono morti nostri, perché fuggono da regimi sostenuti da governi e imprese compiacenti:
·         Sono morti nostri, per le monoculture che abbiamo imposto loro , per gli inganni delle sementi ibride, ...;
·         Sono morti nostri, per le ingiustizie e l'arroganza imposte dalla nostra sete infinita di prosperità/ricchezza;
·         Sono morti nostri, per l'indifferenza dei governi, inetti di politica, per la brutalità delle leggi incapaci di accoglienza e umanità;
·         Sono morti nostri, ...

Sono esseri umani, fratelli e sorelle, con uguali diritti e dignità: diritto alla vita, diritto alla libertà, diritto alla giustizia, diritto di muoversi ovunque tra le diverse comunità del pianeta.


Non possiamo stare in silenzio ed accettare che queste ore siano riempite solo dalle parole e le lacrime, troppo spesso retoriche, di chi piange le vittime in mare.

Qualcosa è possibile fare.
Vi invitiamo a diffondere, sottoscrivere e mobilitarvi per sostenere l'appello per l'apertura di un canale umanitario per il diritto d'asilo europeo, rivolto ai ministri, ai presidenti delle camere ed alle istituzioni europee.
Questo il link:
http://www.meltingpot.org/Appello-per-l-apertura-di-un-canale-umanitario-per-il.html#.Uk2EDhAv6JQ

A MILANO
Lunedì 7 ottobre, alle 18.00, troviamoci in piazza Duomo di Milano.
Portiamo tutte/i un lenzuolo - simbolo dei sudari
che coprono i corpi delle/dei migranti uccise/i nel Mediterraneo
ma che non possono coprire la vergogna
delle politiche di questo e dei precedenti governi.

venerdì 4 ottobre 2013

L'ennesima strage, in mare


Scriviamo questo articolo con tanta rabbia e tristezza. Lo pubblichiamo senza immagini, video o fotografiche, in segno di lutto. Un ennesimo lutto del mare.
A distanza di soli tre giorni dal naufragio di Scicli, il Mediterraneo si fa tomba per più di 94 persone mentre 250 sono ancora i dispersi.
Migranti dalla Somalia, ma anche dall' Eritrea e dal Ghana, scappati da Peasi in guerra o sotto dittatura. Tra loro anche donne e bambini: tre, in stato di gravidanza, sono state salvate così come trenta minori, tra cui un neonato di due mesi.
La causa di questo naufragio probabilmente è stato un incendio dovuto ad un cortocircuito a bordo del barcone che si è rovesciato sulla costa dell'isola dei Conigli. Nel tratto di mare circostante, chiazze d'olio, pezzi di legno, giubbotti salvagente: tracce di una tragedia che si ripete ormani troppo spesso, una “tragedia immane”, come l'ha definita anche il Premier Enrico Letta, che getta vergogna e sconforto su chi ha a cuore il destino degli altri.
Su quel barcone erano saliti 500 migranti, mentre ora “ci sono morti ovunque” racconta uno dei soccorritori che aggiunge: “ Sono decide i cadaveri, molti galleggiano. Sembra un incubo”.
L'allarme è stato dato dall'equipaggio, sono sette le motovedette impegnate nel recupero delle persone e alle operazioni hanno partecipato anche i pescherecci e le imbarcazioni da diporto: un enorme dispiegamento di forze che sottolinea la gravità della situazione.
Gli uomini, le donne e i bambini superstiti sono stati portati, in elicottero, presso le strutture ospedaliere dell'isola di Lampedusa e presentano sintomi di disidratazione, problemi alla pelle e altri disturbi derivanti dall'aver ingerito carburante. Oltre, ovviamente, allo stato di shock. Molti corpi di chi non ce l'ha fatta sono stati portati nell'hangar dell'aeroporto perchè nel cimitero cittadino non c'è più posto.
Fermato uno degli scafisti; la procura di Agrigento aprirà un'indagine per omicidio plurimo doloso; il Consiglio d'Europa, proprio mercoledì scorso, ha pubblicato un rapporto in cui viene criticata duramente la politica migratoria nel nostro Paese; Strasburgo ha considerato “sbagliate e controproducenti” le misure prese dai nostri governi per gestire i flussi migratori: eppure nulla cambia e il mare inghiotte giovani vite.