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domenica 7 settembre 2014

Un progetto teatrale per L'Aquila


Riceviamo anche questa comunicazione e decidiamo di pubblicarla, per far rinascere una città, per far ritornare alla vita una bella regione del nostro Paese, per dare speranza e futuro ai cittadini e ai giovani de L'Aquila.


 








Artisti Aquilani onlus nasce nel 2009 per unire artisti capaci di indagare la realtà attraverso le arti performative e di unire la passione alla professione. In questi anni la ricerca dei contenuti e quella formale sono andate di pari passo, realizzando progetti sociali e artistici che hanno coinvolto sia il nostro territorio sia territori oltreconfine.



Siamo fieri costruttori autofinanziati del primo spazio teatrale, rinato a L’Aquila dopo il terremoto - La casa del Teatro - che teniamo in vita attraverso rassegne, festival, corsi, conferenze, seminari.
Il nostro lavoro è interamente autoprodotto. Non siamo sostenuti da alcun Ente o Ministero e riusciamo a sopravvivere grazie al sostegno del pubblico oltre che alla nostra tenacia.
Le nostre peculiarità sono la versatilità - un mix di tecniche e tradizioni artistiche (dal clown alla danza classica Indiana) - e il bisogno di far dialogare la formazione permanente e il lavoro con la vita e la storia.







http://www.artistiaquilani.it/


Zugzwang



In tedesco significa "obbligato a muovere". Negli scacchi si riferisce alla situazione in cui un giocatore si trova in difficoltà perché qualsiasi mossa faccia, è costretto a subire lo scacco matto oppure una grossa perdita di materiale.



Zugzwang è uno spettacolo in cui quattro personaggi alla deriva, esibendosi in una serie di attrazioni, si raccontano attraverso diversi linguaggi - la danza, la musica, il comico, il teatro di figura - nel contesto decadente e ironico di un dark cabaret. E’ l’allegoria di una realtà che racchiude in sé la scandalosa necessità di stupire per esistere, in un’accozzaglia di performance che servono solo a sopravvivere con fatica.



C’è una dimensione unica, una sorta di posto segreto che vive intorno al teatro ed è inafferrabile come la risposta a una domanda senza senso. È proprio lì che ci porta Zugzwang: siamo spettatori di eventi che solitamente sono negati ai nostri occhi. Per una volta ci è concesso il privilegio di guardare oltre e incontrare frammenti di un esistere che c’è, è concreto ma visibile solo nelle conseguenze del suo essere.



L’Attesa, il Potere, la Vita e la Morte danzano sullo sfondo decadente e impolverato di un Teatro deserto. Ed in questo luogo incontriamo quel che resta. Quel che resta dopo le luci della ribalta, dopo gli applausi, dopo il sipario.



Obbligati a muoversi sulla scacchiera dell’esistenza pur sapendo che ogni passo conduce ad una inevitabile sconfitta. Quel che conta è esserci e restare legati anche ad un solo filo, invisibile forse, ma ancora capace di sostenere il volo.


Perché il crowdfunding



Abbiamo scelto il crowdfunding perché è una pratica di micro-finanziamento che parte dal basso (come il nostro teatro) e che mobilita le persone oltrepassando le barriere tradizionali dell'investimento finanziario.


5 buoni motivi per sostenere Zugzwang



1. Per rispondere creativamente al cambiamento che sta avvenendo nel mondo culturale italiano.



2. Perchè avete sempre pensato che il teatro e la musica siano una cosa meravigliosa ma non avete mai potuto dedicarvi a questa passione e per poter dire agli altri e a voi stessi : questo l’ho fatto anche io!



3. Perchè pensate sia una modalità intelligente, efficace e innovativa per promuovere la cultura



4. Perchè vi piace dare fiducia ai giovani e credete che con la cultura si può mangiare ma anche vivere meglio per sè e per gli altri.



5. Per avere su questa terra sei persone che vi saranno grate per sempre e parleranno sempre bene di voi!


A cosa serve il vostro contributo



L'intera produzione verrà sostenuta da voi.



Ci aiuterete a sostenere le spese di: promozione dello spettacolo, costi di gestione della sala prove, scenotecnica, confezione dei costumi, organizzazione e distribuzione.



Se vi piace il progetto potete sostenerci in qualunque forma e in qualunque modo, contattateci su artistiaquilani@gmail.com.




giovedì 24 gennaio 2013

Terremoto de L'Aquila: calamità e giustizia

946 pagine compongono le motivazioni della sentenza di primo grado con cui sono stati condannati a sei anni di carcere -  per omicidio colposo plurimo e lesioni gravi - gli scienziati e i tecnici che hanno partecipato alla riunione della Commissione Grandi Rischi, il 31 marzo 2009, pochi giorni prima del sisma nel capoluogo abruzzese.
La sentenza è dovuta al fatto che i tecnici e gli scienziati "si prestarono a un'operazione mediatica che 'disinnescò', in una parte della popolazione, la paura del terremoto e la indusse ad abbandonare le misure di precauzione individuale seguite per tradizione familiare in occasione di scosse significative". I partecipanti alla riunione della Commissione sono stati condannati per aver ceduto alle pressioni della Protezione Civile e del potere politico. 
Il Pm  Fabio Picuti, infatti, nella requisitoria finale ha inserito, come categoria giuridica, il concetto di "analisi del rischio", rischio prodotto da tre fattori: pericolosità, vulnerabilità e esposizione, sostenendo che, in questo caso, si fosse verificato un difetto di tale analisi. 
L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha ribattuto, sostendendo che: " Si è focalizzata  l'attenzione sulla previsione a brevissimo termine, nonostante l'acclarata impossibilità di prevedere l'accadimento di una forte scossa sismica in temi di ora, luogo e intensità".
Ricordiamo, infine, le responsabilità legate ai materiali edilizi scadenti e il cinismo di chi ha visto, in quella tragedia, qualche possibilità di lucro. 
Intanto il terremoto del 6 aprile 2009 ha fatto 309 vittime e i loro parenti chiedono giustizia, così come ne hanno diritto tutti gli sfollati della città fantasma.