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giovedì 21 marzo 2013

UN'INIZIATIVA IN PIU' per la giornata CONTRO IL RAZZISMO E LE DISCRIMINAZIONI


Tra le tante iniziative organizzate in tutta Italia, dal 15 al 21 marzo, in occasione della “Giornata antirazzismo e antidiscriminazioni”, promossa dalle Nazioni Unite, segnaliamo la seguente:

L’Osservatorio di prevenzione e contrasto delle discriminazioni della Provincia Regionale di Messina, appartenente alla rete nazionale antidiscriminazioni dell’UNAR, in continuità con il percorso di sensibilizzazione territoriale intrapreso lo scorso anno, partecipa attivamente alla campagna contro il razzismo con una iniziativa di animazione, organizzata per giovedì 21 marzo.
Dalle ore 9:00 alle ore 13:30 presso il Monte di Pietà, il Circolo Arci Thomas Sankara, antenna territoriale dell’Osservatorio, animerà l’iniziativa “NEI MIEI PANNI”, un percorso interattivo di autoformazione sui fenomeni discriminatori in Italia.
Il visitatore percorrerà un itinerario didascalico incentrato su alcune tematiche: cittadinanza, lavoro, pregiudizi, sport, famiglia.
L’iniziativa intende contribuire all’azione di disvelamento della condizione reale dei migranti, richiedenti asilo, rifugiati, un viaggio di conoscenza dell’altro da noi, corredato da gigantografie, videoclip, giochi di ruolo.
Il percorso prevede vari livelli di interazione, tra i quali un particolare gioco, nel corso del quale il partecipante potrà scegliere di indossare i panni di uno straniero, la cui storia reale sarà il bagaglio di esperienza necessario per giungere al traguardo.
"Nei miei panni” prende spunto dall’omonimo progetto realizzato da UNAR in collaborazione con Caterpillar, la popolare trasmissione radiofonica della RAI, infatti, al termine del gioco di ruolo, i partecipanti si sfideranno sulla piattaforma del game fornita direttamente da UNAR per l’evento.
Questa insolita esperienza verrà raccontata su murales da realizzare collettivamente con post it, disegni, collages, etc.
Sarà, inoltre, possibile segnalare episodi di discriminazione e razzismo al nostro corner informativo ed essere seguiti nell'eventuale denuncia del caso.
Ai partecipanti sarà offerta una colazione antirazzista organizzata insieme all'Associazione rom BAKTALO DROM.
Partecipa l'Associazione Centro Buddista Messina, fondata a maggio 2012 da srilankesi, che ha aperto il primo tempio buddista della città.

martedì 12 marzo 2013

LIBRO BIANCO sulla condizione dell'infanzia rom a Roma




Nei quarantacinque giorni precedenti le elezioni politiche, l'Osservatorio dell' Associazione 21 luglio (www.osservatorio21luglio.org) ha contato circa 59 episodi, offensivi e potenzialmente incitanti all'odio e alla discriminazione, nei confronti di rom e sinti. E' stato rilevato che molte affermazioni appartengono agli esponenti del partito leghista per cui, a pochi giorni dall'elezione di Roberto Maroni come Presidente della Regione Lombardia, l'associazione gli ha inviato una lettera per invitare gli attivisti e i dirigenti della Lega Nord “ad evitare stigmatizzazioni indistinte e strumentali rivolte ai componenti delle comunità rom e sinte, al fine di evitare il rischio di alimentare tra i cittadini sentimenti di paura, rigetto e intolleranza verso le suddette comunità, lesivi della civile convivenza nel nostro Paese”.
Intanto, a Roma, è stato presentato anche il rapporto Rom(a) Underground. Libro bianco sulla condizione dell'infanzia rom a Roma, sempre redatto dall'Associazione 21 luglio. E' stato preso in considerazione il Piano Nomadi dell'ultima amministrazione del Comune della capitale, in particolare per il periodo compreso tra il 2009 e il 2012, soprattutto in relazione alla tutela dei diritti dell'infanzia e al principio di uguaglianza tra i minori rom e non rom.
Solo nella città di Roma sono circa 3.900 i minori rom in emergenza abitativa e residenti in “villaggi attrezzati” o “campi di tolleranza” con evidenti conseguenze sulle loro condizioni di vita e di salute; sono, infatti state rilevate fragilità aggravate per i bambini e ragazzi disabili, problemi respiratori, dermatiti, stati depressivi e ansiogeni. Gli sgomberi forzati (quasi 500 negli ultimi tre anni) hanno, inoltre, influito negativamente sul loro diritto ad un alloggio e all'istruzione.
Nella prefazione al Libro bianco,Vincenzo Spadafora, l' Autorità Garante per l'infanzia e l'Adolescenza, scrive: “Attraverso le loro parole (dei minori rom) capiamo che cosa implica essere spostati in campi attrezzati fuori dal Grande Raccordo Anulare, essere accompagnati a scuola in un “pulmino speciale”, non avere spazi e tempi per giocare con i compagni non rom e quale sia l'impatto della vita nei campi attrezzati sulla loro salute fisica e psicologica”. Per un bambino rom o sinti, infatti, nascere in Italia significa avere una vita segnata all'origine in quanto, secondo alcuni, appartiene ad un popolo inadatto alla vita stanziale, disposto ad avere un'esistenza in cui sono costantemente sospesi i diritti fondamentali. Ma la realtà è un'altra e i diritti di base vanno garantiti a tutti, in special modo ai minori.

mercoledì 6 febbraio 2013

Il digiuno di Don Virginio Colmegna. Sui temi del diritto, delle carceri e della dignità

Anna - ma è il suo nome di fantasia - è una ragazza rom di 27 anni, madre di tre figli che, nel 2006, era finita a chiedere l' elemosina nelle metropolitane di Milano ed era stata denunciata per accattonaggio. Si era rivolta alla Casa della carità - presieduta da Don Virginio Colmegna - dove aveva preso dimora fino al 2010 quando era riuscita a trovare una casa per sè e per i propri bambini. Aveva anche iniziato un percorso di inclusione nella società con il proprio domicilio, un lavoro presso una persona molto nota della città e con la possibilità d mandare i figli a scuola.
Ma, dopo sette anni, è stata arrestata. E' accaduto poci giorni fa e Anna non sapeva neanche della condanna perchè l'avvocato d'ufficio non l'aveva messa al corrente del processo a suo carico. La giovane donna deve scontare sei mesi nel carcere di Como con l'accusa di "accattonaggio con minore". Il reato di accattonaggio è stato abrogato nel 1995 dalla Corte Costituzionale; oggi rimane quello di "accattonaggio con minore" che prevede una pena fino a tre anni.
Don Virginio Colmegna ha iniziato il digiuno a oltranza e dichiara che: " Non è una protesta solo per Anna, ma contro le carceri in generale. Altro che balle: il sovraffollamento è dovuto al fatto che in galera ci sono centinaia di persone che non dovrebbero starci. Come questa ragazza di 27 anni rumena.  Tutta gente che dovrebbe intraprendere percorsi di riabilitazione. Oggi il carcere serve solo a rompere e rovinare belle storie di recupero. Digiunerò fino a quando (Anna) non verrà scarcerata".
Casa della carità - insieme all'associazione Antigone, Camera penale di Milano, Centro Ambrosiano di solidarietà, Osservatorio carcere e territorio di Milano - ha presentato , a Palazzo Marino, un appello dal titolo:  Carcere, diritti e dignità perchè, come sostiene Corrado Mandreoli dell'Osservatorio: " Sovraffollamento, carenze igieniche, mancanza di risorse per progetti di reinserimento, sono solo alcuni dei problemi. E tutti devono farsene carico". Nell'appello di chiedono: la depenalizzazione dei reati minori, più pene alternative alla detenzione e la cancellazione di tre leggi: la Fini-Giovanardi sull'uso di alcune sostanze stupefacenti; la Bossi-Fini sull'immigrazione; e la ex-Cirielli sulla recidiva.



domenica 6 gennaio 2013

Ancora combattimenti cruenti in Siria


In Italia non si parla mai abbastanza di politica estera oppure lo sguardo è rivolto principalmente all'area occidentale, come se quello che accade nel resto del mondo ci riguardasse, ma fino a un certo punto. Ma non è così.
La situazione in Medio Oriente si fa ogni giorno più complicata, gli equilibri sono (e diventeranno) sempre più instabili e ci saranno ripercussioni anche in Occidente, perchè siamo legati, ai Paesi di quell'area, da motivi e, in alcuni casi, da accordi economici, politici, militari.
La Siria, ad esempio, non è così lontana dal nostro Paese e dall'Unione Europea (che lo scorso anno ha ricevuto il Nobel per la Pace per il lavoro svolto nella tutela dei diritti umani e per la campagna contro le guerre), eppure - nonostante gli sforzi internazionali - da quando il conflitto siriano è incominciato, nel marzo 2011, le vittime sono state oltre 60mila.
E' notizia di ieri che le violenze non si plachino: l'artiglieria ha colpito un quartiere cristiano della capitale, Bab Tuma. A Damasco è esplosa un'autobomba anche nel quartiere di Rokn Eddin e altri combattimenti si sono verificati a nord del Paese, nella zona dell'aeroporto di Aleppo.
L'Osservatorio siriano per i diritti umani (Ondus), che ha sede a Londra, ha contato, solo nella giornata di ieri, 57 vittime, di cui 25 civili.
Si attende, intanto, il discorso di oggi del Presidente, Bashar al Assad, il quale - secondo il quotidiano libanese filosiriano Al-Akhbar – potrebbe offrire una soluzione al conflitto attraverso un piano che si snoda in cinque punti, tra cui un “cessate il fuoco” e l'ingresso di osservatori internazionali per monitorarlo. Questa soluzione non gli precluderebbe la possibilità di ricandidarsi per le elezioni presidenziali, al termine del suo mandato, nel 2014.