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sabato 6 luglio 2013

La voce e il futuro del popolo egiziano


(Reuters/Salem)
Una piazza Tahrir gremita di persone e di bandiere. Fuochi d'artificio, grida di gioia e braccia alzate al cielo: dopo Mubarak, la voce del popolo si è alzata anche per la deposizione di Mohamed Morsi, a distanza di un anno dal suo insediamento.
Il Ministro della Difesa e capo dei militari, Abdel Fattah el Sissi ha dichiarato: “ Le forze armate hanno provato in tutti i modi a promuovere la riconciliazione nazionale negli ultimi mesi e, a novembre, hanno chiesto il dialogo nazionale, ma il presidente Mohamed Morsi ha respinto la richiesta”; e Mohamoud Badr, portavoce del movimento dei Ribelli Tanarod, ha aggiunto: “L'Egitto è la patria di tutti, nessuno escluso. Continuiamo la nostra rivoluzione per pane, libertà e dignità umana”.
Il presidente eletto, dunque, è stato deposto: la Costituzione è sospesa ed è stato nominato “presidente ad interim” il giudice della Corte Costituzionale, Adli Mansour.
Una Costituzione che va rivista anche e soprattutto in tema di diritti umani; una costituzione da cui è stato escluso il divieto di discriminazione per genere e razza e che non tutela le minoranze religiose. Nell'Egitto di Morsi, ad esempio, la comunità musulmana sciita e i cristiani copti hanno vissuto in un clima di violenza e di paura costanti.
Non è stata abolita la tortura né si è smesso di sottoporre imputati civili ai processi della corte marziale, pratica, questa, contraria al diritto internazionale.
Brutte notizie anche per quanto riguarda il diritto di espressione: sono stati messi in atto processi e minacce nei confronti dei blogger, considerati “blasfemi” e si è tentato di mettere a tacere e di impedire l'operato di molti rappresentanti delle Oragnizzazioni non governative.
Infine, mentre le piazze egiziane esultano, non sono mancati incidenti e violenze. Da domenica scorsa si sono registrate 39 vittime causate dagli scontri tra oppositori e difensori della presidenza e Human Rights Watch, in un comunicato, denuncia che “almeno” 91 donne sono state molestate sessualmente se non stuprate in piazza Tahrir, complici la folla e la confusione.


(Reuters/Waguih)

lunedì 1 luglio 2013

Video della serata in occasione della campagna sulle tre leggi popolari: tortura, droga e carceri

Pubblichiamo il video della serata che l'Associazione per i Diritti Umani, in collaborazione con Spazio Tadini, ha organizzato in occasione della campagna per la raccolta firme sulle tre leggi popolari riguardanti l'inserimento del reato di tortura nel nostro sistema legislativo, l'uso di droghe e sostanze stupefacenti e le condizioni dei detenuti nelle carceri; una campagna nata dopo la sanzione che il nostro Paese ha ricevuto, a gennaio, dalla Corte europea per i diritti umani a causa del sovraffollamento degli istituti di pena. Una serata molto importante che si è potuta realizzare, nonostante il nubifragio a Milano, grazie alla presenza dei relatori, all'interesse del pubblico e all'impegno di tutti. Ringraziamo anche Mattia e Alessandro Levratti che, non potendo partecipare di persona, hanno realizzato una presentazione video del loro documentario intitolato “La prigione degli altri” che è stato molto apprezzato.





 

venerdì 28 giugno 2013

Geronimo Stilton e i diritti per l'infanzia e l'adolescenza





Dal 30 novembre 2011, giorno del suo insediamento, l'Autorità Garante monitora il rispetto dei diritti dei bambini e degli adolescenti. Vincenzo Spadafora gira l'Italia e sollecita il governo, indicando e proponendo interventi migliorativi per la tutela dei diritti dei minori e, per questo, ha avuto l'idea di spiegare, ai cittadini di domani, quali siano i loro diritti attraverso un libro che illustri le attività dell'Autority.
Ma non si tratta di un libro qualunque: chi spiega,ai ragazzi, in maniera semplice e chiara, la Convenzione sui Diritti dell'infanzia e dell'Adolescenza? Un loro beniamino: Geronimo Stilton, il famoso amico roditore.
Il libro si intitola “ Che avventura stratopica, Stilton! Alla scoperta dei diritti dei ragazzi” ed è pubblicato da Piemme: un progetto di grande valenza etica ed educativa: “Sentivo l'esigenza di rendere più accessibile una materia per tanti versi ingarbugliata, fredda, mentre i diritti dei bambini e degli adolescenti sono materia calda, perchè ogni giorno ci si misura con il disinteresse se non la violazione. Il libro verrà dato ai più giovani, li aiuterà a credere in certi valori a cominciare dalla dignità individuale e dal rispetto dovuto agli altri e richiesto per se stessi” ha, infatti, dichiarato il Garante e il “topo” ha aggiunto: “ Quando il Garante italiano mi ha chiesto il suo aiuto mi frullavano i baffi dall'emozione! Così sono volato a Roma, per seguirlo nel suo importantissimo lavoro. Alla fine abbiamo scritto insieme questo libro, per spiegare quello che è stato fatto e quello che c'è ancora da fare per permettere ai ragazzi di vivere e crescere in modo sano e consapevole. Perchè un mondo migliore, dove i diritti sono garantiti, è possibile solo se facciamo squadra e ci impegnamo tutti insieme!”.

Chi fosse interessato a ricevere una copia gratuitamente del libro, può rivolgersi all'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza, Via di Villa Ruffo, 6 – 00196 Roma, scrivere all'indirizzo segreteria@garanteinfanzia.org, oppure contattare il Garante sul suo profilo Facebook www.facebook.com/spadafora.vincenzo.



Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (Convention on the Rigths of the Child), approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989.

Costruita armonizzando differenti esperienze culturali e giuridiche, la Convenzione enuncia per la prima volta, in forma coerente, i diritti fondamentali che devono essere riconosciuti e garantiti a tutti i bambini e a tutte le bambine del mondo.


Essa prevede anche un meccanismo di controllo sull’operato degli Stati, che devono presentare a un Comitato indipendente un rapporto periodico sull’attuazione dei diritti dei bambini sul proprio territorio.

La Convenzione è rapidamente divenuta il trattato in materia di diritti umani con il maggior numero di ratifiche da parte degli Stati. Ad oggi sono ben 193 gli Stati parti della Convenzione.

La Convenzione è composta da 54 articoli e da due Protocolli opzionali sui bambini in guerra e sullo sfruttamento sessuale).


Sono quattro i suoi principi fondamentali:
a) Non discriminazione (art. 2): i diritti sanciti dalla Convenzione devono essere garantiti a tutti i minori, senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione, opinione del bambino/adolescente o dei genitori.
b) Superiore interesse (art. 3): in ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e in ogni situazione problematica, l'interesse del bambino/adolescente deve avere la priorità.

c) Diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino (art. 6): gli Stati decono impegnare il massimo delle risorse disponibili per tutelare la vita e il sano sviluppo dei bambini, anche tramite la cooperazione tra Stati.

d) Ascolto delle opinioni del minore (art. 12): prevede il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardano, e il corrispondente dovere, per gli adulti, di tenerne in adeguata considerazione le opinioni.

L’Italia ha ratificato la Convenzione con Legge n. 176 del 27 maggio 1991 e ha fino ad oggi presentato al Comitato sui Diritti dell'Infanzia quattro Rapporti.




lunedì 17 giugno 2013

GIUSTIZIA E DIRITTI: TRE LEGGI POPOLARI SU TORTURA, CARCERI E DROGHE Iniziativa con raccolta firme su tre proposte di legge

L'associazione per i Diritti Umani e Spazio Tadini organizzano l'incontro dal titolo:
 
GIUSTIZIA E DIRITTI: TRE LEGGI POPOLARI SU TORTURA, CARCERI E DROGHE
Iniziativa con raccolta firme su tre proposte di legge

GIOVEDI’ 27 GIUGNO 2013
ore 18
presso

SPAZIO TADINI
Via Jommelli, 24 (MM Loreto/Piola)
Milano

- Ingresso gratuito a tutti gli associati Per i Diritti Umani e Spazio Tadini –
E’ possibile sottoscrivere le tessere delle associazioni in loco al costo agevolato a partire da € 3,00

Milano, 7 giugno 2013, L’Associazione per i Diritti Umani e Spazio Tadini presentano in collaborazione con l’Associazione Antigone e l’Associazione Naga: Giustizia e Diritti: tre leggi popolari su tortura, carceri e uso di droghe Presso Spazio Tadini, Via Jommelli, 24 (MM Loreto/Piola) a Milano alle ore 18.30.

La serata si propone di presentare una discussione ragionata sul sistema carcerario italiano: dopo la condanna del nostro Paese, da parte dell’ Unione europea, per il sovraffollamento dei nostri istituti detentivi, è nata la campagna di raccolta firme a cui le associazioni per i Diritti Umani e Spazio Tadini intendono aderire.
La campagna è promossa e organizzata, infatti, da decine di associazioni e movimenti che tutelano i diritti di tutti e intende portare avanti la raccolta firme per introdurre, nel sistema legislativo italiano, tre norme sulla tortura, sulle carceri e sulla droga.
In particolare si vuole introdurre il REATO di tortura, pene ALTERNATIVE al carcere e DEPENALIZZAZIONE del consumo di droghe: oltre a questo, però, è importante cambiare la mentalità riguardo ai temi della giustizia e della punizione.
Durante la serata sarà possibile sottoscrivere la raccolta firme per le tre proposte di legge (chi fosse interessato deve portare un documento di identità).

Interverranno sul tema:

  • Valeria Verdolini, rappresentante dell’Associazione Antigone
  • Maria Vittoria Mora, referente del servizio carcere per l’Associazione Naga
  • Francesco Tadini, fondatore di Spazio Tadini che riporterà la sua testimonianza sulla vita carceraria.
  • Alessandro Giungi, Consigliere del Comune di Milano

Coordina: Alessandra Montesanto, Vicepresidente Associazione per i Diritti Umani
Introduce: Melina Scalise, Presidente Spazio Tadini e mediatore civile.


Al termine degli interventi:

  • alle ore 19 sarà proiettato il documentario LA PRIGIONE DEGLI ALTRI (50 minuti) con l’intervento in video dei registi, Alessandro e Mattia Levratti per il Naga.

Il film è realizzato per il Gruppo Carcere del NAGA e raccoglie interviste ad alcuni immigrati oggi liberi oppure agli arresti domiciliari che raccontano la loro esperienza carceraria e aiutano lo spettatore ad aprire una riflessione sulla funzione delle carceri italiani nei confronti dei detenuti immigrati, ma non solo. Il carcere riduce davvero la microcriminalità? o la riproduce? Il carcere ha una funzione riabilitativa?
Queste sono solo alcune domande su cui vertono il documentario e la serata che proponiamo. Ma è solo un primo incontro che apre una serie di iniziative sul tema della giustizia.

Il filosofo Norberto Bobbio ricorda che la giustizia è una virtù, una delle virtù etiche fondamentali. Oggi è considerata, troppo spesso, come una vendetta oppure una punizione disgiunta dal rispetto per la vita. Se c'è qualcuno che non ha rispetto per gli altri, va punito; ma chi punisce – lo Stato, la società – non deve perdere di vista il valore della dignità umana”, Alessandra Montesanto, Vicepresidente dell'Associazione per i Diritti Umani

  • alle ore 21 segue lo spettacolo di teatro danza della Compagnia OpificioTrame AB (Against Body)

Uno spettacolo che mette in primo piano il corpo, il suo significato sociale, il suo “esistere oggi” toccando vari aspetti come la guerra, l’uso commerciale,la percezione individuale del corpo alterata da canoni estetici e da una cultura che penalizza o altera il corretto equilibrio tra mente e corpo.
AB [Against Bodies] è una produzione del 2010. Lo spettacolo prosegue la ricerca sul corpo, tra bellezza, crudeltà e inappagato, iniziata da Federicapaola Capecchi e Lutz Gregor con con “Raft of Medusa“, all’interno di Choreographic Collision Part 2, parte del 6° Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia.

Normalmente il video ci trasmette meat market quotidiani, violenza, e non solo quella reale in sé ma, peggio, quella della ripetizione dell’inutile, del mediocre, della stupidità. Against Bodies, tutto sembra contro il corpo ed il suo valore. Ma dov'è il corpo? Cos'è, oggi? Oppure sono i corpi…contro. Un muro, una gabbia di corpi in movimento, forse al rallentatore, o forse solo come tale lo percepiamo. Un basso rilievo di corpi vivi da cui prende forma e vita il rincorrersi di incontri, avvicinamenti, crudeltà? E ripetizioni. Attraverso 4 prove rituali – lavoro, silenzio, fame, preghiera - una continua incorporazione dell’inappagato. Tentando di generare un ritmo di logorio che raccolga, però, ciò che è stato perso.Federicapaola Capecchi

Coreografia e regia: Federicapaola Capecchi
Con: Federicapaola Capecchi, Marco De Meo, Francesco Napoli, Elena Rossetti, Stefano Roveda
Produzione: OpificioTrame e Spazio Tadini

giovedì 18 aprile 2013

Scontri nel carcere di Guantanamo: l'orrore dimenticato e i dipinti di Botero



Da un po' di tempo le cronache non riportavano più notizie del carcere speciale USA di Guantanamo,a Cuba: altre situazioni, altri fatti hanno oscurato quella realtà e il ricordo di un Passato recente di orrore e di violenza. Ma a Guantanamo sono rinchiusi ancora 166 prigionieri e, qualche giorno fa, almeno 43 di loro ha dato vita ad una rivolta.
Molti, infatti, sono ancora in attesa di un processo e, quindi, hanno intrapreso uno sciopero della fame a oltranza: dopo che le guardie hanno tentato di spostarli dalle celle comuni a celle singole, alcuni prigionieri hanno coperto le telecamere di sorveglianza e hanno aggredito i secondini con armi improvvisate. Da parte loro, le guardie hanno reagito sparando colpi di avvertimento, senza ferire nessuno e il personale medico ha assicurato di aver effettuato controlli su ogni detenuto.
La protesta, però, non nasce solo per il fatto che il comandante del campo abbia deciso di trasferire i detenuti, in sciopero della fame, in un'altra sezione del carcere, ma è determinata soprattutto dal fatto che, secondo i reclusi, i guardiani limitino la loro libertà di culto - monitorando e osservando le persone 24 ore su 24 per assicurare ordine e sicurezza - e confischino oggetti personali, tra cui proprio le copie del Corano.
Secondo Carlos Warner, difensore pubblico dell'Ohio, il comando della prigione avrebbe dovuto cercare di negoziare la fine dello sciopero e, invece, è stato fatto esattamente l'opposto.
Camp X-Ray” resta la “promessa non mantenuta” del Presidente Obama, il quale aveva giurato di chiudere Guantanamo al più presto; ma ciò non è stato ancora fatto a causa dell'opposizione del repubblicani che ritengono i detenuti ancora troppo pericolosi per essere rimessi in libertà.
Questa notizia ha riportato alla mente uno degli ultimi lavori realizzati dal maestro della pittura, Fernado Botero. Cosa c'entra Botero con Guantanamo o Abu Ghraib? L'artista delle forme opulente, dell'inno alla gioia e alla vita, ha mantenuto corpi grandi e forme rotonde dai colori caldi (giallo, ocra, rosso) per disegnare l'orrore della tortura nel “purtroppo celebre” carcere di Abu Ghraib in Iraq. Ha dipinto i prigionieri legati e imbavagliati, bastonati dai militari, ammassati gli uni sugli altri, spaventati dai cani e costretti a perdere la loro dignità di essere umani.
Anche l'Arte, quindi, si conferma come testimonianza, in Occidente come in Oriente, nel Nord e nel Sud del mondo: per non dimenticare e non ripetere gli errori. Mentre l'Italia, finalmente, si accinge a riconoscere il reato di tortura, onorando una convenzione ONU siglata a Roma circa venticinque anni fa.

mercoledì 6 febbraio 2013

Il digiuno di Don Virginio Colmegna. Sui temi del diritto, delle carceri e della dignità

Anna - ma è il suo nome di fantasia - è una ragazza rom di 27 anni, madre di tre figli che, nel 2006, era finita a chiedere l' elemosina nelle metropolitane di Milano ed era stata denunciata per accattonaggio. Si era rivolta alla Casa della carità - presieduta da Don Virginio Colmegna - dove aveva preso dimora fino al 2010 quando era riuscita a trovare una casa per sè e per i propri bambini. Aveva anche iniziato un percorso di inclusione nella società con il proprio domicilio, un lavoro presso una persona molto nota della città e con la possibilità d mandare i figli a scuola.
Ma, dopo sette anni, è stata arrestata. E' accaduto poci giorni fa e Anna non sapeva neanche della condanna perchè l'avvocato d'ufficio non l'aveva messa al corrente del processo a suo carico. La giovane donna deve scontare sei mesi nel carcere di Como con l'accusa di "accattonaggio con minore". Il reato di accattonaggio è stato abrogato nel 1995 dalla Corte Costituzionale; oggi rimane quello di "accattonaggio con minore" che prevede una pena fino a tre anni.
Don Virginio Colmegna ha iniziato il digiuno a oltranza e dichiara che: " Non è una protesta solo per Anna, ma contro le carceri in generale. Altro che balle: il sovraffollamento è dovuto al fatto che in galera ci sono centinaia di persone che non dovrebbero starci. Come questa ragazza di 27 anni rumena.  Tutta gente che dovrebbe intraprendere percorsi di riabilitazione. Oggi il carcere serve solo a rompere e rovinare belle storie di recupero. Digiunerò fino a quando (Anna) non verrà scarcerata".
Casa della carità - insieme all'associazione Antigone, Camera penale di Milano, Centro Ambrosiano di solidarietà, Osservatorio carcere e territorio di Milano - ha presentato , a Palazzo Marino, un appello dal titolo:  Carcere, diritti e dignità perchè, come sostiene Corrado Mandreoli dell'Osservatorio: " Sovraffollamento, carenze igieniche, mancanza di risorse per progetti di reinserimento, sono solo alcuni dei problemi. E tutti devono farsene carico". Nell'appello di chiedono: la depenalizzazione dei reati minori, più pene alternative alla detenzione e la cancellazione di tre leggi: la Fini-Giovanardi sull'uso di alcune sostanze stupefacenti; la Bossi-Fini sull'immigrazione; e la ex-Cirielli sulla recidiva.



lunedì 21 gennaio 2013

A nome tuo: uno spettacolo teatrale sull'eutanasia



Dal 18 al 21 gennaio, al teatro PimOff di Milano, è in scena (e si potrà recuperare ancora, anche in altre città italiane) lo spettacolo intitolato A nome tuo, per la regia di Roberto Recchia e tratto dall'omonimo romanzo di Mauro Covacich, per Einaudi.
Ilaria è una trentenne con un lavoro da ricercatrice universitaria, una famiglia poco equilibrata e un fidanzato complicato. Ilaria nasconde un segreto: Ilaria è anche Miele, uno pseudonimo, un soprannome perchè da anni dedica la propria vita alle persone che cercano un aiuto per porre fine alla propria esistenza. La giovane donna, infatti, assiste i malati terminali che desiderano la “dolce morte”, fornendo loro i farmaci o gli strumenti adeguati. Ilaria porta avanti la propria scelta - una scelta difficile, ardita e solitaria – con convinzione e determinazione fino a quando incontrerà Grimaldi, un anziano perfettamente sano. Tra i due nascerà un rapporto forte, un legame intellettuale e umano che cambierà profondamente la vita della protagonista.
Anche il Cardinal Martini sosteneva che esistono: “zone di frontiera, dove non è subito evidente quale sia il bene. E' pertanto buona regola astenersi dal giudicare frettolosamente e poi discutere con serenità per non creare inutili divisioni”: il tema dello spettacolo è, infatti, ancora quantomai attuale. In molti Paesi - dagli stati Uniti alla Finlandia, dallo Zimbabwe alla Nuova Zelanda – nascono associazioni che difendono il diritto ad  una morte dignitosa. In Italia l'argomento è diventato oggetto di discussione (e di polemiche) soprattutto dopo il caso di Eluana Englaro.
Un romanzo ritenuto da molti "scomodo”, una pièce teatrale, e un film di prossima uscita - diretto da Valeria Golino - per far riflettere sui confini del libero arbitrio e della dignità , sui nostri diritti e sulla nostra libertà.


 

giovedì 17 gennaio 2013

Il diritto di morire

L'eutanasia, in Belgio, è in vigore dal 2002. Il numero di chi ne ha usufruito, da allora, è in continuo aumento e l'ultimo caso risale a un paio di giorni fa quando due fratelli gemelli, di 45 anni, si sono fatti somministrare, in ambito medico, una iniezione letale. La loro scelta è stata condivisa anche dal resto della famiglia.
Si parla di questo caso perchè i due uomini non erano affetti da una malattia terminale. 
La legge belga sulla "dolce morte" prevede, infatti, che il paziente sia maggiorenne, capace di intendere, che soffra di un dolore mentale e fisico permanente e, soprattutto, che sia un malato incurabile. 
I due fratelli non erano all'ultimo stadio di una malattia grave, ma la loro prostrazione psicologica è stata valutata dai medici "implacabile": erano entrambi non udenti dalla nascita e condannati a diventare anche ciechi. Hanno vissuto in simbiosi per tutta la vita e, insieme, hanno voluto condividere anche l'ultimo viaggio, affermando il diritto di morire con dignità.

mercoledì 9 gennaio 2013

Violazione dei diritti dei detenuti. Italia condannata

Dopo l'ennesimo sciopero della fame e della sete del leader del Partito Radicale, Marco Pannella, è emerso - anche sulla stampa - il problema dell'affollamento delle carceri. E ieri la Corte Europea dei diritti Umani di Strasburgo ha condannato l'Italia: trattamento inumano. 
Solo due parole, incisive, per una sentenza che riguarda la violazione dell' Articolo 3 della Convenzione Europea sui Diritti Umani, che vieta la tortura o il trattamento degradante. E i motivi, per questa sentenza, ci sono: la Corte si è basata su casi esemplari di alcuni detenuti rinchiusi nella carceri di Busto Arsizio e di Piacenza. I detenuti avevano denunciato il fatto di dover condividere la cella con altre due persone, una cella di 9 metri quadrati, con poca acqua calda e, spesso, senza un'adeguata illuminazione. La Corte ha ricevuto più di 550 ricorsi da parte di altri detenuti per motivi analoghi.
I giudici chiedono alle autorità italiane di prevedere misure alternative al carcere (per risolvere il problema del sovraffollamento); di dotarsi, entro un anno, di un sistema interno per raccogliere le richieste dei detenuti e metterli nelle condizioni di ricevere il risarcimento in caso di violazione dei loro diritti; l'ampliamento delle carceri esitenti e la costruzione di nuovi istituti di pena; e ha imposto, infine, per i detenuti di Busto Arsizio e di Piacenza, il pagamento di una somma totale di 99.600 euro, oltre a 1500 euro a ciascuno, come risarcimento per le spese sostenute. 
"Sono profondamente avvilita...La mia amarezza, torno a ribadirlo, è grande: non è consentito a nessuno fare campagna elettorale sulla pelle dei detenuti. Continuerò a battermi, come Ministro ancora per poche settimane e poi come cittadina", queste le parole del Ministro della Giustizia, Paola Sorrentino, dopo la sentenza. Una lotta condivisa da molti, la sua, e che bisogna sostenere se si vuole parlare ancora di società "civile".

 

domenica 6 gennaio 2013

Una battaglia di civiltà


Un paio di giorni fa è uscita una “piccola” notizia. “Piccola” perchè è stata riportata solo da alcuni giornali, per lo più regionali, e da Internet, ma molto significativa.
Nicoletta Ditadi, una signora non vedente, aveva acquistato su Groupon un soggiorno presso l'hotel Monaco Sport si Santo Stefano di Cadore, in provincia di Belluno, specificando, all'impiegata della reception, che, insieme al marito, sarebbe stata accompagnata da Lara, un labrador, il suo cane-guida.
Dall'albergo le hanno risposto che il cane avrebbe richiesto un supplemento economico di 9 euro per le pulizie e che la colazione le sarebbe stata servita in una stanza a parte, per non turbare gli altri ospiti.
La signora e il marito hanno ricordato al Direttore della struttura, Sergio De Candido, la legge che tutela la presenza degli animali domestici negli alberghi, ma hanno anche sporto denuncia ai carabinieri di Mirano. I due coniugi non hanno chiesto risarcimenti per l'episodio di discriminazione, ma si sono rivolti alle forze dell'ordine per una “battaglia di civiltà”.
A quel punto, il Direttore ha rivolto le proprie scuse, ma ha anche “offerto” alla signora Ditadi un altro soggiorno in cambio del ritiro della denuncia. La signora e il marito hanno deciso di non ritirarla.
Lasciamo a voi i commenti su questo episodio.