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martedì 9 dicembre 2014

Il commento del Naga all'inchiesta Mafia Capitale





Si fanno più soldi con gli immigrati che con il traffico di droga”


Nell’inchiesta di Roma sono coinvolte anche realtà legate al mondo dell’assistenza sociale, cooperative, associazioni, terzo settore che si occupano di cittadini stranieri. Non è un caso, ma una conseguenza inevitabile della gestione emergenziale dell’immigrazione in Italia, che crea occasioni di profitto e sfruttamento economico preziose per mafie e faccendieri.

Sono anni che il Naga, insieme a tante altre realtà, denuncia che in Italia non c’è un’emergenza in corso, ma una gestione emergenziale di fenomeni previsti, prevedibili e di lunga data. Spesso questa gestione ha accreditato strutture e cooperative assolutamente non idonee a gestire le persone che necessitano di reale assistenza e adesso emerge che su questa gestione emergenziale lucrava un grumo denso e vischioso fatto di politica, cooperative, clientele e mafie varie.” afferma Luca Cusani, presidente del Naga.


“Non c’è da stupirsi, il giro di soldi è immenso, un sistema che non funziona, che non è efficace rispetto all'obiettivo di soddisfare i bisogni dei suoi beneficiari, ma molto efficace nel creare grandi margini di guadagno per i suoi gestori”, prosegue il presidente del Naga. "Ci sembra che le parole di Salvatore Buzzi, presidente del consorzio di cooperative Eriches, intercettato nell'inchiesta Mafia Capitale e gestore di molti luoghi di accoglienza a Roma, sintetizzino perfettamente lo stato delle cose '
si fanno più soldi con gli immigrati che con il traffico di droga'. Alimentare l’emergenza è quindi utile e non è un caso che strutture di accoglienza non adeguate come i Centri di Accoglienza Richiedenti Asilo (CARA) e i Centri di accoglienza straordinaria (CAS), centri di grande capienza e sottoposti a scarsi controlli e generatori di alti profitti, continuino ad essere utilizzati. Sarebbero invece da privilegiare sistemi molto più piccoli, dislocati e che prevedono precorsi di inserimento come il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), ma che evidentemente non danno gli stessi frutti economici. Gli immigrati sono merce preziosa dal punto di vista economico oltre che politico, e mantenerli il più possibile in condizioni di scacco e ricattabilità fa comodo a molti.”Conclude il presidente del Naga.



mercoledì 15 ottobre 2014

Un ricettario "atipico"



Riceviamo questa comunicazione su Roma e la condividiamo.




Cum Panis.
Storie di fuga, identità e memorie, in quattro ricette

a seguire proiezione del video documentario Mix-Up







Venerdì 17 ottobre - Ore 17.30







Biblioteca Goffredo Mameli, Via del Pigneto 22, Roma






Il volume Cum Panis non è un semplice ricettario o lo è in maniera “atipica”.



Le ricette presentate sono solo un gustoso pretesto per raccontare le storie di vita di quattro donne rifugiate, provenienti da Somalia, Eritrea, Siria e Palestina, raccolte dagli autori e rielaborate nel video Mix-Up di Alessandro Gordano.



Hamdi, Yurdanos, Julieta e Maisam, cercano di riannodare, dietro i fornelli delle loro nuove case, i fili di un recente passato bruscamente interrotto dalla guerra, per condividere cibo e speranze con chiunque voglia accostarsi alle loro tavole.




Saluti:



Gabriella Sanna, Responsabile Servizio Intercultura - Biblioteche di Roma





Interverranno:




Khalid Chaouki, Deputato PD, coordinatore intergruppo immigrazione



Enza Papa, attivista Associazione “La Kasbah”



Francesco Mollo, giornalista Quotidiano della Calabria



Alessandro Gordano regista di Mix-Up



Cristina Passacantando, Servizio Centrale per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar).





Seguirà un rinfresco di specialità mediorientali offerto dalla Cooperativa Auxilium.

sabato 9 agosto 2014

Dallo sbarco alla scuola




SPRAR sta per Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati ed è costituito da una rete di enti locali che realizzano progetti di accoglienza integrata accedendo alle risorse del Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo. L'accoglienza integrata consiste non solo nel garantire vitto e alloggio, ma anche nel prevedere misure di informazione, assistenza e accompagnamento. Spesso alla buona riuscita dei progetti Sprar contribuiscono le realtà del terzo settore.

Nei giorni scorsi è stato ottenuto un buon risultato: quattro migranti ospiti dello Sprar a Gioiosa Jonica hanno conseguito la licenza media. Gli uomini sono partiti dal Gambia, dal Mali e dalla Nigeria, riuscendo ad arrivare in Italia lo scorso novembre, dopo un terribile viaggio della speranza nel Mediterraneo. Come ha raccontato Giovanni Maiolo, coordinatore Recosol per i progetti di accoglienza: “ Il 3 dicembre hanno iniziato a frequentare il corso di italiano, con impegno e dedizione. Gradualmente hanno appreso le nozioni fondamentali per affrontare conversazioni più semplici. Poi hanno raggiunto livelli superiori e allora hanno iniziato anche lo studio della storia, della geografia, della matematica, della tecnica e del francese come lingua straniera. Si sono distinti per gli ottimi risultati raggiunti, tanto che la docente li ha ritenuti pronti per affrontare l'esame di licenza media”.
I quattro giovani hanno superato le prove scritte e orali presso il Comprensivo di Marina Gioiosa e si spera che questo risultato sia un primo passo utile per il loro futuro.

lunedì 11 novembre 2013

Dove accogliere i migranti




All'inizio del mese di ottobre erano 52 i migranti di origine somala, eritrea e nigeriana arrivati in Sicilia, in Italia per chiedere asilo politico e in cerca di salvezza a causa delle guerre civili e della violenza che regnano nei loro Paesi di provenienza.
Oggi sono più di 180. E sono stati “parcheggiati” all'interno del Pala Nebiolo dell'Annunziata, a Messina. Non si esclude che, nei prossimi giorni o nelle prossime ore, arrivino altri immigrati per cui le autorità stanno valutando l'ipotesi di preparare una tendopoli nel campo da baseball accanto alla palestra.

Questa decisione ha fatto scattare la protesta di molte associazioni, oltre che di una buona parte della società civile. Durante lo scorso week end è stato, quindi, organizzato un sit-in davanti alla Prefettura ed è stata scritta una lettera aperta indirizzata al sindaco, Renato Accorinti, nella quale si legge: “ Una prima valutazione sul Pala Nebiolo attiene alla sua natura giuridica. E' stato creato un centro di accoglienza per richiedenti protezione internazionale, senza decreto ministeriale e senza i requisiti minimi di legge. Il prefetto Stefano Trotta, ha inoltre, emanato il 30 ottobre un avviso pubblico per nominare l'ente gestore del Pala Nebiolo o di altra struttura, che scadrà il 12 novembre, e il 1 novembre ha diramato un comunicato per evidenziare la ricerca di aree pubbliche, dove allocare una tendopoli. Le caratteristiche di non-luogo permangono anche nella scelta di non definire la natura giuridica del centro nell'avviso pubblico: non è chiaro se verrà istituito un CRA (Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo) o un Centro ai sensi della legge Puglia che dovrebbe, invece, avere carattere di temporaneità e provvisorietà”.
Il 15 ottobre scorso il governo, con il decreto legge n.120, ha garantito 210 milioni di euro da destinare alle esigenze straordinarie connesse ai flussi migratori: le associazioni e l'amministrazione comunale di Messina hanno proposto che queste risorse vengano impegnate nell'inclusione sociale dei migranti e nel welfare; i richiedenti asilo potrebbero, così, anche accedere allo SPRAR, il sistema di accoglienza e protezione gestito dai Comuni italiani.
Intanto l'Arci afferma che, attraverso il suo sportello SOS, gli operatori hanno riscontrato: “ la mancanza di consapevolezza tra le persone incontrate sul proprio status giuridico e la presenza di minorenni per i quali abbiamo chiesto l'accertamento dell'età alla questura”. L'Arci ha denunciato, inoltre, la presenza “di malattie infettive come la scabbia, persone con abbigliamento inadeguato al clima autunnale, brandine senza materassi, insufficienti impianti igienici e livelli di pulizia”.


Per concludere, le associazioni hanno chiesto di “fermare l'istituzionalizzazione di un centro dove sono stati trasferiti, negli ultimi giorni, migranti che, intercettati in mare da “Mare Nostrum”, sembrerebbero essere arrivati direttamente dallo sbarco. Un luogo, quindi, dove attendere anche un probabile rimpatrio coatto”: bisogna, invece, continuare a cercare un luogo di accoglienza idoneo, dal punto di vista della sicurezza e in cui si seguano tutti i princìpi legati all'ospitalità e al rispetto della dignità umana.