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sabato 22 febbraio 2014

Cosa succede in Ucraina


Si contano 100 vittime tra i protestanti, in Ucraina, mentre il Presidente Yanucovich annuncia, in un comunicato, l'accordo tra il governo ucraino, l'opposizione, l'Unione europea e la Russia: l'intesa prevede elezioni anticipate, un governo di coalizione e una riforma della Costituzione.

In Italia è arrivata la figlia della leader dell'opposizione Yulia Timoshenko, Yevhenia, che che ha affermato: “Questa guerra civile non è tra fratelli, ma tra il regime e il suo popolo. Se non ci sarà un cambiamento le proteste continueranno. Perchè bisogna sentire le richieste del popolo, serve un cambiamento politico con nuove elezioni e riforme. Non si può consegnare il Paese alla Russia...il cambiamento è chiesto dal popolo e la Russia deve accettarlo”.

Ma per comprendere meglio cosa sia accaduto e cosa stia succedendo in Ucraina vi proponiamo un video del tg2 (del 19 febbraio scorso) con l'intervento di Marianna Soronevych, giornalista impegnata nel sostegno della comunità ucraina in Italia.


venerdì 21 giugno 2013

Aggiornamento Siria




E' scattato l'allarme a Washington: il presidente siriano, Bashar al Assad, avrebbe usato armi chimiche e, così, avrebbe superato la linea rossa oltre la quale gli Stati Uniti avrebbero deciso per un loro intervento. Anche e soprattutto di questo si sta parlando, in questi giorni, al G8, in Irlanda.
La conferma sull'uso del gas Sarin,da parte delle forze governative,è arrivata dal New York Times mentre gli USA confermano che quel tipo di armi non sia stato utilizzato dall'opposizione.
Il Sarin è un gas nervino - come il Tabun o il Vx - che blocca il funzionamento delle ghiandole e dei muscoli, causando problemi respiratori, paralisi, convulsioni e, spesso, anche la morte; l'iprite - altro genere di gas - prende il nome da Ypres, la località belga dove venne utilizzato durante la Grande guerra per la prima volta e causa, anch'esso, problemi di respirazione e piaghe sulla pelle. L'utilizzo di queste armi ha causato, in Siria dal 2012, dai 110 ai 150 decessi.
A fronte di tutto questo, l'amministrazione Obama - attraverso una dichiarazione del viceconsigliere del Presidente, Ben Rodhes - ha deliberato di aumentare l'assistenza all'opposizione siriana, anche attraverso un aiuto diretto ai ribelli. Gli USA hanno anche proposto di istituire una no fly zone, tra Siria e Giordania, per permettere l'uso delle basi giordane da cui possono decollare gli aerei di Washington e per proteggere i rifugiati.
Delle misure di intervento proposte dagli Stati Uniti ha parlato il capo dei ribelli siriani, in un'intervista andata in onda durante il telegiornale su La 7 del 17 giugno scorso.




venerdì 8 febbraio 2013

Tunisia nel caos: ucciso il leader dell'opposizione


A due anni dalla rivoluzione dei Gelsomini, la Tunisia è nel caos.
Ieri è stato ucciso, a colpi di pistola, Chokri Belaid. Attivista dei diritti umani, Belaid era uno dei maggiori esponenti di Nidaa Tounes - una nuova formazione politica che, presto, è diventata la più importante nell'opposizione al governo tunisino – e si è battuto per un Paese laico e contro il pericolo di derive islamiste da parte del partito governativo, Ennhada.
Il partito islamico, al potere, respinge le accuse di essere il “mandante” dell'omicidio, attribuendo a forze sovversive la responsabilità di questo crimine. Il Premier, Hamadi al Jebali, ha annunciato che scioglierà il governo per formarne uno di tecnici, un esecutivo di solidarietà nazionale, e che i ministri attuali non si presenteranno alle prossime elezioni, in occasione delle quali saranno inviati osservatori internazionali, come ha riferito l'emittente Al Jazeera.
Intanto nel Paese la tensione è altissima: migliaia di persone si sono riversate lungo l'avenue Habib Bourguiba, a Tunisi, diretti alla sede del Ministero dell'Interno, urlando slogan contro il governo/regime. I manifestanti hanno lanciato pietre contro le forze di sicurezza e la Polizia ha risposto con granate e lacrimogeni; un ragazzo è stato arrestato dopo essere stato trascinato tra le barricate e il filo spinato; un altro, a Gafza, è rimasto ucciso durante un violento scontro con gli agenti di sicurezza e centinaia di persone sono scese in piazza anche a Monastir.
Oggi si svolgeranno i funerali di Belaid: il sindacato più importante della Tunisia ha indotto uno sciopero generale in tutto il Paese e anche la giustizia tunisina si fermerà per due giorni, in segno di protesta contro questa uccisione.