sabato 3 ottobre 2015

INTERNAZIONALE a Roma: documentari di attualità e sui diritti umani

Internazionale a Roma

I migliori documentari su attualità e diritti umani

un progetto a cura di CineAgenzia per Internazionale

Torna l’atteso appuntamento con i documentari d’attualità selezionati in tutto il mondo per il festival di giornalismo Internazionale a Ferrara e che, dopo Roma, saranno presentati in molte altre città italiane. Dopo ormai sei edizioni del festival e centinaia di proiezioni, quando a CineAgenzia e a Internazionale ci mettiamo alla ricerca dei film candidati a una nuova edizione della rassegna, quel che cerchiamo ci è ben chiaro: documentari su questioni urgenti, su contesti geopolitici di massima attualità, che però somiglino il meno possibile a dei reportage, e sappiano invece elevare i testimoni al ruolo di indimenticabili protagonisti. Anche quest'anno è attraverso le loro storie che invitiamo il pubblico a confrontarsi con temi che spesso i media osservano da lontano, mentre qui la prospettiva si inverte, e diventa quella di registi che guardano al mondo insieme ai loro soggetti. Vi invitiamo a scoprire otto nuovi film, otto vicende illuminanti: in Cina l'esemplare parabola dell'ambizioso e sfuggente sindaco Geng Yanbo e in Colombia quella del coraggioso e visionario leader politico Antanas Mockus, negli Stati Uniti una paradossale operazione contro l'islamismo radicale e in Iran la spietata repressione contro la libertà di informazione, in Spagna il dramma della crisi e della nuova migrazione, in Messico la controversa reazione dei gruppi di autodifesa alla violenza del narcotraffico, in Zimbabwe il complesso ma appassionante cammino verso la democrazia. Resta un film: Voyage en barbarie è la rivelazione dell'ennesima tragedia lungo una delle più segrete rotte della migrazione, e l'esempio più evidente che ognuna di queste è una storia che ci riguarda.

Info
Palazzo delle Esposizioni - Sala Cinema
scalinata di via Milano 9 a, Roma
INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI
I posti verranno assegnati a partire da un’ora prima dell’inizio di ogni proiezione. Possibilità di prenotare riservata ai soli possessori della membership card. L’ingresso non sarà consentito a evento iniziato.

Dal: 06/10/2015
Al: 11/10/2015







06/10/2015 21:00
Cartel land - Cinema
ingresso libero
di Matthew Heineman, Messico, Stati Uniti, 2015 (98’), v.o. con sottotitoli in italiano
Anteprima italiana
presentano Alessio Marchionna (Internazionale) e Sergio Fant (CineAgenzia)
In Messico il medico José Mireles comanda la rivolta contro il cartello della droga dei Cavalieri Templari. Nel frattempo, lungo la valle Altar dell’Arizona, Tim “Nailer” Foley, veterano statunitense, è a capo degli Arizona Border Recon, per impedire alla guerra tra i narcotrafficanti messicani di oltrepassare il confine. Quando il governo non è in grado di proteggere le persone dalla violenza delle organizzazioni criminali, se ne occupano privati cittadini.
 




07/10/2015 21:00
We are journalists - Cinema
ingresso libero
di Ahmad Jalali Farahani, Danimarca, Iran, 2014 (85’), v.o. con sottotitoli in italiano
Anteprima italiana
presenta Catherine Cornet (Internazionale)
Ahmad Jalali Farahani è un giornalista iraniano costretto all’esilio. Il film rivela non solo le sue sofferenze personali in una instancabile lotta per la libertà di espressione in Iran, ma anche la situazione di tanti suoi colleghi: quelli che hanno perso il lavoro in seguito alla chiusura dei loro giornali e quelli che da un esilio forzato continuano a battersi per la libertà e la democrazia nel loro paese.
 




08/10/2015 21:00
The Chinese mayor - Cinema
ingresso libero

di Zhou Hao, Cina, 2015 (86’), v.o. con sottotitoli in italiano
presenta Junko Terao (Internazionale)
Un tempo florida capitale della Cina imperiale, la città di Datong è oggi quasi in rovina. Il sindaco Geng Yanbo è convinto di poter invertire la rotta e ha piani ambiziosi per restituire alla città la gloria passata, ma a caro prezzo: abbattere migliaia di case e trasferire mezzo milione di persone. Le possibilità di successo dipendono dalla sua abilità di tenere a bada cittadini inferociti e una élite di partito infastidita dalla sua ambizione.
 




09/10/2015 21:00
Life is sacred - Cinema
ingresso libero
di Andreas M. Dalsgaard, Danimarca, Irlanda, Norvegia, Colombia, 2014 (104’), v.o. con sottotitoli in italiano
Anteprima italiana
presenta Camilla Desideri (Internazionale)
La Colombia è spesso citata per le sue storie di narcotrafficanti, paramilitari e corruzione. Ma il paese ha anche un altro volto, quello di chi lavora duramente e combatte per una vera democrazia, come Antanas Mockus, un leader eccentrico e senza paura che usando mimi, matite, flashmob e costumi da supereroe ha dichiarato guerra alle ingiustizie e alla violenza, scoprendo quanto è difficile cambiare una società contaminata dall’illegalità.
 




10/10/2015 18:30
Voyage en barbarie - Cinema
ingresso libero
di Cécile Allegra e Delphine Deloget, Francia, 2014 (72’), v.o. con sottotitoli in italiano
Anteprima italiana
Il Sinai è diventato teatro di una vera tratta degli schiavi: a partire dal 2009 cinquantamila eritrei sono passati da qui e diecimila non ne sono mai usciti. Giovani, di buona famiglia, cristiani e in fuga da una dittatura, vengono rapiti durante la marcia verso il Sudan e torturati da beduini per ottenere un riscatto dalle famiglie. Tre sopravvissuti svelano una vicenda avvolta ancora dal silenzio, l’ennesimo dramma sulle rotte della migrazione.
 




10/10/2015 21:00
Democrats - Cinema
ingresso libero
di Camilla Nielsson, Danimarca, 2014 (100’), v.o. con sottotitoli in italiano
presenta Stefania Mascetti (Internazionale)
Il destino dello Zimbabwe è stato per oltre tre decenni legato a quello del presidente Robert Mugabe. Nel 2008 il partito di Mugabe ha perso la maggioranza e i paesi vicini hanno costretto il presidente e l’opposizione a un governo di unità nazionale. In questa atmosfera tesa, due giovani politici di opposte fazioni sono incaricati di gestire il delicato processo di stesura della nuova costituzione, coinvolgendo tutta la cittadinanza, per uno Zimbabwe democratico.
 




11/10/2015 18:30
En tierra extraña - Cinema
ingresso libero
di Iciar Bollaín, Spagna, 2014 (73’), v.o. con sottotitoli in italiano
Anteprima italiana
presenta Annalisa Camilli (Internazionale)
Gloria è una dei duecentomila spagnoli emigrati a Edimburgo per sfuggire alla crisi economica e costruirsi una vita migliore. Per raccontare la condizione di migrante, ha deciso di creare un’opera d’arte collettiva dal titolo Ni perdidos, ni callados. È solo una delle tante storie, comuni o straordinarie, incoraggianti o sconfortanti, per raccontare la migrazione interna europea verso il nord del continente.
 




11/10/2015 21:00
(T)error - Cinema
ingresso libero
di Lyric R. Cabral e David Felix Sutcliffe, Stati Uniti, 2015 (93’), v.o. con sottotitoli in italiano
Anteprima italiana
Il diario dietro le quinte, girato nel corso di due anni, di un agente segreto dell’Fbi che si muove sul labile confine tra la prevenzione dei reati e la loro invenzione e che per più di vent’anni si è infiltrato nelle reti del terrorismo e ha fatto amicizia con persone sospettate di farne parte. Un tentativo di far luce sull’ossessione per la sorveglianza nell’America di oggi, e rispondere all’inquietante domanda: chi controlla chi ci controlla?

 
- See more at: http://www.palazzoesposizioni.it/events/Rassegna.aspx?idr=138#sthash.azctkIYE.dpuf

Associazione per i Diritti Umani




PRESENTA



Continuare a parlare di Medioriente: come sta cambiando lo scenario e quali le conseguenze per il resto del mondo. Focus SIRIA





GIOVEDI 8 OTTOBRE, ore 19

presso



CENTRO ASTERIA

Piazza Carrara 17.1 (Ang. Via G. da Cermenate, 2. MM ROMOLO, FAMAGOSTA )
Milano





Milano, 15/9/2015 L’Associazione per i Diritti Umani organizza l'incontro intitolato “Continuare a parlare di Medioriente: come sta cambiando lo scenario e quali le conseguenze per il resto del mondo. Focus SIRIA”, nell'ambito della manifestazione “D(I)RITTI AL CENTRO!”.



Presentazione del documentario “Young Syrian Lenses” alla presenza dei registi Ruben Lagattola e Filippo Biagianti e di Monica Macchi, esperta di mondo arabo.

Il documentario:

“Prima di essere media attivisti, siamo tutti ribelli, il nostro impegno nella rivoluzione si è evoluto nell’informazione”. Parla così il reporter Karam Al Halabi, uno dei protagonisti del documentario girato in Syria da Lagattolla fra il 30 Aprile e il 9 Maggio 2014 e sostenuto da Amnesty International sezione Italia.

L’intento del documentario è infatti proprio quello di filmare l’attività dei ragazzi che lavorano nei network di informazione, documentare il loro lavoro di fotografi e di raccontare la realtà siriana con un approccio il più possibile umano. Il progetto “Young Syrian Lenses” è stato portato avanti e concluso senza nessun budget, in maniera totalmente indipendente e volontaria e viene ora diffuso in tutta Italia con l'obiettivo di raccontare la storia di questi reporter e di far conoscere in modo chiaro e approfondito la situazione della Siria.



Inaugurazione della mostra fotografica “Volti della Syria” di Salvatore Di Vinti



La mostra:

Volti della Syria” di Salvatore Di Vinti, volontario di “Insieme si può fare”. Attraverso le immigini Salvatore Di Vinti racconta i due viaggi fatti con l’associazione per portare aiuti umanitari al popolo siriano.



Coordina: Alessandra Montesanto, Vicepresidente Associazione per i Diritti Umani







Cosa succede in Burkina Faso?



di Veronica Tedeschi




Il Burkina Faso, sbocciato da popolazioni migrate dal Ghana settentrionale, nel 1896 venne conquistato dai francesi con la presa della capitale Ouagadougou divenendo un protettorato francese. Gli abitanti del nuovo stato coloniale francese, durante la Prima guerra mondiale, combatterono nei battaglioni della città europea. Il 23 luglio 1956 la Francia iniziò a riorganizzare le proprie colonie d'oltremare cominciando ad assegnare loro un maggiore grado di autonomia con l'attuazione della cosiddetta Loi Cadre. Questo processo terminò l'11 dicembre 1958 quando l'Alto Volta divenne una repubblica autonoma all'interno del territorio coloniale francese. Solo nel 1960, dopo ulteriori vicende, il Burkina Faso conquistò l’indipendenza dalla Francia.

Indipendenza?


Nel 2014 si svolsero nella capitale una serie di manifestazioni contro la proposta del Presidente Campaorè di modificare la Costituzione per potersi riproporre per un nuovo mandato; le proteste si conclusero con le dimissioni forzate del leader Campaorè dopo 27 anni di governo. Dopo la fuga del capo di stato, in Burkina Faso venne creato un governo di transizione che sarebbe dovuto durare fino al prossimo 11 ottobre, giorno in cui erano previste le elezioni.

La situazione non si stabilizzò, fino ad arrivare al recente 16 settembre 2015, quando il reggimento di sicurezza presidenziale (Rsp), guidato dal generale Gilbert Dienderè, fece irruzione al Consiglio dei Ministri arrestando l’attuale presidente Kafando e il primo ministro Zida; il giorno dopo fu annunciato lo scioglimento del governo.

L’esercito non stette a guardare e pochi giorni dopo entrò nella capitale Ouagadougou dando un ultimatum al leader del colpo di stato; anche la popolazione si organizzò per la resistenza e scese in piazza per protestare ed opporsi al rovesciamento del potere da parte dei principali sostenitori dell’ordine del regime dell’ex presidente Blaise Compaorè, in esilio dal 2014.

La Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale (Ecowas), che svolge funzioni di cooperazione per la sicurezza dell’Africa occidentale, per evitare il peggio, pochi giorni fa ha inviato dei delegati per chiedere alla giunta di restituire il potere ai civili.

Gli altri paesi africani stanno sostenendo le proteste dei burkinabè e le popolazioni stanno scendendo in piazza contro il potere uniforme e contro i colpi di stato. Le maggiori istituzioni africane sembrano appoggiare questa posizione, esprimendo condanne e infliggendo sanzioni di vario genere nei confronti dei golpisti. L’Ua, riferisce Mull Katande – rappresentante ugandese di turno alla presidenza del Consiglio di pace e sicurezza - “ha deciso di sospendere con effetto immediato il Burkina Faso da tutte le attività”, costringendo, inoltre, i responsabili del colpo di stato a non uscire dal paese. La stessa Ecowas ha presentato una bozza di accordo per superare la crisi che ad oggi non è ancora stata firmata da nessuna delle parti coinvolte.


Le istituzioni africane stanno facendo il possibile per superare la crisi in Burkina Faso.

La popolazione di questo Stato non conosce pace da almeno due anni a questa parte ma è determinata a non cedere e continuerà a lottare per la pace. Non a caso, il Burkina Faso viene anche chiamato terra degli uomini integri nella lingua parlata dall’etnia mossi (che rappresenta il 40% della popolazione).

Un’altra pagina della storia degli uomini integri è stata scritta; il prossimo capoverso potrebbe iniziare con una svolta, con la parola Pace.

Gilbert Dienderè e l’Rsp usciranno rafforzati da questa vicenda?

La loro carriera finirà?

Le proteste della popolazione si placheranno?

Questo Stato vedrà mai la pace dopo anni di proteste, colpi di stato e presidenti “attaccati alla poltrona”?

Attendiamo il prossimo capitolo.
 
 


venerdì 2 ottobre 2015

Corso di narrazione anche presso libreria LES MOTS, sempre a Milano


L'Associazione per i Diritti Umani



in collaborazione con Libreria LES MOTS

via Carmagnola angolo via Pepe - Milano (MM2 e MM5 Garibaldi)





presenta

corso di narrazione civile

con STEFANO VALENTI, autore del romanzo “La fabbrica del panico”, vincitore del Premio Campiello – Opera prima



LA NARRAZIONE AUTOBIOGRAFICA: DAL RACCONTO ORALE AL RACCONTO SCRITTO

In particolare: narrazione sociale e civile



La narrazione è un affidabile metodo di condivisione in quanto permette al soggetto narrante di esporre fatti reali inerenti la propria vita. Nel raccontarla, il narratore tende a intensificare la conoscenza pratica che ha di sé stesso e del mondo perché, attraverso la trasposizione in forma orale e scritta degli eventi che ha vissuto, scopre un significato più profondo della sua esistenza. Fin da epoche remote, e indistintamente ai quattro angoli del mondo, le storie tramandate sono state veicolo di trasmissione culturale e di costruzione civile.

La narrazione è una metodologia che permette di raccontare sé stessi e il proprio vissuto, ma trasformando l’esperienza personale e il proprio punto di vista in un racconto interessante e fruibile da un pubblico vasto e variegato. In particolare nel caso di vicende drammatiche e dolorose, o quando ci si trova in momenti di grande cambiamento personale e sociale, l’esigenza di raccontare si fa impellente, sia che si tratti di costruire memoria per quelli che verranno sia che si tratti di verbalizzarla per riuscire a chiarire quello che accade.

Per narrazione s’intende quindi sia l’arte di usare il linguaggio, la vocalità e la gestualità, sia quella di verbalizzarlo, per rivelare a un pubblico specifico gli elementi o le immagini di una storia la cui fruizione primaria è in tempo reale e da persona a persona.

La narrazione trova il proprio raggio d’azione non solo in ambito performativo ma anche nel settore dell’istruzione, della mediazione culturale, e del racconto civile.

RACCONTARE SE STESSI E RACCONTARE GLI ALTRI

Obiettivi: aprirsi e condividere con altri un racconto personale significa sapere esprimere il proprio punto di vista e la propria sensibilità attraverso simboli archetipi universali e tradurre il proprio vissuto in un linguaggio artistico filtrato dalla realtà.

Regalando e condividendo una storia personale si può raggiungere la giusta distanza dall’esperienza o dall’emozione vissuta, che consente di oggettivarla e relativizzarla, facilitando così il superamento dei conflitti.

Condividere e scambiarsi storie, consentendo ad altri di collaborare alla creazione del racconto, crea un forte sentimento di gruppo, di fiducia reciproca e di intimità. Chi impara a raccontare impara anche ad ascoltare meglio, a cogliere nella voce, nelle parole e nei gesti di chi si incontra lo spirito, il senso profondo della narrazione. Essere capaci di ascoltare attivamente, di raccogliere le storie che incontriamo o che ci vengono regalate, ci apre agli altri, ci avvicina a loro in uno scambio piacevole e gratificante per entrambi.

SCRIVERE IL RACCONTO



Obiettivi: il Laboratorio mira a risvegliare la capacità narrativa e ad esercitarla e arricchirla attraverso il confronto con altre narrazioni. Raccontare è ricordare e trasmettere, affidare all’immaginario dell’altro e condividere con l’altro la propria vita. Narrare è anche una necessità civile, e attraverso la narrazione l’adulto rielabora e conserva il proprio vissuto, così come il ragazzo impara a rappresentarsi il mondo.



La lettura di brani di narrativa italiana moderna e contemporanea, con particolare riferimento al romanzo civile, alla narrativa d'inchiesta, al reportage narrativo – le forme che ha assunto la più interessante narrativa italiana – stimolerà la fantasia e permetterò il confronto su diversi generi di narrazione arricchendo l'immaginario civile dei partecipanti e determinando l’affabulazione, l'Intreccio dei fatti e degli eventi che costituiscono la trama di un'opera narrativa facilitandone la produzione.

Partendo dagli stimoli ricevuti i partecipanti svilupperanno racconti e il laboratorio diventerà una officina di narrativa in costruzione. I racconti saranno analizzati e rielaborati insieme, per sperimentare come nella verbalizzazione tutto si trasforma e si tradisce.

Temi: tecnica base della narrazione, metodo delle immagini, memorizzazione e narrazione, raccolta del materiale, costruzione dello stile personale.

Destinatari: studenti, insegnanti, professionisti, operatori culturali, sociali e sociosanitari.

Durata minima sei ore. 4 incontri di due ore ciascuno.

Costi: 20 euro all'ora ( totale per 6 ore : 120 euro)



DATE e ORARI:

mercoledì 7 ottobre, ore 19

mercoledì 21 ottobre, ore 19

mercoledì 4 novembre, ore 19





Il laboratorio parte con una partecipazione minima di 10 persone


Corso narrazione civile presso BISTROT del TEMPO RITROVATO, a Milano


L'Associazione per i Diritti Umani presenta



in collaborazione con il Bistro' del tempo ritrovato

(Via Foppa 4, MM Sant'Agostino - Milano)



PRESENTA



un corso di narrazione civile

con STEFANO VALENTI, autore del romanzo “La fabbrica del panico”, vincitore del Premio Campiello – Opera prima



LA NARRAZIONE AUTOBIOGRAFICA: DAL RACCONTO ORALE AL RACCONTO SCRITTO





La narrazione è un affidabile metodo di condivisione in quanto permette al soggetto narrante di esporre fatti reali inerenti la propria vita. Nel raccontarla, il narratore tende a intensificare la conoscenza pratica che ha di sé stesso e del mondo perché, attraverso la trasposizione in forma orale e scritta degli eventi che ha vissuto, scopre un significato più profondo della sua esistenza. Fin da epoche remote, e indistintamente ai quattro angoli del mondo, le storie tramandate sono state veicolo di trasmissione culturale e di costruzione civile.

La narrazione è una metodologia che permette di raccontare sé stessi e il proprio vissuto, ma trasformando l’esperienza personale e il proprio punto di vista in un racconto interessante e fruibile da un pubblico vasto e variegato. In particolare nel caso di vicende drammatiche e dolorose, o quando ci si trova in momenti di grande cambiamento personale e sociale, l’esigenza di raccontare si fa impellente, sia che si tratti di costruire memoria per quelli che verranno sia che si tratti di verbalizzarla per riuscire a chiarire quello che accade.

Per narrazione s’intende quindi sia l’arte di usare il linguaggio, la vocalità e la gestualità, sia quella di verbalizzarlo, per rivelare a un pubblico specifico gli elementi o le immagini di una storia la cui fruizione primaria è in tempo reale e da persona a persona.

La narrazione trova il proprio raggio d’azione non solo in ambito performativo ma anche nel settore dell’istruzione, della mediazione culturale, e del racconto civile.

RACCONTARE SE STESSI E RACCONTARE GLI ALTRI

Obiettivi: aprirsi e condividere con altri un racconto personale significa sapere esprimere il proprio punto di vista e la propria sensibilità attraverso simboli archetipi universali e tradurre il proprio vissuto in un linguaggio artistico filtrato dalla realtà.

Regalando e condividendo una storia personale si può raggiungere la giusta distanza dall’esperienza o dall’emozione vissuta, che consente di oggettivarla e relativizzarla, facilitando così il superamento dei conflitti.

Condividere e scambiarsi storie, consentendo ad altri di collaborare alla creazione del racconto, crea un forte sentimento di gruppo, di fiducia reciproca e di intimità. Chi impara a raccontare impara anche ad ascoltare meglio, a cogliere nella voce, nelle parole e nei gesti di chi si incontra lo spirito, il senso profondo della narrazione. Essere capaci di ascoltare attivamente, di raccogliere le storie che incontriamo o che ci vengono regalate, ci apre agli altri, ci avvicina a loro in uno scambio piacevole e gratificante per entrambi.

SCRIVERE IL RACCONTO



Obiettivi: il Laboratorio mira a risvegliare la capacità narrativa e ad esercitarla e arricchirla attraverso il confronto con altre narrazioni. Raccontare è ricordare e trasmettere, affidare all’immaginario dell’altro e condividere con l’altro la propria vita. Narrare è anche una necessità civile, e attraverso la narrazione l’adulto rielabora e conserva il proprio vissuto, così come il ragazzo impara a rappresentarsi il mondo.



La lettura di brani di narrativa italiana moderna e contemporanea, con particolare riferimento al romanzo civile, alla narrativa d'inchiesta, al reportage narrativo – le forme che ha assunto la più interessante narrativa italiana – stimolerà la fantasia e permetterò il confronto su diversi generi di narrazione arricchendo l'immaginario civile dei partecipanti e determinando l’affabulazione, l'Intreccio dei fatti e degli eventi che costituiscono la trama di un'opera narrativa facilitandone la produzione.

Partendo dagli stimoli ricevuti i partecipanti svilupperanno racconti e il laboratorio diventerà una officina di narrativa in costruzione. I racconti saranno analizzati e rielaborati insieme, per sperimentare come nella verbalizzazione tutto si trasforma e si tradisce.

Temi: tecnica base della narrazione, metodo delle immagini, memorizzazione e narrazione, raccolta del materiale, costruzione dello stile personale.

Destinatari: studenti, insegnanti, professionisti, operatori culturali, sociali e sociosanitari.

Durata minima sei ore. 3 incontri di due ore ciascuno.

Costi: 20 euro all'ora ( totale per 6 ore : 120 euro)



DATE e ORARI:



martedì 13 ottobre, ore 18.30

martedì 20 ottobre, ore 18.30

martedì 27 ottobre, ore 18.30





Il laboratorio parte con una partecipazione minima di 10 persone









Giovani rom, sinti e non rom presentano il loro Manifesto per un’Italia unita e libera dei ghetti: «Vogliamo essere attori di un cambiamento».


Si chiude in Senato la Convention Primavera Romanì promossa dall’Associazione 21 luglio
 «Siamo giovani rom, sinti e non rom, italiani e stranieri. Molti di noi vengono da una storia di disagio, soprusi ed esclusione, ma non ci siamo fermati e non ci fermeremo. Sogniamo per l’Italia un risveglio di umanità».
Lo scorso 21 settembre 2015, in Senato, 25 giovani rom, sinti e non rom provenienti da tutta Italia hanno presentato un Manifesto in cui descrivono l’Italia nella quale vorrebbero vivere e attraverso cui chiedono alle istituzioni un deciso cambio di direzione relativamente alle questioni del disagio abitativo, a partire dal superamento dei “campi rom e dei ghetti, dell’istruzione, del lavoro e delle opportunità per i giovani. Questioni che non riguardano solo le comunità rom e sinte, ma tutte le categorie di persone che oggi nel nostro Paese sono svantaggiate e oggetto di discriminazione.
Il Manifesto è frutto di una tre giorni di studio e riflessioni, alla quale i giovani hanno partecipato dal 19 al 21 settembre a Roma: la Convention Primavera Romanì, una iniziativa promossa dall’Associazione 21 luglio nell’ambito del suo programma di promozione della cittadinanza attiva all’interno delle comunità rom e sinte in Italia.
«Quello che accade oggi è un evento epocale per il nostro Paese e una opportunità preziosa che si pone davanti alle istituzioni nazionali e locali. Per la prima volta, giovani rom, sinti e non rom decidono di unire le forze e di scrivere insieme una nuova pagina per l’Italia – afferma l’Associazione 21 luglio -. Chiedono che in Italia non vi sia più spazio per l’odio, l’intolleranza e la ghettizzazione verso i più deboli e avanzano proposte concrete per affrontare questioni decisive per un futuro diverso per la nostra società».
«L’aspetto più importante – sottolinea ancora l’Associazione 21 luglio – è che questi giovani non rivendicano diritti per i soli rom e sinti, ma per tutti. La loro voce rappresenta un esempio di unione e solidarietà che troppo spesso la politica nostrana tende ad accantonare alimentando divisioni e tensioni sociali».
La Convention Primavera Romanì ha preso avvio con il messaggio di auguri del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «La presenza attiva di giovani rom e sinti rappresenta un elemento fondamentale nel cammino paziente verso forme sempre più efficaci di integrazione e inclusione – sono le parole del Capo dello Stato -. La consapevolezza piena dei propri diritti, unitamente alla conoscenza dei propri doveri nei confronti della società e dello Stato, è un passo indispensabile per far cadere diffidenze e pregiudizi reciproci e assicurare un futuro di dialogo e di convivenza».
Nel corso della conferenza stampa, i giovani hanno presentato il loro Manifesto alla Commissione Diritti Umani del Senato, rappresentata dalla senatrice Manuela Serra, e al deputato del Partito Democratico Khalid Chaouki. È intervenuta anche la senatrice rom spagnola Silvia Heredia Martin, che ha raccontato la situazione dei rom in Spagna, dove vive quasi un milione di rom, contro i circa 180 mila presenti nel nostro Paese.
«Non accettiamo più che i nostri figli vivano in un paese di ghetti, separazioni, disuguaglianze, povertà, odio e razzismo, né oggi, né domani – sono le parole pronunciate dai giovani rom, sinti e non rom -.Vogliamo essere un esempio di società unita e libera, come l’Italia dovrebbe essere. Vogliamo essere attori di un cambiamento di cui tutti possano giovare. Un paese orgoglioso dei suoi valori, aperto verso i deboli, che consenta a ciascuno di essere apprezzato, amato e riconosciuto per le proprie passioni e qualità. Un’Italia che abbracci le differenze e si consideri fortunata per la ricchezza di tutte le culture che la compongono».


giovedì 1 ottobre 2015

Una nuova rubrica: Hate crimes in Europe!




Cari amici, cari lettori,

con piacere oggi vi proponiamo una nuova rubrica intitolata HATE CRIMES IN EUROPE!. Sarà tenuta, il giovedì ogni due settimane, da Cinzia D'Ambrosi (www.cinziadambrosi.com), fotoreporter di origine italiana che vive a Londra. Di seguito la presentazione del progetto.



Ringraziamo molto Cinzia D'Ambrosi per aver accettato la collaborazione con l'Associazione per i Diritti Umani.



Hate crimes in Europe!



Hate crimes in Europe! e' composto da una serie di reportages che trattano di crimini d'odio in Europa. Il progetto e' nato dal desiderio di documentare e rendere visibile l'enormita' dei crimini d'odio e cio' che pericolosamente rappresentano.

L'intento e' quello di approfondire questa tematica tramite le storie di coloro che sono state vittime e di evidenziare anche i riscontri negativi che questi eventi creano su di loro e sulla societa' in generale. Hate crimes in Europe! investiga e documenta, infatti, non solo le storie delle vittime ma anche i luoghi dove questi crimini sono piu' frequenti. Il progetto si svolge attraverso un percorso d'immagini raccolte nei luoghi europei dove il sorgere di movimenti di estrema destra, la poverta' ed enormi cambiamenti politici, economici o sociali hanno inciso a tal punto da diventare fulcro di molti episodi d'odio.



Cinzia D'Ambrosi freelance fotogiornalista ha dato vita al progetto in Grecia dove ha riscontrato l'esistenza di attacchi e pregiudizi verso coloro che hanno cercato rifugio nel Paese, dopo essere scappati da zone di guerra, in particolare dall'Africa sub-sahariana. Scioccata, ha intervistato e fotografato rifugiati sudanesi, eritrei e di altri Paesi africani.

Ha constatato, inoltre, che i crimini sono notevolmente aumentati in tutta l'Europa. Attacchi a moschee in Bulgaria da membri dell'estrema destra, in Germania, l'ascesa dell' UKIP in Inghilterra, e il dilagare dei partiti di estrema destra in altre aree europee non hanno fatto altro che moltiplicare le manifestazioni di violenza nei confronti di migranti e di profughi. Questi sono attacchi rivolti verso coloro che 'rappresentano' uno stereotipo e gli stereotipi formano pregiudizi che sfociano, troppo spesso, nella violenza fisica e verbale.

L'intento di Hate crimes in Europe! È quello di voler abbattere gli stereotipi e di formare una società accogliente e rispettosa.



Images copyright Cinzia D'Ambrosi


Badara Sila sta ricevendo un trattamento medico da parte di una ONG per disturbi da stress dopo aver subito un attacco atroce da alcuni membri del Golden Dawn in Grecia. Le violenze lo hanno costretto a rimanere in ospedale per alcune settimane.




Badara Sila is now receiving treatment from an NGO for anxiety and stress disorder after he was victim of an atrocious attack by members of the Golden Dawn in Greece

which left him for weeks in hospital.




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Hate crimes in Europe!

The Other Europe is a collection of photo stories that expose the increasing number of hate crimes.

Crimes of hatred and prejudice are becoming more common by the day. Europe seems to have forgotten its recent history and to be heading towards reaping itself in a loop. Attacks to Mosques in Bulgaria from members of the far right party Attak, Neo Fascist Pegida in Germany burning down hostels where refugees have been given shelter, UKIP in UK proclaiming Britishness, Golden Dawn in Greece attacking black communities and anyone that is not Greek, and the inhuman treatment of refugees seeking shelter in Europe are tell-tales of rising prejudices and hate in European countries. These are some of the escalating events that have reached the headlines, but everyday, increasingly, people become victim of attacks, hate speeches and discrimination. Unfortunately, most of these crimes go unreported.

The root causes for these crimes are subject to debates and research, however the escalating events in the Middle East, the tragedies of war, foreign interventions, the shootings at the French satirical newspaper Charles Hebdo, the current fighting of ISIS and the refugee crisis that is enveloping Europe have all fuelled the emergency of racial and religious hate crimes. This has often translated into a political and media rhetoric that targets migrants, refugees, ethnic minorities and the black communities, those that practice the Islamic faith given rise to extreme right thinking but also to prejudices and discrimination. Thus, it comes into play stereotypes; for example those that practice the Islam faith are more easily suspected of terrorism, or black young people are more likely to be be subjected to stop and search from the police than white young people. The economic downfall and consequetenly a greater inequality in society are also contributing to these events. To a large externd, the countries with an increased number of hate crimes are those where there have been greater changes economically and have had a greater involvement in the wars in Afghanistan, Iraq and presently in Syria.

As a photojournalist, I am very keen on reporting on hate crimes with the aim to highlight with my work this pressing and important issue and I believe that story telling in a visual manner provides a greater immediacy from the public. The objective is to create a body of work on an European level constructed by various stories based on victims of hate crimes to bring forth the effects that those have on people, but also to achieve a greater understanding of these crimes and ways to denounce them. The project will have a portal with interactive based levels where public can listen to audio interviews, follow photo-essays and videos. The web site will be the key element for information on the project, thus I am hoping for involvement from charities and NGO's on the level that will be able to support and grow the project network and thus increase awareness of this issue. Unless these incidents are tackled at the very beginning raising awareness and proactively denounce them, there will be no end to them. Thus, sensibilize on ground with a campaign that is visually conveying with photo stories of those that have been hit hard by prejudice and hate becomes poignant as it will sensibilize the public on reporting hate crimes. There is a desperate need for this to happen. Europe as a whole has a need to counteract these incidents with a firm position. What it does happen in one country is not disjointed to the others; what happens with Golden Dawn in Greece is not separated from what is happening with Pegida in Germany.

The Photo Stories

The photo stories will be exploring stories based on those that have fallen victim of hate crimes, investigate on the root causes, and highlight the environments which have become hots spots in the dissemination of hate crimes in Europe. Stories will be investigating key angles for instance racism, Islamophobia, ethnicity. The plan is to work in countries, cities and particular areas where there is a greater appeal of far right ideologies and where there is a greater need for intervention.

Greece is one of these countries, which is suffering from severe austerity measures and rising racism. Greece is one of the main entry gates into Europe for refugees fleeing their home countries on the search for safety. In Greece however, refugees are faced with deficiencies in the asylum procedure and appalling detention and living conditions. Without housing, legal papers or support, they are faced with increasing and often violent racism. The black communities are the most targeted by blatant acts of racism, random attacks from members of the Golden Dawn, and or from the police. Despite the severity of the cases which include murder, state and police seem unwilling to address the issue. This project is shedding a light on the crimes committed and the frequent daily occurrences of racism and discrimination among the black refugee communities in Greece.

Vision

The vision is to develop this work on an European level documenting the lives of people that have been negatively impacted by hate crimes with their photo stories. The objective is to highlight the need for intervention; the need to educate, to eradicate the roots for hate and to investigate where these are more frequent in order to understand the environments and the impact of media, politics etc on the occurrence of these crimes. I am researching and beginning to liase with NGOs, charities and foundations that work towards raising awareness of hate crimes. Some of the ideas being generated is to construct regular blogs, Seminars, Workshops and Exhibitions. But also approaching print, online media and broadcasting and the social channels. This to generate and build the necessary profile to reach out to a large amount of people.

It will be amazing to create photo stories in real time so that there will an online stream of the photo-essays as they happen. There are a lot of possible ideas that can be developed, but some of these look at working on an Interactive Web Documentary based presentation so that the photo stories are presented in various interconnected platforms so that they can interact with the public in audios, videos, multimedia and stills to enhance the story telling experience and responsiveness. This is quite strong possibility. I have already approached a Producer who is keen on producing this Interactive Web platform for the project.