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giovedì 31 gennaio 2013

Breve cronaca della situazione dei ROM: nomadi per necessità

Nel luglio dello scorso anno, a Roma, la giunta Alemanno aveva chiesto prima lo sgombero dei rom dall'ex cartiera di via Salaria, poi la loro espulsione. E Sveva Belviso, vicesindaco, il 4 gennaio di quest'anno ha dichiarato: " Chiederò al Prefetto il decreto di espulsione per 319 di loro con l'allontanamento coatto. Non è una forma di cattiveria, ma bisogna capire che così non si può andare avanti, non possiamo permettercelo".
Di contro, l'Associazione 21 luglio - che svolge attività di ricerca sulle condizioni degli insediamenti rom in Italia, con particolare attenzione ai diritti dell'infanzia - ha verificato che, tra le persone soggette al decreto di espulsione vi siano: una donna in stato di gravidanza, una coppia giovanissima e una persona invalida al 50% e ha dichiarato: " Sfugge il senso logico di un Piano Nomadi che non è diventato altro che lo specchio di una schizofrenia che ha investito gli amministratori locali, proiettati a barattare il facile consenso con operazioni di facciata, piuttosto che interessati a risolvere i problemi reali dei cittadini, rom e non rom, presenti nella città".
Ma la questione non riguarda solo un'amministrazione di destra: anche a Desio, il sindaco di centrosinistra, Roberto Corti, ha firmato un'ordinanza per vietare l'uso di camper, roulottes e tende nei parcheggi e nelle aree periferiche. Un'ordinanza che è diventata esecutiva perchè alcuni cittadini avevano lamentato la presenza di rifiuti.
Ma, per fortuna, una voce fuori dal coro c'è. Tommaso Claudio Corvatta, sindaco di Civitanova Marche e anche medico, il 29 dicembre 2012 ha messo a disposizione la sua seconda casa a una famiglia rom.
Dopo aver percorso tutte le strade istituzionali - Protezione civile, Prefettura, Provincia - ha valutato che ci fosse un'emergenza umanitaria per le cinque persone, tra cui una donna incinta e un'altra tumorale, costrette a vivere per strada, al gelo. Il sindaco ha spiegato di aver preso la decisione da privato cittadino e da medico.
Dal 5 gennaio la famiglia rom è stata presa in carico dall'attivista Laura Mazzola in attesa che sia pronta una roulotte messa a disposizione da un benefattore. Per gli altri rom - una ventina - presenti sul territorio, Corvatta e la sua amministrazione stanno cercando una soluzione definitiva, dicendo: "Basta con ipocrisie e stupido razzismo".
 Intanto gli esponenti dell'associazione Rom e Sinti di Milano hanno espresso rabbia e disappunto perchè, per il secondo anno consecutivo nella Giornata della Memoria, la giunta si è dimenticata lo sterminio perpetrato contro di loro dai nazisti che li hanno accomunati agli ebrei e che hanno attuato lo sterminio su base razziale, dando il via all'orrore dell'Olocausto.

Quest'articolo è solo un anticipo sul tema: nel prossimo week end verrà pubblicato un approfondimento a cura del NAGA, associazione di volontariato che si occupa, soprattutto dal punto di vista medico-sanitario, dei rom e dei sinti (e non solo).


venerdì 18 gennaio 2013

Emergenza Haiti: tutto come o peggio di prima

Sono trascorsi tre anni da quel 2010 in cui un sisma ha devastato Haiti. Ma non se ne parla quasi più. Eppure l'organo di informazione haitiano Alterpresse fa sapere alla comunità internazionale che “ la realtà non è cambiata per migliaia di giovani,donne, uomini, madri, neonati, anziani”. Ricordiamo che il sisma, all'epoca, aveva causato tantissimi morti e anche un milione e mezzo di sfollati.
Anche il coordinatore degli affari umanitari dell'ONU, Nigel Fisher, ha sostenuto che: “ Non è cambiato davvero nulla nelle condizioni di vita della gente nei campi...Il problema degli alloggi, a cui si aggiungono un sistema sanitario devastato e un'agricoltura in crisi dopo alluvioni alternatesi a periodi di siccità a causa delle tempeste tropicali, Isaac e Sandy”.
L'isola caraibica è anche colpita da una grave epidemia di colera, peggiorata dopo le alluvioni dello scorso autunno che hanno causato lo straripamento delle fogne a cielo aperto, provocando una diffusione maggiore dei batteri.
Le istituzioni del luogo sono deboli, i donatori non hanno mantenuto le loro promesse e i governi della comunità internazionale non sono stati in grado di stabilire le giuste priorità per far fronte a questa situazione complessa e drammatica.
Una delle pochissime organizzazioni attive sul posto è quella di Medici Senza Frontiere (MSF) che continua a gestire un ospedale a Port-au-Prince e due centri di trattamento del colera a Delmas e a Carrefour; mentre gli altri centri presenti sul territorio sono stati chiusi a causa della mancanza di fondi. Le strutture di MSF offrono assistenza sanitaria gratuita, assistenza chirurgica, assistenza materno-infantile 24 ore su 24, ma il lavoro da svolgere è immenso e le forze di aiuto impiegate sono insufficienti.