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mercoledì 21 maggio 2014

I frutti del carcere

Ci è pervenuta questa comunicazione che riteniamo interessante. Se sarete a Milano...

La Cordata, i Cittadini Solari X Milano, A&I e il Comitato X Milano zona 1 sono felici di invitarvi alla 2a edizione de I FRUTTI DEL CARCERE, la mostra mercato delle produzioni carcerarie. Anche quest'anno la manifestazione si svolgerà nel giardino de La Cordata in via San Vittore 49 dalle 10 alle 19 del 24 maggio. Saranno presenti 26 espositori con prodotti che spaziano dal cibo all'abbigliamento, dall'artigianato artistico ai servizi per le aziende.
Programma della giornata: alla mattina la tavola rotonda "Dare lavoro ai detenuti: tra opportunità economica e impegno sociale"; nel pomeriggio "A che punto siamo?", intervista pubblica a rappresentanti delle istituzioni sulla situazione legislativa e le misure per l'inclusione sociale.
Durante tutta la giornata funzionerà un servizio di
caffetteria e buffet a cura di "In_Opera" cooperativa sociale.

Un grazie particolare al Trio Amadei; nel primo pomeriggio ci offrirà un intermezzo musicale con gli strumenti della Liuteria del carcere di Opera.
Il nostro
ringraziamento va infine al Consiglio di Zona 1 per il patrocinio e il contributo che hanno concesso alla manifestazione.
Aiutateci a diffondere questa iniziativa inoltrando questa email ai vostri amici e invitandoli tutti tramite Facebook e Google+.
 
Grazie e arrivederci al 24 maggio!
Il comitato organizzatore de I Frutti del Carcere
 
In caso di pioggia la manifestazione si svolgerà all'interno de La Cordata. Bus 50, 58, 68, 74, - Tram 16, 19 - MM1 Conciliazione, MM2 Sant'Ambrogio - Bikemi via San Vittore ang. via Morozzo Della Rocca

martedì 4 febbraio 2014

Il punto di Antigone sulla situazione carceri



Il 28 gennaio scorso si è svolto a Milano un incontro, presso l'Urban Center, in cui si è discusso ancora del problema del sovraffollamento delle carceri italiane e, in particolare della situazione dei detenuti negli istituti penitenziari della Lombardia.

Siamo una Regione molto particolare dal punto di vista carcerario” ha affermato Valeria Verdolini, presidente lombardo dell'Associazione Antigone “ con ben 19 diversi istituti detentivi. Un fenomeno di grandi dimensioni, quindi, ma al quale è possibile approcciarsi in maniera costruttiva grazie alla rete esistente a livello locale e che unisce le strutture di volontariato, le associazioni, le istituzioni”.

Antigone monitora periodicamente le carceri e racconta ciò che vede. Nel IX e ultimo rapporto dell'associazione sulle condizioni di detenzione, intitolato “Senza dignità”, i dati riferiscono che le regioni italiane più affollate sono la Liguria, la Puglia e il Veneto; al 31 ottobre 2012 i 66.685 detenuti sono in maggioranza uomini e italiani; le donne rappresentano il 4,2% della popolazione carceraria e il 35,6% è rappresentato dagli stranieri. Le nazionalità più presenti sono quella marocchina, romena, tunisina, albanese e nigeriana. Nel report si ricorda che: “Con una sentenza del 28 aprile 2011 la Corte di Giustizia Europea ha dichiarato incompatibile con la Direttiva rimpatri l'articolo 14, commi 5 ter e 5 quater, del Decreto Legislativo n. 286/1998, che prevedeva la detenzione in caso di mancata ottemperanza all'ordine del Questore di allontanarsi dal territorio italiano. Dopo una iniziale incertezza, si è di fatto proceduto per decreto legge alla modifica di questo reato, escludendo il ricorso al carcere. Ad oggi, però, la percentuale degli stranieri tra i detenuti è scesa di poco rispetto al dicembre del 2010, quando era del 36,7%”.

La ricerca riporta un dato inquietante: quello relativo agli atti di autolesionismo o ai tentati suicidi; a questo si aggiunge il fatto che il 70% dei detenuti è malato e che le patologie più comuni sono i disturbi psichici, le malattie dell'apparato digerente e le malattie infettive e parassitarie.

Qualche passo avanti è stato fatto, nella tutela dei diritti dei detenuti, con il piano di riorganizzazione avviato a livello ministeriale che ha ridotto il numero di ore che il detenuto deve trascorrere chiuso in cella, a favore di una maggiore possibilità di movimento all'interno della struttura: “Altre iniziative necessarie sono quelle miranti ad ampliare l'offerta di attività formative e ricreative” ha sostenuto Alessandra Naldi, Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Milano e ha aggiunto: “In questo Bollate è diventata un vero e proprio modello per la sua capacità di sfruttare le risorse del territorio; Opera, invece, deve ancora completare questo processo di apertura verso l'esterno”. Diversa la situazione a San Vittore perchè, ha sottolineato sempre il Garante, sono evidenti i problemi igienici e “la popolazione presenta emergenze di carattere sociale, con molti stranieri privi di permesso di soggiorno e detenuti affetti da problemi di salute mentale e di tossicodipendenza”.

Da Milano a Roma: a Rebibbia Antigone, in due anni di attività, ha effettuato 1.149 colloqui e, tra i diritti negati, quelli che più pesano sulle condizioni dei detenuti riguardano la lontananza dai propri affetti e il diritto alla salute.

Infine, un grande ostacolo al miglioramento delle condizioni di vita negli istituti carcerari è costituito dalla mancanza di fondi: “ Assistiamo a un estremo impoverimento del sistema penitenziario”, ha affermato Daniela Ronco, coordinatrice dell'Osservatorio Nazionale sulle condizioni di detenzione di Antigone, "mancano i fondi per qualunque tipo di attività all'interno del carcere, per il lavoro, per lo studio e per tutti gli altri progetti che potrebbero rendere meno afflittiva la vita nelle strutture detentive”.



venerdì 27 settembre 2013

Un'iniziativa importante a Milano: I FRUTTI DEL CARCERE Mercato delle produzioni carcerarie: cibo, artigianato e servizi per la città




Il 28 settembre
Dalle 10.00 alle 18.00, Via San Vittore 49, Milano
presso il giardino della sede della cooperativa La Cordata

Una giornata a Milano per conoscere il mondo del lavoro dalle carceri, dentro e fuori, prima e dopo: vendita di prodotti, incontri, assaggi, presentazioni, informazione.
L'iniziativa è organizzata dalla cooperativa sociale La Cordata, dal ComitatoXMilano Zona 1 e dai Cittadini SolariXMilano.
I FRUTTI DEL CARCERE è il primo evento in città per conoscere il mondo del lavoro dei detenuti, per scoprire dove, come e perché acquistare prodotti e servizi provenienti dal mondo carcerario. Perché il lavoro è lo strumento più efficace di reinserimento nella società, per la formazione e per la professionalizzazione che offre, e anche una grande opportunità di scambio con la città e le persone.
Mobili, gioielli, accessori, abiti, pane, focacce, fiori e piante, ma anche giardinieri,
falegnami, sarti che lavorano per aziende e a domicilio. Prodotti alimentari e artigianali e servizi di alta qualità; si presentano oltre trenta fra laboratori di produzione e cooperative di servizi che ambiscono a confrontarsi - sul mercato - alla pari con i concorrenti “di fuori”.
Incontri per conoscere da vicino cosa vuol dire lavorare nelle carceri, e uscire dal carcere per lavorare. Saranno presenti Lucia Castellano, consigliere e vicepresidente Commissione Regionale delle carceri, Lamberto Bertolè, consigliere e presidente della Sotto-Commissione Carceri comunale, Mirko Mazzali, consigliere e vicepresidente della Sotto-Commissione Carceri comunale, Massimo Parisi, direttore del carcere di Bollate, Alessandra Naldi, garante dei diritti dei detenuti di Milano, Pietro Raitano, direttore di Altreconomia, Marco Forlani, responsabile area lavoro di CS&L Consorzio Sociale.
La Libreria Tadino di Milano e l’Associazione Cuminetti proporranno una selezione di libri di scrittori detenuti invitandone alcuni a presentarli, presentarsi e leggerne qualche passo.
Il Gruppo della Trasgressione terrà una delle abituali riunioni che svolge con i detenuti nelle carceri milanesi, aperta alla partecipazione di un gruppo di scout e ai visitatori del mercato.

Durante la giornata, servizio di caffetteria e buffet a cura di Food Couture.
Interventi musicali con gli strumenti della liuteria del Carcere di Opera.

Programma:
ore 10.00 – apertura mostra-mercato
ore 11.00-12.15 incontro “Lavoro in carcere” con Massimo Parisi, Alessandra Naldi, Mirko Mazzali, Pietro Raitano e testimonianze dirette di detenuti
ore 13-15.30 Gruppo della Trasgressione
ore 16.00-17.15 – incontro “Lavoro dopo il carcere” con Lucia Castellano, Lamberto Bertolè, Marco Forlani e testimonianze dirette di detenuti.


giovedì 14 marzo 2013

Brutte e buone notizie dall'ambito carcerario


Il 31 marzo 2013 chiuderanno i sei ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) presenti sul territorio italiano. 800 malati mentali saranno a rischio di cure e questo è un fatto piuttosto grave perchè, come spiega Claudio Mencacci - Presidente della Sip, Società Italiana di Psichiatria – circa il 10% delle persone che presentano disturbi sono pericolosi e potrebbero creare qualche problema di sicurezza; il rischio è molto basso, ma non si può escludere del tutto che possano reiterare i reati.
Gli Opg chiudono in base al disegno di legge n. 9/2012, voluto dai Ministeri della Salute e della Giustizia e le conseguenze potrebbero essere negative a causa della mancanza di strutture alternative, della mancata gradualità, di una proroga o di interventi che garantiscano la sicurezza dei pazienti, degli operatori e della comunità; la Sip denuncia, inoltre, la carenza di cure psichiatriche nei penitenziari dove confluiranno molti dei malati mentali. In Italia sono tra le 1000 e le 1500 persone internate negli Opg e, ad oggi, non sono ancora pronte le 20 strutture che dovrebbero sostituire gli ospedali psichiatrici giudiziari.

Virgilio De Mattos
Per accompagnare questo percorso, ancora confuso, è arrivato nel nostro Paese, Virgilio De Mattos  ,docente dell'Università di Belo Horizonte, in Brasile che nel suo libro intitolato Una via d'uscita, edizioni Alphabeta, riporta l'esperienza del PAJ-PJ-TJMG, “Programma di attenzione integrale” che si basa, principalmente, sul concetto di “prevenzione”: i pazienti, aiutati dai familiari e dal personale specializzato, affrontano il proprio caso e ne indicano la soluzione attraverso l'azione giuridica, sociale e clinica.
I malati di mente autori di reato, infatti, vengono riconosciuti responsabili del reato, ma non vengono isolati in un carcere; possono circolare liberamente nelle strutture adibite per poter affrontare le cure necessarie e per poter relazionarsi meglio e lavorare sul problema; tutti i cittadini devono essere sottoposti a un giudizio penale con tutte le garanzie previste dal codice, con la possibilità di essere sottoposti ad un processo con il contraddittorio e la difesa legale; in caso di condanna, infine, deve essere fissata la pena con la possibilità - valutando i casi - di detrazione o progressione del regime di detenzione, la sospensione o la prescrizione.
Un ulteriore passo verso il rispetto dei diritti fondamentali anche per chi ha commesso reato è dato da un progetto in atto dal 1994 presso il carcere di San Vittore di Milano. Si tratta di uno spazio di produzione musicale, creato da Alejandro Jarai che, dal sette anni, ha dato vita al progetto VLP Sound: la stanza 17 del 3° Raggio diventa un luogo dove si fa musica tutti i giorni, con la partecipazione dei detenuti e con la collaborazione di istituzioni, educatori e associazioni che operano nel settore.
Il progetto prevedere la realizzazione di CD - distribuiti gratuitamente - e la realizzazione di concerti e di registrazioni per creare un ponte tra la realtà interna all'istituto e la realtà esterna. La “persona” è, infatti, al centro del progetto: i detenuti, grazie alla musica, imparano di nuovo ad ascoltare. Ascoltano, prima di tutto, se stessi e poi gli altri; recuperano le proprie emozioni e la propria umanità; migliorano la relazione con “il diverso da sè” e con il mondo esterno. La musica, quindi, come comunicazione, come veicolo di nuovi valori, come opportunità di crescita e di riscatto.