La
Cordata, i
Cittadini Solari
X Milano, A&I
e il Comitato X
Milano zona 1
sono felici di invitarvi alla 2a edizione de I FRUTTI DEL CARCERE,
la mostra mercato delle produzioni carcerarie. Anche quest'anno la
manifestazione si svolgerà nel giardino de La Cordata in via
San Vittore 49 dalle 10 alle 19 del 24 maggio.
Saranno presenti 26 espositori con prodotti che spaziano dal cibo
all'abbigliamento, dall'artigianato artistico ai servizi per le
aziende.
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Programma della giornata: alla mattina la
tavola rotonda "Dare
lavoro ai detenuti: tra opportunità economica e impegno sociale";
nel pomeriggio "A
che punto siamo?",
intervista pubblica a rappresentanti delle istituzioni sulla
situazione legislativa e le misure per l'inclusione sociale.
Durante tutta la giornata funzionerà un servizio di caffetteria e buffet a cura di "In_Opera" cooperativa sociale. |
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Un
grazie particolare al Trio
Amadei; nel
primo pomeriggio ci offrirà un
intermezzo musicale
con gli strumenti della Liuteria
del carcere di Opera.
Il nostro ringraziamento va infine al Consiglio di Zona 1 per il patrocinio e il contributo che hanno concesso alla manifestazione.
Aiutateci
a diffondere questa iniziativa inoltrando questa email ai vostri
amici e invitandoli tutti tramite Facebook
e Google+.
Grazie e arrivederci al 24 maggio!
Il
comitato organizzatore de I Frutti del Carcere
In
caso di pioggia la manifestazione si svolgerà all'interno de La
Cordata. Bus
50, 58, 68, 74, - Tram 16, 19 - MM1 Conciliazione, MM2
Sant'Ambrogio - Bikemi via San Vittore ang. via Morozzo Della
Rocca
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"...Non si potrà avere un globo pulito se gli uomini sporchi restano impuniti. E' un ideale che agli scettici potrà sembrare utopico, ma è su ideali come questo che la civiltà umana ha finora progredito (per quello che poteva). Morte le ideologie che hanno funestato il Novecento, la realizzazione di una giustizia più giusta distribuita agli abitanti di questa Terra è un sogno al quale vale la pena dedicare il nostro stato di veglia".
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mercoledì 21 maggio 2014
I frutti del carcere
Ci è pervenuta questa comunicazione che riteniamo interessante. Se sarete a Milano...
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martedì 4 febbraio 2014
Il punto di Antigone sulla situazione carceri
Il 28
gennaio scorso si è svolto a Milano un incontro, presso l'Urban
Center, in cui si è discusso ancora del problema del
sovraffollamento delle carceri italiane e, in particolare della
situazione dei detenuti negli istituti penitenziari della Lombardia.
“Siamo
una Regione molto particolare dal punto di vista carcerario” ha
affermato Valeria Verdolini, presidente lombardo dell'Associazione
Antigone “ con ben 19 diversi istituti detentivi. Un fenomeno di
grandi dimensioni, quindi, ma al quale è possibile approcciarsi in
maniera costruttiva grazie alla rete esistente a livello locale e che
unisce le strutture di volontariato, le associazioni, le
istituzioni”.
Antigone
monitora periodicamente le carceri e racconta ciò che vede. Nel IX e
ultimo rapporto dell'associazione sulle condizioni di detenzione,
intitolato “Senza dignità”, i dati riferiscono che le regioni
italiane più affollate sono la Liguria, la Puglia e il Veneto; al 31
ottobre 2012 i 66.685 detenuti sono in maggioranza uomini e italiani;
le donne rappresentano il 4,2% della popolazione carceraria e il
35,6% è rappresentato dagli stranieri. Le nazionalità più presenti
sono quella marocchina, romena, tunisina, albanese e nigeriana. Nel
report si ricorda che: “Con una sentenza del 28 aprile 2011 la
Corte di Giustizia Europea ha dichiarato incompatibile con la
Direttiva rimpatri l'articolo 14, commi 5 ter e 5 quater, del Decreto
Legislativo n. 286/1998, che prevedeva la detenzione in caso di
mancata ottemperanza all'ordine del Questore di allontanarsi dal
territorio italiano. Dopo una iniziale incertezza, si è di fatto
proceduto per decreto legge alla modifica di questo reato, escludendo
il ricorso al carcere. Ad oggi, però, la percentuale degli stranieri
tra i detenuti è scesa di poco rispetto al dicembre del 2010, quando
era del 36,7%”.
La
ricerca riporta un dato inquietante: quello relativo agli atti di
autolesionismo o ai tentati suicidi; a questo si aggiunge il fatto
che il 70% dei detenuti è malato e che le patologie più comuni sono
i disturbi psichici, le malattie dell'apparato digerente e le
malattie infettive e parassitarie.
Qualche
passo avanti è stato fatto, nella tutela dei diritti dei detenuti,
con il piano di riorganizzazione avviato a livello ministeriale che
ha ridotto il numero di ore che il detenuto deve trascorrere chiuso
in cella, a favore di una maggiore possibilità di movimento
all'interno della struttura: “Altre iniziative necessarie sono
quelle miranti ad ampliare l'offerta di attività formative e
ricreative” ha sostenuto Alessandra Naldi, Garante dei diritti dei
detenuti del Comune di Milano e ha aggiunto: “In questo Bollate è
diventata un vero e proprio modello per la sua capacità di sfruttare
le risorse del territorio; Opera, invece, deve ancora completare
questo processo di apertura verso l'esterno”. Diversa la situazione
a San Vittore perchè, ha sottolineato sempre il Garante, sono
evidenti i problemi igienici e “la popolazione presenta emergenze
di carattere sociale, con molti stranieri privi di permesso di
soggiorno e detenuti affetti da problemi di salute mentale e di
tossicodipendenza”.
Da
Milano a Roma: a Rebibbia Antigone, in due anni di attività, ha
effettuato 1.149 colloqui e, tra i diritti negati, quelli che più
pesano sulle condizioni dei detenuti riguardano la lontananza dai propri affetti e il diritto alla salute.
Infine,
un grande ostacolo al miglioramento delle condizioni di vita negli
istituti carcerari è costituito dalla mancanza di fondi: “
Assistiamo a un estremo impoverimento del sistema penitenziario”,
ha affermato Daniela Ronco, coordinatrice dell'Osservatorio Nazionale
sulle condizioni di detenzione di Antigone, "mancano i fondi per
qualunque tipo di attività all'interno del carcere, per il lavoro,
per lo studio e per tutti gli altri progetti che potrebbero rendere
meno afflittiva la vita nelle strutture detentive”.
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venerdì 27 settembre 2013
Un'iniziativa importante a Milano: I FRUTTI DEL CARCERE Mercato delle produzioni carcerarie: cibo, artigianato e servizi per la città
Il
28 settembre
Dalle
10.00 alle 18.00, Via San Vittore 49, Milano
presso
il giardino della sede della cooperativa La Cordata
Una
giornata a Milano per conoscere il mondo del lavoro dalle carceri,
dentro e fuori, prima e dopo:
vendita di prodotti, incontri, assaggi, presentazioni,
informazione.
L'iniziativa
è organizzata dalla cooperativa sociale La Cordata, dal
ComitatoXMilano
Zona 1 e
dai Cittadini
SolariXMilano.
I
FRUTTI DEL CARCERE è
il primo evento in città per conoscere il mondo del lavoro dei
detenuti, per scoprire dove, come e perché
acquistare prodotti e servizi provenienti dal mondo carcerario.
Perché
il lavoro è lo strumento più efficace di reinserimento nella
società, per la formazione e per la professionalizzazione che
offre,
e anche una grande opportunità di scambio
con la città e le persone.
Mobili,
gioielli, accessori, abiti, pane, focacce, fiori e piante, ma anche
giardinieri,
falegnami,
sarti che
lavorano per aziende e a domicilio. Prodotti alimentari e artigianali
e servizi di alta qualità; si presentano oltre
trenta fra laboratori di produzione e cooperative di servizi che
ambiscono a
confrontarsi -
sul mercato - alla
pari con i concorrenti “di fuori”.
Incontri
per
conoscere da vicino cosa vuol dire lavorare nelle carceri, e uscire
dal carcere per lavorare. Saranno presenti Lucia
Castellano, consigliere
e vicepresidente Commissione Regionale delle carceri, Lamberto
Bertolè,
consigliere e presidente della Sotto-Commissione Carceri comunale,
Mirko
Mazzali, consigliere
e vicepresidente della Sotto-Commissione Carceri comunale, Massimo
Parisi, direttore
del carcere di Bollate,
Alessandra Naldi, garante
dei diritti dei detenuti di Milano, Pietro
Raitano,
direttore di Altreconomia,
Marco Forlani,
responsabile area lavoro di CS&L Consorzio Sociale.
La
Libreria
Tadino di
Milano e l’Associazione
Cuminetti proporranno
una selezione di libri di scrittori detenuti invitandone alcuni a
presentarli, presentarsi e leggerne qualche passo.
Il
Gruppo
della Trasgressione terrà
una delle abituali riunioni che svolge con i detenuti nelle carceri
milanesi, aperta alla partecipazione di un gruppo di scout e ai
visitatori del mercato.
Durante
la giornata, servizio di caffetteria e buffet a cura di Food
Couture.
Interventi
musicali con gli strumenti della liuteria
del Carcere di Opera.
Programma:
ore
10.00 –
apertura mostra-mercato
ore
11.00-12.15 –
incontro
“Lavoro in carcere” con
Massimo Parisi, Alessandra Naldi, Mirko Mazzali, Pietro Raitano e
testimonianze dirette di detenuti
ore
13-15.30 Gruppo
della Trasgressione
ore
16.00-17.15 – incontro
“Lavoro dopo il carcere” con
Lucia Castellano, Lamberto Bertolè, Marco Forlani e testimonianze
dirette di detenuti.
giovedì 14 marzo 2013
Brutte e buone notizie dall'ambito carcerario
Il 31
marzo 2013 chiuderanno i sei ospedali psichiatrici giudiziari (Opg)
presenti sul territorio italiano. 800 malati mentali saranno a
rischio di cure e questo è un fatto piuttosto grave perchè, come
spiega Claudio Mencacci - Presidente della Sip, Società Italiana di
Psichiatria – circa il 10% delle persone che presentano disturbi
sono pericolosi e potrebbero creare qualche problema di sicurezza; il
rischio è molto basso, ma non si può escludere del tutto che
possano reiterare i reati.
Gli Opg
chiudono in base al disegno di legge n. 9/2012, voluto dai Ministeri
della Salute e della Giustizia e le conseguenze potrebbero essere
negative a causa della mancanza di strutture alternative, della
mancata gradualità, di una proroga o di interventi che garantiscano
la sicurezza dei pazienti, degli operatori e della comunità; la Sip
denuncia, inoltre, la carenza di cure psichiatriche nei penitenziari
dove confluiranno molti dei malati mentali. In Italia sono tra le
1000 e le 1500 persone internate negli Opg e, ad oggi, non sono
ancora pronte le 20 strutture che dovrebbero sostituire gli ospedali
psichiatrici giudiziari.
![]() |
Virgilio De Mattos |
Per
accompagnare questo percorso, ancora confuso, è arrivato nel nostro
Paese, Virgilio De Mattos ,docente dell'Università di Belo
Horizonte, in Brasile che nel suo libro intitolato Una
via d'uscita,
edizioni Alphabeta, riporta l'esperienza del PAJ-PJ-TJMG, “Programma
di attenzione integrale” che si basa, principalmente, sul concetto
di “prevenzione”: i pazienti, aiutati dai familiari e dal
personale specializzato, affrontano il proprio caso e ne indicano la
soluzione attraverso l'azione giuridica, sociale e clinica.
I
malati di mente autori di reato, infatti, vengono riconosciuti
responsabili del reato, ma non vengono isolati in un carcere; possono
circolare liberamente nelle strutture adibite per poter affrontare le
cure necessarie e per poter relazionarsi meglio e lavorare sul
problema; tutti i cittadini devono essere sottoposti a un giudizio
penale con tutte le garanzie previste dal codice, con la possibilità
di essere sottoposti ad un processo con il contraddittorio e la
difesa legale; in caso di condanna, infine, deve essere fissata la
pena con la possibilità - valutando i casi - di detrazione o
progressione del regime di detenzione, la sospensione o la
prescrizione.
Un
ulteriore passo verso il rispetto dei diritti fondamentali anche per
chi ha commesso reato è dato da un progetto in atto dal 1994 presso
il carcere di San Vittore di Milano. Si tratta di uno spazio di
produzione musicale, creato da Alejandro Jarai che, dal sette anni,
ha dato vita al progetto VLP
Sound: la
stanza 17 del 3° Raggio diventa un luogo dove si fa musica tutti i
giorni, con la partecipazione dei detenuti e con la collaborazione di
istituzioni, educatori e associazioni che operano nel settore.
Il
progetto prevedere la realizzazione di CD - distribuiti gratuitamente
- e la realizzazione di concerti e di registrazioni per creare un
ponte tra la realtà interna all'istituto e la realtà esterna. La
“persona” è, infatti, al centro del progetto: i detenuti, grazie
alla musica, imparano di nuovo ad ascoltare. Ascoltano, prima di
tutto, se stessi e poi gli altri; recuperano le proprie emozioni e la
propria umanità; migliorano la relazione con “il diverso da sè”
e con il mondo esterno. La
musica, quindi, come comunicazione, come veicolo di nuovi valori,
come opportunità di crescita e di riscatto.
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