giovedì 5 giugno 2014

Per i diritti, contro la xenofobia



Riportiamo, qui di seguito, la presentazione della campagna “Per i diritti, contro la xenofobia” che ci è pervenuta dall'Associaozione 21 Luglio che ringraziamo per la segnalazione.
 
 
 



La Campagna per i diritti, contro la xenofobia nasce dall’urgenza di arginare il rigurgito razzista e xenofobo che rischia di investire molti paesi europei e orientare il discorso pubblico verso una progressiva marginalizzazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali dall’agenda politica e dalla coscienza democratica collettiva.
Una Campagna a difesa dei diritti di rom, migranti e detenuti per contrastare le diverse forme di segregazione, criminalizzazione e stigmatizzazione che sostanziano le politiche verso rom, migranti e detenuti, condannati a condividere una comune condizione di emarginazione e invisibilità, che ne aggrava la vulnerabilità e ne offende la dignità umana.
Una Campagna di informazione e denuncia tesa a riportare i diritti e la loro violazione al centro del dibattito nel corso della campagna elettorale, affinché i candidati e le candidate italiane sottoscrivano un impegno diretto presso il Parlamento europeo, come richiesto e denunciato dalle associazioni promotrici nella “Agenda dei diritti umani in Europa”.
L’Agenda dei diritti umani in Europa. Migranti, rom e detenuti è la prima tappa della Campagna per i diritti, contro la xenofobia che le associazioni promotrici – Lunaria, Antigone e 21 luglio, in collaborazione con ASGI – intendono condurre nel corso della campagna elettorale.
Fra le attività della Campagna per i diritti, contro la xenofobia:
Un Osservatorio sui discorsi di odio nei confronti dei migranti al fine monitorare, segnalare e denunciare, in collaborazione con ASGI – Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione – dichiarazioni di incitamento all’odio o forme discriminatorie veicolate attraverso il discorso pubblico politico e/o le condotte assunte nel corso della campagna elettorale dai candidati e dalle candidate italiane al Parlamento Europeo. Un monitoraggio per denunciare il ruolo che il discorso politico può svolgere nel disseminare un clima culturale e sociale di ostilità verso i migranti, per arginare la retorica populista e nazionalista che pretende di fondare sulla xenofobia, il razzismo e l’odio contro gli stranieri la ricerca di consenso elettorale e le basi del proprio consolidamento sociale
Una campagna di informazione sul diritto di voto dei detenuti. La partecipazione politica dei detenuti in Italia è conseguente alla riabilitazione. I non riabilitati non possono partecipare. Non sono considerati cittadini come tutti gli altri. Resta nei loro confronti lo stigma anche dopo la fine della pena. La legislazione italiana concede il diritto di voto a chi ha pene particolarmente brevi e a chi è in custodia cautelare. In questo caso ci pensa la doppia burocrazia comunale e penitenziaria a rendere il diritto scarsamente esercitato. Il diritto di voto è un diritto politico la cui estensione qualifica una democrazia. I progressi del sistema democratico sono da leggersi anche in relazione all’allargamento del suffragio.
La realizzazione di video interviste sui contenuti dell’Agenda a un gruppo di candidati italiani alle Elezioni Europee, e una campagna video in cui dare voce, ascolto e risonanza alle istanze e rivendicazioni di rom, migranti e detenuti, disattese dalle politiche nazionali e comunitarie o scarsamente sottoposte all’attenzione degli utenti cittadini che popolano i media sociali.
L’organizzazione di un’iniziativa pubblica, che si svolgerà il 14 maggio 2014 presso la sala Fandango, Palazzo Incontro di Roma, nella quale verranno presentati i primi risultati del lavoro svolto.
L’Unione Europea che sembra delinearsi dopo le elezioni del 22–25 maggio 2014 è l’esito delle preferenze che, secondo le stime di Bruxelles, il 43,1% dei cittadini aventi diritto al voto nei 28 Paesi membri ha espresso per rinnovare i propri rappresentanti al Parlamento Europeo.
Con un’affluenza in crescita nei Paesi dell’Europa Occidentale e un forte astensionismo nei Paesi dell’Est, in Italia i votanti sono stati il 58,7%, di cui il 6,16% ha scelto di sostenere il programma della Lega Nord e di eleggerne 5 europarlamentari.
Se nel nostro Paese partiti come la Lega Nord registrano un ridimensionamento della loro futura influenza politica – 4 seggi in meno rispetto alle Elezioni Europee 2009 – o non hanno ottenuto alcuno dei 751 seggi, come Fratelli d’Italia/Alleanza Nazionale, la deriva populista e xenofoba nell’Europa che si configura all’indomani del voto europeo del 25 maggio non può non destare preoccupazione per la garanzia della dignità e dei diritti umani dei migranti, dei rom, dei detenuti residenti in Europa.
Se il risultato più clamoroso e prevedibile è rappresentato dal 25% di preferenze che un francese su quattro ha accordato al Front National di Marine Le Pen, le forze politiche di destra ed estrema destra che potrebbero aggregarsi in un gruppo parlamentare, quale il Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia, fra parlamentari “Non iscritti” e “Altri” neoeletti, prefigurano la mappa di un’Europa che rischia di non tutelare ma aggravare la vulnerabilità umana e sociale, il rifiuto e l’intolleranza verso quanti, residenti o transitanti sul suolo europeo, sono da sempre discriminati e lontani dai luoghi di potere.
L’elezione di un eurodeputato della estrema destra tedesca NPD, l’ascesa di Alba Dorata in Grecia, che, raccogliendo più del 9%, potrà contare tre rappresentanti nel neo Parlamento europeo; il quasi 20% raggiunto dalla destra austriaca espressa dal FPÖ; il 7,1% della Nuova Destra polacca – KNP – e il 14,7 % di preferenze raccolte dal partito ungherese Jobbik; il successo del Vlaams Belang in Belgio (6,78%), dei Veri Finlandesi (12,9%), del partito nazionalista britannico Ukip di Nigel Farage (28%) o del populista Partito Popolare Danese (26.7%) giustificano, fra euroscetticismi e dichiarati programmi politici xenofobi o razzisti, il timore di una ulteriore marginalizzazione dei diritti umani nell’agenda politica di un’Europa meno accogliente e più intollerante.
La Campagna per i diritti, contro la xenofobia, promossa dalle associazioni 21 luglio, Lunaria e Antigone, in collaborazione con ASGI, è stata condotta nel corso della campagna elettorale con l’obiettivo di informare i cittadini, denunciare le violazioni dei diritti dei migranti, dei rom, dei detenuti in Italia, richiamare le istituzioni nazionali e comunitarie a rivedere gli indirizzi delle proprie politiche assumendo tra le priorità la tutela della dignità e dei diritti umani.
L’Agenda dei diritti umani in Europa, redazione congiunta delle tre associazioni promotrici, è stata sottoposta all’attenzione di tutti i candidati e le candidate italiane al Parlamento europeo. Fra le 38 adesioni ricevute, anche quelle dei neo europarlamentari Sergio Cofferati, Patrizia Toia, Mercedes Bresso, Cécile Kyenge e Goffredo Bettini, candidati al Parlamento europeo del Partito Democratico, e di Marco Furfaro, candidato nella lista “L’Altra Europa con Tsipras”.
Tra l’1 febbraio e il 7 maggio 2014 sono stati complessivamente 88 i casi rilevati dall’attività di monitoraggio delle dichiarazioni discriminatorie e di incitamento all’odio veicolate dal discorso pubblico politico. Casi monitorati e prime segnalazioni inoltrate agli organi competenti sono stati diffusi attraverso la Nota stampa “Quando il razzismo entra in campagna elettorale”. Previo studio caso per caso della gravità delle dichiarazioni rilasciate dai candidati al Parlamento europeo e/o di fronte al reiterarsi delle medesime condotte discriminatorie, è in fase di attenta valutazione l’opportunità di intraprendere eventuali azioni legali in collaborazione con ASGI – Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione. Gli esiti del monitoraggio condotto nel corso della campagna elettorale dall’Osservatorio a garanzia dei diritti dei migranti, rifugiati e richiedenti asilo saranno a breve resi noti.