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domenica 11 ottobre 2015

Roosh V e la legalizzazione dello stupro





Mentre tornavo a casa, ho capito quanto lei fosse ubriaca,

ma non posso dire che mi interessasse o che io abbia esitato….

l’unica cosa che mi interessa è fare sesso”

 

 
Roosh V (nome d’arte di Daryush Valizadeh) è uno scrittore che si autodefinisce “antifemminista” e che ha recentemente lanciato una proposta di legge per legalizzare lo stupro “se fatto in una proprietà privata”. Secondo questa brillante idea “le donne smetterebbero di seguire strani sconosciuti nelle loro case e gli uomini non sarebbero ingiustamente incarcerati”.



Ebbene i suoi libri (tra cui spiccano la “Bibbia” che insegna a rimorchiare le ragazze durante il giorno e un manuale che insegna come portarsi a letto le ragazze polacche… ma ci sono anche le varianti per le ukraine, le lituane e le estoni) vengono contestati negli USA ma sono in vendita su Amazon: la scorsa settimana è stata lanciata da Caroline Charles una petizione su change.org per chiedere a Jeff Bezos – CEO di Amazon – il ritiro immediato dei libri per garantire che nessuno tragga profitti dallo stupro.


Ecco il link per firmare:





sabato 1 agosto 2015

Sposa per procura, picchiata perchè non sa cucinare




Alcuni giornali ne hanno dato notizia, poche righe per raccontare la storia di una giovane donna straniera nel nostro Paese. Una delle tante storie che, purtroppo, si ripetono anche se molte rimangono sommerse. Storie di donne, ragazze, bambine, date in spose dalla propria famiglia a uomini spesso sconosciuti, spesso più grandi di loro, per denaro e per una tradizione culturale che fa fatica a cambiare, anche quando le persone interessate vivono in Italia - e quindi in una cultura diversa - da tempo.

In questo caso la vittima ha 19 anni ed è stata data in matrimonio ad un suo connazionale di 24, ma non si tratta, appunto, di una unione d'amore. Dal Marocco, la giovane è arrivata a Cuneo: anche nella città piemontese, dove risiede da quattro mesi, ha subìto percosse dal marito e dai familiari di lui, ma al pronto soccorso le sevizie venivano fatte passare per cadute e incidenti, come accade anche quando le vittime di violenza domestica sono italiane. Un passante l'ha trovata, in Piazza Galimberti, che vagava in lacrime: l'ha fermata e ha chiamato i Carabinieri. Grazie anche ad un interprete, la giovane donna ha raccontato di essere stata picchiata duramente – sempre dal marito per procura e dalla suocera – perchè, secondo loro, non sapeva cucinare in maniera adeguata e far bene le pulizie di casa. Insulti, minacce e poi le botte, tante, troppe.

Ora il marito e la suocera cinquantenne sono stati denunciati per maltrattamenti e la vittima è stata accolta da un'associazione di volontariato che si prende cura delle donne sole e in difficoltà: dopo il periodo di accoglienza presso l'associazione, la ragazza verrà affidata ad alcuni suoi parenti che vivono in Italia con la speranza che possa superare questa esperienza e che vada incontro ad un futuro sereno.


martedì 9 dicembre 2014

Il commento del Naga all'inchiesta Mafia Capitale





Si fanno più soldi con gli immigrati che con il traffico di droga”


Nell’inchiesta di Roma sono coinvolte anche realtà legate al mondo dell’assistenza sociale, cooperative, associazioni, terzo settore che si occupano di cittadini stranieri. Non è un caso, ma una conseguenza inevitabile della gestione emergenziale dell’immigrazione in Italia, che crea occasioni di profitto e sfruttamento economico preziose per mafie e faccendieri.

Sono anni che il Naga, insieme a tante altre realtà, denuncia che in Italia non c’è un’emergenza in corso, ma una gestione emergenziale di fenomeni previsti, prevedibili e di lunga data. Spesso questa gestione ha accreditato strutture e cooperative assolutamente non idonee a gestire le persone che necessitano di reale assistenza e adesso emerge che su questa gestione emergenziale lucrava un grumo denso e vischioso fatto di politica, cooperative, clientele e mafie varie.” afferma Luca Cusani, presidente del Naga.


“Non c’è da stupirsi, il giro di soldi è immenso, un sistema che non funziona, che non è efficace rispetto all'obiettivo di soddisfare i bisogni dei suoi beneficiari, ma molto efficace nel creare grandi margini di guadagno per i suoi gestori”, prosegue il presidente del Naga. "Ci sembra che le parole di Salvatore Buzzi, presidente del consorzio di cooperative Eriches, intercettato nell'inchiesta Mafia Capitale e gestore di molti luoghi di accoglienza a Roma, sintetizzino perfettamente lo stato delle cose '
si fanno più soldi con gli immigrati che con il traffico di droga'. Alimentare l’emergenza è quindi utile e non è un caso che strutture di accoglienza non adeguate come i Centri di Accoglienza Richiedenti Asilo (CARA) e i Centri di accoglienza straordinaria (CAS), centri di grande capienza e sottoposti a scarsi controlli e generatori di alti profitti, continuino ad essere utilizzati. Sarebbero invece da privilegiare sistemi molto più piccoli, dislocati e che prevedono precorsi di inserimento come il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), ma che evidentemente non danno gli stessi frutti economici. Gli immigrati sono merce preziosa dal punto di vista economico oltre che politico, e mantenerli il più possibile in condizioni di scacco e ricattabilità fa comodo a molti.”Conclude il presidente del Naga.



lunedì 5 maggio 2014

Quando i poveri rovinano il decoro



Verona non è razzista, Verona non è escludente: è vero che non si deve mai generalizzare. Infatti a Verona c'è chi aiuta un senzatetto con cibo caldo e coperte e chi, invece, dice che non si fa. E questo lo afferma proprio chi dovrebbe dare l'esempio, ovvero il sindaco, il primo cittadino, nel caso specifico Flavio Tosi. E' anche vero che l'elemosina non ha mai risolto i problemi alla radice, ma qui si discute il messaggio che è stato mandato, nei giorni scorsi, dall'Amministrazione comunale.

Con un'ordinanza che rimarrà in vigore fino al prossimo 31 ottobre, infatti, è stato proibita: “ogni attività di distribuzione di alimenti e bevande nelle aree di piazza Viviani, piazza Indipendenza (compresa l'area dei giardini), cortile del Mercato Vecchio, cortile del Tribunale e piazza dei Signori” pena una multa che va da un minimo di 25 euro a un massimo di 500.

La motivazione sarebbe la seguente: “ Come rilevato dalle relazioni della Polizia municipale e da numerose segnalazioni anche fotografiche dei residenti di queste aree erano diventate negli ultimi mesi ritrovo e zona di bivacco permanente di numerose persone senza fissa dimora, alcune note alle forze dell'ordine e già colpite da da provvedimenti di espulsione dal territorio nazionale. Nella zona è, quindi, aumentato in modo preoccupante il degrado urbano, con veri e propri accampamenti formati da materassi, resti di cibo, sporcizia ed un crescente pericolo igienico-sanitario dovuto ai bisogni fisiologici di coloro che bivaccano nelle ore serali e notturne”.

La questione fondamentale, quindi, non è che, anche in una delle città più ricche d'Italia, vi sia un certo numero di persone senza lavoro, senza casa e in gravi difficoltà, ma che queste persone siano visibili e, per di più, nella zona centrale, magari quella abitata dai benestanti e visitata dai turisti. Certo, un povero è sempre brutto, sporco e cattivo: meglio non guardare e non sapere. Anzi, la soluzione giusta è sanzionare ed escludere.

martedì 25 marzo 2014

Hai dato soldi agli zingari !




Il lavoro delle associazioni, degli organi di stampa, degli insegnanti e di tanti altri è importante soprattutto per abbattere i pregiudizi; è un lavoro necessario se, nel 2014 e in una città grande e cosmopolita come Milano, un ragazzo si rivolge al Sindaco e lo apostrofa con queste parole: “Hai dato i soldi agli zingari e ai rom, sei una merda”.

Certo, si può dissentire dalle scelte politiche e istituzionali che riguardano i cittadini, ma bisogna vedere i modi e le motivazioni.

Nel corso della prima Giornata della legalità, che si è tenuta il 21 marzo presso il Teatro Dal Verme, il sindaco, Giuliano Pisapia, è stato contestato da Alessandro, uno degli studenti in platea. Più volte il ragazzo ha urlato la suddetta frase al primo cittadino che lo ha invitato ad un confronto diretto e più pacato e, una volta impugnato il microfono, Alessandro ha criticato la scelta di aumentare i costi dell'Imu, dell'Irpef e dei biglietti dei trasporti pubblici, aggiungendo che invece siano stati regalati dei soldi agli zingari “mentre vedo nel mio quartiere gente che non arriva a fine mese. Io mi informo”.

Ecco, è un bene che i giovani si informino, ma la responsabilità è degli adulti che si occupano di informazione, che costruiscono le notizie, che formano - con le loro parole - l'opinione pubblica. Mescolare, in maniera superficiale, il tema della crisi economica, con i tagli ai servizi e con gli “zingari” è frutto di malainformazione, di stereotipi e di diffidenza generati dalla mancanza di approfondimento.

Non vogliamo prendere posizione sull'operato di Pisapia, né questa è una difesa d'ufficio, ma siamo d'accordo con lui quando dice, come ha ricordato anche allo studente: “ ...Non bisogna mettere tutti sullo stesso piano, ma bisogna giudicare persone per persona, per l'impegno che ci mette, se fa le cose per se stesso o per gli altri”. Se i soldi non ci sono, non ci sono né per gli italiani, né per gli stranieri. Tutti dobbiamo rimboccarci le maniche e, magari, smettere di alimentare le barriere mentali verso altre persone di diversa nazionalità e di fomentare una guerra tra poveri. Anche di spirito.