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domenica 11 ottobre 2015

Roosh V e la legalizzazione dello stupro





Mentre tornavo a casa, ho capito quanto lei fosse ubriaca,

ma non posso dire che mi interessasse o che io abbia esitato….

l’unica cosa che mi interessa è fare sesso”

 

 
Roosh V (nome d’arte di Daryush Valizadeh) è uno scrittore che si autodefinisce “antifemminista” e che ha recentemente lanciato una proposta di legge per legalizzare lo stupro “se fatto in una proprietà privata”. Secondo questa brillante idea “le donne smetterebbero di seguire strani sconosciuti nelle loro case e gli uomini non sarebbero ingiustamente incarcerati”.



Ebbene i suoi libri (tra cui spiccano la “Bibbia” che insegna a rimorchiare le ragazze durante il giorno e un manuale che insegna come portarsi a letto le ragazze polacche… ma ci sono anche le varianti per le ukraine, le lituane e le estoni) vengono contestati negli USA ma sono in vendita su Amazon: la scorsa settimana è stata lanciata da Caroline Charles una petizione su change.org per chiedere a Jeff Bezos – CEO di Amazon – il ritiro immediato dei libri per garantire che nessuno tragga profitti dallo stupro.


Ecco il link per firmare:





lunedì 5 ottobre 2015

Corso di narrazione sociale: Bistrot del tempo ritrovato, Milano


L'Associazione per i Diritti Umani presenta



in collaborazione con il Bistro' del tempo ritrovato

(Via Foppa 4, MM Sant'Agostino - Milano)



PRESENTA

 
 
 
 


un corso di narrazione civile

con STEFANO VALENTI, autore del romanzo “La fabbrica del panico”, vincitore del Premio Campiello – Opera prima



LA NARRAZIONE AUTOBIOGRAFICA: DAL RACCONTO ORALE AL RACCONTO SCRITTO





La narrazione è un affidabile metodo di condivisione in quanto permette al soggetto narrante di esporre fatti reali inerenti la propria vita. Nel raccontarla, il narratore tende a intensificare la conoscenza pratica che ha di sé stesso e del mondo perché, attraverso la trasposizione in forma orale e scritta degli eventi che ha vissuto, scopre un significato più profondo della sua esistenza. Fin da epoche remote, e indistintamente ai quattro angoli del mondo, le storie tramandate sono state veicolo di trasmissione culturale e di costruzione civile.

La narrazione è una metodologia che permette di raccontare sé stessi e il proprio vissuto, ma trasformando l’esperienza personale e il proprio punto di vista in un racconto interessante e fruibile da un pubblico vasto e variegato. In particolare nel caso di vicende drammatiche e dolorose, o quando ci si trova in momenti di grande cambiamento personale e sociale, l’esigenza di raccontare si fa impellente, sia che si tratti di costruire memoria per quelli che verranno sia che si tratti di verbalizzarla per riuscire a chiarire quello che accade.

Per narrazione s’intende quindi sia l’arte di usare il linguaggio, la vocalità e la gestualità, sia quella di verbalizzarlo, per rivelare a un pubblico specifico gli elementi o le immagini di una storia la cui fruizione primaria è in tempo reale e da persona a persona.

La narrazione trova il proprio raggio d’azione non solo in ambito performativo ma anche nel settore dell’istruzione, della mediazione culturale, e del racconto civile.

RACCONTARE SE STESSI E RACCONTARE GLI ALTRI

Obiettivi: aprirsi e condividere con altri un racconto personale significa sapere esprimere il proprio punto di vista e la propria sensibilità attraverso simboli archetipi universali e tradurre il proprio vissuto in un linguaggio artistico filtrato dalla realtà.

Regalando e condividendo una storia personale si può raggiungere la giusta distanza dall’esperienza o dall’emozione vissuta, che consente di oggettivarla e relativizzarla, facilitando così il superamento dei conflitti.

Condividere e scambiarsi storie, consentendo ad altri di collaborare alla creazione del racconto, crea un forte sentimento di gruppo, di fiducia reciproca e di intimità. Chi impara a raccontare impara anche ad ascoltare meglio, a cogliere nella voce, nelle parole e nei gesti di chi si incontra lo spirito, il senso profondo della narrazione. Essere capaci di ascoltare attivamente, di raccogliere le storie che incontriamo o che ci vengono regalate, ci apre agli altri, ci avvicina a loro in uno scambio piacevole e gratificante per entrambi.

SCRIVERE IL RACCONTO



Obiettivi: il Laboratorio mira a risvegliare la capacità narrativa e ad esercitarla e arricchirla attraverso il confronto con altre narrazioni. Raccontare è ricordare e trasmettere, affidare all’immaginario dell’altro e condividere con l’altro la propria vita. Narrare è anche una necessità civile, e attraverso la narrazione l’adulto rielabora e conserva il proprio vissuto, così come il ragazzo impara a rappresentarsi il mondo.



La lettura di brani di narrativa italiana moderna e contemporanea, con particolare riferimento al romanzo civile, alla narrativa d'inchiesta, al reportage narrativo – le forme che ha assunto la più interessante narrativa italiana – stimolerà la fantasia e permetterò il confronto su diversi generi di narrazione arricchendo l'immaginario civile dei partecipanti e determinando l’affabulazione, l'Intreccio dei fatti e degli eventi che costituiscono la trama di un'opera narrativa facilitandone la produzione.

Partendo dagli stimoli ricevuti i partecipanti svilupperanno racconti e il laboratorio diventerà una officina di narrativa in costruzione. I racconti saranno analizzati e rielaborati insieme, per sperimentare come nella verbalizzazione tutto si trasforma e si tradisce.

Temi: tecnica base della narrazione, metodo delle immagini, memorizzazione e narrazione, raccolta del materiale, costruzione dello stile personale.

Destinatari: studenti, insegnanti, professionisti, operatori culturali, sociali e sociosanitari.

Durata minima sei ore. 3 incontri di due ore ciascuno.

Costi: 20 euro all'ora ( totale per 6 ore : 120 euro)



DATE e ORARI:



martedì 13 ottobre, ore 18.30

martedì 20 ottobre, ore 18.30

martedì 27 ottobre, ore 18.30



Il laboratorio parte con una partecipazione minima di 10 persone




martedì 15 settembre 2015

Corso di narrazione sociale...anche a MONZA !


L'ASSOCIAZIONE PER I DIRITTI UMANI



L'Associazione per i Diritti Umani



in collaborazione con ARCI SCUOTIVENTO

Via Monte Grappa, 4B - MONZA


  


presenta

corso di narrazione civile

con STEFANO VALENTI, autore del romanzo “La fabbrica del panico”, vincitore del Premio Campiello – Opera prima



LA NARRAZIONE AUTOBIOGRAFICA: DAL RACCONTO ORALE AL RACCONTO SCRITTO

In particolare: narrazione sociale e civile



La narrazione è un affidabile metodo di condivisione in quanto permette al soggetto narrante di esporre fatti reali inerenti la propria vita. Nel raccontarla, il narratore tende a intensificare la conoscenza pratica che ha di sé stesso e del mondo perché, attraverso la trasposizione in forma orale e scritta degli eventi che ha vissuto, scopre un significato più profondo della sua esistenza. Fin da epoche remote, e indistintamente ai quattro angoli del mondo, le storie tramandate sono state veicolo di trasmissione culturale e di costruzione civile.

La narrazione è una metodologia che permette di raccontare sé stessi e il proprio vissuto, ma trasformando l’esperienza personale e il proprio punto di vista in un racconto interessante e fruibile da un pubblico vasto e variegato. In particolare nel caso di vicende drammatiche e dolorose, o quando ci si trova in momenti di grande cambiamento personale e sociale, l’esigenza di raccontare si fa impellente, sia che si tratti di costruire memoria per quelli che verranno sia che si tratti di verbalizzarla per riuscire a chiarire quello che accade.

Per narrazione s’intende quindi sia l’arte di usare il linguaggio, la vocalità e la gestualità, sia quella di verbalizzarlo, per rivelare a un pubblico specifico gli elementi o le immagini di una storia la cui fruizione primaria è in tempo reale e da persona a persona.

La narrazione trova il proprio raggio d’azione non solo in ambito performativo ma anche nel settore dell’istruzione, della mediazione culturale, e del racconto civile.

RACCONTARE SE STESSI E RACCONTARE GLI ALTRI

Obiettivi: aprirsi e condividere con altri un racconto personale significa sapere esprimere il proprio punto di vista e la propria sensibilità attraverso simboli archetipi universali e tradurre il proprio vissuto in un linguaggio artistico filtrato dalla realtà.

Regalando e condividendo una storia personale si può raggiungere la giusta distanza dall’esperienza o dall’emozione vissuta, che consente di oggettivarla e relativizzarla, facilitando così il superamento dei conflitti.

Condividere e scambiarsi storie, consentendo ad altri di collaborare alla creazione del racconto, crea un forte sentimento di gruppo, di fiducia reciproca e di intimità. Chi impara a raccontare impara anche ad ascoltare meglio, a cogliere nella voce, nelle parole e nei gesti di chi si incontra lo spirito, il senso profondo della narrazione. Essere capaci di ascoltare attivamente, di raccogliere le storie che incontriamo o che ci vengono regalate, ci apre agli altri, ci avvicina a loro in uno scambio piacevole e gratificante per entrambi.

SCRIVERE IL RACCONTO



Obiettivi: il Laboratorio mira a risvegliare la capacità narrativa e ad esercitarla e arricchirla attraverso il confronto con altre narrazioni. Raccontare è ricordare e trasmettere, affidare all’immaginario dell’altro e condividere con l’altro la propria vita. Narrare è anche una necessità civile, e attraverso la narrazione l’adulto rielabora e conserva il proprio vissuto, così come il ragazzo impara a rappresentarsi il mondo.



La lettura di brani di narrativa italiana moderna e contemporanea, con particolare riferimento al romanzo civile, alla narrativa d'inchiesta, al reportage narrativo – le forme che ha assunto la più interessante narrativa italiana – stimolerà la fantasia e permetterò il confronto su diversi generi di narrazione arricchendo l'immaginario civile dei partecipanti e determinando l’affabulazione, l'Intreccio dei fatti e degli eventi che costituiscono la trama di un'opera narrativa facilitandone la produzione.

Partendo dagli stimoli ricevuti i partecipanti svilupperanno racconti e il laboratorio diventerà una officina di narrativa in costruzione. I racconti saranno analizzati e rielaborati insieme, per sperimentare come nella verbalizzazione tutto si trasforma e si tradisce.

Temi: tecnica base della narrazione, metodo delle immagini, memorizzazione e narrazione, raccolta del materiale, costruzione dello stile personale.

Destinatari: studenti, insegnanti, professionisti, operatori culturali, sociali e sociosanitari.

Durata minima sei ore. 4 incontri di due ore ciascuno.

Costi: ( totale per 6 ore : 120 euro)



DATE e ORARI:



venerdì 15 gennaio, 22 gennaio, 29 gennaio e 5 febbraio



alle ore 20.45





La quota partecipativa sarà corrisposta durante il primo incontro.





Il laboratorio parte con una partecipazione minima di 10 persone



Per adesioni scrivere a: peridirittiumani@gmail.com



Vi aspettiamo numerosi! E fate passaparola...grazie!



Un ALTRO corso di narrazione sociale presso il BISTROT del TEMPO RITROVATO


L'Associazione per i Diritti Umani presenta



in collaborazione con il Bistro' del tempo ritrovato

(Via Foppa 4, MM Sant'Agostino - Milano)



PRESENTA



un corso di narrazione civile

con STEFANO VALENTI, autore del romanzo “La fabbrica del panico”, vincitore del Premio Campiello – Opera prima



LA NARRAZIONE AUTOBIOGRAFICA: DAL RACCONTO ORALE AL RACCONTO SCRITTO





La narrazione è un affidabile metodo di condivisione in quanto permette al soggetto narrante di esporre fatti reali inerenti la propria vita. Nel raccontarla, il narratore tende a intensificare la conoscenza pratica che ha di sé stesso e del mondo perché, attraverso la trasposizione in forma orale e scritta degli eventi che ha vissuto, scopre un significato più profondo della sua esistenza. Fin da epoche remote, e indistintamente ai quattro angoli del mondo, le storie tramandate sono state veicolo di trasmissione culturale e di costruzione civile.

La narrazione è una metodologia che permette di raccontare sé stessi e il proprio vissuto, ma trasformando l’esperienza personale e il proprio punto di vista in un racconto interessante e fruibile da un pubblico vasto e variegato. In particolare nel caso di vicende drammatiche e dolorose, o quando ci si trova in momenti di grande cambiamento personale e sociale, l’esigenza di raccontare si fa impellente, sia che si tratti di costruire memoria per quelli che verranno sia che si tratti di verbalizzarla per riuscire a chiarire quello che accade.

Per narrazione s’intende quindi sia l’arte di usare il linguaggio, la vocalità e la gestualità, sia quella di verbalizzarlo, per rivelare a un pubblico specifico gli elementi o le immagini di una storia la cui fruizione primaria è in tempo reale e da persona a persona.

La narrazione trova il proprio raggio d’azione non solo in ambito performativo ma anche nel settore dell’istruzione, della mediazione culturale, e del racconto civile.

RACCONTARE SE STESSI E RACCONTARE GLI ALTRI

Obiettivi: aprirsi e condividere con altri un racconto personale significa sapere esprimere il proprio punto di vista e la propria sensibilità attraverso simboli archetipi universali e tradurre il proprio vissuto in un linguaggio artistico filtrato dalla realtà.

Regalando e condividendo una storia personale si può raggiungere la giusta distanza dall’esperienza o dall’emozione vissuta, che consente di oggettivarla e relativizzarla, facilitando così il superamento dei conflitti.

Condividere e scambiarsi storie, consentendo ad altri di collaborare alla creazione del racconto, crea un forte sentimento di gruppo, di fiducia reciproca e di intimità. Chi impara a raccontare impara anche ad ascoltare meglio, a cogliere nella voce, nelle parole e nei gesti di chi si incontra lo spirito, il senso profondo della narrazione. Essere capaci di ascoltare attivamente, di raccogliere le storie che incontriamo o che ci vengono regalate, ci apre agli altri, ci avvicina a loro in uno scambio piacevole e gratificante per entrambi.

SCRIVERE IL RACCONTO



Obiettivi: il Laboratorio mira a risvegliare la capacità narrativa e ad esercitarla e arricchirla attraverso il confronto con altre narrazioni. Raccontare è ricordare e trasmettere, affidare all’immaginario dell’altro e condividere con l’altro la propria vita. Narrare è anche una necessità civile, e attraverso la narrazione l’adulto rielabora e conserva il proprio vissuto, così come il ragazzo impara a rappresentarsi il mondo.



La lettura di brani di narrativa italiana moderna e contemporanea, con particolare riferimento al romanzo civile, alla narrativa d'inchiesta, al reportage narrativo – le forme che ha assunto la più interessante narrativa italiana – stimolerà la fantasia e permetterò il confronto su diversi generi di narrazione arricchendo l'immaginario civile dei partecipanti e determinando l’affabulazione, l'Intreccio dei fatti e degli eventi che costituiscono la trama di un'opera narrativa facilitandone la produzione.

Partendo dagli stimoli ricevuti i partecipanti svilupperanno racconti e il laboratorio diventerà una officina di narrativa in costruzione. I racconti saranno analizzati e rielaborati insieme, per sperimentare come nella verbalizzazione tutto si trasforma e si tradisce.

Temi: tecnica base della narrazione, metodo delle immagini, memorizzazione e narrazione, raccolta del materiale, costruzione dello stile personale.

Destinatari: studenti, insegnanti, professionisti, operatori culturali, sociali e sociosanitari.

Durata minima sei ore. 3 incontri di due ore ciascuno.

Costi: ( totale per 6 ore : 120 euro)



DATE e ORARI:



martedì 13 ottobre, ore 18.30

martedì 20 ottobre, ore 18.30

martedì 27 ottobre, ore 18.30



Il laboratorio parte con una partecipazione minima di 10 persone

Per adesioni scrivere a: peridirittiumani@gmail.com
 
Vi aspettiamo numerosi! E fate passaparola...Grazie!


Corso di narrazione sociale - Libreria LES MOTS Milano




L'Associazione per i Diritti Umani



in collaborazione con Libreria LES MOTS



via Carmagnola angolo via Pepe - Milano (MM2 e MM5 Garibaldi)






presenta

corso di narrazione civile

con STEFANO VALENTI, autore del romanzo “La fabbrica del panico”, vincitore del Premio Campiello – Opera prima



LA NARRAZIONE AUTOBIOGRAFICA: DAL RACCONTO ORALE AL RACCONTO SCRITTO

In particolare: narrazione sociale e civile



La narrazione è un affidabile metodo di condivisione in quanto permette al soggetto narrante di esporre fatti reali inerenti la propria vita. Nel raccontarla, il narratore tende a intensificare la conoscenza pratica che ha di sé stesso e del mondo perché, attraverso la trasposizione in forma orale e scritta degli eventi che ha vissuto, scopre un significato più profondo della sua esistenza. Fin da epoche remote, e indistintamente ai quattro angoli del mondo, le storie tramandate sono state veicolo di trasmissione culturale e di costruzione civile.

La narrazione è una metodologia che permette di raccontare sé stessi e il proprio vissuto, ma trasformando l’esperienza personale e il proprio punto di vista in un racconto interessante e fruibile da un pubblico vasto e variegato. In particolare nel caso di vicende drammatiche e dolorose, o quando ci si trova in momenti di grande cambiamento personale e sociale, l’esigenza di raccontare si fa impellente, sia che si tratti di costruire memoria per quelli che verranno sia che si tratti di verbalizzarla per riuscire a chiarire quello che accade.

Per narrazione s’intende quindi sia l’arte di usare il linguaggio, la vocalità e la gestualità, sia quella di verbalizzarlo, per rivelare a un pubblico specifico gli elementi o le immagini di una storia la cui fruizione primaria è in tempo reale e da persona a persona.

La narrazione trova il proprio raggio d’azione non solo in ambito performativo ma anche nel settore dell’istruzione, della mediazione culturale, e del racconto civile.

RACCONTARE SE STESSI E RACCONTARE GLI ALTRI

Obiettivi: aprirsi e condividere con altri un racconto personale significa sapere esprimere il proprio punto di vista e la propria sensibilità attraverso simboli archetipi universali e tradurre il proprio vissuto in un linguaggio artistico filtrato dalla realtà.

Regalando e condividendo una storia personale si può raggiungere la giusta distanza dall’esperienza o dall’emozione vissuta, che consente di oggettivarla e relativizzarla, facilitando così il superamento dei conflitti.

Condividere e scambiarsi storie, consentendo ad altri di collaborare alla creazione del racconto, crea un forte sentimento di gruppo, di fiducia reciproca e di intimità. Chi impara a raccontare impara anche ad ascoltare meglio, a cogliere nella voce, nelle parole e nei gesti di chi si incontra lo spirito, il senso profondo della narrazione. Essere capaci di ascoltare attivamente, di raccogliere le storie che incontriamo o che ci vengono regalate, ci apre agli altri, ci avvicina a loro in uno scambio piacevole e gratificante per entrambi.

SCRIVERE IL RACCONTO



Obiettivi: il Laboratorio mira a risvegliare la capacità narrativa e ad esercitarla e arricchirla attraverso il confronto con altre narrazioni. Raccontare è ricordare e trasmettere, affidare all’immaginario dell’altro e condividere con l’altro la propria vita. Narrare è anche una necessità civile, e attraverso la narrazione l’adulto rielabora e conserva il proprio vissuto, così come il ragazzo impara a rappresentarsi il mondo.



La lettura di brani di narrativa italiana moderna e contemporanea, con particolare riferimento al romanzo civile, alla narrativa d'inchiesta, al reportage narrativo – le forme che ha assunto la più interessante narrativa italiana – stimolerà la fantasia e permetterò il confronto su diversi generi di narrazione arricchendo l'immaginario civile dei partecipanti e determinando l’affabulazione, l'Intreccio dei fatti e degli eventi che costituiscono la trama di un'opera narrativa facilitandone la produzione.

Partendo dagli stimoli ricevuti i partecipanti svilupperanno racconti e il laboratorio diventerà una officina di narrativa in costruzione. I racconti saranno analizzati e rielaborati insieme, per sperimentare come nella verbalizzazione tutto si trasforma e si tradisce.

Temi: tecnica base della narrazione, metodo delle immagini, memorizzazione e narrazione, raccolta del materiale, costruzione dello stile personale.

Destinatari: studenti, insegnanti, professionisti, operatori culturali, sociali e sociosanitari.

Durata minima sei ore. 4 incontri di due ore ciascuno.

Costi: ( totale per 6 ore : 120 euro



DATE e ORARI:

mercoledì 7 ottobre, ore 19

mercoledì 21 ottobre, ore 19

mercoledì 4 novembre, ore 19





Il laboratorio parte con una partecipazione minima di 10 persone

Per adesioni scrivere a: peridirittiumani@gmail.com

Vi aspettiamo numerosi! fate passaparola, grazie!!




sabato 1 agosto 2015

Consigli di letture per l'estate (e non solo!)


Cari lettori,

siamo contenti di comunicarvi che abbiamo una piccola “libreria” per voi. Di seguito trovate un elenco di libri che potete acquistare direttamente dal sito www.peridirittiumani.com con Paypall (carta di credito o bonifico). Una volta effettuato il pagamento, inviateci una mail a: peridirittiumani@gmail.com con il vostro indirizzo e vi sarà recapitata subito per posta.




Eccovi i libri:



Mosaikoun - Voci e immagini per i Diritti Umani a cura di Alessandra Montesanto Euro 12,50
 



Il silenzio e il tumulto, di Nihad Sirees Euro 15,00



L'autunno, qui, è magico e immenso, di Golan Haji Euro 10,00

 
Ferite di parole – le donne rabe in rivoluzione, di Leila Ben Salah e Ivana Trevisani Euro 16,00



La vita ti sia lieve – Storie di migranti e di altri esclusi, di Alessandra Ballerini Euro 15,00

 
 
 
Pierfrancesco Majorino e Caterina Sarfatti

Milano, come Lampedusa? Dossier sull'emergenza siriana,
  Euro 5,00
 
 

martedì 14 luglio 2015

Consigli di lettura per l'estate (e non solo)


Cari lettori,

siamo contenti di comunicarvi che abbiamo una piccola “libreria” per voi. Di seguito trovate un elenco di libri che potete acquistare direttamente dal sito www.peridirittiumani.com con Paypall (carta di credito o bonifico). Una volta effettuato il pagamento, inviateci una mail a: peridirittiumani@gmail.com con il vostro indirizzo e vi sarà recapitata subito per posta.




Eccovi i libri:



Mosaikoun - Voci e immagini per i Diritti Umani a cura di Alessandra Montesanto Euro 12,50
 


Il silenzio e il tumulto, di Nihad Sirees Euro 15,00



L'autunno, qui, è magico e immenso, di Golan Haji Euro 10,00


Ferite di parole – le donne rabe in rivoluzione, di Leila Ben Salah e Ivana Trevisani Euro 16,00



La vita ti sia lieve – Storie di migranti e di altri esclusi, di Alessandra Ballerini Euro 15,00



Milano, come Lampedusa? Dossier sull'emergenza siriana, Pierfrancesco Majorino e Caterina Sarfatti Euro 5,00
 
 

venerdì 17 aprile 2015

Perchè sostenerci





Cari amici,

L'Associazione per i Diritti Umani è un'associazione piccola e giovane, nata un anno e mezzo fa e già attiva a Milano e in Provincia con incontri pubblici di presentazioni di saggi, romanzi, documentari, tavole rotonde su alcuni temi inerenti ai diritti umani e civili.

E' in corso la nuova manifestazione che si intitola “D(i)RITTI al CENTRO!” di cui trovate il programma completo sul sito www.peridirittiumani.com.

Il sito è aggiornato TUTTI i GIORNI con articoli, approfondimenti, interviste e comunicazioni...

Vi chiediamo, quindi, se siete interessati e se apprezzate il nostro lavoro, di sostenerci con un piccolo contributo anche di 2 euro. A destra in alto, sulla homepage del sito, trovate la dicitura “Sostienici”: il contributo può essere dato con Paypal (facile e sicurissimo) oppure con bonifico.

I vostri contributi per noi sarebbero molto importanti per:



  • migliorare il sito
  • tradurre i post in inglese e francese
  • poter invitare relatori da altre parti di Italia e dall'estero
  • poter chiedere contributi scritti ad altri collaboratori
  • andare nelle scuole gratuitamente e coinvolgere gli studenti





Vi ringraziamo sempre per il vostro interesse !







mercoledì 14 gennaio 2015

Mahmud Darwish e il suo "Stato d'assedio"


Milano 19 gennaio 2015 ore 20.30 Teatro Verdi Lettura in concerto di Stato d’Assedio di Mahmud Darwish







Milano, lunedì 19 gennaio 2015 ore 20.30

presso il Teatro Verdi, gentilmente concesso

in via Pastrengo 16 – ingresso libero

Prima parte

Lettura integrale in concerto del poema:





STATO D’ASSEDIO di Mahmud Darwish





con Anna Delfina Arcostanzo e Marco Gobetti

musica dal vivo Beppe Turletti

Seconda parte

Intervento di Wasim Dahmash, Mahmud Darwish e la poesia araba

traduttore e curatore del poema

docente di Lingua e Letteratura Araba all’Università di Cagliari

modera Alfredo Tradardi (Ism-Italia)







Qui, sui pendii delle colline, dinanzi al crepuscolo e alla legge del tempo
Vicino ai giardini dalle ombre spezzate,
Facciamo come fanno i prigionieri,
Facciamo come fanno i disoccupati:
Coltiviamo la speranza.
Un paese che si prepara all’alba. Diventiamo meno intelligenti
Perché spiamo l’ora della vittoria:
Non c’è notte nella nostra notte illuminata
Da una pioggia di bombe.
I nostri nemici vegliano,
I nostri nemici accendono per noi la luce
Nell’oscurità dei sotterranei.
Qui, nessun “io”.
Qui, Adamo si ricorda che la sua argilla
È fatto di polvere.
In punto di morte, dice:
Non posso più smarrire il sentiero:
Libero sono a un passo dalla mia libertà.
Il mio futuro è nella mia mano.
Ben presto penetrerò nella mia vita,
Nascerò libero, senza madre né padre,
E mi sceglierò un nome di lettere d’azzurro…
Qui, fra spirali di fumo, sui gradini di casa,
Non c’è tempo per il tempo.
Come chi s’innalza verso Dio,
Dimentichiamo il dolore.
Nulla qui riecheggia Omero.
I miti bussano alla nostra porta, se vogliono.
Nulla riecheggia Omero. Qui, un generale
Scava alla ricerca di uno stato addormentato
Sotto le rovine di una Troia che verrà.
Voi, ritti in piedi sulla soglia, entrate,
Bevete con noi il caffè arabo.
Sentirete che siete uomini come noi.
Voi, ritti in piedi sulla soglia delle case,
Uscite dalla nostra alba.
Ci sentiremo sicuri di essere
Uomini come voi!
Quando gli aerei scompaiono, spiccano il volo le colombe
Bianchissime, lavano la gota del cielo
Con ali libere, riprendono il bagliore e il possesso
Dell’etere e del gioco. In alto, ancora più in alto volano via
Le colombe bianchissime. Ah, se il cielo
Fosse vero… (mi ha detto un uomo correndo fra due bombe).
I cipressi, dietro i soldati, minareti che s’innalzano
Per non far crollare il cielo. Dietro la siepe di ferro
Pisciano i soldati – al riparo di un tank –
E la giornata autunnale conclude la sua traiettoria dorata
In una strada vasta come una chiesa dopo la messa domenicale…
(A un assassino) Se avessi contemplato il volto della vittima
E riflettuto, ti saresti ricordato di tua madre nella camera
A gas, avresti buttato via le ragioni del fucile
E avresti cambiato idea: non è così che si ritrova un’identità.
L’assedio è attesa,
Attesa su una scala inclinata
Dove più infuria l’uragano.
Soli, siamo soli a bere l’amaro calice,
Se non fosse per le visite dell’arcobaleno.
Abbiamo dei fratelli dietro quella spianata,
Fratelli buoni, che ci amano. Ci guardano e piangono.
Poi si dicono in segreto:
“Ah! Se quest’assedio venisse dichiarato…”
Lasciano la frase incompiuta:
“Non lasciateci soli, non abbandonateci”.
Le nostre perdite: da due a otto martiri, giorno dopo giorno.
E dieci feriti.
E venti case.
E cinquanta ulivi…
Aggiungeteci la perdita intrinseca
Che sarà il poema, l’opera teatrale, la tela incompiuta.
Una donna ha detto alla nube: copri il mio amato
Perché ho le vesti grondanti del suo sangue.
Se non sei pioggia, amor mio
Sii albero
Colmo di fertilità, sii albero
Se non sei albero, amor mio
Sii pietra
Satura d’umidità, sii pietra
Se non sei pietra, amor mio
Sii luna
Nel sogno dell’amata, sii luna
(Così una donna che dava sepoltura al figlio)
O ronde della notte! Non siete stanche
Di spiare la luce nel nostro sale
E l’incandescenza della rosa nella nostra ferita,
Non siete stanche, ronde della notte?
Un lembo di questo infinito assoluto azzurro
Basterebbe
Ad alleviare il fardello di questo tempo
E a spazzare via la melma di questo luogo.
Che l’anima scenda dalla sua cavalcatura
E cammini con passi di seta
Al mio fianco, mano nella mano, come due amici
Di vecchia data che condividono il pane secco
E un bicchiere di vino della vecchia vigna,
Per poter attraversare insieme questa strada.
Poi i nostri giorni seguiranno sentieri diversi:
Io al di là della natura, e lei,
Lei preferirà inerpicarsi su un’altra vetta.
Siamo lontani dal nostro destino come gli uccelli
Che fanno il nido negli anfratti delle statue,
O nella cappa del camino, o nelle tende
Dove riposava il principe andando a caccia.
Sulle mie macerie spunta verde l’ombra,
E il lupo sonnecchia sulla pelle della mia capra.
Sogna come me, come l’angelo,
Che la vita sia qui… non laggiù.
Quando si è assediati, il tempo diventa spazio
Pietrificato nella sua eternità
Quando si è assediati, lo spazio diventa tempo
Che ha fallito il suo ieri e il suo domani.
Questo martire mi assedia ogni volta che vedo spuntare un nuovo giorno
E mi chiede: Dov’eri? Annota sui dizionari
Tutte le parole che mi hai offerto
E libera i dormienti dal ronzio dell’eco.
Il martire mi spiega: Non ho cercato al di là della spianata
Le vergini dell’immortalità, perché amo la vita
Sulla terra, fra i pini e gli alberi di fico,
Ma era inaccessibile, così ho preso la mira
Con l’ultima cosa che mi appartiene: il sangue
Nel corpo dell’azzurro.
Il martire mi avverte: Non credere alle loro storie
Credi a me, padre, quando osservi la mia foto e chiedi piangendo:
Come hai potuto scambiare le nostre vite, figlio mio,
Perché mi hai preceduto? C’ero io, c’ero prima io!
Il martire non mi da tregua: mi sono solo spostato
Con i miei mobili consunti.
Ho posato una gazzella sul mio letto,
E una falce di luna sul mio dito,
Per alleviare la mia pena.
L’assedio continuerà, per convincerci a scegliere
Una schiavitù che non fa male,
In piena libertà!
Resistere significa: accertarsi della forza
Del cuore e dei testicoli, e del tuo male tenace:
Il male della speranza.
In quel che resta dell’alba, cammino verso il mio involucro esterno
In quel che resta della notte, ascolto il rumore dei passi rimbombare al mio interno
Saluto chi come me insegue
L’ebbrezza della luce, lo splendore della farfalla,
Nell’oscurità di questo tunnel.
Saluto chi beve con me dal mio bicchiere
Nelle tenebre di una notte che entrambi ci avvolge:
Saluto il mio spettro.
Per me i miei amici preparano sempre una festa
Da Dio, una sepoltura serena all’ombra delle querce
Un epitaffio inciso nel marmo del tempo
E sempre ai funerali li precedo correndo:
Chi è morto… chi?
La scrittura, un cucciolo che morde il nulla
La scrittura ferisce senza lasciar tracce di sangue.
Le nostre tazze di caffè. Gli uccelli, gli alberi verdi
Nell’ombra azzurrina, il sole che scivola di muro
In muro con balzi di gazzella
L’acqua delle nubi dalla forma illimitata – tutto quel che ci resta.
Il cielo. E altre cose dai ricordi sospesi
Rivelano che questo mattino è potente splendore,
E che noi siamo i convitati dell’eternità.



(Da Le monde Diplomatique 2002)

mercoledì 3 dicembre 2014

Un documentario utile: per le scuole medie e superiori


L'ASSOCIAZIONE PER I DIRITTI UMANI

propone per le classi terze medie e per tutto il ciclo delle superiori la proiezione del documentario:



Sinossi: Il documentario racconta lo svolgimento del progetto “Leggere Libera Mente”, che si svolge all'interno del carcere di massima sicurezza di Opera.

Muri, sbarre, chiavi. Il carcere è un posto di frontiera. Ma lettura e scrittura possono aiutare a ritrovare un senso, a dare voce a giorni sempre uguali.

Le poesie dei detenuti, i loro scritti, le loro pagine preferite ci accompagnano in un viaggio all'interno del carcere alla ricerca del significato della parola LIBERTA'.

Saranno presenti i registi, i responsabili del progetto e alcune persone che hanno preso parte ai laboratori, per un dibattito con insegnanti e alunni

Coordina l'incontro: Alessandra Montesanto, Vicepresidente dell'Associazione per i Diritti Umani

Contributo volontario di 2 euro

Per informazioni e prenotazioni peridirittiumani@gmail.com la proiezione potrà essere fatta direttamente a scuola, è necessario un lettore dvd e un proiettore/televisore

giovedì 30 ottobre 2014

Detenuti e letteratura: presentazione del documentario "Levarsi la cispa dagli occhi"




L'Associazione per i Diritti Umani presenta il documentario



LEVARSI LA CISPA DAGLI OCCHI



Alla presenza dei registi e dei rappresentanti del progetto “Leggere Libera Mente”



VENERDI', 31 ottobre



alle ore 19.00



Presso il centro Asteria, Piazza Carrara 17.1, ang. Via G. da Cermenate, 2 (MM Romolo, Famagosta, Milano)




Andare oltre le mura di un carcere, cercare libertà anche rinchiusi, ritrovare il senso della vita e del futuro con l'immaginazione: tutto questo e molto di più è Levarsi la cispa dagli occhi, un documentario che racconta l'esperienza di un progetto formativo: quello che ha visto portare nell'istituto di pena di Opera, la lettura e la scrittura creativa come possibilità di rideinizione di sé, come espressione dei propri sentimenti, come auto-narrazione e uso della fantasia. Perchè il carcere deve e può essere un percorso riabilitativo. Levarsi la cispa dagli occhi è stato realizzato da Carlo Concina e Cristina Maurelli e il titolo del film riguarda tutti noi, noi che stiamo fuori: è un invito a levarsi i paraocchi e a superare i pregiudizi nei confronti di chi ha sbagliato, sta scondando la pena per l'errore commesso, ma può essere recuperaro e restituito alla società.