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domenica 8 novembre 2015

L'Uguaglianza passa dalle donne



A questo link potete trovare un video di Malala Yousafzai la giovane attivista pakistana, vincitrice del Premio Nobel per la pace, nota per il suo impegno per l'affermazione dei diritti civili e per il diritto all'istruzione — bandito da un editto dei talebani — delle donne della città di Mingora, nella valle dello Swat.


In questa sua dichiarazione Malala parla anche di femminismo.








lunedì 13 luglio 2015

Il Servizio civile aperto anche agli stranieri



La Corte Costituzionale italiana nella giornata del 25 giugno si è espressa dichiarando illegittimo l’art. 3 comma 1 del decreto legislativo del 2002 in materia di servizio civile con cui si limitava l'accesso al servizio ai soli cittadini italiani.

La vicenda a favore dell’inclusione dei giovani stranieri residenti in Italia aveva preso avvio oltre tre anni fa quando un giovane pakistano si era visto rifiutare la partecipazione al servizio civile per mancanza del requisito della cittadinanza italiana. Sollevata la questione di fronte al Tribunale di Milano e alla Corte d’Appello di Milano, il giudizio è poi proseguito e la Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha posto la questione di costituzionalità della norma per contrasto con il principio di uguaglianza.

Dopo la recente sentenza 119/15, con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità del decreto legislativo 77/02 (articolo 3, comma 1), tutti i giovani stranieri regolarmente soggiornanti hanno diritto di accedere alle selezioni per il servizio civile. Nel testo si legge: "L’esclusione dei cittadini stranieri dalla possibilità di prestare il servizio civile nazionale, impedendo loro di concorrere a realizzare progetti di utilità sociale e, di conseguenza, di sviluppare il valore del servizio a favore del bene comune, comporta dunque un’ingiustificata limitazione al pieno sviluppo della persona e all’integrazione nella comunità di accoglienza".



sabato 1 novembre 2014

Tutti diversi, tutti uguali



D(i)RITTI AL CENTRO

TUTTI DIVERSI, TUTTI UGUALI

sabato 29 novembre 2014 - ore 19,00

presso

CENTRO ASTERIA

Piazza Carrara 17.1, ang. Via G. da Cermenate, 2 – Milano (MM2 Romolo)





In occasione della Giornata internazionale del disabile la curatrice del progetto “DIVERSO DA CHI? Per una nuova cultura del rispetto” , Eva Schwarzwald, esperta in educazione ai media, introdurrà la proiezione di alcuni cortometraggi adatti alle scuole e alle famiglie.



Quindici racconti sulla disabilità, sui sentimenti e sul rispetto della vita delle persone con bisogni speciali, una guida per gli insegnanti ed attività didattiche complementari compongono il DVD, offrendo la possibilità, attraverso i film, di imparare, capire e combattere gli stereotipi sulla disabilità.




Agli insegnanti che prenotano la propria partecipazione alla serata verrà consegnato in omaggio una copia del dvd per la loro scuola!



Per informazioni e prenotazioni: peridirittiumani@gmail.com




    

 
 
                                             
                                               


  
 

martedì 30 luglio 2013

Il Brasile del Papa e delle proteste


Vorrei fare appello a chi possiede più risorse, alle autorità pubbliche e a tutti gli uomini di buona volontà impegnati per la giustizia sociale: non stancatevi di lavorare per un mondo più giusto e più solidale! Nessuno può rimanere insensibile alle disuguaglianze che ancora ci sono nel mondo...Ognuno, secondo le proprie possibilità e responsabilità, sappia offrire il suo contributo per mettere fine a tante ingiustizie sociali. Non è la cultura dell'egoismo, dell'individualismo, che spesso regola la nostra società, quella che costruisce e porta a un mondo più abitabile, ma la cultura della solidarietà; vedere nell'altro non un concorrente o un numero, ma un fratello...Desidero incoraggiare gli sforzi che la società brasiliana sta facendo per integrare tutte le parti del suo corpo, anche le più sofferenti e bisognose, attraverso la lotta contro la fame e la miseria. Nessuno sforzo di 'pacificazione' sarà duraturo, se non ci saranno armonia e felicità per una società che ignora, che mette ai margini e che abbandona nella periferia una parte di se stessa”.
Queste alcune frasi pronunciate da Papa Francesco durante la sua visita alla favela di Varginha, a Rio de Janiero.  


Il pontefice è tornato in Italia. La Confederation cup è terminata e, per un po', si spegneranno i riflettori sul Brasile in attesa dei Mondiali di calcio e delle Olimpiadi.
I brasiliani - pochi mediamente ricchi e tanti poveri - torneranno alla loro quotidianità, quella gente che è scesa in piazza per protestare contro un'economia capitalistica escludente e contro quei governanti che risolvono i problemi sociali solo in maniera superficiale, come era scritto su uno dei tanti striscioni che sfilavano durante le manifestazioni e che recitava: “Un Paese muto è un Paese che non cambia”, quelle persone che sulla spiaggia di Copacabana ascoltava e applaudiva le parole di Bergoglio quando faceva appello alla solidarietà.
Il presidente operaio Lula prima e Dilma Roussef poi si sono trovati a dover gestire una situazione economica disastrosa, eredità del precedente governo neoliberale di Fernando Enrique Cardoso. Lula si vide costretto a riadattare la sua politica in base alle richieste delle multinazionali e dei latifondisti e la Roussef ha continuato il suo operato avvicinandosi alla bancada ruralista - proprietaria della terra per la quale sono stati assassinati molti contadini e leaders sociali - e alla chiesa evangelica (e ricordiamo che la Commissione dei diritti umani è stata affidata ad un pastore evangelico, omofobo e razzista di cui abbiamo parlato in un precedente articolo). Per non parlare della persecuzione nei confronti del Movemento Sem Terra. 
Il popolo brasiliano si è stancato: è sceso nelle piazze di tutte le città per dire “basta” all'aumento del costo del biglietto de mezzi pubblici; alle tremende condizoni di lavoro degli operai impegnati nella costruzione di impanti sportivi faraonici; al progetto del treno ad alta velocità, che dovrebbe collegare ventidue quartieri di Fortaleza, ma che comporta la sparizione dei barrios, costringendo le persone ad abbandonare le propie case; alla privatizzazione merchandising sportivo da parte della Fifa che spazzerà via i piccoli veditori ambulanti.

La rabbia è esplosa, l'esasperazione è al limite. Le parole di Papa Francesco sono arrivate al cuore degli abitanti delle periferie brasiliane e di tutto il mondo, ma devono arrivare alle orecchie di chi ha il potere di avviare il cambiamento e promuovere l'uguaglianza.

mercoledì 3 luglio 2013

Passi avanti per i diritti degli omosessuali: dagli USA alla Casa dei diritti di Milano



Lacrime, balli, brindisi e bandiere arcobaleno: centinaia di attivisti e di cittadini comuni si sono riversate nelle strade di Los Angeles, Washington, San Francisco per festeggiare la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti che ha dichiarato anticostituzionale il Defence of Marriage Act (DOMA), firmato nel 1996, da Bill Clinton: anticostituzionale perchè viola il quinto emendamento della Carta, emendamento che difende le libertà civili e il principio di uguaglianza tra tutti i cittadini.
L'amore è amore. La sentenza di oggi sul Doma è un passo storico verso la parità nei matrimoni”, con queste parole il Presidente Barak Obama ha commentato la sentenza. D' ora in avanti, infatti, le coppie dello stesso sesso, sposate legalmente, avranno gli stessi diritti riconosciuti alle coppie etero: potranno godere della copertura sanitaria, di detrazioni fiscali per il compgano o la compagna a carico e del diritto all'eredità.
Contrari a questa decisione si sono dichiarati i vescovi statunitensi che - attraverso il loro portavoce, Timothy Dolan, hanno dichiarato: “Un giorno tragico per la Nazione e per il matrimonio perchè la Corte Suprema ha sbagliato” - e un esiguo gruppo di repubblicani, ma cinque giudici (contro quattro) hanno stabilito che, negando i diritti agli omosessuali sposati il governo federale “li tratta in modo meno rispettoso rispetto agli eterosessuali”.
Un'importante vittoria è stata anche ottenuta dalla “Proposition 8”, il referendum che, nel 2008, vietò i matrimoni gay in California: fatto rielvante perchè l'importanza economica della California si riflette anche sulla sua possibilità di influenzare i cambiamenti sociali americani.
E in Italia cosa succede?
Accade che sabato scorso, 29 giugno, anche Milano si è colorata con le tinte dell'arcobaleno. Il capoluogo lombardo ha, infatti, ospitato il Gay Pride, organizzato dal Coordinamento Arcobaleno delle associazioni Lgbt di Milano con il patrocinio dell'Amministrazione comunale che ha voluto gemellare il Milano Pride 2013 con il Minsk Pride - che si terrà in ottobre nella capitale bielorussa - per sostenere le comunità omosessuali anche in quei Paesi dove subiscono ancora gravi discriminazioni.
Pierfrancesco Majorino
In occasione della parata, l'assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino, ha annunciato la nascita della “Casa dei diritti”.
Dopo l'istituzione del registro delle unioni civili (che conta più di 1300 iscritti) e l'apertura della casella di posta elettronica antidiscriminazioni@comune.milano.it, la Casa dei diritti sarà un luogo che, dall'autunno, ospiterà associazioni e che metterà in atto attività di prevenzione e contrasto alla discriminazione di identità di genere e orientamento sessuale.

sabato 1 giugno 2013

“The Desire for Freedom. Arte in Europa dal 1945”: una mostra su diritti e libertà



Si snoda tra le sale di Palazzo Reale, a Milano, ed è ancora possibile visitarla, fino al 2 giugno: si tratta di una mostra, ricca e ben organizzata, dal titolo “The Desire for Fredoom. Arte in Europa dal 1945”.
A cura di Monika Flacke, Henry Meyric Hughes e Ulrike Schmiegelt, realizzata su iniziativa del Consiglio d'Europa e finanziata dalla Commissione europea, l'esposizione presenta più di 200 opere di 94 artisti contemporanei provenienti da 27 diversi Paesi: Albania, Azerbaijan, Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Islanda, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Spagna, Svizzera, Turchia, Ucraina e Ungheria.
Il progetto nasce con l'obiettivo di superare la concezione di un'Europa del dopoguerra divisa tra due blocchi di potere contrapposti, come durante la Guerra Fredda, assumendo, invece, l'idea che le parti affondino le loro radici comuni nell'illuminismo e che, quindi, possano condividerne gli stessi valori, quali: la libertà, la giustizia e l'uguaglianza.
In particolare, le domande che la mostra sollecita allo spettatore sono: Come viene concepita e difesa, oggi, l'idea di libertà? Cosa significa “libertà” in Europa dopo il 1945?
Il percorso è suddiviso in 12 capitoli tematici. Apre il “Tribunale della ragione” in nome della quale sono stati commessi, nel corso della Storia, le peggiori violazioni dei diritti umani; ispirandosi all'omonima opera di Joseph Beuys, la seconda sezione si intitola “La rivoluzione siamo noi” e si interroga sulle utopie moderne e contemporanee; “Viaggio nel Paese delle meraviglie” racconta la capacità dell'Arte di rovesciare paradigmi e costringe lo spettatore a riflettere sulla propria coscienza storica; in “Terrore e tenebre” si affronta il tema della tortura che, ancora oggi, nega i valori della solidarietà e della fratellanza; si prosegue, poi, con il “Realismo della politica” in cui gli artisti dimostrano quanto spesso la politica non sia capace di risolvere problemi e conflitti all'interno della società civile;
la sezione “Libertà sotto assedio” riprende l'analisi delle violazioni dei diritti umani in nome della sicurezza; in “99 Cent” le opere mettono duramente in discussione il capitalismo e il consumismo; in “Cent'anni” gli artisti sperano in un rinnovato rispetto per l'ambiente e per le risorse che esso ci regala; a questa sezione è collegata la successiva, dal titolo “Mondi di vita” in cui l'abitazione non è solo riparo, ma può diventare anche canale di comunicazione con l'esterno; “L'altro luogo” può essere una scelta nuova di vita, un orizzonte diverso da quello imposto; “Esperienza di sé e del limite” pone lo spettatore di fronte ai quesiti: “Che tipo di persona voglio essere?” e “Quale relazione vorrei impostare con gli altri?”; e, infine, “Il mondo nella testa” conferma il fatto che le nostre scelte e i nostri comportamenti siano determinati, innanzitutto, dal Pensiero.
La struttura del progetto espositivo è circolare, senza linearità cronologica, perchè – in fondo – si tratta di argomenti universali e le riflessioni dovrebbero riguardare tutti, al di là dei confini e delle epoche. Una proposta culturale molto ampia con dipinti, fotografie, video, installazioni che vedono protagonisti artisti di fama internazionale, quali, per citarne alcuni: Christo, Damien Hirst, Lucio Fontana, Yinka Shonibare, Boris Mikhailov, Alberto Giacometti, Jannis Kounellis, Yves Klein. Un mappa geopolitica attraverso l' Arte, uno stimolo per la mente, un buon inizio, per chi fosse interessato a questi argomenti, per continuare ad approfondire anche grazie alle numerose citazioni, notizie e racconti che si possono ascoltare con le audioguide.





martedì 21 maggio 2013

Festival di Letteratura di Milano in collaborazione con Associazione per i Diritti Umani: l'importanza di "fare rete"


Per la prima volta, l'Associazione per i Diritti Umani è in collaborazione con un'altra realtà culturale: il Festival di Letteratura di Milano (5-9 giugno 2013) che porta la letteratura tra la gente e a costo zero. Un Festival che, come la nostra associazione, nasce dal basso e organizza eventi a partecipazione popolare. 
 
GIOVEDI’ 6 GIUGNO 2013
ore 18.30

presso

SPAZIO LIGERA Milano
Via Padova,133 (MM Loreto, bus 56)
Milano


La neo costituita Associazione per i Diritti Umani presenta il suo primo evento in collaborazione con il Festival della Letteratura di Milano (5-9 giugno 2013 a Milano) dal titolo: Rete scuole senza permesso: accoglienza, uguaglianza e giustizia sociale”
Aprirà gli interventi Alessandra Montesanto, Vicepresidente dell'Associazione per i Diritti Umani che farà una breve presentazione del Festival di Letteratura e delle attività dell'associazione; seguirà un'introduzione a cura di Fabio Mantegazza, uno dei fondatori della Rete Scuole Senza Permesso; proiezione del video IO SONO a cura della Scuola Popolare di Italiano per Stranieri di Rogoredo; approfondimento sempre con Fabio Mantegazza sulle attività della Rete.


Seguirà un reading spettacolo con musica

Anche se manca l’aria” , a cura dei Cani di Trifola. Battista Oprandi, Dario Durizzi, Giovanni Barcella. Alberto Zanini chitarra. Andrea Martinella contrabbasso. Massimo Signori percussioni. Battista Oprandi chitarra e voce. Øyvind Svendsen Corno, melodica e Tromba.
“Anche se manca l’aria” è un canzoniere civile che rivendica la propria autenticità (“lo spaccio musica e non mi importa degli ascolti telecomandati da sirene radiofoniche … “)


RETE SCUOLE SENZA PERMESSO: è il nome che ha voluto darsi una rete di scuole di italiano per immigrati milanesi, nata nella primavera 2005, per dichiarare la propria identificazione con i senza diritti. Le scuole aderenti, pur diverse fra loro, condividono la quotidiana esperienza a diretto contatto con gli immigrati di cui vengono a conoscere le motivazioni all’emigrazione, le condizioni abitative, di lavoro e i progetti di vita, grazie a una relazione di scambievole crescita umana, culturale e politica.




Per il programma e il calendario del Festival di Letteratura di Milano: www.festivaletteraturamilano.it

martedì 26 febbraio 2013

2013: l'anno europeo dei cittadini



L' Unione Europea (UE) si fonda sui valori della dignità umana, della libertà, della democrazia e dell'uguaglianza; sullo Stato di diritto e sulla difesa dei diritti umani, compresi quelli delle persone appartenenti a una minoranza.
E proprio il 2013 sarà l'anno dei cittadini: verrà posto l'accento sui diritti di cui godono, nell'Unione, tutti coloro che hanno la cittadinanza. O almeno questa è la promessa.
Perchè istituire un “anno europeo per i cittadini”? Perchè, come si legge nei documenti ufficiali, se i cittadini sono consapevoli dei propri diritti e li esercitano, ne beneficiano in quanto individui, ma ne traggono vantaggio anche le società, l'economia e l'Unione stessa.
I diritti dei cittadini europei sono enunciati nella seconda parte del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea e sanciti nel capo V della Carta dei diritti fondamentali dell'UE e riguardano, ad esempio: il diritto di circolare e di soggiornare liberamente all'interno dell'UE e il diritto di non subire discriminazioni sulla base della nazionalità; il diritto di voto e di candidarsi - per ogni cittadino dell'UE che risieda in un altro Paese dell'Unione - alle elezioni comunali o del Parlamento europeo alle stesse condizioni dei cittadini di tale Paese; diritto di presentare alla Commissione una proposta legislativa.
Interessante anche ricordare una decisione – entrata in vigore nel 2007, ma valida fino alla fine del 2013 – che istituisce il programma “Diritti fondamentali e cittadinanza” nell'ambito del programma più generale dal titolo “Diritti fondamentali e giustizia”.
Tale programma promuove – sostenendo le azioni intraprese dalla Commissione europea, dagli Stati membri dell’Unione europea (UE) e dalle organizzazioni non governative - lo sviluppo di una società europea fondata sul rispetto dei diritti fondamentali quali riconosciuti nell’articolo 6 del trattato sull’Unione europea, compresi i diritti derivati dalla cittadinanza dell’Unione.

A tal fine il programma persegue i seguenti obiettivi:

  • rafforzare la società civile e incoraggiare un dialogo aperto, trasparente e regolare con essa riguardo ai diritti fondamentali;
  • combattere il razzismo, la xenofobia e l’antisemitismo;
  • promuovere una migliore intesa interconfessionale e multiculturale;
  • promuovere una maggiore tolleranza in tutta l’Unione europea;
  • migliorare i contatti, lo scambio di informazioni e la creazione di reti tra le autorità giudiziarie e amministrative e le professioni giuridiche;
  • sostenere la formazione giudiziaria per migliorare la comprensione reciproca tra le autorità e i professionisti in questione.


Inoltre, gli obiettivi specifici del programma sono:
  • promuovere i diritti fondamentali e informare i cittadini dell’Unione dei loro diritti, compresi quelli che derivano dalla cittadinanza dell’Unione;
  • incoraggiare i cittadini dell’UE a partecipare attivamente alla vita democratica dell’Unione;
  • esaminare il rispetto dei diritti fondamentali nell’Unione europea e negli Stati membri, nell’applicazione del diritto dell'Unione;
  • sostenere le organizzazioni non governative e gli altri operatori della società civile per rafforzare la loro capacità di partecipare attivamente alla promozione dei diritti fondamentali, dello stato di diritto e della democrazia;
  • creare strutture adeguate al fine di promuovere il dialogo interconfessionale e multiculturale a livello di Unione europea.
Un programma ricco di iniziative e buoni propositi che possono fare da guida, se effettivamente applicati, anche al resto del mondo.