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sabato 5 dicembre 2015

Una mostra dei detenuti di San Vittore presso il Tribunale di Milano

Si intitola "Sogni di segni, segni di sogni" l'esposizione che si è aperta oggi al Palazzo di Giustizia di Milano per mettere in mostra le opere realizzate da circa una cinquantina di persone che stanno scontando una condanna nel carcere milanese di San Vittore e all'Icam, l'istituto di custodia attenuata per le madri detenute. Obiettivo del progetto, promosso dalla sezione milanese dell'Associazione Nazionale Magistrati, è quello di consentire ai detenuti di vivere la propria quotidianità carceraria realizzando la propria personalità attraverso la pittura e esprimere così il proprio stato d'animo nella difficile fase di espiazione della pena.
La mostra di pittura resterà aperta fino al prossimo 17 dicembre nell'androne del terzo piano della cittadella giudiziaria milanese per poi essere trasferita alla Casa dei Diritti del Comune di Milano. "E' interesse dello Stato - ha osservato il presidente della Corte d'Appello del capoluogo lombardo, Giovanni Canzio, durante la cerimonia di inaugurazione - realizzare questo percorso di legalità. Iniziative come queste sono la strada migliore per ridurre il rischio di recidiva".




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venerdì 16 ottobre 2015

La crisi dell'attività agricola nelle opere di Moira Ricci



Un progetto intitolato “Capitale terreno” racchiude due mostre interessanti dell'artista Moira Ricci, nata nella campagna maremmana e da sempre fedele alla cultura della (sua) terra. Moira Ricci è presente a Milano – presso lo Spazio Oberdan, fino al 18 ottobre 2015 – con due lavori: Da buio a buio e Dove il cielo è più vicino in cui, attraverso fotografie, video, installazioni, raccoglie narrazioni, racconti popolari, testimonianze di un mondo, quello contadino, in via di estinzione. La sua arte fa riflettere sulle nuove forme di economia, sulla fine della tradizione, sulla crisi contemporanea, attraverso metafore e suggestioni che affondano le radici nel Passato e nell'attualità.



Abbiamo rivolto alcune domande a Moira Ricci e la ringraziamo.






Qual è il filo conduttore tra la civiltà contadina e la contemporaneità?



Ogni civiltà nasce contadina. Mi sembra che l'economia mondiale, basata su un capitalismo che pensa solo ai consumi, non sia più in grado di preservare non solo la libertà degli individui e il loro benessere, ma anche la salute del pianeta stesso. Sarebbe prezioso recuperare un po' della consapevolezza contadina per ritrovare un equilibrio tra gli uomini e il mondo che abitano.



Quanto è importante il recupero della Memoria per porre le basi di un futuro di uguaglianza e di giustizia (anche nella redistribuzione dei prodotti della terra)?



Penso che sia fondamentale tener conto della memoria. Se si conoscesse bene la storia, non si continuerebbe a sbagliare.



Quale sarà il futuro dell'attività agricola in Italia?



Purtroppo io ho una visione pessimistica per l'imminente futuro. Adesso siamo dentro al passaggio da un'era all'altra e l'impatto con il cambiamento è stato forte. Credo che sarà un periodo lunghissimo e molto doloroso. Anche l'agricoltura in questo momento è in piena crisi grazie alle leggi sempre più stupide da parte dei governi e delle multinazionali e grazie al quasi totale disinteresse sull'argomento da parte dei mezzi d'informazione.




Ci può anticipare una leggenda che ha raccolto durante le ricerche che ha effettuato per il suo lavoro?

 

Quelle che ho conosciuto durante le ricerche sono “l'uomo-cavallo” che aveva una metà del corpo somigliante ad un equino e “la donna col foco al culo” (scusate il termine ma la chiamavano così), una signora che, a seguito dell'incendio alla sua casa nella collina vicino a casa mia, è scesa di corsa giù verso il mare tutta infuocata. Era diventata un personaggio pauroso per i bambini della zona degli anni '50-'60 perchè gli adulti usavano questa storia per intimorirli. Le storie di cui parlo invece in mostra sono le uniche quattro che conoscevo fin da piccola.

mercoledì 7 ottobre 2015


Associazione per i Diritti Umani




PRESENTA



Continuare a parlare di Medioriente: come sta cambiando lo scenario e quali le conseguenze per il resto del mondo. Focus SIRIA





GIOVEDI 8 OTTOBRE, ore 19

presso



CENTRO ASTERIA

Piazza Carrara 17.1 (Ang. Via G. da Cermenate, 2. MM ROMOLO, FAMAGOSTA )
Milano





Milano, 15/9/2015 L’Associazione per i Diritti Umani organizza l'incontro intitolato “Continuare a parlare di Medioriente: come sta cambiando lo scenario e quali le conseguenze per il resto del mondo. Focus SIRIA”, nell'ambito della manifestazione “D(I)RITTI AL CENTRO!”.



Presentazione del documentario “Young Syrian Lenses” alla presenza dei registi Ruben Lagattola e Filippo Biagianti e di Monica Macchi, esperta di mondo arabo.

Il documentario:

“Prima di essere media attivisti, siamo tutti ribelli, il nostro impegno nella rivoluzione si è evoluto nell’informazione”. Parla così il reporter Karam Al Halabi, uno dei protagonisti del documentario girato in Syria da Lagattolla fra il 30 Aprile e il 9 Maggio 2014 e sostenuto da Amnesty International sezione Italia.

L’intento del documentario è infatti proprio quello di filmare l’attività dei ragazzi che lavorano nei network di informazione, documentare il loro lavoro di fotografi e di raccontare la realtà siriana con un approccio il più possibile umano. Il progetto “Young Syrian Lenses” è stato portato avanti e concluso senza nessun budget, in maniera totalmente indipendente e volontaria e viene ora diffuso in tutta Italia con l'obiettivo di raccontare la storia di questi reporter e di far conoscere in modo chiaro e approfondito la situazione della Siria.



Inaugurazione della mostra fotografica “Volti della Syria” di Salvatore Di Vinti



La mostra:

Volti della Syria” di Salvatore Di Vinti, volontario di “Insieme si può fare”. Attraverso le immigini Salvatore Di Vinti racconta i due viaggi fatti con l’associazione per portare aiuti umanitari al popolo siriano.



Coordina: Alessandra Montesanto, Vicepresidente Associazione per i Diritti Umani










lunedì 21 settembre 2015

I frutti del carcere

Milano. La Loggia dei Mercanti,  a un passo dal Duomo, ospita - sabato 26 settembre – l’iniziativa “I frutti del carcere”. In programma l’esposizione delle produzioni carcerarie e incontri di approfondimento sui temi della detenzione e delle alternative al carcere. Un’occasione per conoscere il lavoro dei detenuti, le attività svolte nei laboratori degli Istituti di pena con la mostra mercato di mobili, gioielli, accessori, abiti, prodotti alimentari (pane, focacce, dolci) oltre a fiori e piante. Saranno organizzati anche incontri e dibattiti di approfondimento incentrati sui temi della detenzione, del lavoro carcerario e delle misure alternative. A cura associazione di  promozione sociale “Per i Diritti”. L’evento è inserito nel calendario di Expo in Città. Ore 10-18.30. Sito: www.comune.milano.it.





martedì 8 settembre 2015

Expo in città: a Milano due mostre di Sara Montani sul tema "La carta dei diritti"






14 - 19 settembre 2015 | La Carta dei Diritti | Centro dell’Incisione Alzaia Naviglio Grande
9 - 16 ottobre 2015
| La Carta dei Diritti. Arte e Diritti | Casa dei Diritti - Comune di Milano



La Carta dei Diritti, mostra personale dell’artista e operatrice culturale Sara Montani, è la terza tappa di un progetto articolato in quattro momenti espositivi per raccontare attraverso l’arte gli articoli fondamentali della Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948: due mostre in successione che, partendo da memorie di giochi infantili, ci parlano del rapporto tra arte e diritti: diritto alla vita, alla famiglia, al gioco, alla libertà.

Dopo le precedenti esposizioni tenutesi presso la Galleria delle Lavagne e la Biblioteca Sormani di Milano, Sara Montani presenta una selezione di incisioni calcografiche su fogli di grande formato realizzate dall’artista attraverso le tecniche dell’acquaforte, della cera molle e del monotipo, insieme ad alcuni libri d’artista. Vesti, abiti e presenze vegetali: questi alcuni dei soggetti a cui l’artista ricorre per portare avanti la sua riflessione e la sua poetica.

La personale, a cura di Luca Pietro Nicoletti e inserita nel progetto Expo in Città supportato dal Comune e dalla Camera di Commercio di Milano, si tiene presso lo storico Centro dell’Incisione Alzaia Naviglio Grande, ospitato all’interno di una casa del XVII secolo affacciata sul Naviglio. Con inaugurazione lunedì 14 settembre alle ore 18, La Carta dei Diritti sarà aperta al pubblico fino al 19 dello stesso mese in Alzaia Naviglio Grande 66.



I temi proposti saranno oggetto della tavola rotonda che si terrà presso la Sala del Grechetto della Biblioteca Sormani il giorno 28 settembre alle ore 18.15; modererà Vittorio Schieroni (Made4Art), interverranno Luca Pietro Nicoletti (storico dell’arte), Sara Montani (artista), Monia Pavone (stampatrice), Susanna Vallebona (edizioni Esseblu), Anna Maria Gandolfi (Gaia Edizioni).

14 - 19 settembre 2015 | Inaugurazione lunedì 14 settembre, ore 18
La Carta dei Diritti | Centro dell’Incisione Alzaia Naviglio Grande
Alzaia Naviglio Grande 66, 20144 Milano
Un evento: Expo in Città
Da martedì a sabato ore 16 - 19
Tel. / fax: 02.58112621

domenica 30 agosto 2015

Nidaa Badwan e l’arte a Gaza




di Monica Macchi






L’isolamento è l’unico modo che ho trovato per sfuggire al giogo della società.

E’ l’unica cosa che mi permette di avere uno spazio di espressione e libertà”





Di fronte allo stillicidio di una guerra quotidiana, alle macerie e all’oppressione religiosa, l’artista Nidaa Badwan ha scelto di vivere reclusa nella sua stanza a Dayr al-Balah, nel sud di Gaza, dal dicembre 2013. Laureata alla Facoltà di Belle Arti dell’Università Al-Aqsa ha fatto dell’isolamento un progetto fotografico dal titolo “Cento giorni di solitudine”, (esplicito omaggio a Gabriel García Márquez), in mostra in questi giorni al Centro Culturale di Ramallah. Sono quattordici autoritratti costruiti come nature morte dai colori forti che ricordano la pittura fiamminga, una risposta alla mostra “Also this is Gaza” (Anche questo è Gaza), in cui aveva presentato una testa di donna chiusa in un sacchetto di plastica, metafora del soffocamento che già avvertiva. La foto ha attirato l’attenzione di Anthony Bruno, direttore dell'Istituto Francese di Gaza, che le ha organizzato una mostra presso la Galleria di al-Hoash a Gerusalemme Est. Ma le autorità israeliane non le concedono il visto come del resto non gliel’hanno concesso neppure per la mostra a Ramallah: le sue opere possono uscire da Gaza, lei no.


martedì 2 giugno 2015

La Costituzione italiana in mostra

In occasione dell'anniversario della Repubblica, pubblichiamo alcune immagini della mostra itinerante "I dodici principi fondamentali. La Costituzione italiana in mostra", dodici pannelli che illustrano gli articoli fondamentali. La mostra è curata da Lorenzo Gaetani e Enrico Delitala. Oggi allestita presso Palazzo Isimbardi, a Milano.

 






 
 

venerdì 3 aprile 2015


L'Associazione per i Diritti Umani

in collaborazione con il Centro Asteria

PRESENTA



DIRITTI AL CENTRO:
MILANO, CROCEVIA D'EUROPA



Alla presenza di: MONICA MACCHI (esperta di mondo arabo), CHIARASTELLA CAMPANELLI (editrice Il Sirente – direttrice collana Altriarabi/migranti), MARTA MANTEGAZZA, ANNA PASOTTI, ALESSANDRA PEZZA, ANNA RUGGIERI (autrici del progetto “Siriani in transito)

(E con una sorpresa in video)



DOMENICA 12 APRILE



ORE 17.30

presso



CENTRO ASTERIA

Piazza Carrara 17.1, ang. Via G. Da Cermenate (MM Romolo, Famagosta)



L’Associazione per i Diritti Umani presenta il terzo appuntamento della serie di incontri dal titolo “DiRITTI AL CENTRO”, che affronta, attraverso incontri con autori, registi ed esperti, temi che spaziano dal lavoro, diritti delle donne in Italia e all’estero, minori, carceri, immigrazione...

In ogni incontro l’Associazione per i Diritti Umani attraverso la sua vicepresidente Alessandra Montesanto, saggista e formatrice, vuole dar voce ad uno o più esperti della tematica trattata e, attraverso uno scambio, anche con il pubblico, vuole dare degli spunti di riflessione sull’attualità e più in generale sui grandi temi dei giorni nostri.



In questo incontro dal titolo “Milano, crocevia d'Europa” si parlerà dei profughi siriani (e non solo) che arrivano nella città di Milano per poi cercare di recarsi in Nord Europa (Svezia, Germania) per ricongiungersi ad altri familiari, per avviare un nuovo percorso di vita dopo aver vissuto la guerra e le sue tragiche conseguenze. Si parlerà del romanzo “Il silenzio e il tumulto” dello scrittore siriano Nihhad Sirees e verrà presentata la mostra fotografica “Siriani in transito”.



IL LIBRO:

Fathi, scrittore osteggiato dal regime e dal Leader della nazione (Sirees non dirà mai il nome del Paese nel quale si svolge la vicenda, a causa degli ovvi rischi – censura e arresto), uscendo di casa si trova coinvolto nelle celebrazioni dei vent’anni dalla presa del potere del Presidente. Una folla oceanica, chiassosa, imperversa per le strade della città alzando al cielo migliaia di ritratti del Leader, quasi fosse un Dio in terra.  






L' AUTORE

Nihad Sirees, scrittore siriano, fuggito dalla Siria nel 2012, racconta nel suo libro, “Il silenzio e il tumulto” – pubblicato dalla casa editrice Il Sirente e tradotto da Federica Pistono (traduttrice di un altro libro fondamentale per comprendere la Siria contemporanea, “La conchiglia” di Mustafa Khalifa, ed Castelvecchi) –, la storia di Fathi Shin, alter ego di Nihad.


LA MOSTRA FOTOGRAFICA

Tre mediatrici interculturali frequentando i centri di accoglienza per i siriani a Milano come operatrici e volontarie, sono diventate testimoni dirette dell’assurdo viaggio a cui l’UE costringe i siriani in fuga dalla guerra, già provati da anni di conflitto e di esilio nei paesi limitrofi. Di fronte a storie simili e uniche al contempo, unite tutte dal non avere eco, è emersa l’esigenza di dar voce a queste persone per portare informazione sul viaggio da loro compiuto.

lunedì 30 marzo 2015


L'Associazione per i Diritti Umani

in collaborazione con il Centro Asteria

PRESENTA



DIRITTI AL CENTRO:
MILANO, CROCEVIA D'EUROPA



Alla presenza di: MONICA MACCHI, MARTA MANTEGAZZA, ANNA PASOTTI, ALESSANDRA PEZZA, ANNA RUGGIERI

(E con una sorpresa in video)



DOMENICA 12 APRILE



ORE 17.30

presso



CENTRO ASTERIA

Piazza Carrara 17.1, ang. Via G. Da Cermenate (MM Romolo, Famagosta)



L’Associazione per i Diritti Umani presenta il terzo appuntamento della serie di incontri dal titolo “DiRITTI AL CENTRO”, che affronta, attraverso incontri con autori, registi ed esperti, temi che spaziano dal lavoro, diritti delle donne in Italia e all’estero, minori, carceri, immigrazione...

In ogni incontro l’Associazione per i Diritti Umani attraverso la sua vicepresidente Alessandra Montesanto, saggista e formatrice, vuole dar voce ad uno o più esperti della tematica trattata e, attraverso uno scambio, anche con il pubblico, vuole dare degli spunti di riflessione sull’attualità e più in generale sui grandi temi dei giorni nostri.



In questo incontro dal titolo “Milano, crocevia d'Europa” si parlerà dei profughi siriani (e non solo) che arrivano nella città di Milano per poi cercare di recarsi in Nord Europa (Svezia, Germania) per ricongiungersi ad altri familiari, per avviare un nuovo percorso di vita dopo aver vissuto la guerra e le sue tragiche conseguenze. Si parlerà del romanzo “Il silenzio e il tumulto” dello scrittore siriano Nihhad Sirees e verrà presentata la mostra fotografica “Siriani in transito”.
  



IL LIBRO:

Fathi, scrittore osteggiato dal regime e dal Leader della nazione (Sirees non dirà mai il nome del Paese nel quale si svolge la vicenda, a causa degli ovvi rischi – censura e arresto), uscendo di casa si trova coinvolto nelle celebrazioni dei vent’anni dalla presa del potere del Presidente. Una folla oceanica, chiassosa, imperversa per le strade della città alzando al cielo migliaia di ritratti del Leader, quasi fosse un Dio in terra.




L' AUTORE

Nihad Sirees, scrittore siriano, fuggito dalla Siria nel 2012, racconta nel suo libro, “Il silenzio e il tumulto” – pubblicato dalla casa editrice Il Sirente e tradotto da Federica Pistono (traduttrice di un altro libro fondamentale per comprendere la Siria contemporanea, “La conchiglia” di Mustafa Khalifa, ed Castelvecchi) –, la storia di Fathi Shin, alter ego di Nihad.


LA MOSTRA FOTOGRAFICA

Tre mediatrici interculturali frequentando i centri di accoglienza per i siriani a Milano come operatrici e volontarie, sono diventate testimoni dirette dell’assurdo viaggio a cui l’UE costringe i siriani in fuga dalla guerra, già provati da anni di conflitto e di esilio nei paesi limitrofi. Di fronte a storie simili e uniche al contempo, unite tutte dal non avere eco, è emersa l’esigenza di dar voce a queste persone per portare informazione sul viaggio da loro compiuto.    





sabato 14 marzo 2015

Vent'anni di Marea: la rivista che dà voce alle donne


VENTI

Vent’anni di MAREA

rivista femminista dal 1994

18-28 marzo 2015 Palazzo Ducale Genova – LA MOSTRA E GLI EVENTI



La rivista Marea compie 20 anni.

Nata nel 1994 come trimestrale con una redazione genovese, senza remore nel dichiararsi apertamente femminista, nel tempo si è trasformata con lo sviluppo delle tecnologie informatiche, seguendo il corso della storia delle donne nel nostro paese e nel mondo.



Una rivista "per dire lo stare al mondo delle donne", scegliendo per ogni numero una parola chiave sulla quale impostare un percorso tematico di riflessione, ma con una rubrica dedicata a firma di autori maschi, che ha previlegiato la forma saggistica dedicando però per 9 anni l’ultimo numero a un concorso letterario, e dal 2009, ad una agenda da usare tutto l’anno.



Marea ha promosso e organizzato iniziative ed eventi che hanno portato a Genova e in Italia donne e uomini di cultura, scrittrici, scienziate, attiviste nei movimenti ecologisti, anti - liberisti, anti - fondamentalisti, per la laicità e i diritti delle donne nel mondo; nel 2001 ha organizzato il primo evento femminista sulla globalizzazione, PuntoG-Genova, genere, globalizzazione, a cui è seguito il decennale. In questi anni sono state coinvolte reti nazionali e internazionali quali le Donne in nero, la Marcia mondiale delle donne, One law for all, Secularism is a women issue, Women living under muslim laws.



Marea ha vissuto 20 anni nei quali ha provato a cogliere ciò che era nell'aria, muoveva le coscienze e le menti in sintonia e/o in contrasto con le trasformazioni sociali e politiche che ci hanno attraversate.



Marea celebra questo compleanno con una mostra di 10 giorni, a Palazzo Ducale a Genova dal 18 al 28 marzo 2015: saranno esposti i numeri della rivista, i prodotti editoriali, audio e video pubblicati, i manifesti e locandine a testimoniare le iniziative promosse e alle quali Marea ha partecipato, la radio web www.radiodelledonne.org con le interviste e le registrazioni degli eventi più significativi, oltre all’attività di formazione seminariale effettuata ad Altradimora, il centro di formazione e di incontri attivo dal 2008 www.altradimora.it



Nei 10 giorni di festa, di mostra e di incontri inviteremo, nello stile che ci contraddistingue, testimonials e protagoniste del mondo della cultura, della politica e della società perché siamo interessate a guardare avanti, pur con i piedi ben radicati nel nostro passato, per stimolare curiosità, attenzione, informazione e riflessioni su temi decisamente attuali.





MAGGIORI APPROFONDIMENTI AL SITO www.mareaonline.it

mercoledì 4 febbraio 2015

La dignità degli homeless



 
Un concorso e una mostra fotografica: "Ri-Scatti", è l' esposizione aperta al pubblico fino al 15 febbraio al PAC di Milano. 95 fotografie, selezionate tra numerosi scatti realizzati in due mesi da 11 uomini e due donne senza fissa dimora.  
Il progetto nasce da un'idea di
Federica Balestrieri giornalista Tg1 Rai e volontaria dell'Associazione Terza Settimana: iniziato lo scorso marzo 2014, ha offerto ai tredici homeless, selezionati dagli assistenti sociali del Centro Aiuto Stazione Centrale, la possibilità di partecipare ad un corso di formazione professionale della durata di due mesi, per apprendere l'utilizzo del linguaggio fotografico.
Il vincitore della competizione è
Dino Luciano Bertoli, senzatetto italo-argentino ospitato nel centro di accoglienza di via Saponaro gestito da Fratelli di San Francesco ed è stato premiato con una borsa lavoro della durata di sei mesi rinnovabili sino ad un anno per lavorare presso l'agenzia fotografica SGP di Stefano Guindani. Le foto esposte documentano la quotidianità di queste persone che hanno perso tutto: il lavoro, la famiglia, la casa, ma mai la dignità. Come trascorrono la giornata? dove dormono? dove si prendeono cura del proprio corpo? Ma le immagini portano lo spettatore a interrograsi sul loro Passato e sul loro Futuro, su quali siano le aspettative o i loro sogni...


Tra i promotori dell'iniziativa ci sono il
Centro Aiuto del Comune di Milano, l'Assessorato alle Politiche Sociali e quello Cultura, oltre alla SGP Stefano Guindani Photo ed Echo Photo Agency, e con il contributo di Tod's.


Le foto esposte saranno poi in vendita e il ricavato andrà all'
Associazione Terza Settimana e al Centro Aiuto Stazione Centrale che si occupano di senza fissa dimora e povertà. - See more at: http://www.vogue.it/people-are-talking-about/vogue-arts/2015/02/ri-scatti-una-mostra-sugli-homeless-al-pac#ad-image

mercoledì 21 gennaio 2015

La Storia narrata dalla fotografia

Queste foto, che hanno plasmato il nostro immaginario collettrivo, mi hanno spinto ad andare a cercare i loro autori per farmi raccontare il momento in cui hanno incontrato la Storia e hanno saputo riconoscerla”: queste la parole di Mario Calabresi, appasionato di giornalismo e di fotografia, nell'introduzione ad un suo saggio dal titolo Ad occhi aperti, edito da Contrasto.

Gli “occhi aperti” sono quelli dei grandi fotoreporter di cui Calabresi raccoglie le immagini più importanti per analizzarle, spiegarle e attraverso le quali raccontare quelle situazioni che hanno segnato la Storia moderna e contemporanea. Gli “occhi aperti” sono quelli, quindi, dell'autore del libro e delle immagini, ma anche quelli degli spettatori che hanno la possibilità, ancora per qualche giorno, di visitare la mostra tratta dal libro A occhi aperti. Quando la Storia si è fermata in una foto, allestita appositamente per la Venaria Reale, nella Sala dele arti e aperta fino al prossimo 8 febbraio 2015.

Le immagini di una realtà difficile, spesso tragica, di oggi dialogano con l'eleganza dell'antica reggia, legando Passato e Presente, miseria e nobiltà.

Steve McCurry ci racconta la storia di quell'uomo anziano che, in India, trasporta sulla testa la sua vecchia macchina da cucire, mentre cerca di salvarsi dalle acque di un monsone; Josef Koudelka ritrae i suoi concittadini durante la repressione della Primavera di Praga nel '68 così come, nello stesso anno, negli Stati Uniti veniva ucciso Robert Kennedy e Paul Fusco regala ai posteri il “Funeral Train”, la serie di ritratti di tutte quelle persone che accorsero sui binari del treno che portava la salma del Presidente al cimitero di Arlington, in Texas; e ancora Koudelka con le immagini dei suoi zingari dell'Europa dell'Est, ma anche Salgado e Alex Webb sulle favelas in Brasile o le township africane. Pellegrin e Gabriele Basilico, Eliott Erwitt e Abbas...una carrellata di fotografie che formano un affascinante, strabiliante, duro e potente film su quello che è stato il mondo ieri e quello che sta per diventare.



Cosa potremmo sapere, cosa potremmo immaginare, cosa potremmo ricordare dell'invasione sovietica di Praga se non ci fossero, stampate nei nostri occhi, le immagini di un 'anonimo fotografo praghese', che si scoprì poi chiamarsi Josepf Kuodelka? Quanta giustizia hanno fatto quelle foto, capaci di raccontare al mondo la freschezza e l'idealismo, di una primavera di libertà. Ci sono i fatti, pezzi di storia, che esistono solo perchè c'è una fotografia che li racconta”, Mario Calabresi.


mercoledì 24 dicembre 2014

Dipinti da Gaza: la mostra del collettivo Shababik




L'Associazione per i Diritti Umani ha presentato, al Centro Asteria, la mostra pittorica intitolata Windows from Gaza, a cura di Fotografi Senza Frontiere.

Le opere sono degli artisti che fanno parte del collettivo Shababik. E' stata l'occasione per capire cosa è accaduto nella Striscia di Gaza da quest'estate e quale sia la situazione attuale; per entrare nella quotidianità del popolo palestinese e per conoscere le aspettative dei giovani.

Si è parlato, infine, dell'Arte e della fotografia come testimonianza e forma di giornalismo.



Per voi il video della serata.







Se apprezzate il nostro lavoro e volete aiutarci, potete fare una piccola donazione, anche di due euro: in alto a destra sulla homepage trovate la scritta “Sostienici”. Cliccate e potrete fare la vostra donazione con Paypall o bonifico. Facile e sicurissimo. GRAZIE!


mercoledì 17 dicembre 2014

Zoom on: MALI

 
 

ZOOM ON

Fotografi dal Mali







Dal 13 al 21 dicembre ore 10:00 - 19:00 in Via dei Transiti 12 - Milano (MM Pasteur)






T12-lab (
http://www.t12-lab.it/web/) insieme alle Associazioni Abarekà e Verdi Acque di Milano – Associazione Terzo Tropico di Bologna, e con la collaborazione del Consolato Generale del Mali, l’Associazione dei Maliani in Italia e il Centre Culturel Medina Bamako presenta la mostra: ZOOM ON.



Tre importanti fotografi Fatoumata Diabate, Harandane Dicko, Amadou Keita, presentati a Milano in anteprima, che si focalizzano su tre diverse tematiche: il ruolo della moda; l’importanza e le difficoltà connesse al reperimento dell’acqua e l’uso delle zanzariere nella prevenzione della malaria.



E’ possibile acquistare le foto e sostenere così il progetto dell’Associazione Terzo Tropico di Bologna per l’acquisto di macchine fotografiche digitali e stampanti inkjet da distribuire ai giovani maliani e rafforzare lo sguardo africano su sé stessi: è da sottolineare come da anni i “Rencontres de Bamako” sono un punto di riferimento geografico e culturale per l’arte visiva e cinematografica dell’area subshariana anche se ancora poco conosciuti in Europa.


sabato 11 ottobre 2014

Una mostra pittorica per Gaza: presentazione lunedì !


L’Associazione per i Diritti Umani e FotografiSenzaFrontiere

in collaborazione con il Centro Culturale “Vik”di Gaza City

presentano la mostra collettiva

WINDOWS FROM GAZA”

Dipinti degli artisti Shareef Sarhan, Majed Shala, Basel Al-Maqousi

del collettivo Shababik Windows for Contemporary Art




INAUGURAZIONE 13 OTTOBRE 2014 ore 19.00





mostra aperta fino al 27 ottobre negli orari 9:30/13:00-15:30/22
Centro Asteria, Piazza Carrara 17.1 , ang. Via G. da Cermenate, 2 (MM2 Romolo), Milano



Ingresso libero: il ricavato della vendita delle opere verrà interamente devoluto a sostegno degli artisti



Windows from Gaza For Contemporary Art è un’organizzazione culturale con sede a Gaza, fondata nel 2003 da Majed Shala, Basel Al-Maqousi e Shareef Sarhan per formare e sostenere giovani artisti e per promuovere l’arte contemporanea palestinese a livello locale, nazionale e internazionale.



GLI ARTISTI IN MOSTRA



BASEL AL-MAQOUSI

Basel Al-Maqousi è pittore, fotografo, videoartist e insegnante di arte per i ragazzi sordomuti nell’Associazione Jabalia.

 

MAJED SHALA

Majed Shala laureato presso la Scranton University, ha realizzato numerose mostre personali in Medio Oriente, Sud Africa, Brasile e Italia, e collabora con la YMCA (Youth Men’s Christian Association) nei campi estivi di arte per ragazzi.

SHAREEF SAHRAN



Shareef diplomato in comunicazione, si occupa soprattutto di installazioni multimediali
 
 
 
 
 
 











mercoledì 24 settembre 2014

Una mostra ripercorre la lotta per i diritti civili

©George Tames/The New York Times.



Grandi pannelli a parete si susseguono e ripercorrono la Storia: la Storia dei diritti civili negli Stati Uniti e nel mondo occidentale.

Per celebrare il 50mo anniversario dall'assegnazione del Nobel per la Pace a Martin Luther King, Milano dedica una grande, ricca mostra sulle lotte per affermare i diritti di tutte e di tutti. Freedom Fighters, questo il titolo dell'esposizione a Palazzo Reale, inaugurata il 22 settembre e che terminerà il 12 ottobre 2014.

Freedom Fighters è promossa dal Comune di Milano, dal Robert F. Center for Justice and Human Rights Europe in collaborazione con l'Ambasciata degli Stati Uniti, con la cura di Alessandra Mauro e Sara Antonelli.

Immagini iconiche dei più celebri fotografi ricordano la segregazione razziale negli anni'50, gli scontri di Birmingham, il movimento dei “Freedom Riders”; il ritorno di Martin Luther King dopo aver ricevuto il Premio Nobel, le riunioni dei fratelli Kennedy e i loro incontri con i movimenti di emancipazione. Elliot Erwitt, Eve Arnold, Bruce Davidson, Danny Lyon celebrano giustizia e libertà.


La mostra propone anche video di repertorio e documenti che dal 1776 – anno in cui il Comitato dei Cinque presenta la Dichiarazione di Indipendenza americana – testimoniano la Storia fino alla marcia su Washington.

Anche il Presidente della Repubblica, Giorgio napolitano, ha voluto commentare l'iniziativa culturale milanese con una lettera alla Presidente del Robert F. Center for Justice and Human Rights Europe, Marialina Marcucci, in cui si legge: “ La mostra offre un significativo stimolo a riflettere sul valore attuale delle posizioni allora assunte per la realizzazione di una società più giusta, inclusiva e solidale, ma anche sulle condizioni di quanti, in tutto il mondo, vedono tutt'ora calpestati i loro diritti”. L'assessore alla cultura di Milano, Filippo Del Corno, ha aggiunto: “ La fotografia diventa il linguaggio per raccontare il lungo e tortuoso cammino della battaglia per i diritti civili negli Stati Uniti. Una lotta che non è mai terminata né terminerà, negli Stati Uniti come dovunque perchè esisterà sempre un diverso, uno straniero, una minoranza da difendere e proteggere dall'arroganza di 'altri' e dei più forti”.

Dall'8 al 10 ottobre, inoltre, sempre nelle sale di Palazzo Reale, si terrà un'altra mostra, di artisti moderni e contemporanei, dal titolo I have a dream al termine della quale verrà indetta un'asta per finanziare il Centro Robert F. Kennedy. Le curatrici, Melissa Proietti e Raffaella A. Caruso, spiegano: “ I have a dream nasce come breve ed intensa ricognizione su come il sogno della democrazia, la battaglia per l'uguaglianza e i diritti condotta da John e Robert Kennedy e da Martin Luther King sia ancora viva nel ricordo ma anche nell'attaulità degli intenti ed abbia profondamente inciso su più generazioni di artisti. Si è inteso mettere a confronto gli artisti dell'immediato dopoguerra che hanno vissuto sulla loro pelle censure ed entusiasmi di rinnovamento e gli artisti che hanno negli occhi l'ennesimo oltraggio alla democrazia pepretrato con l'attentato alle Torri Gemelle. Si è loro chiesto di interpretare il tema in senso narrativo e metaforico, con la forza allusiva e primordiale dell'astrattismo, con le evocazioni simboliche di un figurativo sui generis dai tempi aperti della tradizione 'classica' o dai ritmi sincopati del pop, donando però sempre immagini di speranza, di denuncia e mai di violenza. Perchè l'arte è vita e bellezza. Maestri di ogni 'colore', timbro, formazione hanno regalato il loror entusiasmo, rivivendo memoarie e speranze, passato e futuro, in una miscellanea di sensazioni che solo il sogno fa vivere in una assurda e meravigliosa dimensione 'contemporanea'”.

mercoledì 28 maggio 2014

Roots Run Deep di Hamde Abu Rahma



di Monica Macchi. La ringraziamo molto per questo articolo.
 




Un libro fotografico su Bil’in, piccolo villaggio a ovest di Ramallah, a pochi chilometri dalla linea verde internazionale, dove il governo israeliano ha iniziato a costruire il muro dell'apartheid sottraendo oltre la metà delle terre coltivate e ampliando l’insediamento israeliano di Modi'in Ilit.

Le foto mostrano gli effetti dell’occupazione; prima di tutto effetti economici: i moltissimi senzatetto a cui hanno demolito le case come questo che ha caricato sull’asino tutto ciò che gli è rimasto (visto che Israele non permette neppure l’accesso ai materiale di costruzione), alberi sradicati, animali denutriti.


Foto 2


E poi gli effetti psicologici soprattutto sui bambini costretti a giocare con le bombe e a respirare violenza e soprusi ai check point e nei raid notturni con aggressioni fisiche, percosse, continui insulti, umiliazioni e abusi sempre più difficili da superare.





Ma le foto mostrano anche la resistenza pacifica e creativa dei palestinesi, trasformati in Avatar

 


o Babbo Natale a cui ben presto si uniscono attivisti israeliani e internazionali e la dura reazione dell'esercito israeliano con gas lacrimogeni, skunky water (acque sporca “chimica” di cui nessuno conosce la composizione), proiettili di gomma, arresti indiscriminati


 
 

foDi Bil’in parla anche il documentario Five broken cameras” che ha vinto il premio “World Cinema Documentary” al Sundance Film Festival 2012 e il premio per il miglior documentario al Festival del Cinema di Gerusalemme del 2012, è stato il primo film palestinese ad essere stato nominato all’Oscar (nella categoria “Miglior Documentario”).

http://formacinema.files.wordpress.com/2013/02/brokencameras.pdf



PS. Hamed ha iniziato a far fotografie dopo l’uccisione di suo cugino Bassem proprio durante una delle manifestazioni nonviolente perché “anche se il mondo rimane in silenzio, restare un testimone silenzioso non era più possibile per me”.

www.hamdeaburahma.com