Si intitola "Sogni di segni, segni di sogni" l'esposizione che si è aperta oggi al Palazzo di Giustizia di Milano per mettere in mostra le opere realizzate da circa una cinquantina di persone che stanno scontando una condanna nel carcere milanese di San Vittore e all'Icam, l'istituto di custodia attenuata per le madri detenute. Obiettivo del progetto, promosso dalla sezione milanese dell'Associazione Nazionale Magistrati, è quello di consentire ai detenuti di vivere la propria quotidianità carceraria realizzando la propria personalità attraverso la pittura e esprimere così il proprio stato d'animo nella difficile fase di espiazione della pena.
La mostra di pittura resterà aperta fino al prossimo 17 dicembre nell'androne del terzo piano della cittadella giudiziaria milanese per poi essere trasferita alla Casa dei Diritti del Comune di Milano. "E' interesse dello Stato - ha osservato il presidente della Corte d'Appello del capoluogo lombardo, Giovanni Canzio, durante la cerimonia di inaugurazione - realizzare questo percorso di legalità. Iniziative come queste sono la strada migliore per ridurre il rischio di recidiva".
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"...Non si potrà avere un globo pulito se gli uomini sporchi restano impuniti. E' un ideale che agli scettici potrà sembrare utopico, ma è su ideali come questo che la civiltà umana ha finora progredito (per quello che poteva). Morte le ideologie che hanno funestato il Novecento, la realizzazione di una giustizia più giusta distribuita agli abitanti di questa Terra è un sogno al quale vale la pena dedicare il nostro stato di veglia".
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sabato 5 dicembre 2015
Una mostra dei detenuti di San Vittore presso il Tribunale di Milano
venerdì 16 ottobre 2015
La crisi dell'attività agricola nelle opere di Moira Ricci
Un
progetto intitolato “Capitale terreno” racchiude due mostre
interessanti dell'artista Moira Ricci, nata nella campagna maremmana
e da sempre fedele alla cultura della (sua) terra. Moira Ricci è
presente a Milano – presso lo Spazio Oberdan, fino al 18 ottobre
2015 – con due lavori: Da
buio a buio e Dove
il cielo è più vicino in
cui, attraverso fotografie, video, installazioni, raccoglie
narrazioni, racconti popolari, testimonianze di un mondo, quello
contadino, in via di estinzione. La sua arte fa riflettere sulle
nuove forme di economia, sulla fine della tradizione, sulla crisi
contemporanea, attraverso metafore e suggestioni che affondano le
radici nel Passato e nell'attualità.
Abbiamo
rivolto alcune domande a Moira Ricci e la ringraziamo.
Qual è
il filo conduttore tra la civiltà contadina e la contemporaneità?
Ogni
civiltà nasce contadina. Mi sembra che l'economia mondiale, basata
su un capitalismo che pensa solo ai consumi, non sia più in grado di
preservare non solo la libertà degli individui e il loro benessere,
ma anche la salute del pianeta stesso. Sarebbe prezioso recuperare un
po' della consapevolezza contadina per ritrovare un equilibrio tra
gli uomini e il mondo che abitano.
Quanto è
importante il recupero della Memoria per porre le basi di un futuro
di uguaglianza e di giustizia (anche nella redistribuzione dei
prodotti della terra)?
Penso
che sia fondamentale tener conto della memoria. Se si conoscesse bene
la storia, non si continuerebbe a sbagliare.
Quale
sarà il futuro dell'attività agricola in Italia?
Purtroppo
io ho una visione pessimistica per l'imminente futuro. Adesso siamo
dentro al passaggio da un'era all'altra e l'impatto con il
cambiamento è stato forte. Credo che sarà un periodo lunghissimo e
molto doloroso. Anche l'agricoltura in questo momento è in piena
crisi grazie alle leggi sempre più stupide da parte dei governi e
delle multinazionali e grazie al quasi totale disinteresse
sull'argomento da parte dei mezzi d'informazione.
Ci può
anticipare una leggenda che ha raccolto durante le ricerche che ha
effettuato per il suo lavoro?
Quelle
che ho conosciuto durante le ricerche sono “l'uomo-cavallo” che
aveva una metà del corpo somigliante ad un equino e “la donna col
foco al culo” (scusate il termine ma la chiamavano così), una
signora che, a seguito dell'incendio alla sua casa nella collina
vicino a casa mia, è scesa di corsa giù verso il mare tutta
infuocata. Era diventata un personaggio pauroso per i bambini della
zona degli anni '50-'60 perchè gli adulti usavano questa storia per
intimorirli. Le storie di cui parlo invece in mostra sono le uniche
quattro che conoscevo fin da piccola.
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mercoledì 7 ottobre 2015
Associazione
per i Diritti Umani
PRESENTA
Continuare
a parlare di Medioriente: come sta cambiando lo scenario e quali le
conseguenze per il resto del mondo. Focus SIRIA
GIOVEDI
8 OTTOBRE, ore 19
presso
CENTRO
ASTERIA
Piazza
Carrara 17.1 (Ang. Via G. da Cermenate, 2. MM ROMOLO, FAMAGOSTA
)
Milano
Milano
Milano,
15/9/2015 L’Associazione per i Diritti Umani organizza l'incontro
intitolato “Continuare
a parlare di Medioriente: come sta cambiando lo scenario e quali le
conseguenze per il resto del mondo. Focus SIRIA”, nell'ambito della
manifestazione “D(I)RITTI AL CENTRO!”.
Presentazione
del documentario “Young Syrian Lenses” alla presenza dei registi
Ruben Lagattola e Filippo Biagianti e di Monica Macchi, esperta di
mondo arabo.
Il
documentario:
“Prima di essere media attivisti, siamo tutti ribelli, il nostro impegno nella rivoluzione si è evoluto nell’informazione”. Parla così il reporter Karam Al Halabi, uno dei protagonisti del documentario girato in Syria da Lagattolla fra il 30 Aprile e il 9 Maggio 2014 e sostenuto da Amnesty International sezione Italia.
L’intento del documentario è infatti proprio quello di filmare l’attività dei ragazzi che lavorano nei network di informazione, documentare il loro lavoro di fotografi e di raccontare la realtà siriana con un approccio il più possibile umano. Il progetto “Young Syrian Lenses” è stato portato avanti e concluso senza nessun budget, in maniera totalmente indipendente e volontaria e viene ora diffuso in tutta Italia con l'obiettivo di raccontare la storia di questi reporter e di far conoscere in modo chiaro e approfondito la situazione della Siria.
Inaugurazione
della mostra fotografica “Volti della Syria” di Salvatore Di
Vinti
La
mostra:
“Volti
della Syria” di Salvatore Di Vinti, volontario di “Insieme si può
fare”. Attraverso le immigini Salvatore Di Vinti racconta i due
viaggi fatti con l’associazione per portare aiuti umanitari al
popolo siriano.
Coordina:
Alessandra Montesanto, Vicepresidente Associazione per i Diritti
Umani
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lunedì 21 settembre 2015
I frutti del carcere
Milano. La Loggia dei Mercanti, a un passo dal Duomo, ospita - sabato 26 settembre – l’iniziativa “I frutti del carcere”. In programma l’esposizione delle produzioni carcerarie e incontri di approfondimento sui temi della detenzione e delle alternative al carcere. Un’occasione per conoscere il lavoro dei detenuti, le attività svolte nei laboratori degli Istituti di pena con la mostra mercato di mobili, gioielli, accessori, abiti, prodotti alimentari (pane, focacce, dolci) oltre a fiori e piante. Saranno organizzati anche incontri e dibattiti di approfondimento incentrati sui temi della detenzione, del lavoro carcerario e delle misure alternative. A cura associazione di promozione sociale “Per i Diritti”. L’evento è inserito nel calendario di Expo in Città. Ore 10-18.30. Sito: www.comune.milano.it.
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martedì 8 settembre 2015
Expo in città: a Milano due mostre di Sara Montani sul tema "La carta dei diritti"
14 - 19 settembre 2015 | La Carta dei Diritti | Centro dell’Incisione Alzaia Naviglio Grande
9 - 16 ottobre 2015 | La Carta dei Diritti. Arte e Diritti | Casa dei Diritti - Comune di Milano
La
Carta dei Diritti,
mostra personale dell’artista e operatrice culturale Sara
Montani, è la terza tappa
di un progetto articolato in quattro momenti espositivi per
raccontare attraverso l’arte gli articoli fondamentali della
Dichiarazione universale
dei diritti umani del
1948: due mostre in successione che, partendo da memorie di giochi
infantili, ci parlano del rapporto tra arte e diritti: diritto alla
vita, alla famiglia, al gioco, alla libertà.
Dopo
le precedenti esposizioni tenutesi presso la Galleria delle Lavagne e
la Biblioteca Sormani di Milano, Sara Montani presenta una selezione
di incisioni calcografiche
su fogli di grande formato
realizzate dall’artista attraverso le tecniche dell’acquaforte,
della cera molle e del monotipo, insieme ad alcuni libri d’artista.
Vesti, abiti e presenze vegetali: questi alcuni dei soggetti a cui
l’artista ricorre per portare avanti la sua riflessione e la sua
poetica.
La
personale, a cura di Luca
Pietro Nicoletti
e inserita nel progetto Expo
in Città supportato dal
Comune e dalla Camera di Commercio di Milano, si tiene presso lo
storico Centro
dell’Incisione Alzaia Naviglio Grande,
ospitato all’interno di una casa del XVII secolo affacciata sul
Naviglio. Con inaugurazione
lunedì 14 settembre alle
ore 18, La Carta dei Diritti
sarà aperta al pubblico fino al 19 dello stesso mese in Alzaia
Naviglio Grande 66.
I
temi proposti saranno oggetto della tavola rotonda che si terrà
presso la Sala del Grechetto della Biblioteca Sormani il giorno 28
settembre alle ore 18.15; modererà Vittorio Schieroni (Made4Art),
interverranno Luca Pietro Nicoletti (storico dell’arte), Sara
Montani (artista), Monia Pavone (stampatrice), Susanna Vallebona
(edizioni Esseblu), Anna Maria Gandolfi (Gaia Edizioni).
14 -
19 settembre 2015 | Inaugurazione lunedì 14 settembre, ore 18
La Carta dei Diritti | Centro dell’Incisione Alzaia Naviglio Grande
Alzaia Naviglio Grande 66, 20144 Milano
Un evento: Expo in Città
Da martedì a sabato ore 16 - 19
Tel. / fax: 02.58112621
La Carta dei Diritti | Centro dell’Incisione Alzaia Naviglio Grande
Alzaia Naviglio Grande 66, 20144 Milano
Un evento: Expo in Città
Da martedì a sabato ore 16 - 19
Tel. / fax: 02.58112621
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domenica 30 agosto 2015
Nidaa Badwan e l’arte a Gaza
di
Monica Macchi
“L’isolamento
è l’unico modo che ho trovato per sfuggire al giogo della società.
E’
l’unica cosa che mi permette di avere uno spazio di espressione e
libertà”
Di
fronte allo stillicidio di una guerra quotidiana, alle macerie e
all’oppressione religiosa, l’artista Nidaa Badwan ha scelto di
vivere reclusa nella sua stanza a Dayr al-Balah, nel sud di Gaza, dal
dicembre 2013.
Laureata alla Facoltà di Belle Arti dell’Università Al-Aqsa ha
fatto dell’isolamento un progetto fotografico dal titolo “Cento
giorni di solitudine”, (esplicito omaggio a Gabriel García
Márquez), in mostra in questi giorni al Centro Culturale di
Ramallah. Sono quattordici autoritratti costruiti come nature morte
dai colori forti che ricordano la pittura fiamminga, una risposta
alla mostra
“Also this is Gaza” (Anche questo è Gaza), in cui aveva
presentato una testa di donna chiusa in un sacchetto di plastica,
metafora del soffocamento che già avvertiva. La foto ha attirato
l’attenzione di Anthony
Bruno, direttore dell'Istituto Francese di Gaza, che le ha
organizzato una mostra presso la Galleria di al-Hoash a Gerusalemme
Est. Ma le autorità israeliane non le concedono il visto come del
resto non gliel’hanno concesso neppure per la mostra a Ramallah: le
sue opere possono uscire da Gaza, lei no.
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popolo,
Religione,
Striscia
giovedì 18 giugno 2015
martedì 2 giugno 2015
La Costituzione italiana in mostra
In occasione dell'anniversario della Repubblica, pubblichiamo alcune immagini della mostra itinerante "I dodici principi fondamentali. La Costituzione italiana in mostra", dodici pannelli che illustrano gli articoli fondamentali. La mostra è curata da Lorenzo Gaetani e Enrico Delitala. Oggi allestita presso Palazzo Isimbardi, a Milano.
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Repubblica
venerdì 3 aprile 2015
L'Associazione
per i Diritti Umani
in
collaborazione con il Centro Asteria
PRESENTA
DIRITTI
AL CENTRO:
MILANO, CROCEVIA D'EUROPA
MILANO, CROCEVIA D'EUROPA
Alla
presenza di: MONICA MACCHI (esperta di mondo arabo), CHIARASTELLA
CAMPANELLI (editrice Il Sirente – direttrice collana
Altriarabi/migranti), MARTA MANTEGAZZA, ANNA PASOTTI, ALESSANDRA
PEZZA, ANNA RUGGIERI (autrici del progetto “Siriani in transito)
(E
con una sorpresa in video)
DOMENICA
12 APRILE
ORE
17.30
presso
CENTRO
ASTERIA
Piazza
Carrara 17.1, ang. Via G. Da Cermenate (MM Romolo, Famagosta)
L’Associazione
per i Diritti Umani
presenta il terzo appuntamento della serie di incontri dal titolo
“DiRITTI
AL CENTRO”,
che affronta, attraverso incontri con autori, registi ed esperti,
temi che spaziano dal lavoro, diritti delle donne in Italia e
all’estero, minori, carceri, immigrazione...
In
ogni incontro l’Associazione per i Diritti Umani
attraverso
la sua vicepresidente
Alessandra Montesanto,
saggista e formatrice, vuole dar voce ad uno o più esperti della
tematica trattata e, attraverso uno scambio, anche con il pubblico,
vuole dare degli spunti di riflessione sull’attualità e più in
generale sui grandi temi dei giorni nostri.
In
questo incontro dal titolo “Milano,
crocevia d'Europa” si
parlerà dei profughi siriani (e non solo) che arrivano nella città
di Milano per poi cercare di recarsi in Nord Europa (Svezia,
Germania) per ricongiungersi ad altri familiari, per avviare un nuovo
percorso di vita dopo aver vissuto la guerra e le sue tragiche
conseguenze. Si parlerà del romanzo “Il
silenzio e il tumulto”
dello scrittore siriano Nihhad Sirees e verrà presentata la mostra
fotografica “Siriani
in transito”.
IL
LIBRO:
Fathi, scrittore
osteggiato dal regime e dal Leader della nazione (Sirees non dirà
mai il nome del Paese nel quale si svolge la vicenda, a causa degli
ovvi rischi – censura e arresto), uscendo di casa si trova
coinvolto nelle celebrazioni dei vent’anni dalla presa del potere
del Presidente. Una folla oceanica, chiassosa, imperversa per le
strade della città alzando al cielo migliaia di ritratti del
Leader, quasi fosse un Dio in terra.


L'
AUTORE
Nihad Sirees,
scrittore siriano, fuggito dalla Siria nel 2012, racconta nel suo
libro, “Il silenzio e il
tumulto” – pubblicato
dalla casa editrice Il Sirente e tradotto da Federica Pistono
(traduttrice di un altro libro fondamentale per comprendere la Siria
contemporanea, “La
conchiglia” di Mustafa
Khalifa, ed Castelvecchi) –, la storia di Fathi Shin, alter ego di
Nihad.
LA
MOSTRA FOTOGRAFICA
Tre mediatrici interculturali frequentando i centri di accoglienza per i siriani a Milano come operatrici e volontarie, sono diventate testimoni dirette dell’assurdo viaggio a cui l’UE costringe i siriani in fuga dalla guerra, già provati da anni di conflitto e di esilio nei paesi limitrofi. Di fronte a storie simili e uniche al contempo, unite tutte dal non avere eco, è emersa l’esigenza di dar voce a queste persone per portare informazione sul viaggio da loro compiuto.
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Siria,
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UE
lunedì 30 marzo 2015
L'Associazione
per i Diritti Umani
in
collaborazione con il Centro Asteria
PRESENTA
DIRITTI
AL CENTRO:
MILANO, CROCEVIA D'EUROPA
MILANO, CROCEVIA D'EUROPA
Alla
presenza di: MONICA
MACCHI, MARTA MANTEGAZZA, ANNA PASOTTI, ALESSANDRA PEZZA, ANNA
RUGGIERI
(E
con una sorpresa in video)
DOMENICA
12 APRILE
ORE
17.30
presso
CENTRO
ASTERIA
Piazza
Carrara 17.1, ang. Via G. Da Cermenate (MM Romolo, Famagosta)
L’Associazione
per i Diritti Umani
presenta il terzo appuntamento della serie di incontri dal titolo
“DiRITTI
AL CENTRO”,
che affronta, attraverso incontri con autori, registi ed esperti,
temi che spaziano dal lavoro, diritti delle donne in Italia e
all’estero, minori, carceri, immigrazione...
In
ogni incontro l’Associazione per i Diritti Umani
attraverso
la sua vicepresidente
Alessandra Montesanto,
saggista e formatrice, vuole dar voce ad uno o più esperti della
tematica trattata e, attraverso uno scambio, anche con il pubblico,
vuole dare degli spunti di riflessione sull’attualità e più in
generale sui grandi temi dei giorni nostri.
In
questo incontro dal titolo “Milano,
crocevia d'Europa” si
parlerà dei profughi siriani (e non solo) che arrivano nella città
di Milano per poi cercare di recarsi in Nord Europa (Svezia,
Germania) per ricongiungersi ad altri familiari, per avviare un nuovo
percorso di vita dopo aver vissuto la guerra e le sue tragiche
conseguenze. Si parlerà del romanzo “Il
silenzio e il tumulto”
dello scrittore siriano Nihhad Sirees e verrà presentata la mostra
fotografica “Siriani
in transito”.
IL
LIBRO:
Fathi, scrittore
osteggiato dal regime e dal Leader della nazione (Sirees non dirà
mai il nome del Paese nel quale si svolge la vicenda, a causa degli
ovvi rischi – censura e arresto), uscendo di casa si trova
coinvolto nelle celebrazioni dei vent’anni dalla presa del potere
del Presidente. Una folla oceanica, chiassosa, imperversa per le
strade della città alzando al cielo migliaia di ritratti del
Leader, quasi fosse un Dio in terra.
L'
AUTORE
Nihad Sirees,
scrittore siriano, fuggito dalla Siria nel 2012, racconta nel suo
libro, “Il silenzio e il
tumulto” – pubblicato
dalla casa editrice Il Sirente e tradotto da Federica Pistono
(traduttrice di un altro libro fondamentale per comprendere la Siria
contemporanea, “La
conchiglia” di Mustafa
Khalifa, ed Castelvecchi) –, la storia di Fathi Shin, alter ego di
Nihad.
.jpg)
LA
MOSTRA FOTOGRAFICA
Tre mediatrici
interculturali frequentando i centri di accoglienza per i siriani a
Milano come operatrici e volontarie, sono diventate testimoni
dirette dell’assurdo viaggio a cui l’UE costringe i siriani in
fuga dalla guerra, già provati da anni di conflitto e di esilio
nei paesi limitrofi. Di fronte a storie simili e uniche al contempo,
unite tutte dal non avere eco, è emersa l’esigenza di dar voce a
queste persone per portare informazione sul viaggio da loro
compiuto.
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sabato 14 marzo 2015
Vent'anni di Marea: la rivista che dà voce alle donne
VENTI
Vent’anni
di MAREA
rivista
femminista dal 1994
18-28
marzo 2015 Palazzo Ducale Genova – LA MOSTRA E GLI EVENTI
La
rivista Marea
compie 20 anni.
Nata
nel 1994 come trimestrale con una redazione genovese, senza remore
nel dichiararsi apertamente femminista, nel tempo si è trasformata
con lo sviluppo delle tecnologie informatiche, seguendo il corso
della storia delle donne nel nostro paese e nel mondo.
Una
rivista "per dire lo stare al mondo delle donne",
scegliendo per ogni numero una parola chiave sulla quale impostare un
percorso tematico di riflessione, ma con una rubrica dedicata a firma
di autori maschi, che ha previlegiato la forma saggistica dedicando
però per 9 anni l’ultimo numero a un concorso letterario, e dal
2009, ad una agenda da usare tutto l’anno.
Marea
ha promosso e organizzato iniziative ed eventi che hanno portato a
Genova e in Italia donne e uomini di cultura, scrittrici, scienziate,
attiviste nei movimenti ecologisti, anti - liberisti, anti -
fondamentalisti, per la laicità e i diritti delle donne nel mondo;
nel 2001 ha organizzato il primo evento femminista sulla
globalizzazione, PuntoG-Genova,
genere, globalizzazione, a
cui è seguito il decennale. In questi anni sono state coinvolte reti
nazionali e internazionali quali le Donne
in nero, la Marcia
mondiale delle donne, One
law for all, Secularism
is a women issue, Women
living under muslim laws.
Marea
ha vissuto 20 anni nei quali ha provato a cogliere ciò che era
nell'aria, muoveva le coscienze e le menti in sintonia e/o in
contrasto con le trasformazioni sociali e politiche che ci hanno
attraversate.
Marea
celebra questo compleanno con una mostra di 10 giorni, a Palazzo
Ducale a Genova dal 18 al 28 marzo 2015: saranno esposti i numeri
della rivista, i prodotti editoriali, audio e video pubblicati, i
manifesti e locandine a testimoniare le iniziative promosse e alle
quali Marea ha partecipato, la radio web www.radiodelledonne.org
con le interviste e le registrazioni degli eventi più significativi,
oltre all’attività di formazione seminariale effettuata ad
Altradimora, il centro di formazione e di incontri attivo dal 2008
www.altradimora.it
Nei
10 giorni di festa, di mostra e di incontri inviteremo,
nello stile che ci contraddistingue, testimonials e protagoniste del
mondo della cultura, della politica e della società perché siamo
interessate a guardare avanti, pur con i piedi ben radicati nel
nostro passato, per stimolare curiosità, attenzione, informazione e
riflessioni su temi decisamente attuali.
MAGGIORI
APPROFONDIMENTI AL SITO www.mareaonline.it
mercoledì 4 febbraio 2015
La dignità degli homeless
Un concorso e una mostra fotografica: "Ri-Scatti", è l' esposizione aperta al pubblico fino al 15 febbraio al PAC di Milano. 95 fotografie, selezionate tra numerosi scatti realizzati in due mesi da 11 uomini e due donne senza fissa dimora.
Il progetto nasce da un'idea di Federica Balestrieri giornalista Tg1 Rai e volontaria dell'Associazione Terza Settimana: iniziato lo scorso marzo 2014, ha offerto ai tredici homeless, selezionati dagli assistenti sociali del Centro Aiuto Stazione Centrale, la possibilità di partecipare ad un corso di formazione professionale della durata di due mesi, per apprendere l'utilizzo del linguaggio fotografico.
Il vincitore della competizione è Dino Luciano Bertoli, senzatetto italo-argentino ospitato nel centro di accoglienza di via Saponaro gestito da Fratelli di San Francesco ed è stato premiato con una borsa lavoro della durata di sei mesi rinnovabili sino ad un anno per lavorare presso l'agenzia fotografica SGP di Stefano Guindani. Le foto esposte documentano la quotidianità di queste persone che hanno perso tutto: il lavoro, la famiglia, la casa, ma mai la dignità. Come trascorrono la giornata? dove dormono? dove si prendeono cura del proprio corpo? Ma le immagini portano lo spettatore a interrograsi sul loro Passato e sul loro Futuro, su quali siano le aspettative o i loro sogni...
Tra i promotori dell'iniziativa ci sono il Centro Aiuto del Comune di Milano, l'Assessorato alle Politiche Sociali e quello Cultura, oltre alla SGP Stefano Guindani Photo ed Echo Photo Agency, e con il contributo di Tod's.
Le foto esposte saranno poi in vendita e il ricavato andrà all'Associazione Terza Settimana e al Centro Aiuto Stazione Centrale che si occupano di senza fissa dimora e povertà. - See more at: http://www.vogue.it/people-are-talking-about/vogue-arts/2015/02/ri-scatti-una-mostra-sugli-homeless-al-pac#ad-image
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mercoledì 21 gennaio 2015
La Storia narrata dalla fotografia
“Queste
foto, che hanno plasmato il nostro immaginario collettrivo, mi hanno
spinto ad andare a cercare i loro autori per farmi raccontare il
momento in cui hanno incontrato la Storia e hanno saputo
riconoscerla”: queste la
parole di Mario Calabresi, appasionato di giornalismo e di
fotografia, nell'introduzione ad un suo saggio dal titolo Ad
occhi aperti, edito da
Contrasto.
Gli
“occhi aperti” sono quelli dei grandi fotoreporter di cui
Calabresi raccoglie le immagini più importanti per analizzarle,
spiegarle e attraverso le quali raccontare quelle situazioni che
hanno segnato la Storia moderna e contemporanea. Gli “occhi aperti”
sono quelli, quindi, dell'autore del libro e delle immagini, ma anche
quelli degli spettatori che hanno la possibilità, ancora per qualche
giorno, di visitare la mostra tratta dal libro A
occhi aperti. Quando la Storia si è fermata in una foto,
allestita appositamente per la Venaria Reale, nella Sala dele arti e
aperta fino al prossimo 8 febbraio 2015.
Le
immagini di una realtà difficile, spesso tragica, di oggi dialogano
con l'eleganza dell'antica reggia, legando Passato e Presente,
miseria e nobiltà.
Steve
McCurry ci racconta la storia di quell'uomo anziano che, in India,
trasporta sulla testa la sua vecchia macchina da cucire, mentre cerca
di salvarsi dalle acque di un monsone; Josef Koudelka ritrae i suoi
concittadini durante la repressione della Primavera di Praga nel '68
così come, nello stesso anno, negli Stati Uniti veniva ucciso Robert
Kennedy e Paul Fusco regala ai posteri il “Funeral Train”, la
serie di ritratti di tutte quelle persone che accorsero sui binari
del treno che portava la salma del Presidente al cimitero di
Arlington, in Texas; e ancora Koudelka con le immagini dei suoi
zingari dell'Europa dell'Est, ma anche Salgado e Alex Webb sulle
favelas in Brasile o le township africane. Pellegrin e Gabriele
Basilico, Eliott Erwitt e Abbas...una carrellata di fotografie che
formano un affascinante, strabiliante, duro e potente film su quello
che è stato il mondo ieri e quello che sta per diventare.
“Cosa
potremmo sapere, cosa potremmo immaginare, cosa potremmo ricordare
dell'invasione sovietica di Praga se non ci fossero, stampate nei
nostri occhi, le immagini di un 'anonimo fotografo praghese', che si
scoprì poi chiamarsi Josepf Kuodelka? Quanta giustizia hanno fatto
quelle foto, capaci di raccontare al mondo la freschezza e
l'idealismo, di una primavera di libertà. Ci sono i fatti, pezzi di
storia, che esistono solo perchè c'è una fotografia che li
racconta”, Mario
Calabresi.
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mercoledì 24 dicembre 2014
Dipinti da Gaza: la mostra del collettivo Shababik
L'Associazione
per i Diritti Umani ha presentato, al Centro Asteria, la mostra
pittorica intitolata Windows
from Gaza, a cura di
Fotografi Senza Frontiere.
Le opere
sono degli artisti che fanno parte del collettivo Shababik. E' stata
l'occasione per capire cosa è accaduto nella Striscia di Gaza da
quest'estate e quale sia la situazione attuale; per entrare nella
quotidianità del popolo palestinese e per conoscere le aspettative
dei giovani.
Si è
parlato, infine, dell'Arte e della fotografia come testimonianza e
forma di giornalismo.
Per voi
il video della serata.
Se
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mercoledì 17 dicembre 2014
Zoom on: MALI
ZOOM
ON
Fotografi
dal Mali
Dal
13 al 21 dicembre ore 10:00 - 19:00 in Via dei Transiti 12 - Milano
(MM Pasteur)
T12-lab (http://www.t12-lab.it/web/) insieme alle Associazioni Abarekà e Verdi Acque di Milano – Associazione Terzo Tropico di Bologna, e con la collaborazione del Consolato Generale del Mali, l’Associazione dei Maliani in Italia e il Centre Culturel Medina Bamako presenta la mostra: ZOOM ON.
Tre importanti fotografi Fatoumata Diabate, Harandane Dicko, Amadou Keita, presentati a Milano in anteprima, che si focalizzano su tre diverse tematiche: il ruolo della moda; l’importanza e le difficoltà connesse al reperimento dell’acqua e l’uso delle zanzariere nella prevenzione della malaria.
E’ possibile acquistare le foto e sostenere così il progetto dell’Associazione Terzo Tropico di Bologna per l’acquisto di macchine fotografiche digitali e stampanti inkjet da distribuire ai giovani maliani e rafforzare lo sguardo africano su sé stessi: è da sottolineare come da anni i “Rencontres de Bamako” sono un punto di riferimento geografico e culturale per l’arte visiva e cinematografica dell’area subshariana anche se ancora poco conosciuti in Europa.
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sabato 11 ottobre 2014
Una mostra pittorica per Gaza: presentazione lunedì !
L’Associazione
per i Diritti Umani e FotografiSenzaFrontiere
in collaborazione con il
Centro Culturale “Vik”di Gaza City
presentano
la mostra collettiva
“WINDOWS FROM GAZA”
Dipinti
degli artisti Shareef Sarhan,
Majed Shala, Basel
Al-Maqousi
del
collettivo Shababik Windows for Contemporary Art
INAUGURAZIONE 13 OTTOBRE 2014 ore 19.00
mostra
aperta fino al 27 ottobre negli orari 9:30/13:00-15:30/22
Centro Asteria, Piazza Carrara 17.1 , ang. Via G. da Cermenate, 2 (MM2 Romolo), Milano
Centro Asteria, Piazza Carrara 17.1 , ang. Via G. da Cermenate, 2 (MM2 Romolo), Milano
Ingresso libero: il ricavato della vendita delle opere verrà interamente devoluto a sostegno degli artisti

Windows from Gaza For
Contemporary Art è un’organizzazione culturale con sede a Gaza,
fondata nel 2003 da Majed Shala, Basel Al-Maqousi e Shareef Sarhan
per formare e sostenere giovani artisti e per promuovere l’arte
contemporanea palestinese a livello locale, nazionale e
internazionale.
GLI
ARTISTI IN MOSTRA
BASEL
AL-MAQOUSI
Basel
Al-Maqousi è pittore, fotografo, videoartist e insegnante di arte
per i ragazzi sordomuti nell’Associazione Jabalia.
MAJED
SHALA
Majed Shala laureato presso la Scranton University, ha realizzato numerose mostre personali in Medio Oriente, Sud Africa, Brasile e Italia, e collabora con la YMCA (Youth Men’s Christian Association) nei campi estivi di arte per ragazzi.
Majed Shala laureato presso la Scranton University, ha realizzato numerose mostre personali in Medio Oriente, Sud Africa, Brasile e Italia, e collabora con la YMCA (Youth Men’s Christian Association) nei campi estivi di arte per ragazzi.
SHAREEF
SAHRAN
Shareef
diplomato in comunicazione, si occupa soprattutto di installazioni
multimediali
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mercoledì 24 settembre 2014
Una mostra ripercorre la lotta per i diritti civili
![]() |
©George Tames/The New York Times. |
Grandi pannelli a parete si susseguono e ripercorrono la Storia: la Storia dei diritti civili negli Stati Uniti e nel mondo occidentale.
Per
celebrare il 50mo anniversario dall'assegnazione del Nobel per la
Pace a Martin Luther King, Milano dedica una grande, ricca mostra
sulle lotte per affermare i diritti di tutte e di tutti. Freedom
Fighters, questo il titolo
dell'esposizione a Palazzo Reale, inaugurata il 22 settembre e che
terminerà il 12 ottobre 2014.
Freedom
Fighters è
promossa dal Comune di Milano, dal Robert F. Center for Justice and
Human Rights Europe in collaborazione con l'Ambasciata degli Stati
Uniti, con la cura di Alessandra Mauro e Sara Antonelli.
Immagini
iconiche dei più celebri fotografi ricordano la segregazione
razziale negli anni'50, gli scontri di Birmingham, il movimento dei
“Freedom Riders”; il ritorno di Martin Luther King dopo aver
ricevuto il Premio Nobel, le riunioni dei fratelli Kennedy e i loro
incontri con i movimenti di emancipazione. Elliot Erwitt, Eve Arnold,
Bruce Davidson, Danny Lyon celebrano giustizia e libertà.
La
mostra propone anche video di repertorio e documenti che dal 1776 –
anno in cui il Comitato dei Cinque presenta la Dichiarazione di
Indipendenza americana – testimoniano la Storia fino alla marcia su
Washington.
Anche
il Presidente della Repubblica, Giorgio napolitano, ha voluto
commentare l'iniziativa culturale milanese con una lettera alla
Presidente del Robert F. Center for Justice and Human Rights Europe,
Marialina Marcucci, in cui si legge: “ La mostra offre un
significativo stimolo a riflettere sul valore attuale delle posizioni
allora assunte per la realizzazione di una società più giusta,
inclusiva e solidale, ma anche sulle condizioni di quanti, in tutto
il mondo, vedono tutt'ora calpestati i loro diritti”. L'assessore
alla cultura di Milano, Filippo Del Corno, ha aggiunto: “ La
fotografia diventa il linguaggio per raccontare il lungo e tortuoso
cammino della battaglia per i diritti civili negli Stati Uniti. Una
lotta che non è mai terminata né terminerà, negli Stati Uniti come
dovunque perchè esisterà sempre un diverso, uno straniero, una
minoranza da difendere e proteggere dall'arroganza di 'altri' e dei
più forti”.
Dall'8
al 10 ottobre, inoltre, sempre nelle sale di Palazzo Reale, si terrà
un'altra mostra, di artisti moderni e contemporanei, dal titolo
I have a dream
al termine della quale verrà indetta un'asta per finanziare il
Centro Robert F. Kennedy. Le curatrici, Melissa Proietti e Raffaella
A. Caruso, spiegano: “
I have a
dream
nasce come breve ed intensa ricognizione su come il sogno della
democrazia, la battaglia per l'uguaglianza e i diritti condotta da
John e Robert Kennedy e da Martin Luther King sia ancora viva nel
ricordo ma anche nell'attaulità degli intenti ed abbia profondamente
inciso su più generazioni di artisti. Si è inteso mettere a
confronto gli artisti dell'immediato dopoguerra che hanno vissuto
sulla loro pelle censure ed entusiasmi di rinnovamento e gli artisti
che hanno negli occhi l'ennesimo oltraggio alla democrazia pepretrato
con l'attentato alle Torri Gemelle. Si è loro chiesto di
interpretare il tema in senso narrativo e metaforico, con la forza
allusiva e primordiale dell'astrattismo, con le evocazioni simboliche
di un figurativo sui generis dai tempi aperti della tradizione
'classica' o dai ritmi sincopati del pop, donando però sempre
immagini di speranza, di denuncia e mai di violenza. Perchè l'arte è
vita e bellezza. Maestri di ogni 'colore', timbro, formazione hanno
regalato il loror entusiasmo, rivivendo memoarie e speranze, passato
e futuro, in una miscellanea di sensazioni che solo il sogno fa
vivere in una assurda e meravigliosa dimensione 'contemporanea'”.
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mercoledì 28 maggio 2014
Roots Run Deep di Hamde Abu Rahma
di Monica Macchi. La ringraziamo molto per questo articolo.
Un libro fotografico su Bil’in, piccolo villaggio a ovest di Ramallah, a pochi chilometri dalla linea verde internazionale, dove il governo israeliano ha iniziato a costruire il muro dell'apartheid sottraendo oltre la metà delle terre coltivate e ampliando l’insediamento israeliano di Modi'in Ilit.
Le
foto mostrano gli effetti dell’occupazione; prima di tutto effetti
economici: i
moltissimi senzatetto a cui hanno demolito le case come questo che ha
caricato sull’asino tutto ciò che gli è rimasto (visto che
Israele non permette neppure l’accesso ai materiale di
costruzione), alberi sradicati, animali denutriti.
Foto
2
E poi gli
effetti psicologici soprattutto sui bambini costretti a giocare con
le bombe e
a respirare violenza e soprusi ai check point e nei raid notturni
con
aggressioni
fisiche,
percosse,
continui
insulti,
umiliazioni
e abusi
sempre
più
difficili da
superare.
Ma
le foto mostrano anche la resistenza
pacifica e
creativa dei palestinesi, trasformati in Avatar
foDi
Bil’in parla anche il documentario “Five
broken cameras” che ha vinto
il premio
“World
Cinema
Documentary”
al Sundance
Film
Festival
2012
e
il premio
per il
miglior documentario
al
Festival
del Cinema di
Gerusalemme
del 2012, è stato il primo film
palestinese
ad essere
stato nominato all’Oscar (nella categoria “Miglior
Documentario”).
http://formacinema.files.wordpress.com/2013/02/brokencameras.pdf
PS.
Hamed ha iniziato a far fotografie dopo l’uccisione di suo cugino
Bassem proprio durante una delle manifestazioni
nonviolente perché “anche
se il
mondo
rimane
in silenzio,
restare un
testimone
silenzioso
non
era più
possibile
per
me”.
www.hamdeaburahma.com
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