venerdì 2 maggio 2014

Il documento è violento e illegale



Il documento è violento e illegale”: questa la dichiarazione di un funzionario di polizia francese quando si è visto arrivare una nota interna del commissariato in cui era scritto che, secondo le direttive della sede centrale, bisognasse localizzare le famiglie Rom che vivono in strada, identificarle ed espellerle sistematicamente.

Questo è accaduto qualche giorno fa a Parigi, nel VI arrondissement, il quartiere di San Germein des Pres, uno dei più ricchi della città. La notizia è uscita sul quotidiano Le parisien, per poi essere riportata su molte testate nazionali e internazionali, e ha contribuito a scatenare un'ulteriore bufera sul Ministro dell'Interno francese, il socialista Manuel Valls. La Francia non si conferma come la patria dei diritti dell'uomo e del cittadino e, infatti, la Commissione europea minaccia sanzioni, ricordando che: “...I Rom sono cittadini europei e che, come tali, hanno il diritto di circolare liberamente in tutti gli Stati membri”.

Intanto, in Italia, all'inizio del mese di aprile si è tenuto, a Roma, un convegno dal titolo: “Italiaromanì. L'inclusione dei rom e dei sinti in Italia. Quale strategia?”, organizzato dall'Associazione 21 luglio.

In apertura dei lavori, la Presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, ha dichiarato che: “ I diritti dei Rom e dei Sinti non sono in contraddizione con i diritti di altri cittadini italiani, come vogliono far credere coloro che soffiano sul fuoco della divisione, puntando a trarne benefici elettorali”. La Presidente non ha potuto partecipare al convegno a causa di un infortunio, ma nel suo messaggio, ha continuato dicendo: “ I diritti sono indivisibili e chi calpesta i diritti dei rom e Sinti - una minoranza che ha contribuito enormemente al patrimonio culturale europeo - ha in mente una società in cui i diritti di tutti, inclusi i suoi, siano meno tutelati.

Quali i diritti da tutelare, in particolare per Rom e Sinti? “Il diritto ad una vita dignitosa, reso difficile da politiche basate sul presupposto - molto spesso errato - che i Rom siano tuttora un popolo nomade e che, dunque, debbano vivere in strutture transitorie, precarie,inadeguate. Il diritto all'istruzione e al lavoro, ostacolati dalla lontananza dei campi dalle scuole e dai luoghi di impiego, dalla repentina chiusura degli insediamenti come dagli sgomberi forzati. Il diritto ad una vita libera dalle discriminazioni, leso dai discorsi d'odio che trovano nei rom uno dei bersagli prediletti, on e off-line, di cui sono un esempio recente le frasi pubblicate sulla pagina Facebook promossa da alcuni abitanti di un quartiere centrale di Roma, nonché i cartelli che vietano l'ingresso ai rom negli esercizi pubblici o in determinate zone della città, che vengono affissi al Nord come nel Sud d'Italia”.

Il Presidente dell'Associazione 21 luglio, Carlo Stasolla, ha affermato che il 2020 – anno entro cui si muoveranno le azioni delle Strategie Nazionali sarà un anno importantissimo, anzi “epocale” perchè entro quella data saranno superati tutti gli insediamenti formali, non ci saranno più sgomberi forzati e, finalmente, ai Rom apolidi verrà riconosciuto uno status giuridico: un sogno, forse, che però potrebbe diventare realtà se tutti contribuissimo ad abbattere i pregiudizi: gli amministratori locali e nazionali, i cittadini comuni, le associazioni, le comunità rom e sinti.