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sabato 20 dicembre 2014

Cristo nelle periferie con la Buona Novella


di Mohamed Ba
 
Nascerebbe qui, disse Don Gallo, guardando gli ultimi della società raccolti in preghiera.



Non capita tanto spesso di assistere a uno spettacolo in cui il ‘nome’ (e quello di Fabrizio De André indubbiamente lo è) non costituisca l’elemento catalizzatore che annulla qualsiasi altra opportunità di lettura. In questa “Buona Novella” c’è sicuramente lo spirito di Faber ma c’è anche molto di più. C’è, innanzitutto una compagine di attori tutti giovani e tutti straordinariamente vitali, efficaci, partecipi e (per utilizzare un termine onnicomprensivo) bravi. Potrebbero essere portati come esempio a tanti loro blasonati colleghi costantemente microfonati anche quando cantano sotto la doccia. Qui si canta e si recita con la propria voce e non ce n’è uno che per questo perda di efficacia. Anzi. 

La regia di Russo e Spadaro li sottopone a un tour de force che li porta dalle note di De André ai blues di Harlem senza dimenticare il canto popolare italiano ma non perdono un colpo. A Russo si deve anche un testo che prende le mosse da una frase di un altro genovese che è sempre andato in direzione ostinata e contraria: Don Gallo. Il sacerdote affermava: «Sapete dove sceglierebbe di nascere oggi? Vorrebbe nascere qui, in questo campo, tra voi nomadi, in questa periferia del mondo. E come pastori sceglierebbe proprio voi per un presepio... colorato, con il colore di chi soffre come voi, ma vive».
Il pregio però è quello di non restare rigidamente legato all’impostazione iniziale ma di svariare poi su diversi registri fino a mescolare, in una cacofonia produttrice di senso, i dialetti. Gli interrogativi dell’umanità emergono costantemente e vengono affidati a tutti i personaggi sia con riflessioni che partono dall’oggi sia collocandole in quel passato sempre presente che è scritto nei Vangeli (canonici e non). Dall’accettazione dell’Annuncio sino alla rivolta disperata davanti alla Croce dell’intensa Maria di Giulia Vecchio, la figura di Cristo viene riletta con passione e partecipazione così che la vicenda terrena di colui che era ‘venuto da molto lontano a convertire bestie e gente’ ci possa risultare nuovamente vicina.


TEATRO MENOTTI di Milano, Via Ciro Menotti, fino al 31 dicembre

venerdì 1 agosto 2014

Milano - Sicilia: Save my dream e le speranze dei miigranti



Lo scorso 24 e 25 luglio l'Arte si è messa al servizio della società: un progetto ricco e importante, ideato da Francesco Tadini e Melina Scalise dell'Associazione Spazio Tadini di Milano, ha visto protagoniste 116 opere di vari artisti che sono state consegnate ai Comuni di Lampedusa e di Linosa, alla presenza delle autorità.

Ogni opera rappresenta il sogno di un migrante sopravvissuto al terribile naufragio dello scorso ottobre nel “Mare nostrum”: perchè la morte dei tanti altri migranti non sia vana e perchè, dicono gli ideatori e curatori della mostra, “crediamo che i loro sogni affondati nel mare siano quelli di qualunque essere umano”.Ecco pechè la mostra si intitola Save my dream.

56 opere - realizzate tutte con tecniche diverse e con la sensibilità creativa di ogni artista - verranno esposte nella Sala della capitaneria dell'isola di Linosa, le altre 56 nella sala Riserva Marina di Lampedusa: le amministrazioni comunali decideranno se effettuare una vendita immediata o se dare vita a una mostra permanente o itinerante per cui i visitatori, con la loro offerta, potranno dare un sostegno economico permanente a questa iniziativa e potranno, così, contribuire alla buona riuscita delle operazioni di prima accoglienza.



Tutte le opere donate sono visibili sul sito: www.lampedusamostra.wordpress.com



La mostra e il progetto Save my dream sono stati inaugurati presso la sede di Spazio Tadini, a Milano, lo scorso dicembre e l'Associazione per i Diritti Umani ha voluto partecipare con un approfondimento sui temi delle migrazioni, dell'accoglienza e dell'inclusione, insieme all'attore e scrittore Mohamed Ba. Riproponiamo il video che abbiamo realizzato per voi in quell'occasione.



lunedì 24 febbraio 2014

Per la cittadinanza a Mohamed Ba



Il 26 febbraio, in collaborazione con l’associazione Asnada e con il patrocinio della Fondazione Cariplo, verrà proiettato il film Va’ Pensiero del regista Dagmawi Yimer presso il Cinema Anteo di Milano (ore 21,00) per voltare pagina e rilanciare la petizione che chiede il conferimento della cittadinanza a Mohamed Ba. Firmala anche tu ora, aiutaci a raggiungere quota mille, manca pochissimo.
http://www.change.org/it/petizioni/al-presidente-della-repubblica-giorgio-napolitano-cittadinanza-per-mohamed-ba-vittima-di-attentato-razzista.



L'Associazione per i Diritti Umani sostiene questa richiesta importantissima.

E, nell'occasione, certi di farvi cosa gradita,ripubblichiamo i due incontri che la nostra associazione ha realizzato proprio con Mohamed Ba nei mesi scorsi, ringraziandolo ancora tantissimo per questi momenti di riflessione così ricchi e interessanti.







Vi ricordiamo che il materiale video di tutti i nostri incontri è disponibile anche sul canale YOUTUBE dell'Associazione per i Diritti Umani.


sabato 28 dicembre 2013

Save my Dream

Spazio Tadini
 
 

Cari lettori, oggi vi proponiamo il video dell’incontro che abbiamo avuto con Mohamed Ba – attore e scrittore – in occasione del progetto ideato e organizzato da Associazione Spazio Tadini, intitolato SAVE MY DREAM: alcuni artisti hanno donato un’opera, esposta nella mostra allestita nello spazio dell’associazione fino alla fine di gennaio. Le opere sono in vendita e il ricavato sarà devoluto ai Comuni di Lampedusa e di Linosa per contribuire all’aiuto e all’accoglienza dei migranti.

L’Associazione per i Diritti Umani ha organizzato, giovedì 12 dicembre scorso, l’incontro-intervista con Mohamed Ba per approfondire i temi legati ai processi migratori: perché molte persone decidono di abbandonare il Paese d’origine? Quali sono le difficoltà che incontrano una volta arrivate in Europa, in Italia?  Cosa dovrebbero fare le istituzioni per migliorare le loro condizioni? Si è discusso di questo e di molto altro a partire anche dal libro intitolato “Il tempo dalla mia parte” e dallo spettacolo teatrale “Il riscatto”.

Vi ricordiamo, inoltre, che abbiamo scritto la recensione del film Và pensiero-Storie ambulanti, recensione che potete trovare nei post precedenti. Il film riprende queste tematiche e Mohamed è uno dei protagonisti: non solo del film, ma purtroppo, anche di una bruttissima storia che lo ha segnato, in tutti i sensi, e che dovrebbe continuare a far riflettere.

Ecco a voi il video della serata!
 


martedì 17 dicembre 2013

Và pensiero. Storie ambulanti, il nuovo film di Dagmawi Yimer


Mohamed Ba, accoltellato da uno sconosciuto mentre aspettava un autobus in pieno centro, a Milano; Mor Sougou e Cheike Mbengue, feriti gravemente a Firenze, nel 2011, in occasione dell'eccidio di Piazza Dalmazia; e poi ancora due persone uccise. Queste sono le storie di chi è sopravvissuto ad episodi di violenza ingiustificata e ingiustificabile, esperienze e testimonianze raccolte nel film Và pensiero. Storie ambulanti di Dagmawi Yimer, presentato nei giorni scorsi a Bologna e prodotto da Amm-Archivio delle memorie migranti. Un film importante per mantenere viva la memoria su fatti recenti e per continuare un approfondimento sui temi dell'immigrazione e del razzismo. Un fenomeno questo che può far paura o far torcere il naso a qualcuno ma che, in forme più o meno sottili, serpeggia ancora nella società italiana, una società che, come può ricordare il titolo del film con un omaggio a Giuseppe Verdi, dovrebbe essere ricca di Cultura e la Cultura dovrebbe aprire la mentalità.
Il regista, rifugiato dall'Etiopia, vuole raccontare al pubblico la violenza attraverso la voce e le emozioni di chi l'ha subita sulla propria pelle a causa del colore di quella pelle. E l'intento è duplice: far uscire le vittime dall'anonimato e far capire che, dietro ai corpi e ai volti, ci sono degli uomini e tutti gli esseri umani sono uguali.
Il film parte da un fatto di cronaca: l'11 dicembre 2011 Gianluca Casseri, estremista di destra, spara e uccide quelli che, su molti organi di stampa, vengono definiti genericamente “due immigrati senegalesi”: Yimer, invece, li fa conoscere attraverso il loro nome e cognome per dare sostanza e dignità alle loro vite a alla loro morte: Diop Mor che ha lasciato un bambino che, all'epoca, aveva sei anni e Sam Modu, 40 anni che lavorava in Italia per mandare i soldi in Senegal, dove vive sua figlia tredicenne che lui non aveva mai conosciuto.
Mohamed Ba, ferito nel 2009 e sopravvissuto ad un accoltellamento, racconta che la ferita ancora più dolorosa (e probabilmente inguaribile) gli è stata inflitta dall'indifferenza delle persone che, al momento dell'aggressione, hanno fatto finta di niente e delle istituzioni che, in seguito all'accaduto, non hanno dato alcun segnale. Un uomo con la testa rasata gli si avvicina e dice “Qui c'è qualcosa che non va” e Mohamed risponde: “No, non c'è niente che non va, è una spledida giornata di sole”. L'uomo estrae il coltello e gli affonda la lama nello stomaco. Non contento, quando Mohamed cade a terra, gli sputa addosso. E ancora: Moustafa Dieng, a causa dell'aggressione di Casseri, ha perso l'uso delle gambe e ora vive in centro per disabili per seguire corsi di riabilitazione senza, però, riuscire a riprendere a lavorare.
Queste quattro persone sono due volte vittime, secondo il regista: vittime dell'odio cieco e ottuso, ma vittime anche della stampa e dei mezzi di informazione che invece di mettere al centro della notizia le conseguenze per gli stranieri aggrediti, hanno scelto di parlare (e di accandere i riflettori) sui delinquenti. Questo film vuole ristabilire un giusto equilibrio e una corretta prospettiva nell'analisi dei fatti.


domenica 1 dicembre 2013

Quando l'arte e la cultura si uniscono per salvare un sogno


L'Associazione per i Diritti Umani è molto lieta di partecipare (e di invitarvi) all'iniziativa promossa e organizzata da Spazio Tadini, dal titolo “Save my dream”, che pubblichiamo qui di seguito.
L'Associazione per i Diritti Umani, nell'ambito della manifestazione artistica e culturale, ha invitato l'attore e scrittore MOHAMED BA che presenterà il suo romanzo “Il tempo dalla mia parte” e con il quale sarà possibile approfondire molti argomenti relativi e legati al macrotema delle migrazioni.
Durante la serata verrà proiettato un documentario (ma vi lasciamo la sorpresa) e Mohamed Ba parlerà anche del suo nuovo spettacolo teatrale, dal titolo: “Il riscatto”. Letteratura, cinema e teatro con un ospite importante: questa è la proposta che abbiamo deciso di farvi per salvare i sogni e le aspettative di chi è costretto a lasciare il proprio Paese e tenta di arrivare in Europa in cerca di un'esistenza migliore.

Il nostro incontro con Mohamed Ba si terrà giovedì 12 dicembre, alle ore 18.30





SAVE MY DREAM
Inaugurazione 7 dicembre 2013 – ore 18.30
Spazio Tadini via Niccolò Jommelli, 24 –Milano

Iniziativa svolta con il Patrocinio gratuito del Comune di Lampedusa e Linosa e, al momento, con la collaborazione di Corriere delle Migrazion, Cesvi e Associazione Per i Diritti Umani.


Artisti da tutta Italia hanno scelto di salvare dal naufragio i sogni degli emigrati che muoiono al largo del Comune di Lampedusa e Linosa. Una collettiva organizzata da Spazio Tadini a cura di Melina Scalise e Francesco Tadini per ridare vita ai sogni delle vittime perché:
Quei sogni sono quelli che danno dignità ad ogni essere umano”.


L’associazione culturale Spazio Tadini il 7 dicembre 2013 inaugura una mostra collettiva per ricordare le “vittime dell’immigrazione” decedute e che ancora muoiono nella traversata del Mar Mediterraneo alle porte di Lampedusa e Linosa nel tentativo di essere accolti in un nuovo Paese. L’evento non vuole essere solo commemorativo, ma anche propositivo e di sostegno concreto ai Comuni italiani delle coste siciliane che affrontano ogni giorno la tragedia di migliaia di persone pronte a morire pur di tentare di cambiare le loro condizioni di vita. Perché la loro morte non sia vana e perché crediamo che i loro sogni affondati in mare siano quelli di qualunque essere umano, si è organizzato questo evento d’arte benefico dal titolo Save My Dream di cui il Comune di Lampedusa e Linosa ha accettato l’invito.
Sono già decine gli artisti che hanno accettato di donare un loro lavoro al Comune per raccogliere fondi. Le opere raccolte rappresenteranno i “Sogni” che si vogliono salvare dal naufragio. Sarà il Comune di Lampedusa e Linosa a scegliere se effettuare una vendita immediata o se dare vita a una mostra itinerante o permanente per cui i visitatori potranno, con la loro offerta, dare un sostegno economico duraturo nel tempo.
Nel 1963 Martin Luther King, al Lincoln Memorial, durante la marcia per lavoro e libertà disse: “« I have a dream: that one day this nation will rise up and live out the true meaning of its creed: "We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal" » « Ho un sogno: che un giorno questa nazione si sollevi e viva pienamente il vero significato del suo credo: "Riteniamo queste verità di per sè evidenti: che tutti gli uomini sono stati creati uguali». Oggi la difesa dei diritti civili pone l’accento non tanto sulla diversità del colore della pelle, quanto sulle diversità economiche e religiose. Flussi migratori di persone disperate, in cerca di pace, in cerca di un lavoro, di condizioni migliori per far crescere i propri figli pongono ancora oggi l’importanza della difesa dei diritti umani. Questa non è solo una questione di confini, ma di valori. Ebbene Martin Luther King aveva una sogno e noi quel sogno lo uniamo a quello di tante persone che oggi lottano per una vita migliore a prescindere dal Paese di provenienza. Vogliamo che nessuno perda la visione del suo sogno, per rincorrerlo, per dare un senso alla vita, affinchè il loro sogno, come quello anche di molti Italiani, in questo momento difficile per l’economia anche del nostro Paese, anneghi miseramente in mare.
Spazio Tadini non vuole far perdere la visione di questi sogni e invita gli artisti (la partecipazione sarà aperta a tutti gli artisti che desiderano aderire al progetto e agli obiettivi promossi dall’associazione Spazio Tadini) a realizzare un’opera che li raffiguri. L’opera di dimensioni 20x20 cm o 30x30 cm o 20x30 cm sarà donata al Comune di Lampedusa e Linosa con lo scopo di raccogliere, dal ricavato della vendita, denaro da utilizzare per aiutare gli immigrati.
Ogni opera conserverà il valore di mercato dell’autore (comunque indicato dall’artista) e rappresenterà un sogno. A ogni lavoro verrà attribuito un titolo numerico in ordine d’arrivo all’associazione quindi: “Sogno n.1, Sogno n.2, Sogno n.3 etc” con relativa firma dell’autore.
Tutte le opere saranno esposte a Spazio Tadini a partire dal 7 dicembre 2013, giorno dell’inaugurazione, e rimarranno esposte fino a gennaio con data da definirsi in quanto l’obiettivo è cercare di raccogliere più adesioni possibili. Finita l’esposizione, i sogni partiranno per la Sicilia. Per la cerimonia di consegna, è prevista una performance di teatro danza a cura della coreografa, “I have a Dream”, nonché socia di Spazio Tadini, Federicapaola Capecchi che, da sempre, attraverso il suo lavoro di ricerca coreografica, è impegnata su temi sociali.
Il progetto artistico Save My Dream è curato da Francesco Tadini e Melina Scalise, fondatori dell’associazione Spazio Tadini, attraverso la quale hanno già promosso altre collettive d’arte che focalizzano l’attenzione su temi di rilievo sociale come i Muri Dopo Berlino nel 2009 e Soldi D’artista nel 2010. Si ricorda che sempre a Spazio Tadini è stato presentato il movimento I marzo 2010 un giorno senza immigrati, la cui immagine era stata realizzata dall’artista siciliano Giuseppe Cassibba
Save My Dream sarà accompagnata da momenti di riflessione e dibattito. Per ora sono già in calendario, ma sono previste nuove adesioni e presenze di rappresentanti istituzionali:
  • 9 dicembre ore 21 Destra Futura incontro sul tema con Ettore Rivabella, Antonio Venier e altri ancora...
  • 12 dicembre ore 18.30 incontro con Associazione per i Diritti Umani e Mohamed Ba (presentazione del libro “Il tempo dalla mia parte” e molto altro ancora.
  • 18 dicembre ore 18 incontro organizzato dal Cesvi alle ore 18
  • CON DATE DA DEFINIRE: Incontro con Corriere delle Migrazioni

domenica 13 ottobre 2013

Mohamed Ba: un incontro ricco di riflessioni e poesia

Pubblichiamo il video dell'incontro che l'Associazione per i Diritti Umani ha organizzato ieri, sabato 12 ottobre, con Mohamed Ba per la presentazione del suo libro "Il tempo dalla mia parte". 
Ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato, il Centro Asteria per aver ospitato questa iniziativa e Mohamed per le sue parole, per gli approfondimenti e per aver condiviso tutto questo con noi (e ora anche con chi non è potuto venire) anche e soprattutto in un momento così importante per la nostra società.



lunedì 30 settembre 2013

LA CAROVANA DEI DIRITTI: prossimi due incontri pubblici organizzati dall'Associazione per i Diritti Umani



 
Cari amici,
ecco il programma dei prossimi due incontri organizzati dall'Associazione per i Diritti Umani.
Vi preghiamo di partecipare numerosi e di aiutarci a divulgarlo per l'importanza degli argomenti, per la possibilità di conoscere gli autori, per fare domande e proposte, per un approfondimento utile anche agli studenti, che diventeranno i cittadini di domani o che si sono da poco affacciati all'attualità sociale. Per tutti noi, insieme nella riflessione e nella tutela dei diritti. Vi ringraziamo e vi aspettiamo!
SABATO 12 OTTOBRE: presentazione del libro di MOHAMED BA “IL TEMPO DALLA MIA PARTE”
presso CENTRO ASTERIA, piazza Carrara 17.1 angolo Viale G. da Cermenate 2 Milano


 MERCOLEDI' 16 OTTOBRE: presentazione del libro di SHADY HAMADI “LA FELICITA' ARABA: STORIA DELLA MIA FAMIGLIA E DELLA RIVOLUZIONE SIRIANA”
presso Bistrò del tempo ritrovato, Via Foppa 4, Milano













martedì 24 settembre 2013

La carovana dei diritti

Cari amici,
dopo mesi di infaticabile lavoro abbiamo il piacere di presentarvi le iniziative tra ottobre e dicembre dal titolo “La carovana dei Diritti”. L’iniziativa si compone di 5 eventi in diversi luoghi di Milano che hanno come tema comune i Diritti Umani. Ringraziamo fin d’ora tutti gli illustri ospiti, i responsabili degli spazi in cui si svolgeranno gli eventi, gli sponsor e in generale tutte le persone che ci hanno aiutato e che hanno reso possibile la realizzazione del programma; con la speranza di poter organizzare una seconda parte di “carovana” da febbraio a maggio.
Vi preghiamo di partecipare numerosi e di aiutarci a divulgare gli incontri per l'importanza degli argomenti, per la possibilità di conoscere gli autori, per fare domande e proposte, per un approfondimento utile anche agli studenti, che diventeranno i cittadini di domani, o che si sono da poco affacciati all'attualità sociale. Per tutti noi, insieme nella riflessione e nella tutela dei diritti. Vi ringraziamo e vi aspettiamo!


mercoledì 26 giugno 2013

Il tempo dalla mia parte: il primo libro di Mohamed Ba



L'attore, autore teatrale e musicista, Mohamed Ba ha deciso di narrare anche con la parola scritta e lo fa con il suo primo libro intitolato “Il tempo dalla mia parte”, pubblicato dalla casa editrice San Paolo, in cui racconta l'odissea di un popolo alla disperata ricerca di un tamburo. La siccità non lascia tregua: nessuna goccia di pioggia ammorbidisce il terreno secco della mitica Jolof, terra africana densa di racconti e incrocio di popoli e il giovane Amed si vede affidare una missione importante: dovrà partire per l'Occidente alla ricerca del tamburo magico, capace di invocare la pioggia e interrompere l'arsura. Ma Amed non è il primo a partire: un gruppo di giovani ha tentato l'impresa e non ha mai fatto ritorno. Tra Francia e Italia, tra momenti spassosi e altri di intensa drammaticità, questa vicenda si legherà a doppio filo ai problemi della convivenza tra popoli diversi, fino a costituire una vera e propria fiaba di riconciliazione. 


In occasione dell'uscita del libro, abbiamo rivolto alcune domande a Mohamed Ba:

Spesso, nelle favole o nei racconti mitologici, ci sono elementi simbolici: cosa rappresenta, in questa storia, la ricerca del tamburo perduto?


L'Africa, ancora prima dell'islamizzazione e dell'evangelizzazione, ha sempre avuto un rapporto morganatico con la natura. L'uomo considera se stesso come una perla la cui importanza avrà senso solo considerando l'intera collana, cioè la comunità sospesa tra il mondo visibile che siamo noi ed il mondo invisibile, quello degli Antenati che non sono sotto la terra ma circumnavigano attorno e ci curano. L'unico modo che abbiamo per entrare in contatto con loro è il tamburo. Nel mio romanzo, il tamburo rappresenta più di uno strumento musicale, ma diventa quel battito che farà ballare l'umano che c'è in ciascuno di noi, dovunque provenga. Ricercare il tamburo è più o meno l'analisi del terreno sul quale si vuole costruire un ponte per superare le divisioni secolari tra Nord e Sud del mondo.

Possiamo considerare questo testo come un testo anche sul tema dell'importanza della Memoria?


Tanti sono i figli d'Africa che sanno poco o nulla della loro storia. Quel poco che ne masticano passa attraverso i libri di testo scritti da altri e la conseguenza e la cancellazione progressiva dei valori morali tradizionali. Le frontiere e le lingue postcoloniali ci hanno divisi. Fratelli di ieri si massacrano oggi, la narrazione sotto l'albero - illuminati dal fallo e cullati dalla kora - si fa sempre di meno e gli anziani, una volta sacri, oggi si sentono quasi inutili. Credo che un popolo senza memoria è come una zebra senza strisce.

Lei vive da anni a Milano: è vero che, nonostante il passare del tempo, è sempre presente il sentimento della nostalgia per chi ha lasciato il proprio Paese d'origine?


Io vivo e lavoro in Italia da quattordici anni quindi posso affermare di essermi gradevolmente "italianizzato". Tuttavia, mi muovo con la consapevolezza che il tronco d'albero in acqua ci può stare per secoli ma non diventa mai un coccodrillo. Sono tra coloro che hanno lasciato tutto sulla strada della speranza senza dimenticare nulla.

Si tratta di una favola dedicata ai giovani e anche agli adulti? Ci può, infine, anticipare il significato del titolo scelto per il libro: "Il tempo dalla mia parte"?

Il romanzo parla ai giovani ma anche ai meno giovani. Parla della necessità di aprire nuovi orizzonti, perlustrare nuovi mondi per evolversi. La drammatica situazione economica del sud del mondo si scontra con l'intrappolamento sociale di cui soffre il nord. Il migrante di oggi si allontana dai suoi affetti e dai suoi effetti, convinto di potersi realizzare dall'altra parte della barriera. Crede possibile una decolonizzazione dell'immaginario ma si ritrova tra due fuochi incrociati: la sua comunità che è spesso remissiva e il pensiero dominante che lo vuole invisibile nelle città. Il migrante di oggi rifiuta di essere solo braccia ma cerca di far capire una valenza culturale e sociale che alberga in lui e che l'uomo di strada ignora. Il migrante cerca di dare un senso al suo stare in questo Paese, investe ed accetta di dare al tempo, il tempo di produrre il suo effetto. Non si nasconde, va verso l'altro con la convinzione che chi non conosca sia semplicemente un libro che aspetta di essere letto e non vuole privarsi di quella lettura. Il problema è che l'albero non più alto di te, non ti potrà mai dare l'ombra di cui hai bisogno. Quindi, con il tempo, il migrante si ritroverà nelle mani un patrimonio storico-culturale di un valore inestimabile di cui il popolo italiano avrà avuto poca cura. Speriamo che ci pensi lui, a valorizzarlo.