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sabato 11 aprile 2015


L'Associazione per i Diritti Umani




in collaborazione con LIBRERIA LES MOTS

PRESENTA



DIRITTI AL CENTRO:


La Tunisia oggi. Dalla rivoluzione all'attentato. La democrazia e le donne



Presentazione del saggio “FERITE DI PAROLE. Donne arabe in rivoluzione”

Alla presenza di una delle autrici, IVANA TREVISANI e di MONICA MACCHI; esperta di mondo arabo



MERCOLEDI 15 APRILE



ORE 18.30

presso

LIBRERIA LES MOTS

Via Carmagnola angolo via Pepe (MM 2, GARIBALDI) Milano
 




L’Associazione per i Diritti Umani presenta il secondo appuntamento della serie di incontri dal titolo “DiRITTI AL CENTRO”, che affronta, attraverso incontri con autori, registi ed esperti, temi che spaziano dal lavoro, diritti delle donne in Italia e all’estero, minori, carceri, immigrazione...

In ogni incontro l’Associazione per i Diritti Umani attraverso la sua vice presidente Alessandra Montesanto, saggista e formatrice, vuole dar voce ad uno o più esperti della tematica trattata e, attraverso uno scambio, anche con il pubblico, vuole dare degli spunti di riflessione sull’attualità e più in generale sui grandi temi dei giorni nostri.

Con questo incontro si parlerà di Tunisia, tema, purtroppo, di stretta attualità dopo l'ultimo attentao ISIS: un Paese in fase di trasfromazione, con una Costituzione, che sta andando in direzione della laicità. Parleremo ancora delle donne, della rivolzione che ha dato vita al cambiamento e di cosa chiede la popolazione.


IL LIBRO:


La Tunisia è certamente il paese più presente nelle testimonianze raccolte dalle due autrici. Anzitutto perché patria di Mohamed Bouazizi, l’ambulante che si diede fuoco dopo l’ennesima multa subita per il suo carretto di frutta e verdura. L’importanza che il suo gesto ha avuto per la deflagrazione delle rivolte in Nord Africa (e poi in Medio Oriente) emerge anche dalle parole di sua madre, che ritirando la denuncia nei confronti dell’agente municipale accusata di aver schiaffeggiato Bouazizi, «si è riconosciuta l’autorevolezza necessaria di una decisione in proprio e scivolando alle spalle di un sistema giudiziario, che sentiva improntato più alla vendetta che alla giustizia, ha spiazzato l’intero sistema opinionistico e di informazione mondiale»: «Rivedo Mohamed ogni giorno, negli occhi di tutti i tunisini che incontro. La loro e la mia libertà sono più importanti di ogni altra cosa. Questo è il vero riscatto per la vita di mio figlio!». Sempre in Tunisia, sono ancora ben impresse nella memoria le immagini delle donne e degli uomini in coda ai seggi per le prime elezioni libere dopo Ben Ali. L’assemblea costituente eletta ha provato in due occasioni a inserire nel nuovo testo costituzionale limitazioni alla libertà delle donne, ma in entrambi i casi le proteste, ad esempio il 13 agosto 2012, in quello che in Tunisia è il giorno della donna (in ricordo dell’approvazione, nel 1956, della Convenzione per l’eliminazione delle discriminazioni contro le donne), hanno ottenuto il loro obiettivo: «Le donne non hanno detto la loro ultima parola – scriveva in quei giorni Nadia Chaabane, attivista e componente dell’assemblea costituente – e se qualcuno pensa il contrario si sbaglia di grosso».



LE AUTRICI:

Leila Ben Salah e Ivana Trevisani: la prima è una giornalista italo-tunisina, collaboratrice dell’agenzia Ansa, la seconda è psicologa e antropologa e svolte attività di formazione all’estero per progetti psico-sociali, principalmente con le donne.










martedì 14 ottobre 2014

Presentazioni dell'Associazione per i Diritti Umani

Cari amici, vi ricordiamo che l'Associazione per i Diritti Umani organizza alcune presentazioni di saggi, documentari, romanzi etc. anche direttamente nelle scuole medie e superiori, nelle università e presso librerie e biblioteche.

Alcuni incontri sono elencati nel programma che trovate sul volantino qui a destra, ma si possono organizzare molti altri interventi su tanti argomenti di attualità.

Per chi fosse interessato e per le informazioni, potete scrivere alla mail: peridirittiumani@gmail.com


L'Associazione per i Diritti Umani provvederà ad invitare i relatori e a condurre l'incontro di approfondimento.

sabato 11 ottobre 2014

Una mostra pittorica per Gaza: presentazione lunedì !


L’Associazione per i Diritti Umani e FotografiSenzaFrontiere

in collaborazione con il Centro Culturale “Vik”di Gaza City

presentano la mostra collettiva

WINDOWS FROM GAZA”

Dipinti degli artisti Shareef Sarhan, Majed Shala, Basel Al-Maqousi

del collettivo Shababik Windows for Contemporary Art




INAUGURAZIONE 13 OTTOBRE 2014 ore 19.00





mostra aperta fino al 27 ottobre negli orari 9:30/13:00-15:30/22
Centro Asteria, Piazza Carrara 17.1 , ang. Via G. da Cermenate, 2 (MM2 Romolo), Milano



Ingresso libero: il ricavato della vendita delle opere verrà interamente devoluto a sostegno degli artisti



Windows from Gaza For Contemporary Art è un’organizzazione culturale con sede a Gaza, fondata nel 2003 da Majed Shala, Basel Al-Maqousi e Shareef Sarhan per formare e sostenere giovani artisti e per promuovere l’arte contemporanea palestinese a livello locale, nazionale e internazionale.



GLI ARTISTI IN MOSTRA



BASEL AL-MAQOUSI

Basel Al-Maqousi è pittore, fotografo, videoartist e insegnante di arte per i ragazzi sordomuti nell’Associazione Jabalia.

 

MAJED SHALA

Majed Shala laureato presso la Scranton University, ha realizzato numerose mostre personali in Medio Oriente, Sud Africa, Brasile e Italia, e collabora con la YMCA (Youth Men’s Christian Association) nei campi estivi di arte per ragazzi.

SHAREEF SAHRAN



Shareef diplomato in comunicazione, si occupa soprattutto di installazioni multimediali
 
 
 
 
 
 











lunedì 6 ottobre 2014

L'Iran di ieri e di oggi: lo sguardo delle donne




Mercoledì 8 ottobre , alle ore 19.00, si terrà un incontro pubblico con FARIAN SABAHI, in occasione della presentazione dei saggi Noi, donne di Teheran e Il mio esilio.

L'incontro si svolgerà a Milano, presso il Bistrò del tempo ritrovato, Via Foppa, 4 (MM2 Sant'Agostino). L'incontro è a cura dell' Associazione per i Diritti Umani.







«Donna è Teheran. E come ogni Shahrzad, sussurra le parole giuste. Convince. Incanta il suo interlocutore. E incanterà anche voi, se deciderete di viaggiare.»

Un racconto in prima persona sulle origini della capitale iraniana e sulle sue contraddizioni, sui diritti delle minoranze religiose e delle donne. Donne protagoniste in molti campi, persino nello sport, ma che sono ancora in fondo solo un tassello nella propaganda di regime. Un testo animato dai versi dei grandi poeti persiani che affronta anche con ironia i tempi più complessi, nel tentativo di abbattere i più vieti stereotipi sull’Islam



Shirin Ebadi è stata la prima donna iraniana e la prima musulmana a ricevere il Nobel per la Pace. Nel 2003 il Comitato per il Nobel l’ha scelta “per il suo impegno nella difesa dei diritti umani e a favore della democrazia”. Magistrato, costretta a lasciare il proprio incarico dopo la rivoluzione degli ayatollah, Shirin Ebadi è giurista, avvocato, scrittrice e pacifista. Vive ancorata al principio della legalità e della difesa dei diritti.
“L’11 febbraio fu annunciata la vittoria dei rivoluzionari. Eravamo felici, pensavamo fosse l’inizio di una nuova fase nella storia di un paese millenario. E invece, proprio quel giorno, l’8 marzo 1979, la radio annunciò che tutte le impiegate della pubblica amministrazione avrebbero dovuto coprire i capelli con il foulard.”. La giornalista Farian Sabahi incontra il premio Nobel per undialogo alla ricerca di un percorso per l’Iran di oggi, con uno sguardo indagatore sugli anni che hanno portato al teso clima politico attuale.





Farian Sabahi insegna Storia dei Paesi islamici presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Torino. È autrice di diversi saggi, accademici e divulgativi, tra cui Storia dello Yemen (Bruno Mondadori 2010), Storia dell'Iran 1890-2008 (Bruno Mondadori 2009), Un'estate a Teheran (Laterza 2007), Islam: l'identità inquieta d'Europa. Viaggio tra i musulmani d'Occidente (Il Saggiatore, 2006). Giornalista professionista, scrive per il "Sole24Ore". Ha realizzato due cortometraggi e scritto la sceneggiatura di alcuni spettacoli teatrali. Nel 2011 ha vinto il premio Amalfi nella sezione Mediterraneo e nel 2012 il premio Torino Libera intitolato a Valdo Fusi.


lunedì 10 febbraio 2014

Ritorna la CAROVANA DEI DIRITTI !


Carissimi lettori,

con grande gioia vi presentiamo la “Carovana dei diritti umani – parte seconda” !!!

Come promesso, abbiamo lavorato, durante questi mesi, per offrirvi gli incontri che trovate nel volantino che pubblichiamo qui di seguito: si comincerà con la presentazione del libro, serio e divertente, della giornalista Sanja Lucic, per continuare con la mostra fotografica di Mauro Prandelli (appuntamento rivolto agli studenti e agli insegnanti delle terze medie); poi ancora, avremo l'incontro con la scrittrice e fumettista Ghién Ben Mahmoud, la presentazione del saggio del Prof. Giuseppe Goffredo sul tema della pace e concluderemo con il libro di Don Andrea Gallo, a un anno dalla sua scomparsa, e con la presentazione di un documentario di Maurizio Fantoni Minnella.

Un programma ricco, reso ancor più interessante grazie alla presenza degli ospiti e di contributi video.

Vi preghiamo di partecipare, di dedicarci un pochino del vostro tempo, per conoscerci meglio, per dialogare con gli autori che si sono resi disponibili, per riflettere insieme sui grandi temi di attualità e, magari, anche per sorridere un po'.

Vi ringraziamo sempre per l'interesse che continuate a dimostrare per il nostro sito/giornale e vi chiediamo, se credete, di fare “passaparola” in modo da crescere tutti insieme in questo percorso, in questo progetto nel quale crediamo molto.
Segnatevi, quindi, date e orari e noi saremo lì ad accogliervi con grande entusiasmo!

Ci rivolgiamo anche agli studenti, per cui – chi fosse interessato ad organizzare incontri con gli autori, presentazioni di libri, film e documentari anche presso la scuola stessa – può scriverci alla mail: peridirittiumani@gmail.com


Buona lettura e vi aspettiamo agli incontri della carovana!



 
Ringraziamo sempre Stefano Masciovecchio, il nostro grafico di fiducia, per questi bellissimi volantini...

giovedì 30 gennaio 2014

Video di presentazione del film IL FIGLIO DELL'ALTRA

 
 
Possono ebrei e palestinesi condividere la stessa terra? Possono due popoli tanto diversi imparare a convivere pacificamente? E dei genitori possono amare i figli di altri? Questo e molto altro nell'opera prima cinematografica di Lorrein Levy, regista francese di origini ebraiche, intitolata "Il figlio dell'altra".
Il film è stato presentato dall'Associazione per i Diritti Umani nell'ambito del cineforum organizzato dall'Istituto SERAPHICUM, di Roma (Via del Serafico, 1). Ringraziamo tantissimo gli organizzatori e il pubblico per  l'accoglienza, l'interesse e la partecipazione.
 
Ricordiamo che i nostri video sono anche disponibili sulla pagina YOUTUBE dell'Associazione per i Diritti Umani
 
 
 
 

venerdì 15 novembre 2013

Ancora un appuntamento con la carovana

Cari tutti,
vi presentiamo il prossimo appuntamento con la carovana dei diritti: si tratta della presentazione del libro di Pegas Ekamba Bessa dal titolo:

 " L'Africa che fa!!!: cultura, tradizione, sorgenti di sviluppo per l'Africa".

L'incontro si terrà mercoledì 20 novembre alle ore 19.00, presso il Bistrò del tempo Ritrovato, in Via Foppa, 4   a Milano (MM Sant'Agostino)

Sarà un incontro interessante e originale. 

Vi aspettiamo!








martedì 12 febbraio 2013

Un nuovo logo per un sito e un'associazione culturale


Non è mai facile scegliere un logo che rappresenti e comunichi, nel modo più efficace, un'idea, un'iniziativa, un progetto. Noi – e questo grazie alla sensibile creatività di Stefano Masciovecchio – vi presentiamo, con grande gioia, il logo del sito www.peridirittiumani.com che state seguendo con interesse e attenzione; e siamo grati anche a voi che ci aiutate a portare avanti questa iniziativa.
Che è solo all'inizio.
Per preparare il logo siamo partiti dall'idea di un omino stilizzato che rappresentasse l'umanità, quel “noi” che intendiamo sorreggere, tutelare e a cui vogliamo dare voce. E poi le iniziali , la “d” e la “u” di Diritti Umani perchè il sito parla dei diritti di tutti: uomini, donne, bambini, anziani, giovani, senza alcuna distinzione. I diritti, che come si legge nella presentazione del sito, non sono e non devono mai essere disgiunti dai doveri. Nel rispetto degli altri, nel rispetto della vita.
Il colore azzurro del logo ricorda l'aria, un “volare alto” con il pensiero critico e la possibilità di viaggiare magari anche stando fermi. Un logo, per noi, elegante e incisivo che, speriamo, ci possa portare fortuna anche nel proseguimento di questa avventura: dicevamo, infatti, che siamo solo all'inizio perchè, ci siamo costituiti anche come associazione culturale che si pone, come obiettivo, quello di organizzare incontri, convegni, rassegne a tema, sui punti elencati nella Dichiarazione universale dei Dirittidell'Uomo.
Un progetto che ci auguriamo possa interessare sempre più persone: perchè proprio delle persone vorremmo prenderci cura.

Alessandra Montesanto

mercoledì 30 gennaio 2013

Rapporto HUMAN RIGHTS WATCH: l'occupazione israeliana dei territori palestinesi



Jubbet al-Dhib è un villaggio palestinese di 160 persone a sud-est di Betlemme. I bambini, per raggiungere la scuola in altri villaggi, devono percorrere un sentiero sterrato di 1,5 Km. Il villaggio non ha neanche l'energia elettrica perchè le autorità israeliane hanno respinto un progetto (finanziato da donatori internazionali) che avrebbe fornito lampioni a energia solare. Gli abitanti di Jubbet al-Dhib usano, per l'illuminazione, piccoli gruppi elettrogeni a carburante. I residenti, inoltre, si alimentano con prodotti conservati perchè, ad esempio, la carne e il latte vanno consumati velocemente a causa della mancanza dei refrigeratori.
Sde Bar è una comunità ebraica di circa 50 persone; è collegata a Gerusalemme da una nuova autostrada, la "Lieberman Road"; la comunità è anche fornita di una scuola superiore, di elettricità e di fondi per lo sviluppo residenziale.
Questi sono due esempi riportati nel rapporto di Human Rights Watch sui territori arabi occupati da Israele, intitolato: L'Apartheid in Palestina. Il libro sarà presentatao il 1 febbraio, alle 17.30, presso il Palazzo Ducale di genova, alla presenza del Prof. Alessandro Dal Lago.
Jubbet al-Dhib e Sde Bar si trovano, entrambi, nell'" Area C", in quel territorio che - in base agli accordi provvisori di pace di Oslo del 1995 - sono sottoposti al controllo civile e militare israeliano.
Il rapporto di Human Rights Watch mette in evidenza le pratiche israeliane che promuovono la vita nelle colonie e soffocano la crescita delle comunità palestinesi, controllandone molti aspetti della vita quotidiana, come, ad esempio: l'accesso alle reti elettriche, le richieste di permessi edilizi per le abitazioni, scuole e ambulatori medici e per le infrastrutture.
Un trattamento così diverso a causa dell'origine etnica e nazionale - non giustificabile da oggettivi pericoli di sicurezza - va a violare il divieto fondamentale di discriminazione.
Il testo del rapporto è stato tradotto anche in lingua italiana - con la cura di Gianfranca Scutari - con l'intento di farlo conoscere a tutti i gruppi, istituzioni e organizzazioni che danno il loro contributo per il pieno riconoscimento dei diritti umani, politici e sociali della popolazione palestinese. E'stato usato un linguaggio semplice per agevolarne la lettura anche e soprattutto a chi non conosce la situazione o abbia, come unica fonte di informazione, i giornali e la televisione che, spesso, riportano notizie poco chiare.