giovedì 3 gennaio 2013

Perchè il blog: il cammino dei diritti umani

Fino al 17 marzo 2013 sarà in corso a Milano, nella sede di Palazzo Reale, la mostra intitolata "Costantino 313 d.C.": un ricco, interessante percorso per celebrare l'anniversario dell'Editto dell'imperatore romano, quell'editto che inaugurava un periodo di innovazione culturale e politica e che sanciva, soprattutto, la tolleranza religiosa. 
Forse questa grande e importante esposizione può aiutare a ricordare e a riconfermare almeno alcuni dei punti della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, del 1948, quella a cui oggi si fa riferimento, forse la più conosciuta, forse la più letta. Così come, spesso, si ricorda la Dichirazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino, promulgata nel 1789, durante gli anni dell'Indipendenza americana e della Rivoluzione francese.
Nel 2008 si è celebrato il 60mo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, adottata da 58 Paesi nel mondo; nel 1976, invece, in occasione del duecentesimo anniversario della Rivoluzione americana, in una riunione non ufficiale, un gruppo di studiosi e di politici ha redatto la Carta di Algeri, una carta informale e non vincolantein cui si stabiliva, ad esempio, che ogni popolo ha diritto ad un governo che rappresenti tutti i cittadini senza distinzione di razza, sesso, opinione o colore.
Ma, restando in Africa, pochi conoscono la Carta di Kurukan Fuga o Charte du Mandé.
Nel 1235 il re Sundjata Keita (erede del regno odierno del Mali meridionale) era destinato - secondo le leggende e una profezia dell'epoca - a diventare un grande imperatore. Riuscì, infatti, a riunificare l'impero Mandé che, un secolo dopo, diventò il grande impero del Mali. 


 

Soundiata Keita volle assicurare, nelle aree di quel vasto teritorio e alle sue genti,la fratellanza e una pace duratura e lo fece attraverso la promulgazione della Charte du Mandé che si snoda in sette punti:

ogni vita è una vita
il torto richiede una riparazione
aiutatevi reciprocamente
veglia sulla patria
combatti la servitù e la fame
che cessino i tormenti della guerra
chiunque è libero di dire, fare e di vedere

Queste sono le basi per le successive dichiarazioni sui diritti umani.
Ma possiamo fare un ultimo salto nel Passato e nella Storia per citare il celebre cilindo di Ciro II di Persia. Siamo nel 539 a.C. : le truppe dell'Impero persiano entrano nella città di Babilonia. Per guadagnarsi il favore dei sudditi e legittimare la conquista della città, Ciro fa redigere il testo sul cilindro che viene poi interrato sotto le mura, secondo un rito di fondazione. 
Il testo del cilindro è composto da due frammenti (conservati oggi al Museo archeologico di Teheran) ed è considerato il primo riconoscimento ufficiale dei diritti umani.

Questo è solo un breve excursus del cammino che, attraverso il tempo e lo spazio, è stato compiuto dall'umanità per cercare di affermare i propri diritti (che non prescinodono dai doveri). Ma - da ciò che si vive quotidianamente, dalle notizie riportate dai mass-media, dagli incontri con le persone - si intuisce che il percorso sia ancora lungo e tortuoso. 
Proviamo, con questo blog, a dare il nostro piccolo contributo perchè "...Non si potrà avere un globo pulito se gli uomini sporchi restano impuniti. E' un ideale che agli scettici potrà sembrare utopico, ma è su ideali come questo che la civiltà umana ha finora progredito (per quello che poteva). Morte le ideologie che hanno funestato il Novecento, la realizzazione di una giustizia più giusta distribuita agli abitanti di questa Terra è un sogno al quale vale la pena dedicare il nostro stato di veglia", dall'introduzione Per un mondo più umano di Antonio Tabucchi al saggio Il sogno dei diritti umani di Antonio Cassese, Serie Bianca Feltrinelli.